La Messa e le calle…

Ieri sera sono andato a Messa. Non ricordo quanto fosse che non entravo in una chiesa per finalità non turistiche, ma temo parecchio.

Eravamo in una bellissima cappella vicino al Duomo di Udine. Callem_1Un gioiellino del ‘700, quando il Patriarcato d’Aquileia – ormai privato del potere temporale – poteva dedicarsi all’arricchimento artistico ed architettonico della sua capitale. E infatti, tra splendidi marmi verdi, stucchi dorati e ovunque lo stemma di S.E.R. il Cardinale Daniele Delfino, ultimo Patriarca, spiccano gli affreschi dei Tiepolo, padre e figlio.

Che non mi piacciono per nulla. La Vergine sembra debba caderti in testa da un istante all’altro, se non fosse trattenuta da uno stormo di putti cellulitici e un po’ torvi. Ma insomma, illustri critici dicono trattarsi di un capolavoro e io con disciplina ne prendo atto…

A Messa mi vergogno sempre un po’. Non ho avuto una educazione religiosa, dunque mi sono mancati quei momenti altamente formativi dei catechismi preparatori di Comunione e Cresima. Non conosco le simbologie (uffa), non conosco le litanie (pazienza), non so mai quando alzarmi e quando sedermi…insomma, mi sento a disagio per carenza di codici comunicativi. Di regola, adotto un "pesce pilota" che deduco essere particolarmente  insider nella questione e ne copio i comportamenti. Il "pilota" di ieri era sbagliato. Troppo devoto: sempre in piedi o – in alternativa – franava in ginocchio con un certo fragore, dato che per mortificare le carni non aveva abbassato il cuscinetto di pelle previsto 250 anni fa da S.E. il Patriarca.

Altro imbarazzo. Il nonsolo che passava a riscuotere le offerteCalla. Avevo dimenticato il portafoglio in auto. Si è fermato davanti a me, con il cestino in mano, fissandomi mentre frugavo nelle tasche fintamente disinvolto, senza trovare nulla, neanche un centesimo sfuggito chissà come. Nei suoi occhi leggevo chiarissimo un "miserabile pidocchio, cacci la moneta o no?". Se ne è andato seccato che io, sotto shock, quando ci siamo scambiati "un segno di pace", alla signora davanti a me che mi poneva la mano sussurrandomi "pace e bene", ho risposto con un impacciato "grazie, molto piacere".

In cerca di conforto mi ero seduto vicino a Nalisa, allietata dalla presenza del piccolo Edoardo, su questo Mondo da soli 48 giorni. La predica era interessante, più del solito. L’officiante doveva essere un sacerdote "intellettuale", che ragionava sull’etimo greco dei termini contenuti in una delle molte lettere scritte dall’inesauribile San Paolo (grazie a Dio, all’epoca non esistevano le mail, sennò chissà che avrebbe combinato l’Apostolo delle Genti). Alcuni si annoiavano, ma io trovavo tutto molto istruttivo e interessante…molto più del solito. Peccato che sulla frase dedicata alla "gioia scomposta ed effimera" Edoardo si sia messo a strillare senza requie. E quando Nalisa lo ha preso in braccio mi si è gelato il sangue. "Non vorrà allattarlo anche qui, vero?" Mi ha guardato, ha letto il terrore nei miei occhi e – sedata (solo momentaneamente) la sindrome da "tetta selvaggia" – ha sorriso ed è uscita.

Finita la Messa siamo andati a cena da Lucia e Marco. Io ho avuto il privilegio di spingere il carrozzino di Edoardo sia all’andata che al ritorno, in una serata troppo tiepida, che induceva al cazzeggio deambulatorio nel centro di Udine, particolarmente bello e tranquillo.

Sono stato bene, mi è piaciuta questa Messa. Celebrata per Calla20lilliesricordare un carissimo amico che da quattro anni ha intrapreso il suo viaggio solitario. Gli piacevano le cene, frequentare gli amici, le bellezze artistiche, le battute che fanno sanguinare. E i fiori, soprattutto le calle, se non ricordo male…

Spero gli piacciano quelle che ho trovato per questo post.

