Un po’ troppo narcisismo, un tantino irresponsabile

Oggi si tiene il World Gay Pride a Gerusalemme e la cosa mi ispira due impressioni, una positiva e una negativa.

Quella positiva è legata ad una nuova conferma della democraticità vera (pur nelle sue straordinarie difficoltà e contraddizioni) dello Stato di Israele. Nell’enorme area del Mediterraneo meridionale e orientale, dalla catena dell’Atlante alle cupole d’oro di Costantinopoli, solo questo minuscolo Paese, grande meno della Lombardia, garantisce un formale rispetto alle minoranze etniche, linguistiche, religiose o – come in questo caso – sessuali. E non è poco, se pensiamo che, se un pulmann di manifestanti dovesse sbagliare strada (nel deserto è sempre possibile) per trovarsi un centinaio di km più a sud-est, la gaya brigata verrebbe accolta a sassate, perchè dove governano gli esaltati con il turbante in testa, la faccenda dei gay rights viene risolta lapidando i gay medesimi…

La considerazione negativa è invece sull’idea bislacca di scegliere Gerusalemme come sede del World Gay Pride. In discussione non è assolutamente la liceità di manifestare per vedersi riconosciuti sacrosanti diritti (e gli enormi, indiscutibili progressi ottenuti negli ultimi 20 anni sono in larga parte riconducibili a questo attivismo), quanto la smaccata, insensibile e narcisistica scelta di voler invadere la città Santa delle tre grandi religioni monoteistiche, per dimostrare non si sa bene che cosa…

Gerusalemme è una città unica, che vive in uno stato di guerra vera da quasi 60 anni, dove ogni scusa è buona per accendere le polveri e dove è bastata la sciocca e gratuita passeggiata di Ariel Sharon tra le moschee per scatenare una intifada che, dal 2000 ad oggi, è costata centinaia di morti tra attentati kamikaze, repressioni poliziesche, vendette varie in una mattanza che non ha fine ne confini.

Gerusalemme è una città dove gli estremismi convivono perennemente con la mano sul kalashnikov, dove un nonnulla può scatenare l’inferno e dove, quindi, la cautela, il low profile, il buonsenso dovrebbero prevalere sul desiderio di pubblicità, sul circo equestre e sulla smania di protagonismo. Fottersene di questo stato di cose è narcistico, stupido e irresponsabile. Gran parte dei convenuti da ogni angolo del Mondo per il Gay Pride mondiale, finito lo spettacolo prenderà l’aereo per tornarsene nei propri civili paesi di residenza, dove nessun diritto fondamentale è realmente in discussione ed essere omosessuali può comportare al massimo il dover sopportare qualche battuta idiota di tanto in tanto.

Non pagheranno loro le conseguenze di un surriscaldamento del clima politico in questa delicata città, che meriterebbe silenzio, meditazione, pace, riflessione sul senso e sul peso della Storia e – soprattutto – calma e rispetto per favorire un difficilissimo dialogo tra culture diverse, in conflitto dal VII secolo d.C… Tutte cose che difficilmente si possono ottenere durante una gay parade.

Che, infatti, è stata cancellata e spostata in uno stadio, blindata come tutto in quella disgraziata città.

Marckuck

P.S. Karl Marx sosteneva che “la classe operaia ha ragione, anche quando ha torto”. Non mi ha mai convinto questo principio, ne per la classe operaia, ne per alcun altro…

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51 risposte a Un po’ troppo narcisismo, un tantino irresponsabile

  1. TitoOrangeDog ha detto:

    Nel frattempo le ingerenze della chiesa si fano sentire sempre d+!

    http://titoorangedog.blog.kataweb.it/

  2. gaila54 ha detto:

    …infatti ho sentito proprio questa mattina che a seguito della strage di quella famiglia palestinese per mano israeliana, la manifestazione sarà ancora più “blindata”, il che rende ancora più paradossale tutto quanto…
    Ciao.

