8 settembre 1943: Tutti a casa!

Locandina della settimana è “Tutti a casa” (1960), bel film di Luigi Comencini, con Eduardo de Filippo ed Alberto Sordi. Opera sulla scia de “La Grande Guerra”, presa di coscienza e assunzione di dignità di un militare qualunque (un tenente furbo e fascistello) posto di fronte all’immane disastro dell’8 settembre 1943, la data più nera della storia politica e militare dell’Italia unita.

SordiL’8 settembre 1943 l’Italia si arrese ufficialmente agli Alleati, mettendo fine a un conflitto idiota e criminale, voluto da Mussolini in base a considerazioni rivelatesi campate in aria. La Germania la prese male, molto male e reagì con la forza, disarmando totalmente un esercito lasciato privo di ordini e di appoggio da parte dei vertici dello Stato: 600.000 italiani vennero internati nelle 48 ore successive all’armistizio, per settimane le violenze e gli eccidi ingiustificati e indiscriminati si succedettero (Cefalonia è solo il più famoso) e il nostro Paese venne occupato militarmente dalle truppe tedesche fino alla fine della guerra, nel 1945.

Responsabilità principale in quella sporca vicenda va al maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, già principale indiziato nel 1917 del disastro di Caporetto. Meno marcata – invece – la responsabilità personale del Re, Vittorio Emanuele III, che da quel giorno visse sempre più ritirato e chiuso in se stesso.

Un altro film per rivivere quelle ore è Io e il Re (1996), di Luca Gaudino. Film con una trama sentimentale noiosa e inconsistente, ma illuminato da un eccellente Carlo Delle Piane nei panni di Vittorio Emanuele III. Ne ricostruisce le solitudini, le paure, le esitazioni, il cinismo. La tragedia di un re troppo piccolo davanti a un dramma così grande…

Marckuck

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18 risposte a 8 settembre 1943: Tutti a casa!

  1. michele23266 ha detto:

    anche io ho scritto un piccolissimo post sull’8 settembre, commenti su tutto ma non su quello, spero che tu ne abbia qualcuno oltre al mio….
    mi intristisce pensare che non interessi a nessuno…meno due…

  2. musicaprattica ha detto:

    a me interessa, e mi sono informata, e l’ho ricordato a chi ho incontrato!

    (e grazie anche un po’ a voi due!)

  3. ruth ha detto:

    interessa anche me, io che di storia purtroppo non so molto… molto interessante questo post, di solito marckurk scrive post buffi buffi,ma anche queste cose tristi sono importanti!!! grazie

  4. mostrisottoilletto ha detto:

    viviamo in un paese a cui non piace ricordare, a cui non piace fermarsi a riflettere. E riflettere sull’otto settembre vorrebbe dire riflettere sulle responsabilità di una classe dirigente che ha lasciato un paese allo sbando, sull’occupazione tedesca, sulla repubblica sociale. E sul ruolo positivo della Resistenza. Tutte cose su cui si preferisce tacere, quando va bene. Ma per fortuna c’è chi ricorda: siamo più di tre o quattro, non disperiamo!

  5. stefania ha detto:

    “Tutti a casa” e “Io e il re” sono due film che non ho ancora visto, grazie per il suggerimento Marckuck.

    Per Michele, vorrei ricordarti che il fatto di non ricevere commenti non necessariamente è indice di scarso interesse nei confronti dei contenuti del post.

  6. GEN. AURONZO RODRIGO ARMOSILLO ha detto:

    E’ vero ! l’8 setiembre ma recuerda el vergonioso tradimiento della casa real italiana escapada con la mierda nelle mutandas. Ma recuarda anco el tradimiento della popolacion italiota che sputato sul piato dove ha magnato por venti anos e prima de magniar aveva preparado tovaglia cantando viva el duce. Se venceva la guera el benito musolini l’italiano fifon lo faceva Santo al posto del santo francisco de asis. vergonia pecurun. dopo 8 setiembre tutti companeros primero erano tuti fasistos, prima el duce dopo la DC.

