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Per chi non lo sapesse, Transparency è una delle associazioni che a livello mondiale conosce meglio il fenomeno della corruzione, ne sa valutare l’impatto sulla vita delle persone e sul sistema economico ed è in grado di quantificarne il peso.

Annualmente Transparency pubblica sul proprio sito internet (www.transparency.org) una classifica relativa al livello di corruzione “percepita”, sulla base di una metodologia di rilevazione assai precisa e complessa, per chi fosse interessato, ben spiegata nel dettaglio in una delle sezioni del sito stesso.

Possiamo consultare liberamente i dati dal 2001 ad oggi. All’inizio del secolo (e dell’Impero Berlusconiano), l’Italia occupava la posizione n. 29, nel 2007 era alla n. 41, nel 2008 alla n. 55 e oggi – trionfale – siamo rotolati al n. 63, peggio della Turchia o della Namibia.

Questo avviene mentre il Governo vuole inserire tra i reati “scudati” dall’imminente “processo breve” anche la corruzione che – evidentemente – non è un problema che crea “allarme sociale”. E lo credo bene, ci siamo dentro tutti!

Chi volesse, può sbirciare quì la mappa della corruzione nel Mondo. Più il colore del paese tende al blu e più quel paese è corrotto… Noi stiamo avvicinandoci a un bel “blu di Prussia”…

4 anni

Questo blog ha 4 anni. Auguri.

Nacque per caso, solo per la voglia di emulare “Fabioletterario” che si era appena cacciato in una delle sue molte avventure ed è grazie a lui se ho scoperto questo mondo nuovo. Ora Fabio si è stancato di scrivere e non aggiorna il suo blog da mesi ma in fondo bisogna farsene una ragione, perchè tutto ha un termine nelle cose umane.

abraracourcixAssieme a lui, sono molti gli amici e le amiche che hanno appeso il pc al chiodo in questi anni, talvolta presi da altre forme di comunicazione che fanno sembrare lo strumento blog quasi una modalità di comunicazione antica e un po’ polverosa.

Tante volte anche io mi sono detto “a che pro? che credi di fare? non vedi che non hai nulla da dire” e tante volte mi sono convinto che fosse giunto il momento di ringraziare, salutare e chiudere.

Ma poi ogni volta, giunto al dunque, non ho avuto il coraggio e mi sono detto “ok, ok, chiuderò il blog. Però non oggi, oggi proprio non mi va!” E quindi sono ancora qui… in questo simile ad Abracourcix, il pingue, collerico e presuntuoso capo del villaggio di Asterix, che ha una sola paura e una sola certezza: che il cielo gli cada sulla testa, ma – come dice lui – “che cada è certo, ma domani no di sicuro!”

Ed è esattamente quello che dico pure io: che questo blog chiuda è certo, ma domani no di sicuro!

Cosentino

Non so se essere più disgustato o ammirato da Nicola Cosentino.

Il sottosegretario all’Economia è sotto inchiesta per i suoi (presunti) legami con la camorra e in particolare con il sanguinario e spietato clan dei casalesi, dei quali sarebbe il referente istituzionale nel governo. Insomma, lo si accusa di essere sodale con una manica di assassini, cose che fanno sembrare il processo Mills una bazzecola, poco più di una multa per divieto di sosta.

Lasciamo stare che addirittura uno come Scajola (Scajola!!!) considerava Cosentino “incandidabile” ancora prima della richiesta di arresto e lasciamo pure stare che Berlusconi continua a sostenerlo (sappiamo tutti chi è Berlusconi) e fermiamoci su un aspetto, presumendo – come doveroso che sia – che Consentino sia innocente.

