Il merdaio

Una partita di calcio iniziata con un minuto di silenzio per un dirigente di una società minore, ucciso a calci in faccia una settimana fa è terminata con un poliziotto morto e decine di feriti.

Ora ci saranno i soliti piagnistei, i soliti luoghi comuni sulla "piccola minoranza" che rovina il "gioco più bello del Mondo" (chissà chi ha deciso che debba proprio essere il calcio, il più bello, tra l’altro). I soliti politicastri da quattro soldi in vena di speculazioni tombarole, che invocheranno "la svolta", la "tolleranza zero" o altre idiozie…Gli striscioni negli stadi, con scritto "sarai sempre con noi" o "il nostro grande cuore, il tuo grande cuore" e stronzate del genere.

Nel novembre 2005 (ben prima di Calciopoli), commentando una delle tante cragne avvenute negli stadi italiani scrivevo: "Non parlerò di calcio, questo è chiaro. Si tratta di un mondo verso il quale sono inguaribilmente ostile, fatto di viziatissimi mocciosi miliardari, velinette piene di nulla, manager-gangster, bilanci truccati, partite noiose, retorica piagnona, sostanze proibite, politici compiacenti e delinquenti protetti e tutelati, ai quali tutto è permesso, dalle razzie negli autogrill, alla devastazione dei treni, dagli insulti odiosi fino al pestaggio di poliziotti". E allora, il salotto di solito così liberal, alcune cose cattive le vuole dire:

1. il calcio fa vomitare. E’ uno sport viziato e vizioso, diseducativo, corrotto fino al midollo, vittimista e violento. Il peggio del peggio della società italiana, con i suoi luoghi comuni, le sue manie, i suoi squallori.

2. i teppisti e le orde organizzate non sono gente "che ha un disagio" e neppure "una minoranza", ma un branco di bestie criminali, che va trattato a bastonate sulla testa e schioppettate ad altezza d’uomo, che tanto se crepa un fanatico con la spranga in pugno il mondo è meno inquinato.

3. non è tollerabile lo spettacolo di corrutela, droga, razzismo e violenza che contraddistingue la vita delle squadre di calcio e dei loro supporter. Non è ammissibile lasciare impunito i treni devastati, gli autogrill saccheggiati, la gente picchiata…Non è un problema sportivo, ma di sicurezza pubblica e come tale va trattato.

E veniamo alle cure di Marckuck, sul tema un bel po’ fascistoide, perchè convinto che le leggi della Repubblica non possano fermarsi ai cancelli dell’Olimpico, del Meazza o del Friuli:

1. considerare le organizzazioni di hooligans come associazioni per delinquere e quindi scioglierle per legge e perseguirne i membri, alla stregua di quanto fatto per le organizzazioni terroriste negli anni ’70.

2. considerare le società sportive penalmente e patrimonialmente responsabili di ogni danno a cose e persone, riducendole sul lastrico se necessario.

3. prevedere forme di "lavoro coatto" per i responsabili di atti di violenza, teppismo, vandalismo o razzismo. Escludere tali reati da qualsiasi beneficio di legge.

Ma ovviamente, non si farà nulla… chiacchiere, pietismi, vittimismi, buonismi e poi tutto riprenderà come sempre. Fino al prossimo morto.

Marckuck

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19 risposte a Il merdaio

  1. aless ha detto:

    Caro Marckuck,

    io sono una catanese, e una tifosa del Catania. Per la partita di stasera avevo da tempo acquistato il biglietto ma alla fine –dissuasa da parenti e amici molto apprensivi e più saggi di me – l’ho ceduto e non sono andata allo stadio. Ho avuto paura. E non certo dei miei vicini di curva, di quei giovinastri catanesi che hanno vissuto negli anni il sogno di crescere in una polisportiva e di vederla arrivare in serie A. Piuttosto ho avuto paura di quei facinorosi catanesi e palermitani che ho il terrore di incontrare sempre, non solo allo stadio ma anche per strada, e che sono capaci di uccidere dentro e fuori dallo stadio, perché dentro di loro non esiste senso del limite, controllo dei propri istinti, rispetto per la vita umana. Persone che aspettano tutto l’anno un derby come questo per sfogare la violenza e l’aggressività che hanno dentro di loro. Per devastare, per colpire, per picchiare. Persone, oggetti, intere città.
    Non so se si tratta di una “piccola minoranza”. Purtroppo le immagini di stasera mi fanno pensare di no. Ma so alcune cose che in questa serata di profonda amarezza voglio ricordare anche a me stessa:

    1) Io amo il calcio come sport e lo seguo da anni, abbastanza da sapere che non è fatto solo di viziatissimi mocciosi miliardari, velinette piene di nulla, manager-gangster, bilanci truccati, partite noiose, retorica piagnona etc etc, ma anche di gente come me, semplice semplice, che è cresciuta giocando a calcio nel cortile di casa e si è affezionata negli anni al club della sua città, e ora ha difficoltà a credere che il calcio – come ha detto Pulvirenti stasera – sia davvero morto.