  7. Umberto D.S. ha detto:

    La Francia dopo la guerra ha fatto pulizia dei collaborazionisti del governo fantoccio dopo l’occupazione tedesca, in Italia dopo 20 anni di regime sono stati “individuati”circa 3500 fascisti i quali sono stati amnistiati da Togliatti al governo x qualche mese.Dato che non siamo un paese serio e il Re (caso unico nella storia recente)e’scappato con il malloppo lasciando migliaglia di giovani sbattuti sui vari fronti e lasciato la nazione in balia del nemico. La prima cosa per riconquistare un po’ di orgoglio davanti alle nazioni vincitrici della guerra era di fucilare il Re e tutto lo stato maggiore,ma purtroppo cosi non e’ andata e oggi vediamo nell’atteggiamento degli eredi della casa Reale come continuano a considerare il popolo italiano.

  8. pollucchero ha detto:

    Ho visto TUTTI A CASA qualche mese fa’, molto carino, come quasi tutti i film dell’epoca.
    Le vicende dell’8 settembre sembrano la classica “pecioneri” italiana: i tedeschi vennero a sapere dell’armistizio prima delle truppe italiane. Forse era tanta e tale la fretta di comunicare al mondo (leggi Americani e Inglesi) che passavamo dalla loro parte, che ci si dimenticò di dirlo a chi avrebbe vissuto la vicenda sulla propria pelle.
    Un altro film in cui rientra, in modo divertente, l’8 settembre è LA GRANDE FUGA (The Great Escape) di John Sturges con Steve McQueen. Il protagonista è un ladruncolo esperto in fughe dal carcere che viene fatto catturare per poter organizzare la fuga di alcuni generali alleati da una prigione italiana. L’8 settembre, il generale italiano che aveva in custodia gli altri, li raggiunge nella prigione, catturato dai tedeschi.

  9. Vittorio ha detto:

    Marckuck, io non credo che la responsabilità dell’8 settembre sia da far ricadere “soprattutto” su Badoglio. C’era stato prima un 25 luglio, e anche in quell’occasione il re non si era comportato granché bene, addirittura arrestando Mussolni. Badoglio ha forse tenuto la barra del timone per 45 giorni, ma il gioco dei venti e delle correnti non era in mano sua. E’ stato un debole, di sicuro. Ma il vero criminale è stato il nostro reuccio che ha tagliato la corda pensando alla sua collezione di monete invece che a quello che voleva far credere fosse il SUO popolo.

  10. duccio ha detto:

    Se chiedete in giro a caso che cosa è accaduto l’8 settembre vi rendete conto di quanta gente ricorda i fatti importanti della nostra storia. Le mie storie di donne immigrate:
    http://ducciop.blog.kataweb.it/

  11. carognetta ha detto:

    L’otto e l’undici su tutte le ruote…

  12. dario ha detto:

    Ciao ragazzi. si, l’8 settembre è stato il disastro dell’Italia, data nella quale è poi cominciata la guerra civile, che ha ancora un’eco così marcata nella politica dei giorni nostri.
    Le responsabilità sono di Badoglio si, ma anche e soprattutto del re, che prima ha dato l’incarico a Mussolini, e poi, quando le cose andavano male, ha combinato questo disastro. Ma la cosa veramente criminale è stata quella di lasciare senza ordini il nostro Esercito, che si vide assalire di sorpresa la mattina dell’8 settembre dai tedeschi, senza sapere cosa fosse successo. Se il Regio Esercito avesse saputo, avrebbe potuto probabilmente cacciare i tedeschi dall’Italia, evitando il bagno di sangue che è stato essere la linea del fronte per 2 anni interi. Sono molto appassionato di quel periodo storico, mi fa piacere leggere che non sono l’unico. un saluto

  13. marina ha detto:

    la guerra qua sull´appennino era gia iniziata!!noi da una parte,loro dall´altra!!semmai l´8 sett. e´stato uno spartiacqua che ha mostrato chi e quali sono i veri valori, chi fin dall´inizio si e´mostrato ostile al duce, chi ha dato la vita per un´ideale, chi e´morto ….e´#noi dell´appennino ne abbiamo seppelliti tanti, tutti giovani!!!Per parlare dei tanti finiti nei campi di lavoro o di quelli che dopo l´8 set..sono diventati I.M.I. prigioneri di guerra in zona tedesca, che in barba a Ginevra sono rimasti a lavorare nelle fabbrichette tedesche…….e a proposito, come la mettiamo con i reduci di guerra, chiedo :esiste in Italia una legge che indenizzi i reduci.
    Nel 2000 il Bundestag ted. aveva disposto che hai reduci, non soldati,fosse stabilito un risarcimento, lo so perche´ho lavorato per i patronati della CGIL e mi sono raccolta le testimon ianze di circa 3000 ex partigiani e partigiani, roba da scriverci su un romanzo,e ora che fine hanno fatti sti´soldi , sono arrivati o no???

