E da voi, quante “T” ci sono?

Qualche anno fa, Richard Floridia, un teorico dell’organizzazione e dello sviluppo economico cattedratico in non ricordo quale angolo degli Stati Uniti ha proposto la teoria delle "3 T": Talent, Technology & Tollerance nel suo volume L’ascesa della classe creativa, edito da Mondadori (The Rise of the Creative Class, nella versione originale)

La riflessione di fondo è che lo sviluppo economico non è una questione di mera capacità produttiva a basso costo (modello asiatico), ma investe dimensioni culturali e – direi – quasi socio-antropologiche. L’economia cresce in modo sano quando la crescita è indotta dalla valorizzazione della creatività e delle idee e questo avviene solo in contesti in cui si valorizzino lo sviluppo tecnologico, particolarmente nel campo delle comunicazioni, i talenti individuali e vi sia tolleranza verso le "minoranze" di qualsiasi genere, viste come portatrici di ricchezza analitica e di punti di vista diversi.

La "T" di Talento significa – in soldoni – vivere e lavorare in contesti che diano un peso alle capacità individuali, alle competenze effettive, alle idee individuali, ponendo in secondo piano rendite di status di tipo familiare o corporativo.

La seconda "T", la Tecnologia lega lo sviluppo di una economia "creativa" all’investimento massiccio nell’hightech, per favorire al meglio la libera e completa circolazione delle idee, i ritmi di lavoro individuali, la piena fruibilità di informazioni e dati. Si tratta quindi di una visione del tutto diversa dalla rigidità oraria, dal cartellino da timbrare, dalla ripetizione ossessiva e spesso autoreferenziale di pratiche e procedure, che hanno trasformato molti lavori intellettuali in catene di montaggio di tipo fordista, dove invece di produrre tondini di acciaio si producono pezzi di carta.

L’ultima "T" è quella della Tolleranza verso le diversità. L’ambiente creativo è un ambiente che non discrimina in base alle preferenze ed agli orientamenti religiosi, etnici, sessuali, culturali o agli stili di vita. Anzi, la diversità è ricercata perchè significa un "altro" modo di vedere le cose e dunque – in prospettiva – qualcosa che arricchisce il quadro d’insieme.

Per verificare empiricamente il livello di tolleranza, Floridia ricorre al "Gay Index", cercando di misurare il numero di gay in posizione di vertice nei contesti analizzati. Questo non perchè gli omosessuali siano di per se più creativi, quanto perchè si tratta di una minoranza culturale diffusa più o meno uniformemente nell’intero Mondo economicamente sviluppato e dunque la più utile per una analisi comparata.

Ovviamente le tre T servono per creare indici di maggiore o minore creatività, inizialmente nel contesto statunitense (dove vincono San Francisco, Seattle e Santa Fe) e ultimamente anche in Europa.

La Finlandia è messa meglio dell’Italia. Chissà perchè.

Marckuck

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15 risposte a E da voi, quante “T” ci sono?

  1. fulvia ha detto:

    PERCHE’
    la Finlandia ha rifiutato uno sviluppo spacciato per progresso e una logica quantitativa tesa a sopprimere,in nome del dio denaro e del pragmatismo ideologico, ogni cultura e forma di vita eccentrica.
    Perchè non ci sono “puristi” e non c’è il formalismo statuale dei conservatori e l’oltranza astratta dei neosperimentali anticomunicativi.Perchè c’è la coscienza delle “contraddizioni” e,si lasciano LIBERE le menti degli uomini dei talenti e nelle diversità,incoraggiando “QUELLE”nel loro meglio a uscire che il brutto resterà nella tana e,saranno solo fatti del “singolo” che la COMUNITA’ avrà preso ciò che le si doveva e,moltiplicato anche! FULVIA

  2. Metodista ha detto:

    Mah… io lavoro ( e credo ancora per poco) per una multinazionale finlandese, nella loro fabbrica di punta, ma non vedo nessuna T (e nessun gay) di quelle elencate sopra.
    Il mio lavoro è intellettuale ma ripetitivo, burocratizzato e sottopagato, vedo emeriti incapaci fare carriera e a me hanno rotto le scatole per la lunghezza dei capelli.
    Fino a che si lavorerà per assicurare i profitti ad azionisti interessati solamente alla vil pecunia non ci sarà uno sviluppo “umano” e “treti-istico” del lavoro nel suo complesso.

  3. Andy ha detto:

    Ok, non voglio sparare sulla croce rossa. Mi limito a dire che ho vissuto in (cronologicamente): Italia, Finlandia, Svizzera e UK. Non ho problemi a fidarmi della statistica.

    PS: a mo’ di celia (e un po’ per non morire), in Svizzera sono stato oggetto di razzismo per essere italiano. Mai per essere gay. 😀

  4. fulvia ha detto:

    METODISTA
    io mi riferivo all’ultima (provocazione?) di Marc a proposito della Finlandia che è in testa all’Italia.Io in Finlandia non ci sono mai stata nè la conosco che la mia era solo (metafora) su ciò che credevo potesse essree per sviluppare talenti e rispetto delle diversità.Anch’io lavoro e non poco,anch’io “credo” di essere talentata,anch’io lotterò sempre affinchè talenti e valore sconosciuto abbiano il loro PESO nella società! L’ho sempre fatto del resto mi è congeniale farlo .Sò che saranno sforzi inutili,na continuerò a farli sino alla fine che non potrebbe essere che così.Utopia?! Forse.Ma la storia non è fatta di utopia?! Tanti,tantissimi auguri per te! FULVIA

  5. marckuck ha detto:

    Metodista e Fulvia. Ovviamente io non voglio fare il panegirico sulla Finlandia, dove non sono mai stato, ma mi consta ci siano tanti laghi…ma certo il substrato socio-culturale spiega molto, anche se – ovviamente – le regole dell’industria hanno il loro valore (o disvalore) universale.