    2) Il calcio, come sport, può piacere o non piacere, fare godere o fare vomitare, ma non è uno sport violento, né diseducativo in sè. Quello che descrivi tu – e perfettamente – non è lo sport del calcio ma il mondo del calcio italiano, e sono due cose, purtroppo, ben diverse.

    2) I teppisti – hai ragione da vendere – sono bestie criminali, esseri selvaggi e primitivi (nel senso più spregiativo che questi termini possano assumere), privi di cervello e di autocontrollo, che meritano solo ed esclusivamente il trattamento che tu gli riserveresti.
    Purtroppo, disgraziatamente – a Catania come altrove – non tutti i tifosi sono teppisti, ma la stragrande maggioranza dei teppisti è tifosa.

    3) Uno spettacolo come quello di stasera non è tollerabile, ma dire che contraddistingue la vita delle squadre di calcio e dei loro supporter è una generalizzazione che fa male a chi segue una squadra con passione ma con la stessa passione rifiuta e condanna corruttela, droga, razzismo e violenza.

    Stasera è una serata molto dolorosa. Un giovane uomo è morto per svolgere il proprio lavoro, assicurare l’ordine pubblico durante una banale partita di calcio. Un’intera città è stata messa a ferro e fuoco come fosse teatro di una sanguinosa guerriglia urbana. Io sono ancora una volta costretta a vergognarmi per il comportamento dei miei concittadini, a vergognarmi quasi di essere catanese e siciliana, e di amare il calcio. Ed è una cosa che fa male.
    Come fa male sapere di essere qui a scrivere al computer mentre a pochi chilometri da me qualcuno piange la scomparsa di un suo caro per un’assurda, evitabilissima tragedia.
    Non sono brava a proporre delle soluzioni. Mi sono interrogata tutta la sera e non ho saputo dare una risposta soddisfacente al quesito: Quali sarebbero lo contromisure più giuste da prendere?
    Trovo le tue proposte “fascistoidi” tutte molto condivisibili ma mi chiedo, ad esempio, come distingueresti gli hooligans violenti e criminali dagli ultras pacifici e amanti del calcio vero, tra i quali annovero, al limite, anche me stessa. E comunque qualunque soluzione mi appare poco gestibile di fronte all’enorme business che questo sport è diventato.
    Non so. Guardo in Tv le immagini di una Catania devastata e mi chiedo con quale coraggio quei teppisti che stasera hanno lanciato la bomba-carta contro l’auto dell’ispettore Raciti, indosseranno domani il sacco di “devoti” per la festa di S. Agata e porteranno in spalla la candelora e la santa recitando i loro “slogan” religiosi (chi è catanese sa di cosa parlo) che tanto somigliano a cori da stadio.
    E provo una profonda amarezza, mista a rabbia, frustrazione e senso d’impotenza..
    Ma soprattutto mi sento profondamente vicina alla famiglia di Raciti, a sua moglie, ai suoi figli, a sua madre, che domani vedranno sorgere l’alba di Sant’Agata increduli senza il loro caro, e piango con loro per questa ennesima follia.

  2. aless ha detto:

    Ti chiedo scusa se ho preso tutto questo spazio. Ho scritto di getto e non mi sono accorta della lunghezza del post.

  3. marckuck ha detto:

    Aless,

    ti ringrazio per questo lungo e articolato commento, che non usurpa spazio del mio blog, ma lo arricchisce…

    Vediamo di mettere ordine:

    1. Sono stato anche io un appassionato di calcio. Facevo le vacanze a Villar Perosa per seguire la Juve e quando c’era Udinese-Juventus andavo alla partita, nell’angolo dei “torinesi”…Questo fino al 1985, poi dopo l’Heisel ho chiuso con lo stadio e non ho più guardato una partita di calcio, fino a Ajax-Udinese di coppa Uefa, per orgoglio campanilistico. Ora mi capita di seguire saltuariamente qualche partita importante, ma non tifo mai per nessuno, se non per il (raro) bel gioco.