Se una persona perbene, con un ruolo, un’immagine e una onorabilità pubblica fosse accusata all’improvviso di essere sodale di assassini, come reagirebbe? Ragioniamoci un istante. Io, ad esempio, nel mio piccolo sono una faccia un po’ nota in certi ambienti (insegno all’Università, ho parlato in convegni vari, sono stato diverse volte ospite di tv locali…niente di che, ma è qualcosa) e se aprendo “Il Messaggero Veneto” si leggesse che sono sotto inchiesta per qualche peccatuccio veniale legato alla mia attività (poniamo favoritismi agli esami? oppure turbativa elettorale?) come reagirei?

Sono una persona onesta, una persona normale, una persona che tiene alla propria onorabilità. E quindi sarei disperato, darei in escandescenze, non dormirei la notte, mi vergognerei a farmi vedere in giro per paura della gente e delle sue malignità (“si si è lui, quello che insegna all’Università e regalava 30 in cambio di favori sessuali…che schifo, che gente! dove andremo a finire…“). E soprattutto ogni mia energia andrebbe spesa per dimostrare al mondo la mia totale innocenza, per pulire da qualsiasi macchia la mia veste immacolata.

Invece Cosentino, come nulla fosse, continua a fare i fatti suoi…Continua a lavorare per essere candidato presidente alla Regione Campania (che – per inciso – se lo vota, ha il presidente che si merita), rimane nel Governo, si fa vedere in giro, non da spiegazioni, appare addirittura fresco e riposato.

E allora, a costo di sembrare giustizialista, una sensazione voglio condividerla con chi passa da questo salotto: se uno di fronte a queste accuse rimane così indifferente, sereno, freddo e tronfio significa solo una cosa. Che è colpevole.

S’io fossi Pierluigi…

Di poche cose sono sicuro, assolutamente sicuro. Una è che – in un giorno forse remoto, forse vicino – la Vecchia Signora con la falce si ricorderà di me. L’altra è che Silvio Berlusconi la farà franca e non finirà mai non dico in galera, ma neppure politicamente rovinato e schiacciato dal peso dei suoi crimini passati.

Berlusconi ha tanti, tantissimi difetti ma un pregio innegabile: è un lottatore mai domo… tenace, ingegnoso, spietato, scaltro, senza scrupoli, furbissimo. Insomma, non è pesce che si fa infiocinare dal primo che passa e anche stavolta otterrà quello che vuole (cioè una nuova leggina a suo favore) a costo di fracassare tutto lo Stato.

E allora bisogna prenderne atto. Ha la volontà, la capacità, la tenacia e i mezzi per centrare il suo lercio risultato e mettersi di traverso non servirà a nulla stavolta, come a nulla è servito in passato. E dunque, bisogna ragionare in modo diverso.

I miei presupposti sono due:

1. Silvio Berlusconi è un uomo screditato irrimediabilmente a livello internazionale e vissuto come problema da una parte rilevante del polo conservatore e moderato italiano. Oltre a questo, l’aspetto anagrafico e quello relativo al suo bizzarro stile di vita generano un’atmosfera da fine regno e trascinare troppo a lungo l’agonia nuoce a tutti.

2. Silvio Berlusconi non lascerà mai il potere fino a quando non sarà tranquillo che la propria personale situazione giudiziaria non sia sistemata in via definitiva e irrevocabile.

E allora, quello che serve ora è una exit strategy, che metta fine a questa agonia senza troppi strascichi e troppi danni per il sistema nel suo complesso, tenendo presenti i vincoli di cui sopra.

E allora – con una pinzetta nel naso e lo stomaco in preda ai subbugli – se fossi Pigi Bersani andrei a palazzo Grazioli a trovare Silvio e gli farei questo discorso:

“Guarda, siamo disposti ad approvare una leggina a superpersonam. Una cosa del tipo: i maschi di età compresa tra 72 e 74 anni, proprietari di almeno due ville barocche in Lombardia, alti non più di 1.66 e con almeno due matrimoni falliti alle spalle che siano stati accusati di reati finanziari, tributari, patrimoniali o ad essi connessi sono amnistiati. Siamo disposti anche ad approvare una procedura superaccelerata, di modo che oggi è giovedì e per la fine del prossimo weekend sei di nuovo libero e tranquillo, mondo da ogni peccato…”