  3. paola ha detto:

    Hai fatto delle considerazioni giuste. E, vittima del mio tipico humor nero, ho riso pensando al bus che sbaglia strada.
    “La storia” è un’entità sfuggevole. Da un lato pesantissima per tutto quello che è – di fatto la storia è il tutto. E dall’altro leggerissima, fatta di microtessere. Quest’ultimo world gay pride a Gerusalemme è giusto ed è sbagliato per motivi diversi, ma tant’è… questa è la storia.

  4. Tommaso Giartosio ha detto:

    Interessante l’idea che il matrimonio non sia un diritto fondamentale.

    TG

  5. fabius ha detto:

    Non vedo un’ingerenza della chiesa, caro “TitoOrangeDog”, a meno che tu non abbia un pregiudizio. Dovresti andare a Gerusalemme per capire il perchè di una tale presa di posizione, o meglio, di difesa: è come se la parata del 4 di giugno anzichè farla ai Fori Imperiali viene svolta in un campo di nudisti.

  6. cristina ha detto:

    democraticità & rispetto delle minoranze in Israele???? se Ti sentissero i Palestinesi…

  7. Fabrizio ha detto:

    sottoscrivo lettera per lettera caro marc… hai scritto esattamente le stesse cose che ho pensato io stamane quando ho visto la parata.
    senza togliere il lavoro al caro amico marc – che lo fa egregiamente – vorrei rispondere a cristina: per l’appunto marc ha detto che all’interno dello stato di israele c’è rispetto per le minoranze – e sfido a dire il contrario, data la presenza di partiti d’etnia araba alla Knesset. non credo che marc abbia voluto difendere ciò che israele fa al di fuori del proprio territorio… tantomeno l’ultimo tragico evento che ha visto la morte di 18 persone. e non credo che qui ci sia nessuno disposto a difendere gli sbagli e gli orrori dell’esercito israeliano, come neppure nessuno vuole difendere i terroristi arabi che si fanno saltare nei bus israeliani.
    saluti,

    fabri

  8. cristina ha detto:

    sarà, ma dubito fortemente che se Israele avesse al suo INTERNO i Palestinesi li rispetterebbe democraticamente. Ciò non toglie che, anche per me, la violenza è esecrabile da qualunque parte arrivi.

  9. Furbetto ha detto:

    Voglio invitare a riflettere gli esponenti della sinistra italiana che invocano a gran voce la distruzione di Israele, che questo è l’unico posto nel Medio Oriente in cui tutte le minoranze hanno pieni diritti.

  10. Tra mille e mille contraddizioni (e, non dimentichiamolo, un milione di aggressioni), Israele continua ad essere un paese democratico. Non sarà un caso se in questi anni ha prodotto fior di intellettuali come ad esempio Oz, Yehoshua, Shalev, Grossmann.
    Sul rispetto dei diritti dei gay ( e di tutte le persone con orientamenti sessuali con fedi religiose eccetera eccetera) sono disposto a manifestare, a lottare.
    Però, premesso questo, posso dire che decidere di fare il gay pride a Gerusalemme, in questo periodo tragico, mi sembra (come direbbe Fantozzi) “una boiata pazzesca”?

  11. Fabrizio ha detto:

    cristina, ripeto.
    non puoi dire “se israele avesse all’interno dei palestinesi” perché ci sono città, come Haifa (mi pare la città di Rula Jebreal), in Israele che sono in maggioranza palestinese… cittadini israeliani a pieni diritti e doveri.
    di nuovo i più cari saluti a tutti,
    fabri

    ps: furbetto, chi sono gli esponenti del centrosinistra che invocano la distruzione di israele?! fammeli conoscere, così li rinchiudiamo in manicomio con ahmadinejad… ma fin’ora non me ne viene in mente nessuno… ci sono tanti pirla a sinistra, magari pure antisemiti senza saperlo, ma nessuno ha mai detto quel che sostieni tu.

  12. Punto Esclamativo ha detto:

    “né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.”

    [Lettere Paoline, Corinzi 6,10]

  13. Punto Esclamativo ha detto:

    E’ un classico! …gli omosessuali non solo rifiutano ma si permetto persino di attaccare la chiesa, i suoi ministri e le sacre scritture. Vergogna!