Marckuck

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14 risposte a La Messa e le calle…

  1. Andy ha detto:

    Io ho fatto una cosa del genere per la mia amica E qualche mese fa. Sono convinto che oltre ad aver fatto piacere al tuo amico, gli hai anche strappato una bella risata. Che non e’ poco 😀

  2. marckuck ha detto:

    Ricordo che ne hai parlato infatti. In un post particolarmente ben riuscito 😉

  3. zauberei ha detto:

    Marckuck gniente gniente sei ebreo e nun te ne sei accorto?
    🙂
    A me sta cosa capita fissa. Cioè recentemente causa inflazione di matrimoni e testimonianze mi sono dovuta preparare. Ma il primo matrimonio a cui ho fatto da testimone… ER PANICO! Cioè anche io sono solita scegliere un riferimento stilistico, ma innanzi a me c’era solo il prete e gli sposi. e poi il vivido terrore che la gente mi guardasse la bocca mentre si doveva pregare. Che vabbè che io in linea teorica sarei esentata, ma insomma – alla fine mi sono messa a blaterare sotto voce we all live in our yellow submarine.
    Che fa la sua figura, e porta bene.

    Comunque. Sono sicura che le calle gli sono piaciute. Sono fiori bellissimi e dicono molto di chi le ama.

  4. kociss ha detto:

    non credere di essere il solo a sentire questo disagio….;
    purtroppo la civiltà (?)ci
    ha insegnato a non fidarci neanche del nostro vicino di banco e sempre la stessa civiltà (?)ci ha insegnato a nascondere le nostre difficoltà, a considerarle immagine deleteria della nostra pochezza, a perdere il senso della nostra limitatezza che dovremmo invece difendere accanitamente senza timori e pubblicamente solamente perchè è..umano!
    i miei complimenti per la sensibilità descrittiva dimostrata nel post;
    kociss

  5. any ha detto:

    questo è da parte mia, se pensi che gli faccia piacere…
    http://www.artefloreale.com/articles/fiori_recisi/calle_aism.jpg

  6. marckuck ha detto:

    Any! che carina che sei…grazie, gradirà di certo…

    grazie anche agli altri commenti. Sempre assai indulgenti

  7. marckuck ha detto:

    PS. Zauberei, Yellow Submarine è perfetta…anche se forse, Let it Be era più adatta al contesto 😉

  8. Michela ha detto:

    hehe…
    la partecipazione alla Messa, l’estorsione della moneta domenicale, la Divina Provvidenza nell’aver lasciato in macchina il portafoglio, le rotulate di pie vecchine contro gli inginocchiatoi ed il seguente “cazzeggio deambulatorio” con annesso carrozzino sono immagini che mi riportano agli inesauribili (ma mi sbagliavo, poi sono finiti) week end che trascorrevo nella “casa in campagna” (leggere “città natale dei miei con relative PARENTIADI).

    E le calle, poi…sono bellissime.

  9. Fabrizio ha detto:

    vedi, la bellezza di essere “non credenti a messa” è che per chi non crede è tutta una novità e non dà per scontato nemmeno le omelie (spesso pallosissime).
    cosa che non succede a molti credenti che, frequentemente, non capiscono che andare a messa significa trarre spunti di riflessione e non continuare una “tradizione”.
    e poi… per i fiori senza dubbio avranno fatto piacere.
    fab

  10. manulea ha detto:

    Bella la scelta dei fiori, Marck, gli saranno piaciuti di sicuro, sono meravigliosi.
    E tu mi hai fatto sorridere in questa giornata ottenebrata dai casini combinati dai colleghi…

  11. Fabioletterario ha detto:

    Povero Edo: strillava perché sapeva che la carrozzina, poi, gliela avresti spinta tu, altro che!

  12. zelda ha detto:

    se il prete non è un vecchio trombone (o semplicemente trombon e), la messa per il credente non è solo abitudine, ma è un momento molto bello.

  13. any ha detto:

    peccato che il prete in genere lo sia

  14. FULVIA ha detto:

    ALLORA
    i comunisti “non mangiano solo i bambini”,sanno essere buoni,caritatevoli,gentili e…perchè no,i loro santi in paradiso li hanno anche loro! Ciao Marc,qua il cielo è terso e senza nuvole,un freddo boia,però!…FULVIA

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