Elisabeth & Franzi

Puntuale come una multa per divieto, quando piove e non hai spicci per il parchimetro, anche quest’estate Rete4 trasmette gli squali (dallo squalo 1, capolavoro di Spielberg, allo squalo 16, quello che ti entra nel salotto mentre stai guardando il 15 con il tuo sacchettino di popcorn sulle ginocchia…) e Rai1 i filmetti su Sissi, Imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria, moglie bizzosa e scontenta di Francesco Giuseppe.

Non so se esista qualcuno che non abbia mai visto “La Giovane Imperatrice” o “Il destino di un’Imperatrice“, ma se questo qualcuno esiste, li guardi pure, sono filmini innocenti e del tutto de-storicizzati. Sissi è sovrana d’Austria nella II metà dell’800, ma potrebbe essere pure la Margravia di Transilvania o la consorte di Re Vega che la storia funzionerebbe allo stesso modo: un giovane un po’ troppo serioso e precocemente curvo per le troppe responsabilità si innamora di una ragazza tanto bella quanto sciocchina e leggera e così – per questo unico colpo di testa nella sua vita tutta dovere e rigore – si trova a dover aggiungere ai suoi molti compiti anche quello di governare le bizze dell’adorabile mocciosa e sopportare la grandinata di “lo avevo detto io!” di mamma, tanto onnipresente ed oppressiva che è un prodigio della storia se il povero Franzi non sia cresciuto omosessuale.

Perchè è questo il nocciolo della faccenda. La vera vittima è Franzi e questo si coglie soprattutto se si legge qualche sua biografia. Amò questa donna complicata, capricciosa e scostante di un amore pieno, continuo e acritico, più da cane che da persona umana. Per oltre 40 anni mendicò la sua presenza il suo appoggio, ma lei aveva sempre da fare, viaggiando senza posa per tutta Europa e le poche volte in cui lei era presente si chiudeva nel proprio boudoir pettinandosi per ore i lunghi, splendidi capelli, non prima di averli lavati con cura infinita e con non meno di 24 tuorli d’uovo…

A suo modo anche lei lo amava, per quanto capace, sfottendolo nelle lettere che si inviavano (quelle di lui sdolcinate come una canzone di Gigi D’Alessio cantata in dialetto viennese, quelle di lei sbrigative e ironiche) e trovò il tempo di fargli da balia energica (pur avendo 8 anni di meno) quando il trono traballò dopo il disastro di Sadowa, nei bisticci con l’Ungheria e al momento del suicidio dell’unico figlio, l’erede Rodolfo.

Lui non dubitò mai del suo amore e quello che li legava, all’apparenza così distanti e infelici, non lo sapremo mai. Francesco Giuseppe questo lo capiva bene: quando giunse il telegramma con la notizia dell’assassinio di Sissi, l’anziano gentiluomo barcollò e borbottò fissando il vuoto: “era il mio dolce Angelo, nessuno sapeva quanto ci amassimo”.

Ma lo scoramento durò un attimo perché quando il funzionario di corte che gli aveva portato la ferale notizia chiese come dovevano comportarsi per il rimpatrio della salma il vecchio burocrate kakano riprese il sopravvento sul vedovo affranto: “conformatevi in tutto alle leggi e alle procedure di quel Paese.”

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2 risposte a Elisabeth & Franzi

  1. misia ha detto:

    hanni fatto sissi?
    mannaggia quest’anno me lo sono perso..

  2. Dekshari ha detto:

    Hanno RIfatto Sissi? Che culo, quest’anno me lo sono perso! :p
    (L’anno scorso invece NO, grazie a mia moglie)

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