Un Luigi molto istruttivo…

Ho avuto l’ardire qualche sera fa di seguire la prima puntata Pouvoirdella fiction televisiva dedicata a Mafalda di Savoia. E ho individuato i difetti più tipici del teledramma all’italiana: didascalico, bigotto, storicamente fantasioso, buonista e con una sceneggiatura inesistente, come praticamente ogni cosa prodotta dalla nostra televisione, sia essa pubblica o privata. Non ho ritenuto necessario vedere la seconda parte, chissà come mai…

Insomma, per dirla con un grande attore (e grande malelingua) inglese, ora scomparso: “una roba fragile come la carta, ma ho un po’ meno spessa…”

E mi chiedo se la sciatteria sia inevitabile, quando si deve parlare di Storia. La risposta è no, anzi NO. Nel 1966 la televisione francese commissionò al grande Roberto Rossellini (una volta si facevano lavorare i registi bravi, non quelli paraculi) un film sul giovane Luigi XIV. Ne venne fuori il magnifico “La prise du pouvoir par Louis XIV“, locandina di questa settimana.

Il film prende l’avvio dalle ultime ore di vita del cardinale Giulio Mazzarino e illustra i pochi mesi durante i quali un ragazzotto corpulento, con il naso dei Borboni, fino ad allora ritenuto un “bon viveur” o poco più, gettò la maschera all’improvviso, rivendicando la pienezza dei poteri regi e costruendo un nuovo modo di intendere la figura del monarca, algido, lontano, onnipotente e onniscente, fulcro del potere da cui tutto emana e a cui tutto arriva.

Il film è perfetto in ogni dettaglio, non solo storico, ma anche visivo. Di una eleganza formale che teme pochi confronti (la scena dei medici attorno a Mazzarino morente è strepitosa), didattico in senso alto come poche altre pellicole. Mai noioso, pur nella sua totale assenza di un intreccio narrativo.

Fa rivivere il mito del Re Sole, come forse solo le pagine brillanti e maligne del Duca di Sain-Simon (o quelle recentissime del mirabile “anche il Re Sole sorge al mattino” di Philippe Beaussant) riescono a fare.

Non so come si possa recuperare questo film (ovviamente nella sua edizione italiana), ma tentare ne vale la pena. Io ne posseggo una vecchia videocassetta, ormai consunta per essere stata vista e rivista.

Marckuck

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3 risposte a Un Luigi molto istruttivo…

  1. Tizzio ha detto:

    Caro Marckuck, hai perfettamente ragione…
    purtroppo addirittura il VHS è un oggetto da tenersi con riguardo, su Amazon te lo vendon usato a 95 $!
    Alla Festa del Cinema di Roma la figlia Isabella aveva una sua istallazione dove parlava della perdita di memoria del cinema per suo padre, e aveva ragione!
    Se ti interessa, a te o a altri, hanno ristampato però gli altri film girati per la tv sulla storia, da Leon Battista Alberti a Sant’Agostino, da Socrate a Cosimo De Medici a Cartesio.
    Lo ha fatto la Mondo Home Entertainment.
    Ciao e complimenti per il tuo blog!

  2. Anche a me dà profondamente ai nervi la sciatteria di gran parte della “fiction” televisiva italiana. E poi guardo alcuni telefilm americani (24, Lost) e mi dico: “siamo lontani anni luce”. Lì c’è una capacità produttiva, tecnica e artistica eccezionale. Non so…basti pensare alla sequenza iniziale della prima stagione di Lost, con l’aereo precipitato e la confusione dei sopravvissuti che si agitano attorno alla carcassa e ai feriti. Ma dove mai la televisione italiana avrà un simile montaggio, una simile tensione, una simile capacità di farmi sospendere l’incredulità (cosa che la narrativa popolare dovrebbe ottenere?) E allora mi dico che Altman iniziò facendo il telefilm Bonanza, che tivù fecero Hitchcock e Carpenter e Spielberg e tanti altri registi di gran valore, che il livello medio delle produzioni statunitensi non ha confronti con l’Italia. Basti guardare (esistono però alcune eccezioni)le orrende luci, le goffe inquadrature, i costumi inverosimili, gli attori incredibili, il montaggio dilettantesco, le sceneggiature piene di buchi, le squallide musiche, i brutti colori.
    Teniamoci salde le eccezioni, che pure ci sono state e ci sono.

  3. marckuck ha detto:

    Grazie a Tizzio per le informazioni.

    Luciano, sottoscrivo in pieno e aggiungo: Sky (i cui soldi sono molto meglio spesi di quanti non siano quelli per la rai…) ha dato le due puntate su Elisabetta I. Beh…la raffinatezza dei dialoghi, le battute, l’eleganza erano inarrivabili.

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