    2. quanto ho scritto non va letto come un giudizio sul “calcio” in quanto sport (bellissimo), bensì come un giudizio sulla dimensione professionistica e semiprofessionistica che ha assunto in Italia. Ci sono personaggi onesti e puliti, ci mancherebbe…ma è l’insieme che trovo ributtante…

    3. Non so come fare ad applicare i miei provvedimenti fascistoidi. Ma sono convinto che solo separando i criminali (sia quelli con le spranghe, sia quelli in giacca e cravatta) dalle persone perbene si potrà riportare il calcio al rango di sport.

    ciao

  4. roy ha detto:

    Tu non hai descritto il gioco del calcio, hai descritto la società odierna, si va avanti solo ed esclusivamente, sia a livello economico che a livello sportivo, con sotterfugi, violenza, e quant’altro, il gioco del calcio non centra una minchia. Lo spunto lo hai preso per quanto successo a ieri, ma potevi prenderlo da mille altre cose, questa è la nostra attuale società. Fatta di leccaculi e violenti. Fine della storia:D

    Roy

  5. marckuck ha detto:

    Certo Roy. Infatti come ho scritto, il calcio rappresenta “Il peggio del peggio della società italiana, con i suoi luoghi comuni, le sue manie, i suoi squallori.”

  6. zauberei ha detto:

    caro Marckuck sono sull’orlo dell’uscimento da casa e perciò ti dico sintenticamente quanto penso (ma dopo leggo con calma quello che scriveva l’Aless – sembrava promettente)
    1) Innanzitutto saluto con entusiasmo il minimo garantito di sanguigno turpiloquio, che denuncia una partecipazione agli eventi maggiore della partecipazione all’eleganza. Il che per una parolacciara come me è sempre segno di progresso etico.
    2) sono d’accordo abbastanza su tutto, soprattutto sulle misure preventive e sul fastidio della retorica coccodrillesca che verrà.
    3) Ma il calcio credo sia un bello sport; gli sport sono tutti belli (se li fanno l’artri eh…) E’ il pane e circo, organizzato in termini post industriali e mediatici il danno. La proiezione collettiva, e tutti comportamenti di rincoglionimento di massa al calcio collegati. Andrebbe affrontato con Mosse alla Mano oppure quello lì Le Bon. Azz volevo pontificare un po’ di più ma devo da uscì… ciao:)

  7. marckuck ha detto:

    Cara Zauberei, in effetti un cadavere innocente scuote il mio aplomb, chissà come mai…

    scherzi a parte, il calcio era uno sport ora non lo è più, se non a livello amatoriale…E’ una industria e delle meno pulite e trasparenti.

    Le Bon? Simon, quello dei Duran Duran? e che c’entra? 😉

  8. Mat ha detto:

    Condivido tutto. Gettiamo la maschera: il calcio è diventato lo sport più brutto del mondo!

  9. Andy ha detto:

    Concordo con moltissimo di quanto scritto da Marckuck.
    Se permetti, Marc, mi colpisce molto la violenza con cui parli dei teppistelli etc. Non voglio aggiungere molto altro, solo una piccola considerazione.
    Gli hooligans inglesi sono tristemente famosi per le loro “imprese”. Tuttavia, qui negli stadi in pratica non esistono divisioni tra campo e tribune (tipo le reti presenti in molti stadi italiani), o tra vari settori dello stadio. In compenso i poliziotti hanno manganelli e cani. Gli incidenti DENTRO gli stadi sono al minimo. Forse non hai tutti i torti riguardo alla strategia da mettere in atto.
    Un’ultima cosa. Anzi due. Uno: probabilmente e’ vero che il calcio rispecchia la societa’ italiana. Credo che pero’ sia piu’ semplice fare qualcosa a riguardo del calcio che non della societa’ intera. Anzi, una presa di posizione forte e decisa nei confronti del calcio potrebbe dare una spinta anche al resto. Potrebbe.
    Due: grazie per avere ricordato l’Heisel.

  10. marckuck ha detto:

    Andy, Ovviamente sono assai sorpreso di leggerti di sabato…ma superato lo shock, ti aggiungo due riflessioni.

    1. Hai fatto una osservazione giusta, notando la “violenza” con cui parlo degli hooligans. Sono un uomo mite e come tale ho il terrore vero della violenza, soprattutto quando è decontestualizzata, gratuita, casuale. Tipo Arancia Meccanica. Mi fanno paura i “branchi”, paura cieca…mi viene da piangere quando leggo di uno stupro di gruppo…spaccherei i muri a calci quando sento di un anziano picchiato a sangue da un tossico per quattro soldi. Mio fratello per un periodo ha fatto il portavalori. Una notte è stato assaltato: raffiche di mitra contro il parabrezza del mezzo che stava guidando e botte con il calcio del fucile non sono certo aneddoti simpatici da sentir raccontare da un proprio caro. Eppure, quella violenza ha un “contesto” che capisco, anche se ovviamente combatto: voglio denaro, lo prendo, me ne fotto della vita altrui…Ma la violenza devastatrice e fine a se stessa, quella no…perchè può capitare all’improvviso e in qualsiasi situazione. E quindi tutti siamo in pericolo.

    2. L’Heysel mi ha sconvolto. Lo ricordo come fosse ieri, ero a casa di un mio compagnio di classe per seguire la finale. Avevo la sciarpa bianconera, sua mamma ci aveva preparato le lasagne e poi se ne era andata, lasciandoci nella fantozziana situazione del “rutto libero”. Abbiamo visto tutto, sempre più inebetiti. L’assalto, il panico, le reti che cedono, la gente calpestata e la partita surreale…a 18 anni certe cose restano impresse.

