Sistema elettorale – 2

Nella storia delle elezioni hanno trovato applicazione circa 300 diversi sistemi elettorali. Questo dato dovrebbe rendere ovvio come non esista "il" sistema elettorale giusto, bensì come la scelta di questo venga a dipendere da un complicato intreccio di fattori storici, culturali, istituzionali e congiunturali.

In linea di massima, però, si possono tracciare alcune regole-guida. Innanzitutto, va ricordato come un’assemblea legislativa democratica abbia sempre due finalità sistemiche fondamentali: rappresentare la pluralità delle posizioni politiche, socio-economiche e culturali di un Paese e – seconda finalità – un parlamento deve produrre e sostenere una maggioranza di governo (nei sistemi parlamentari), ovvero emanare una legislazione coerente e politicamente omogenea, aspetto che vale anche nei sistemi presidenziali. Insomma, per dirla in modo tecnicistico, esiste un trade-off da individuare tra l’esigenza della rappresentatività (che privilegia la pluralità di voci) e l’esigenza della governabilità (che privilegia l’efficienza decisionale del sistema). Si può affermare – con una certa grossolanità imposta dalla sintesi – che la prima esigenza è meglio garantita da sistemi di tipo proporzionale, mentre la seconda da quelli di tipo maggioritario.

E’ utile inoltre ricordare come il proporzionale sia normalmente adottato in contesti caratterizzati da pluralismo socio-culturale (es. sistemi politici multietnici, a pluralismo religioso o attraversati da pesanti differenze economiche), mentre il maggioritario si adatta a realtà omogenee dal punto di vista culturale, religioso, politico e coese rispetto ad un quadro di valori di riferimento.

Infine, va ricordato come il sistema proporzionale possa essere "maggioritarizzato" attraverso l’adozione di correttivi, quali un premio di maggioranza (come nelle scorse elezioni politiche per la Camera dei Deputati italiani), mentre il maggioritario possa essere "temperato" con quote di recupero proporzionale (es. Camera dei Deputati italiani prima del 2006).

Ciò detto, riporto alcuni esempi tratti dai principali sistemi democratici europei.

1. uninominale "all’inglese"

E’ il sistema maggioritario "per eccellenza". Noto come plurality system, funziona in base alla regola del c.d. "first pass the post". Il territorio viene diviso in un numero di collegi pari al numero di seggi da eleggere. Ogni partito indica un solo candidato, il candidato più votato viene eletto, gli altri spariscono nel nulla, senza alcuna forma di recupero dei resti o di somma dei voti su base nazionale o circoscrizionale. Es, nel sistema britannico, la Camera dei Comuni elegge 650 deputati. Il territorio del Regno è dunque diviso in 650 pezzettini a base distrettuale, la competizione produce quindi 650 vincitori, ma non necessariamente "due partiti" politici. E’ premiale nei confronti dei partiti grossi o con radicato insediamento territoriale.

Il sistema presenta delle evidenti distorsioni, che solo la grande coesione politica e culturale britannica è in grado di sopportare, perchè può produrre una forte differenza tra voti ottenuti e seggi vinti. Ad esempio, nelle elezioni politiche del 1983, il Partito Conservatore, con il 42% dei voti ottenne oltre il 60% dei seggi, il Partito Laburista, con 27,6% dei voti il 32% dei seggi mentre il Partito Liberale, con il 25,4% dei voti (cioè quasi alla pari con i laburisti), portò a casa solo il 3% dei seggi. Arrivare sempre secondi non premia nel sistema britannico…

2. doppio turno "alla francese"

Simile al sistema britannico, con la sola, rilevante eccezione del turno di ballottaggio nel caso in cui in un collegio nessun candidato raggiunga il 50% dei voti. In tal caso, si procede ad un secondo voto (normalmente tra i primi due, grazie a strategie di "ritiro concordato" tra i diversi candidati politicamente vicini), che produce quindi il vincitore di collegio.

Il vantaggio è – quindi – che colui che vince deve comunque ottenere il 50% dei voti sul proprio territorio (e questo è un elemento che "tempera" la rissosità elettorale tra i partiti), ma lo svantaggio è che il ballottaggio può portare a vittorie troppo schiaccianti, come avvenuto nel 1993 in Francia, quando la coalizione di centrodestra, con solo il 44% dei voti conquistò l’85% dei seggi all’Assemblea Nazionale. Troppa roba.