  14. Maometto ha detto:

    Io voglio dire solo una cosa:
    ALLAH GANZIR

  15. Fabrizio ha detto:

    mi scuso con marc per il terzo commento, ma giuro che è l’ultimo.
    solo per fare una correzione: haifa non è a maggioranza araba, ciò però non cambia nulla del mio discorso.
    mi sono corretto. ancora mi scuso con marc per l’invasione.
    fabri

  16. marckuck ha detto:

    Prime repliche:

    1. a Tommaso: per me il diritto al matrimonio è un diritto importante, ma non fondamentale. I diritti fondamentali sono vita e libertà personale…Non è una opinione mia, ma una interpretazione consolidata anche sulla base di norme del diritto internazionale.

    2. Cristina, Israele risponde a standards minimi di democraticità secondo le principali istituzioni neutrali di osservazione e studio sulla qualità democratica, quali HRW, Amnesty, Freedomhouse, Transparency, Reporters sans frontiers…questo senza voler dimenticare la drammaticità e la violenza spesso ingiustificata messa in atto nei territori occupati. E’ un po’ come la faccenda di Guantanamo, che è una macchia orrenda sul sistema americano, ma non consente di definire come “autoritario” quello stato…

    Fabrizio e Luciano, grazie per il sostegno…

    Su Israle, infine, non per citarmi, ho pubblicato un post lo scorso 27 luglio (titolo: Israele e gli altri) in cui trattavo in modo un po’ più approfondito il tema della democraticità dello Stato israeliano

  17. insofferente ha detto:

    per quale motivo, vorrei capire, una sana critica alla sociatà israeliana viene quasi sempre intesa come rigurgito antisemita? sono ebrea (e fra un pò dovrò spegnere il pc) ma non chiamatemi israeliana per favore, non confondete un passato doloroso non può giustificare gli errori di uno stato contro l’umanità.

  18. insofferente ha detto:

    il commento era per Fabrizio e i suoi rimedi contro i parlamentari di sx. e preciso che haifa è una delle città più ortodosse per israele, sicuro rifugio per chi non riesce ad accettare la cosmopolita e multietnica (ma peccaminosa) tel aviv.

  19. Madureira ha detto:

    Israele democratica???? ma che scherziamo???? La democrazia non si ottiene ammazzando innocenti e invadendo terre altrui…
    Anche io penso che fare il Gay Pride in Medio Oriente sia stata una scelta poco felice…anzi, poco GAIA!

  20. Fabrizio ha detto:

    insofferente. non capisco dove sia la sana critica a israele quando si negano i fatti, ovvero che in israele ci sia rispetto delle minoranze. poi, non ho dato a nessuno dell’antisemita, dico solo che a sinistra – dove sto io, come iscritto ai ds – ci sono dei signori che, forse senza saperlo o senza riconoscerlo, sono antisemiti… per esempio, basti vedere certi parlamentari – ripeto, della mia coalizione – che scendono in piazza durante manifestazioni in cui gruppi di palestinesi – minoranze rumorose – bruciano bandiere israeliane… neppure questa per me è “sana critica”. infine, come si può vedere dal mio terzo commento – auspicavo fosse l’ultimo ma non è così – ho ammesso l’errore su haifa, probabilmente confondendola con un’altra città. me ne scuso ancora.
    fabrizio

    ps: marc, figurati… dovere di “amico di blog”.

  21. Punto Esclamativo ha detto:

    Mah… io tra israeliani e omosessuali che arrivano fino a Gerusalemme e in un momento così drammatico (non c’è bisogno di ricordare l’ultima strage di bambini) sfilano al gay pride non saprei cosa scegliere. Comunque c’è da dire a chi accusa Israele che non so cosa sarebbe successo se invece di scegliere quel paese per la manifestazione ne avessero scelto un qualsiasi altro dell’area mediorientale… della serie: “chi non l’ha Beccato scagli la prima pietra!”