    Buon Weekend…

    Mat, allo stadio ci tornerò solo per i Police, se quello che scrivi tu è vero…

  11. Marte ha detto:

    Io forse di calcio me ne intendo poco e magari sbaglio, ma a me sembra che quelli volessero solo far fuori i poliziotti.

  12. Andy ha detto:

    Il mistero e’ presto svelato. Sono in biblioteca a cercare un libro. 😀
    Condivido le considerazioni su 1, e sono dell’opinione che in quetsi casi il fuoco vada combattuto con il fuoco (e adesso sono pronto alla lapidazione).
    Sul 2, ascolto consigliato: Nymann, Memorial Requiem.

  13. marckuck ha detto:

    Niente lapidazioni, Andy…non mi sento troppo garantista oggi…Nymann non lo conosco (e non avendo studiato al College de France non riesco a fingere il contrario ;P) ma ringrazio e mi attivo nella ricerca…

    Marte, infatti la finalità era quella, a sentire i telegiornali. E non è la prima volta che le tifoserie (paranaziste o paracomuniste) si alleano contro la polizia.

  14. I Care ha detto:

    Penso che l’unica soluzione da prendere nell’immediato sia quella proposta in modo articolato da Marckuck, che, a mio avviso, non ha niente per cui possa essere accusata di essere un suggerimento fascistoide. Dobbiamo renderci conto che non è possibile continuare nè con il lassismo nè con l’acquiescenza: i criminali devono essere trattati da criminali, punto e basta. Dopo di che si continua con lo stesso rigore e fermo rispetto della legge ad applicare la giustizia in tutti i campi e, allo stesso tempo, si cambia rotta per quanto riguarda la “cultura” e l’educazione dei giovani. Fermiamoci, finchè siamo in tempo.

  15. elrond ha detto:

    E nessuno che parli del disagio in molti quartieri di Catania. Perchè qualcuno trova giusto lanciare una bomba carta contro il viso di un giovane padre di famiglia che sta lavorando? Malvagità. Ignoranza. Stupidità. Ma anche disagio sociale, abbandono da parte di una classe politica ta le più squallide che l’Italia conosca (ho vissuto quattordici anni in Sicilia).
    Soluzione? Fermiamo le partite…
    Scusate il tono polemico. Ma Napoli, Taranto, Catania, Palermo hanno in comune il degrado sociale e culturale, in un Paese che investe milioni di euro in missioni in Iraq, decoder digitali terrestri, telefonia mobile, ponti immaginari ma già costati un patrimonio…
    Un bel funerale di Stato ed un’altra vittima che verrà dimenticata prima della fine della settimana…

  16. Marte ha detto:

    Disagiati?
    A me paiono bestie e basta.

  17. FULVIA ha detto:

    UN BEL BOSCO
    della “val Gardenia” Marc,con aria profumata di fresco naturale dove senti gli “augelle far festa” dove il “prine” ti può stordire ma è tutta salute che, se non hai problemi cardiaci,dopo…puoi anche volare? o un bel “oceano mare” (freddo sicuramente) ma dove l’energia si rinnova ed esplode per tutta la terra per gli “uomini di buona volonta,per ogni uomo che,unito agli altri si mette insieme per costruire “veramente” un mondo migliore?…Pensiamoci gente,pensiamoci e,per ora una buona domenica e che il Dio delle genti sia con voi e anche con il suo spirito! Un’EVVIVA a ogni bandiera che sventola sapendo di non tradirla mai CHE LA MIA, SARà SEMPRE (ROSSA) COME QUELLA CHE MI TRAMANDARONO I MIEI PADRI E CHE PER LORO COME PER ME,FU SEMPRE LEGATA AL BEL SOGNO DI LIBERTà E INDIPENDENZA DA OGNI TERRA STRANIERA! FULVIA

  18. marckuck ha detto:

    I Care e Enlrod…Penso sia assolutamente condivisibile il motto laburista dello “spietati con il crimine, spietati con le cause del crimine”. So bene che la legge penale deve tendere al recupero in seno al consesso sociale del reo, so bene che ci sono contesti in cui è più difficile crescere sapendo distinguere il bene dal male…okkey okkey. Ma (Elrond) prima si punisce (e in modo draconiano) i criminali, poi si recupera…almeno credo 😉

    Marte, mi meraviglio che una persona sensibile agli animali come te possa offenderli paragonandoli a questa feccia…

    Fulvia, che dirti. Beato chi può passeggiare per i boschi, scordando per un po’ le miserie del quotidiano.

  19. Marte ha detto:

    Per me infatti gli animali non sono bestie 😉

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