Il meccanismo "alla francese" (tecnicamente majority system) era adottato anche nel Regno di Sardegna e in seguito nel Regno d’Italia, fino al 1912.

3. sistema tedesco

Sistema misto, metà maggioritario uninominale "all’inglese", metà proporzionale "forte", cioè che adotta una modalità di riparto "punitiva" per le forze più piccole e prevede una clausola di sbarramento (del 5%), senza il raggiungimento della quale non è possibile ottenere rappresentanza nel Bundestag (la Camera politica elettiva). Questo sistema, coniuga in modo esemplare la rappresentanza del territorio (grazie al maggioritario), la pluralità delle posizioni politiche (con la parte proporzionale), impedendo un eccessivo proliferare del numero dei partiti politici (grazie allo sbarramento).

4. sistema "spagnolo"

E’ un sistema proporzionale, ma tra tutti i proporzionali è in assoluto quello più "maggioritario". La competizione presenta tre diversi ostacoli da superare: uno sbarramento del 3%, una competizione in circoscrizioni elettorali molto piccole (che quindi rendono difficile la rappresentanza ai soggetti minori) e un sistema di riparto dei seggi (il d’Hondt) che favorisce i partiti grandi.

Risultato, competizione bipolare, piena rappresentanza delle peculiarità territoriali (Catalogna, Paesi Baschi), pochi partiti "rilevanti", alta stabilità dei governi, grazie anche a regolamenti parlamentari che aiutano gli esecutivi.

5. sistema israeliano e olandese

Sono i più proporzionali di tutti. La competizione elettorale avviene con proporzionale senza sbarramento e con il riparto in una unica circoscrizione nazionale che elegge 150 deputati (Olanda) o 120 deputati (Israele).

Si tratta di contesti plurilinguistici o plurireligiosi o particolarmente complessi (Israele), il che produce un Parlamento con tanti soggetti, tra loro divisi e conflittuali e governi instabili. Come in Italia, ma a noi mancano tutte le attenuanti israeliane…

Esistono poi altri sistemi, alcuni bizzarri, altri interessanti, ma andremmo veramente oltre in numero di Bytes tollerabili…

Marckuck

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9 risposte a Sistema elettorale – 2

  1. FULVIA ha detto:

    E QUA
    ho finito di perdermi,non nel bosco,nè nella stratosfera,ma con la testa!…Meglio il V concerto per pianoforte e orchestra di Beethoveen detto l’Imperatore e,un pò d’ssenza dai blog! Buon divertimento a tutti! FULVIA

  2. Rapida ha detto:

    Marckuck, lo ammetto, questo post erudito sul sistema elettorale 2, che l’1 era stato forse da me anch’esso ignorato… ecco non lo leggo per Partito Preso, il primo partito che si prende. Per dove o cosa non si sa.

    Sua, ignorantissima, lettrice frivola.

  3. marckuck ha detto:

    Fulvia e Rapida, fate molto bene ad andare oltre…

  4. Rapida ha detto:

    Per quanto mi riguarda, forse, avrei fatto meglio a leggere e ad imparare.
    Ok, mi prendo la bacchettata.
    E chiedo venia per la mia insulsa spiritosaggine.

  5. aless ha detto:

    mamma mia quanto sono ignorante, in materia! 😦

  6. Faviv ha detto:

    Macrì lo storico, che letturine (del cazzo…). Purtroppo ha fatto anche un’incredibile storia della poesia spagnola del Novecento. Non si può non leggerlo… Però che passione! Saluti e baci. Ah, e tante care cose!

  7. marckuck ha detto:

    Rapidina, mai mi sarei permesso di bacchettarti…ho concordato sulla tua scelta di passare oltre la lettura di un post “di servizio” insostenibilmente palloso…

  8. Andy ha detto:

    In ritardo. Comunque grazie per i tecnicismi (ho un fetish per i numeri)… magari ti faccio la prossima domanda via email, visto chem i interessa il discorso sulla omogeneita’ dei sistemi elettorali. Cioe’: all’estero e’ come in italia, dove governo che passa, legge elettorale che cambia? o c’e’ maggiore regolarita’? comunque riformulo meglio via email…

  9. marckuck ha detto:

    Ok Andy, quando vuoi…

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