  22. daniele ha detto:

    Marc, che dire…Non hai tutti i torti, e sai anche che la faccenda mi riguarda da vicino.
    Però non credo proprio si possa dire che Israele sia un posto dove i diritti umani delle minoranze siano rispettati…
    Forse Gerusalemme non è la scelta migliore del mondo, ma è anche simbolica: proprio dove le religioni più diffuse del mondo si uniscono, è giusto manifestare per i propri diritti, anche solo quello di essere visibili.
    Purtroppo Gerusalemme è una polveriera, lo è sempre stata…però blindare ogni manifestazione mi sembra così triste…

    http://istericotuareg.blogspot.com

  23. marckuck ha detto:

    Daniele c’è un conflitto di esigenze…chiaro che manifestare deve essere giusto, che anche solo essere visibili è un passo avanti…non discuto il Pride in quanto tale, ma questo Pride…Per quanto riguarda Israele, beh…concedimi il beneficio del dubbio, so che ogni tanto mi leggi, spero tu mi ritenga un sincero democratico.

  24. Luigi ha detto:

    Sinceramente fare di israele il paladino della “democraticita’ vera” mi pare molto forte, e anche se come dici in seguito ci sono delle associazioni internazionali che dicono che non e’ poi cosi’ autoriatria questo non significa certo che sia il paladino delle liberta’, peraltro le associazioni internazionali spesso hanno il vizio di parlare bene di chi le finanzia.
    Peraltro prima che la prima guerra del golfo prima, la seconda poi, e tutto quello che ha fatto isralele prima durante e dopo, non credo che in fatto di liberta’ il libano avesse nulla da invidiare ad israele.
    Ma rimane che un paese che per “sbaglio” uccide 15 tra bambini e donne, non solo non punisce i colpevoli ma nemmeno si scusa non credo possa essere portato ad esempio da seguire.
    E sia ben chiaro che parlare con chiarezza del modo di agire di uno stato non ha nulla a che vedere ne’ con giudizi sui suoi abitanti ne’ tanto meno sulla loro religione.

  25. marckuck ha detto:

    Luigi…non ho mai detto che Israele è “paladino”…non scelgo le parole ha caso. Israele resta, con tutti i suoi 100.000 difetti il solo stato di diritto dell’area mediorientale. Lo sanno anche i gay, che sfilano lì e non certo ad Algeri o a Teheran

  26. giulia tonelli ha detto:

    Articolo sulla presunta democrazia in Israele:
    http://www.zmag.org/Italy/petrovato-democraziaisraelepalestina.htm

  27. ste ha detto:

    Ma quando parli di democraticità e rispetto, parli sul serio di Israele? oppure hai visto un film di fantascienza? Se al mondo esiste un paese non democratico ed ancor meno rispettoso del prossimo questo è proprio Israele. I palestinesi e i libanesi per Te cosa sono? Aria fritta? Invadono, assassinano, sbagliano bersaglio ma-è-solo-uno-sbaglio-tecnico-scusate….
    Ma stiamo scherzando?

  28. marckuck ha detto:

    Si, perchè i bar affollati di persone ignare li faccio esplodere io…e tutte le guerre le ho dichiarate io…

    Si consiglia una qualche letturina storica, qualche sovraeccitato articolo del Manifesto non basta per capire la realtà

  29. IppWEB ha detto:

    Scusate se mi intrometto ma sto scoppiando e lo devo dire, chi ha voglia di seguire questo OT
    http://ritorno-alla-natura.blog.kataweb.it/ritorno_alla_natura/2006/11/non_sono_piu_it.html#comments

  30. Tommaso Giartosio ha detto:

    Marc, che il diritto al matrimonio non sia un diritto fondamentale è appunto un’opinione, ed è molto discutibile. Hannah Arendt, per esempio, non la pensava così. Ma se anche il matrimonio fosse solo un “diritto importante”, come tu dici, ne deriverebbe in ogni caso che la condizione gay non consiste solo nel “sopportare qualche battuta idiota di tanto in tanto”. Il fatto che ti sia scappata questa frase offensiva (offensiva per chi non può sposare chi ama) suggerisce che tu non sia la persona più adatta a valutare l’opportunità o meno delle manifestazioni gay. Del resto il World Pride serve anche a denunciare paesi e culture in cui i gay vengono uccisi: e la vita, mi pare, rientra nella tua ristretta lista di diritti fondamentali.