“…Però – aggiungerei – questa leggina deve essere accompagnata da una contestuale approvazione di una riforma elettorale che ti toglie definitivamente dai coglioni, una riforma che scriviamo noi nel nostro esclusivo interesse e che non potrà essere emendata o modificata se non a maggioranza qualificata. Una legge che preveda chiaramente dei vincoli di eleggibilità nei confronti dei beneficiari della leggina di cui sopra. Al termine di tutto questo, si sciolgano le Camere e si voti, di modo che, chiunque la vinca, sappiamo che finalmente la tua stagione politica è finita per sempre”.

Non è una bella soluzione. Non è la soluzione che io preferirei. Ma è una soluzione…Fossi in Bersani ci penserei…

Cattolici senza Dio

Stefano Cucchi è morto perché “anoressico, drogato e sieropositivo”. Questa la sentenza inappellabile di Carlo Giovanardi, il cattolicissimo sottosegretario alle Politiche Giovanili.

Non so nulla della vita o della morte di Stefano Cucchi, ma ritengo la dichiarazione non richiesta del sottosegretario molto ma molto istruttiva. Serve a capire meglio di ogni altra cosa la differenza che passa tra la compassione e l’umanità del Cristianesimo e l’arido, crudele e freddo animo di un querulo bigotto senza Dio e senza valori.

Dilemmi risolti

“E’ necessario per forza? se non sai cosa scrivere, in fondo puoi anche non scrivere niente…”

E così miss Lucas – scuotendo severa il caschetto fresco di parrucchiere – ha risolto il mio dilemma per il post del giorno.

Confermando una delle teorie-guida della mia vita: “quando non sai che fare, siediti e non far nulla”.

Hannah, ancora una volta

img_114982_lrgAvendo realizzato di essere una persona buona ed essendomi comportato bene per tutto il weekend, ieri sera ho deciso di premiarmi.

Pertanto, ho preparato un te al bergamotto, aperto un pacchetto di wafer al cioccolato e messo in onda il dvd di “Hannah e le sue sorelle“, un ispirato Woody Allen del 1986.

Si tratta di uno dei miei film preferiti. In una New York da favola, le vicende personali di 3 sorelle nell’arco di un paio d’anni, scansiti dai Thanksgiving nella casa di famiglia.

Hannah è la sorella maggiore, attrice raffinata e di talento, con un matrimonio naufragato alle spalle e un’altro che traballa perchè il coniuge ha una cotta per la sorella minore, Lee, ragazza irrisolta che vive con un artista scontroso verso il quale nutre una sorta di Sindrome di Stoccolma. Nel mezzo Holly, la sorella “fallita”. Attrice che non sfonda, cantante che non canta, zitella che non combina molto con gli uomini, sempre piena di idee bislacche e con un rapporto di dipendenza/risentimento verso la sorella maggiore.

Il film – pur nella leggerezza della trama – è delizioso, assolutamente delizioso. E’ un film rilassante, che ti fa star meglio per molte ragioni: il garbo con cui viene trattata la vicenda, la perfezione formale della sceneggiatura (non a caso premiata con l’Oscar), con dei personaggi che parlano sempre in modo elegante, composto, lessicalmente ricco ma mai piacione o narciso. E poi la bellezza di New York nelle varie stagioni e su tutto la dolcezza di Hannah, la protagonista, che forse si vede poco, forse spicca poco, ma è tra tutti i personaggi il più complesso, tenero e – per certi versi – infelice ed incompreso.

