Il Narcisista permaloso

Non sono un grande estimatore di Alessandro Baricco. Dei pregi ne ha, chiaro. E’ un eccellente divulgatore, scrive in modo impeccabilmente corretto, sa stare al mondo. Ma lo trovo troppo furbetto ed egocentrico, troppo compiaciuto nel suo essere il Cicciobello della letteratura italiana. Troppo perfettino, tanto da sembrare freddo e privo di vita.

Insomma, un buon costruttore di frasi, non un artista. Come un pittore che dipinge con dovizia e cura un paesaggio, senza dirci niente di più di quanto vediamo da soli…Baricco è acquarellista di quartiere, insomma, non Van Gogh.

Solo che non lo sa e pensa invece di essere un Grande Autore. Lo si desume leggendo l’articolo stizzito e imbronciato sulla prima pagina di Repubblica di oggi, dal titolo "Cari critici, ho diritto ad una vera stroncatura".

Sandrino si ritiene trattato male dal critico di Repubblica Pietro Citati e da quello del Corrierone, Giulio Ferroni, vale a dire due tra i più importanti critici letterari italiani. Nota come i suoi libri, infatti, non siano mai stati recensiti da cotanti principi, "due mandarini della nostra cultura" (stilettata polemica), ma solo liquidati in frasette casuali, buttate lì.

Baricco è offeso e astutamente crea il caso: vuole a tutti i costi una recensione-stroncatura come si deve: vuole cioè che Citati, sulla prima pagina di Repubblica, scriva 8 colonne di recensione al suo ultimo libro spiegando il perchè e il percome non gli piace. Sembrerebbe giusto, ma non lo è. Se Citati trova Baricco tanto scadente dal non doversene occupare, perchè deve farlo? se ritiene di non porre la sua Iliade sullo stesso piano di quella di Omero ("Citati non ha mai recensito la mia Iliade", frigna Sandrino), limitandosi a liquidarla come un incidente di percorso, vorrà pur dire qualcosa…

Baricco la butta nel populismo, dice che migliaia di persone leggono il suo libro e quindi è giusto che i grandi critici dicano loro "dove sbagliano". No, non è giusto e non serve. Milioni di persone (me compreso) guardano Orgoglio, ma pretendere che per questa ragione Lietta Tornabuoni o Tullio Kezich lo recensiscano come fosse un film di Bergman è puerile e un po’ vanesio. Sono categorie diverse.

Orgoglio non è Il Settimo Sigillo, così come Seta non è Madame Bovary. E’ tanto difficile capirlo?

Marckuck

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2 risposte a Il Narcisista permaloso

  1. Alessandro ha detto:

    No, diffice non è giovane padauan.
    Nell’universo diverse di vita forme tante ve ne è.
    Autori, permalosi e vanesi essi sono, tra tutti di più.
    Ed ecocentrici essi è.

    Mi sarebbe piaciuto vedere Omero che faccia ha fatto dall’Olimpo a vedere la sua “perfettissima” Iliade deformata dal buon Bar-ricco.

  2. teresa ha detto:

    hai letto la risposta a Baricco su Repubblica di oggi?

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