    Beh, Andy, che dire. Forse essere italiano è meglio, almeno la mamma lo sa già e non bisogna inventare tante storie sul come dirglielo 😉

  6. Andy ha detto:

    Marc, nella domanda che segue non c’e’ un’ombra di polemica, solo tanta curiosita’. A te rispondermi se e come ti aggrada. La domanda e’: considerato che di solito sei ipersensibile quando si parla di confronti tra Stivale ed estero, e considerato che abbiamo gia’ dibattuto a lungo la cosa in privato, considerato infine che sei per principio refrattario a qualunque critica venga mossa al more italico (salvo poi magari ricrederti in seconda battuta, dal momento che lo spirito critico nonti difetta)… come mai questo post?

  7. Valentina ha detto:

    I miei capi sono omosessuali. quasi tutti i miei colleghi sono omosessuali. Direi che lavoro in un posto pieno di T. Si, ci sono tutte.

  8. zauberei ha detto:

    Valentina se non lavori in una scuola per parucchieri fai na foto di gruppo e mandala a Repubblica.

    Io credo che Marckuck sottolinei molto le condizioni storiche che producono un evento. So’ che è doloroso, ma la storia è un fatto. Capisco anche che quando si è parte in causa della storia si tende a dire – sti cazzi.
    Comunque. Per rispondere alla domanda di Marckuck.

    Per quanto concerne il mio lavoro pagnotta, non va male: nel senso che non ci sono discriminazioni di sorta, ho una capa lesbica, e un paio di colleghi di colore, i talenti individuali sono premiati. Il problema è l’accezzione aziendale di talento individuale che è grosso modo la stessa di Mussolini “credere obbedire e combattere” per quanto riguarda il lavoro due, il mondo psico, mbè li’ si viaggia sul catastrofico.

  9. marckuck ha detto:

    Risposte.

    Andy: in realtà concordo su molte delle critiche che tu (e non solo tu) rivolgi allo Stivale. Sottoscrivo il 90% di quello che dici, ma lo Stivale infangato è il MIO Stivale e mi è caro comunque…Se a volte su questo temo ti sono saltato alla gola è perchè tendo a dimenticare che pure tu sei italiano e quindi hai diritto a criticare l’Italica Stirpe. Perchè questo post? perchè vorrei le cose diverse e quindi faccio circolare le idee come posso…

    Valentina, in effetti anche a me si è posto il problema se sei dipendente di Dolce e Gabbana 😉 Comunque – come dice Zauberei – si parla di macrosistemi, ma ovviamente ci sono realtà che nella loro eccezione, confermano la regola

  10. Andy ha detto:

    MArc, hai appena detto qualcosa che fara’ aggiungere un ulteriore papillon sull’altarino votivo a te dedicato… “tendo a dimenticare che pure tu sei italiano”… che sia indice che sto de-italianizzandomi????? YEah yeah yeah!

  11. marckuck ha detto:

    Apolide senza cuore (e tutto ascelle…)!

  12. Andy ha detto:

    Senza cuore a chi, moi?!Comunque hai notato, vedo (piastrelle a parte, si intende…) 😛

  13. PittriceDiAnime ha detto:

    Non solo la Finlandia è messa meglio dell’Italia. Pure io, che sto male in partenza, sono messa meglio dell’Italia, cazzo!
    Io non vivo fra gay, il paesiello è piccolo e si saprebbe subito.
    Nemmeno ne conosco, o ne ho mai conosciuti.
    La realtà di provincia è diversa e molto monotona.
    Vorrei scorresse un pò di sangue.

  14. vittorio ha detto:

    Buongiorno Marckuck,
    Mi capita spesso di buttare un occhio sul tuo blog. E’ molto interessante quello che dici a proposito della teoria delle 3 T e volevo spendere 2 parole. In effetti dalla mia esperienza ho notato, forse banalmente, come spesso un clima di lavoro che favorisca la “creatività” sia alla lunga più vantaggioso. Mi riferisco soprattutto al confronto che fai con il modello asiatico di mera produttività. Mi sono trovato a lavorare con persone provenienti dalla Cina. In un primo tempo si rimane subito colpiti dai ritmi di lavoro capaci di sostenere. Si ha proprio l’impressione di lavorare la metà rispetto a loro. E forse é proprio cosi’. Ad ogni modo, ho anche notato in queste persone una certa “mancanza di personalità”. Nel senso che tendono a non porsi il problema su che opinione hanno verso le cose, come se la loro unica proccupazione fosse eseguire cio’ che é stato loro domandato di fare. Comportamento che poi non aiuta ovviamente in casi di difficoltà, imprevisti da affrontare,etc. Attualmente ho un collega cinese. Devo dire che il suo lavoro ha cominciato ad essere veramente utile per tutti solo nel momento in cui ha cominciato a formulare “idee”, a rendere veramente suo quello che faceva e a condividerlo con gli altri. Lavorerà meno intensamente di prima, ma di certo il modo in cui lavora é più “smart”.
    Forse, le mia é stata solo una divagazione rispetto il tuo post. Spero perdonerai.

  15. marckuck ha detto:

    Non è stata una divagazione, ma un commento molto interessante. Ti ringrazio 😉

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