  31. ste ha detto:

    letturina storica?
    bene, allora vai a leggere di chi è stato il primo attentato in un albergo contro personale ONU. quando l’hai fatto dimmelo. così ne riparliamo.
    certo “loro” hanno detto che 5 min. prima di far scoppiare le bombe hanno telefonato. Come dire: attentato si, ma abbiamo detto che lo facevamo…..”
    Ridicoli…!!!

  32. ruth ha detto:

    complimenti per il post;molto pacato ed equilibrato…come sempre sei un grande, marc

  33. ste ha detto:

    Correggo alcune cose al post scritto sopra:
    non era personale ONU ma nell’hotel King David di Gerusalemme c’erano uffici della Segreteria del governo e il quartier generale britannico, hanno ucciso 86 impiegati, arabi ebrei e inglesi, e 5 passanti. Era il ’46.
    Scusate, ma non ricordavo il fatto nei particolari.

  34. ruth ha detto:

    avevano anche avvertito piu di un’ora prima, ma non sono stati ascoltati..non mentire, che erano 5 min…

  35. ste ha detto:

    I mandanti di tutto si sa chi sono, ma è bene non dirlo…. giusto? Noi (la massa) occidentali gli arabi non li conosciamo è facile incolparli….

  36. Metodista ha detto:

    Israele è nato come spina nel fianco degli Arabi in una zona strategicamente fondamentale per il rifornimento di petrolio. Milioni di ebrei sono giunti là con l’idea di creare finalmente uno stato di ebrei tra ebrei e hanno cacciato, e stanno cacciando ancora, i palestinesi che non erano già scappati credendo che gli ebrei sarebbero stati scacciati in un niente, nel ’48.
    Per far nacere quello stato sono stati fatti attenati, attacchi e omicidi, anche illustri (un plenipotenziario dell’ONU, ad esempio). Israele è uno stato democratico che vive in perenne allarme, circondato da nazioni che vedono la sua stessa presenza come la classica pigna in culo, Gli stessi governi israeliani s’impegnano, chi più chi meno, a confermare questa idea, permettendo di riflesso agli autocrati arabi (e persiani) là attorno di mantenere il loro potere usando la presenza d’Israele come specchietto per le allodole per negare la discussione sulle libertà democratiche. I maggiori finanziatori e sostenitori di Israele risiedono lontano da quelle terre martoriate…e il tutto viene condito con la Shoah, orribile fatto, non lo si condannerà mai abbastanza, ma usarlo per zittire le voci critiche è un peccato assoluto, la più totale mancanza di rispetto nei confronti di coloro che sono morti a causa della follia.
    Israele ha diritto di esitere, la Palestina ha diritto di esistere, e Democrazia non vuol dire solamente avere elezioni, partiti e diritti formali.
    Per questo il gay pride in Israele è stato un’atto folle ma forte. Inutile? Tutto quello che succede laggiù è inutile. Finché Israele si comporterà come il piccolo camorrista del palazzo, che fa quello che vuole solo perché è più armato e appoggiato dei vicini, ogni atto laggiù è una cazzata inutile.

  37. Metodista ha detto:

    E aggiungo che far saltare in aria bar affollati non è un’esclusiva degli arabi…
    Durante la guerra partigiana, durante la guerra d’indipendenza irlandese,…
    Da sempre, quando due popoli si odiano, quando uno dei due popoli fà sentire l’altro oppresso ci si massacra senza quartiere!
    Parafrasando Mao “La guerra non è un pranzo di gala”.

  38. Cate80 ha detto:

    jjj

  39. Cate80 ha detto:

    Niente contro il gay pride, ma non a gerusalemme….!!!!

  40. ignazio loconte ha detto:

    A proposito di intolleranza, e qMiuella dello stramiliardario cantante che vorrebbe abolire le religioni che non condividono il mondo gay? Mi piacerebbe proprio vedere che succederebbe se la Chiesa dicesse “Aboliamo i gay!!!!”
    Mi sa che sono più tolleranti i cattolici. saluti Ignazio

  41. marckuck ha detto:

    Un sacco di commenti che leggo su Israele dimostrano una ignoranza della Storia del Medioriente che ha del paradossale. La storia non comincia nel 1948 e tanto meno nel 2000.