“E’ una notte così nera e io mi sento perduta” sussurra Hannah al buio, mentre la crisi del suo matrimonio è all’apice. Questa frase scuote il marito, che le sussurra “non sei perduta, perchè io ti amo tanto” e la coppia si ricompone…

Neppure io mi sentirò mai perduto fintanto che riuscirò a godere con serenità di piccoli gioielli come questo… da riguardare ogni tanto, magari con la coperta sulle gambe e il te al bergamotto vicino, mentre fuori inizia a piovere e il traffico serale sta allentandosi per poi perdersi nel freddo della notte, questa prima notte di novembre…

Ignazio Marino

Da luglio e fino a due giorni fa ho lavorato nella mia regione per la candidatura di Ignazio Marino.

Mi ero ripromesso “mai più lavori gratis, mai mai mai mai più in mia vita…” e invece ci sono caduto… Ma il fatto è che Marino mi piaceva proprio, come essere umano prima ancora che come politico. Ho avuto modo di conoscerlo, di farci un viaggio in macchina non lunghissimo (UD-TS) ma quanto basta per formarmi un opinione un minimo sensata, certo solo a pelle, ma sensata.

E mi era sembrato oggettivamente un politico diverso dagli altri, capace di toccare temi e corde che di solito non compaiono nel discorso pubblico, con un garbo e una mitezza ormai scomparsi. Un uomo d’altri tempi, con tenerezze domestiche (la figlia che telefona per dare la buonanotte e sapere in che città è papà…) e passioni vere.

Non so dove sarebbe andato a finire il PD con lui, ma avrei voluto avere il tempo di scoprirlo… dopotutto, sono talmente tanti anni che perdiamo sempre allo stesso modo, e invece quanto mi sarebbe piaciuto perdere in un modo diverso!

Sarebbe stata L’occasione di qualcosa di nuovo.

24 ore

Dunque, vediamo se ho ben capito la questione…

Il presidente della Regione Lazio (piantamola di chiamarli governatori!) è stato beccato con una prostituta transessuale, ricattato (dai carabinieri!) e forse coinvolto in una vicenda di consumo di cocaina (quanta? non si sa…).

La vicenda è inquietante e fastidiosa…innanzi tutto inizio ad averne le tasche piene di una classe politica puttaniera che crede che tutto le sia consentito, che agisce come sulla base di una doppia morale. Fanno quel che vogliono salvo poi dire – come Marrazzo ieri – “per me la mia famiglia è tutto…” bisognava pensarci prima.

Ma in fondo, se non ci fossero stati i ricatti, potremmo pure dire che sono solo fatti del Marrazzo, ma la faccenda di un presidente di Regione ricattato, l’apprendere che i ricattatori sarebbero membri dell’Arma dei Carabinieri e che – come riportavano alcuni giornali – in settori politici governativi si sapeva di questo video fin da agosto beh, questo mi da un senso di basso Impero pazzesco. Di una politica sotterranea fatta di gente che grufola nel fango dalla sera alla mattina alla caccia di chi ha la piattola più grossa e sazia…francamente uno spettacolino poco edificante.

Però – in questo merdaio – una notizia positiva per il centrosinistra: volente o nolente infatti, dopo sole 24 ore, Marrazzo si è fatto da parte… Berlusconi invece è ancora lì che frigna, strepita, ingiuria, minaccia, ciurla nel manico e accampa scuse…

Caro Berlusconi, noto utilizzatore finale di signore benpagate, Marrazzo se ne è andato subito, Lei che cosa aspetta ancora?

Valigetta rossa

Ieri pomeriggio ho sistemato carte.

La quantità di documenti che una persona normale produce nell’arco di un mese è impressionante e considerando che io non ci mettevo mano da circa un anno beh… si può immaginare che ho trovato.

Contratti di lavoro, bollette pagate, bollette da pagare, ricevute di multe, scontrini della spesa, ricevute di tintoria.

E poi, sgualcito e scolorito, lo scontrino di acquisto di una valigetta per pc rossa da 80 €, della Samsonite. Acquistata il 30 gennaio. Ricordo di un tempo più lieto e di una ricorrenza ormai passata. L’ho tenuto stretto tra le mani, l’ho letto e riletto. E non sono stato capace di gettarlo via.

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