Qualcuno avrà forse notato che ho cambiato la testata del blog. E’ scomparsa l’immagine della magica foresta di Brocelandia – un posto incantato dove mi sono immerso per ore alcuni anni fa – e al suo posto c’è un acquarello raffigurante l’angolo di una via affollata e colorata.
E’ rue Mouffetard, nel cuore del Quartiere Latino, a Parigi. E’ un posto che mi manca e dove vorrei tornare. Anzi, forse dove vorrei pure vivere, in un mezzanino luminoso che da sulla piazzetta, due stanze piene di libri e il chiasso della strada, la musica dei viandanti e il profumo dei ristoranti che mi raggiunge mentre sono intento a scrivere un post per il blog ovviamente intitolato Cinemà, Cuisine, Chansons et Bavards.
Rue Mouffetard è una via piena di ristoranti e bistrot di ogni credo, cultura e cucina, alternati da chioschi e bancarelle per lo più di generi alimentari. Piena zeppa di turisti (ahimè), ma comunque pittoresca, piacevole, chiassosa e in fondo in fondo ancora a buon mercato. In molti posti si mangia in modo più che decoroso, pagando meno di 20 € tutto compreso (e siamo a Parigi, mica in Carnia!). Dovendo dare dei consigli, penserei al ristorante savoiardo dove fanno un’eccellente fondue di formaggio e propongono un ricco carnet di carni e verdure da cuocersi da soli con la pietra ollare. Oppure un ristorante di pesce, sfizioso quanto basta… non ricordo il nome ma so che ha gli infissi e le insegne azzurro cielo… Oppure la Verre a Pied, tipico bistrot come quelli dei film in bianco e nero. C’è anche – seminascosto in una laterale – un ristorante vegetariano (vicino alla pizzeria armena. O era curda? boh), che renderebbe Nalisa felice felice. Un po’ caro, però, per quattro carote lesse e una zucchina flambè!
Per le cose veloci, il take away libanese, le crepes alla nutella del chiosco greco o qualche kebab fatto come si deve. Per non parlare delle brasserie, vere e proprie Disneyland del Carboidrato, caloriche e peccaminose.
Come sarà vivere lì?
Bella la foto!!!
Questione di ore ed anch’io mi catapulterò in quelle viuzze così affollate e profumate, variopinte di facce e di abiti tra i meno severi e più allegri dell’umanità mediterranea delle mie lande naturali…
Come capisco i tuoi ricordi…. e come capiresti i miei… Quando il freddo di questa terra e il cuore delle persone che hai amato di più tradiscono il tuo calore e si trasformano in odio e furore, non vedi l’ora di rifugiarti nei ricordi di una foto o di fuggire a casa tra i tuoi “calori” di sempre per ricominciare da un punto nuovo, magari anche a sognare, ma intanto è un inizio
Ti auguro di perseguire i tuoi desideri più belli
baci
Che voglia di andarci!
Buon Anno, Marckuck!
Marckuck
Io ci ho dormito due volte proprio a Rue Mouffetard, per un totale di venti giorni:) Condivido – un posto meraviglioso:) E a me piace tanto la piazzettina quella in fondo.
Ma io a Parigi mi ci trasferirei domani.
Buon anno Marckucko:))
Anch’io mi trasferirei a Parigi senza starci troppo a pensare. Una casa lungo il canale St. Martin non mi dispiacerebbe proprio…
Chissà.
Tantissimi auguri per un anno bello, ricco e interessante!
Il quartiere latino è stato la mèta preferita delle mie fantasie libertine adolescenziali in cui mi vedevo già nota scrittrice, proprietaria di un boudoir frequentato da ragazzi bohémiens belli e maledetti categoricamente più giovani di me di almeno di dieci anni… alla fine ho rifiutato anche l’erasmus! c’è di buono che i ragazzi più giovani di me, col passare del tempo, diventano sempre di più!
anna
Muà anvece nun ved l’ore de me ne allé a strafogà
en an restoronte de Testacce sott’er mont de li còccì,magar a magner la trippe u le rigaton co la pajate.
In Trastevere c’i avemo de li scorci più mejio der quartiere latino de Parigi.Nespà Giuvà?
Buon Anno nuovo ed in culo a quello vecchio.
Ciao Marco.Felicità a te e famiglia.
Valga il medesimo caloroso augurio a tutterblogghe!!!!
G/p
Forse sono apparso,sia pur nella facezia,dissacrante.Non lo pensate;anzi da quando vi andai per la prima volta ,ho sempre considerato la Ville Lumière bellissima e la migliore
delle città da me visitate.
Ariciao blogghisti marckuckiani.Ma come e quando
approdaste sulla Terra?E l’orecchie ce l’avete a punta?
Onore a “ckuèlo”!
Chi vò capì..l’ha capìta….è facile.
G/p
No! Non ci posso credere!!! Questo acquerello…
))) ma lì, in quel locale, mi son mangiata una crépe nutella banana panna che non finiva più!!! E poi son uscita con marito al seguito, piena di senso di libertà, di voglia di far cose nuove grazie all’anonimato e al momento magico per far due passi e sentire: “… ma… prof?… è lei?”
Ma porca vacca anche in una stradina secondaria di Parigi!!!!!!!!!!!!!!!!!!
interessante e ingrassante, il va sans dire
[...] mercato e negozi di alimenatri di tutti generi, nel quartiere latino [...]
Alla mia terza volta a Parigi,scopro questa via di paese grazie a due amici che abitano proprio in un abbaino che affaccia sulla piazzetta…che dire, a loro grazie per avermi regalato questa scoperta, e poi un commento fuor dai denti sui luoghi comuni che vogliono gli italiani disponibili e solari e i francesi
(leggi parigini)con la puzza sotto al naso e diciamo, per usare un eufemismo, poco inclini a sopportare il turista….Niente di più falso!!! Non mi piace generalizzare ma ovunque sono gentili, si fermano per aiutarti appena notano una esitazione e lo sguardo perso del turista noalpitour… E poi, scusate, alto che madeinitaly, loro hanno un tocco inconfondibile, in tutto, dall’abbigliamento all’arredamento…comunque originale, mai omologato. Insomma, un popolo adulto, giustamente fiero della società che vivono e che sanno cambiare con passione (ieri la festa della battigia per hollande da noi si sarebbe vista solo per la vittoria di un mondiale)….quindi, da romana di adozione, stanca e delusa dalla boria della città eterne ( e dei suoi tassisti..ma questa e’ un’altra storia) dico…viva la france!!!!!
Carissima, condivido ogni parola di quanto scrivi. Sono andato diverse volte a Parigi e in Francia per vacanza e mi sono sempre trovato benissimo. E le persone cordiali, simpatiche e molto disponibili con “les italiens”.