  14. I care ha detto:

    A proposito di Vittorio Emanuele III riporto quanto pubblicato nel libro di Alfio Caruso “Arrivano i nostri” pag. 78:
    “Nel 1900, in seguito all’assassinio del padre Umberto I, V. E. III aveva incassato dai Lloyds l’assicurazione sulla vita del vecchio re: un milione di sterline (al valore attuale circa 30 milioni di euro). Li aveva investiti a Londra presso la Hambro’s Bank, fondata nel 1839[…..(Nel 1851)] la Hambro’s entrava nella storia del Risorgimento sostenendo con 5 milioni di sterline lo sviluppo della rete ferroviaria del Regno di Sardegna[……]Da questa antica e collaudata conoscenza era scaturita la scelta del giovane monarca di affidare a essi quella considerevole cifra[….]Il 10 giugno del ’40 V.E.III aveva dichiarato guerra alla Gran Bretagna, ma aveva mantenuto i depositi di famiglia presso la banca[….]A differenza degli altri beni italiani, i denari di V.E.III non furono confiscati durante la guerra, ma confluirono nel “Prestito della Vittoria” acceso dal governo di Sua Maestà per sconfiggere i nemici, tra i quali figurava l’Italia di Casa Savoia. Così i ragazzi italiani della generazione sfortunata[…]furono mandati in guerra da un re che contribuiva con i propri soldi a fabbricare e acquistare le armi con le quali sarebbero stati uccisi. Nel ’47 un giudice inglese renderà disponibile l’intera somma, maggiorata dagli interessi del prestito, per il monarca e i suoi eredi proprio a causa del mancato blocco[…]In tal modo l’investimento di Vittorio emanuele era equiparato all’investimento di un qualsiasi cittadino britannico.”

  15. precisa ha detto:

    solo una precisazione: la guerra partigiana inizia DOPO l’armistizio, marina. Anche sull’appennino. Per il resto, pienamente d’accordo sul fatto che i partigiani hanno combattuto per quei valori (libertà, antifascismo, democrazia) che poi sono stai (o sarebbero dovuti essere)alla base della nostra Repubblica, e invece la stessa Repubblica stenta a riconoscere il loro ruolo fondamentale.

  16. marckuck ha detto:

    beh, di regola si pone come atto di nascita della resistenza, il combattimento spontaneo di militari e cittadini a Porta San Paolo, a Roma, il 9 settembre 43

  17. raff ha detto:

    IO CAMBIEREI IL TITOLO IN
    “8 SETTEMBRE: LA COMMEDIA DEGLI ERRORI CHE PORTO AL MASSACRO DI TROPPI ITALIANI”
    l’armistizio di cassibile, per la sua segretezza e per l’incapacità successiva di organizzare il rietro delle nostre truppe si è rivelata un mattatatoio a cielo aperto.
    vi consiglio una piccola monografia di facile lettura
    “una nazione allo sbaraglio” della Aga Rossi. La storia “poco raccontata” farcita con anneddotti divertenti su “illustrissimi” un po confusi

  18. picappa ha detto:

    Cari signori, eccone un altro appassionato di quell’epoca! Ho letto con interesse i vostri post e concordo sul fatto che le responsabilità maggiori le abbiano avute quei reucci da 4 soldi che fecero il gran fugone quando le cose si misero male… da vero umorismo (tetro) il comunicato poi che Badoglio fece alle forze armate italiane, praticamente un suicidio .. (vedi Divisione Acqui)..
    Una cosa però mi preme sottolineare, e cioè il carattere un pò “volubile” del popolo italiano: prima tutti fascisti e poi .. Piazzale Loreto.
    Ma non si poteva fermare prima il tutto?

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