  42. Elia97 ha detto:

    Condivido la sostanza di quello che dici, ma direi che esageri con le parole. “Esaltati col turbante” è purtroppo spesso una definizione giusta, ma siamo noi, ricchi occidentali che abbiamo creato le condizioni per cui questi sono al governo, che dobbiamo smettere di usare queste frasi semplici e offensive, per costruire qualcosa di diverso.

  43. Marino ha detto:

    Gerusalemme è stata scelta proprio per la sua storia. Un po’ come Roma durante il Giubileo. A volte per mettere davanti agli occhi di tutti i problemi occorre scegliere luoghi e momenti storici inopportuni. è vero che negli ultimi vent’anni la comunità gay ha fatto passi da gigante ma è anche vero che in posti come l’Iran vengono uccisi pubblicamente gay e lesbiche, anche se minorenni ed è pur sempre vero che in Italia la chiesa si scagli continuamente contro le minoranze sessuali e che ci sono personaggi come Calderoliche offendono e provocano e altri, come la Binetti, Mastella o Rutelli (ma sono solo alcuni) che, pur essendo a sinistra, sono contrari a far avere alle minoranze quei diritti che dovrebbero essere loro dalla nascita. Si ha spesso un’idea sbagliata del gay pride, complici anche i mass media che fanno vedere solo gli aspetti più colorati della sfilata, a Torino era pieno di gente seria che chiedeva diritti. Quanto alla situazione in Israele, poi, un popolo che ha vissuto le tragedie del suo passato dovrebbe capire che la forza non è una soluzione. Sono democratici solo sotto alcuni punti di vista. Con questo non voglio dire che i palestinesi abbiano ragione è solo che è un argomento lungo, complesso e pieno di sfaccettature. Vorrei che si potesse finalmente parlare di persone e non di palestinesi, israeliani, gay o etero.

  44. claudio ha detto:

    I gay sono malati da curare. E che la loro sessualità influisca sulla visione distorta che hanno della realtà è un fatto acclarato, che non ha bisogno della manifestazione di Gerusalemme per diventare evidente.

  45. carlo ha detto:

    Ultimamente si parla sempre di diritti di questo o di quello; ma di doveri non parla più nessuno?

  46. marckuck ha detto:

    Elia…forse la frase sul turbante non era troppo politically correct, in effetti.

    Marino…concordo, ma ribadisco che la mia contrarietà non è ad un dibattito sui diritti gay e la loro opportunità, quanto alla scelta di questo singolo evento. Tutti sbagliano, anche i gay, sarà duro da accettare ma è così.

    Claudio…incommentabile

  47. Punto Esclamativo ha detto:

    Ho sentito qualcuno dire che Gerusalemme è il luogo dove “si incontrano le religioni”.

    Niente di più sbagliato. Si scontrano le religioni. Ci sono muri che dividono le quattro zone della città. Non c’è tolleranza.

    Israele non ha cittadinanza civile ma sono tutti (o quasi) militarizzati. E’ un paese in guerra pressoché da sempre.

    Andare a manifestare lì la propria omosessualità è come se le femministe fossero andate a manifestare in Vietnam durante il conflitto… insomma ci sono altri problemi da risolvere nell’immediato.

    Il prossimo Gay Pride andassero a farlo in Afghanistan o in Iraq se hanno così voglia di avventura.

  48. Cino ha detto:

    Gli unici malati veri di questo mondo sono i religiosi, di qualunque religione essi si professino.

    http://cino74.blogspot.com/

  49. Simo ha detto:

    Il malato da curare sei te claudio.

  50. Antonio ha detto:

    Davvero interessante il fatto che faccio scandalo una manifestazione pacifica per i diritti civili piuttosto che qualche bambino fatto saltare in aria.
    Il gay pride a Gerusalemme sarebbe stato un segnale di civilità democratica, l’unica nella regione mediorentale(dove i gay continuano ad essere impiccati, ma pare che non faccia più notizia del burka).

  51. marckuck ha detto:

    Tanto per fare ancora un po’ a botte, ho inserito un post su Israele dal titolo “fatti”…

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