I Diari Farlocchi

Oggi avrei voluto parlare di altro, ma il tema è troppo ghiotto per essere lasciato sullo sfondo.

Ieri, in una manifestazione di Forza Italia tenutasi nella mia regione, l’ospite d’onore – il pregiudicato Marcello Dell’Utri – non avendo grandi argomenti in saccoccia, ha tirato fuori dal cilindro i "diari inediti di Mussolini", sostenendo che in fondo "il Duce non voleva la guerra".

Naturalmente non so se tali diari siano autentici, ovviamente me lo auguro perchè sono convinto che sarebbero di grande Mussolini01g_1interesse e – soprattutto – di gradevole lettura, visto che lo stile "privato" di Mussolini era sferzante e sarcastico e non aveva nulla dell’ossessivo-maniacale delle logorree hitleriane. Potrebbero essere autentici, ovviamente, ogni tanto qualcosa dalle cantine della Storia salta fuori (io per pochi euro, ad esempio, ho comprato la rubrica telefonica di Giulio Cesare, piena di annotazioni contrarie all’invasione delle Gallie), anche se ne dubito.

La memoria corre alla primavera del 1983, quando il settimanale tedesco Stern annunciò il ritrovamento (e pubblicazione a puntate) dei "diari di Hitler", venduti subito a molte altre riviste (Panorama compreso) e rivelatesi a breve dei falsi pure fatti male. L’intera faccenda è raccontata con piglio divertente e divertito da Robert Harris nel suo "I diari di Hitler" (Mondadori, 2001) che racconta il mondo bizzarro e inquietante dei collezionisti di memorabilia naziste sparsi in tutto il pianeta, mondo fatto di maniaci, di nostalgici, di nostalgici maniacali e di maniacali nostalgie.

Il punto però non è l’autenticità dei diari del Duce (scritti tutti, chissà perchè, su agende della Croce Rossa…) quanto la tesi sventolata da Dell’Utri di una "contrarietà" mussoliniana alla guerra. E su questo intervengono altri 3 diari, di comprovata validità storica…Il diario di Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri (edito da Rizzoli), il diario di Giuseppe Bottai, ministro dell’Educazione Nazionale (edito da Rizzoli) e il diario del generale Paolo Puntoni, aiutante da campo di Re Vittorio Emanuele III (edito da Il Mulino).

Tutti e tre questi diari concordano su un punto: a parte Mussolini (e la fazione più estrema del partito fascista), la contrarietà alla guerra era totale. Non la voleva il popolo, non la voleva il Re, non la voleva l’esercito, non la voleva il Papa e non la voleva il ministro degli Esteri. Dunque, se non la voleva neppure il Duce resterebbe da capire come mai ci si sia trovati immersi fino al collo in quel tremendo disastro.

Ciano fece il possibile per evitare il nostro coinvolgimento, le pagine del suo diario sono piene di "ormai ha deciso", "non sente ragioni", "è convinto che sia di breve durata"…il tutto riferito alla inesorabile convinzione di Mussolini ad entrare in guerra. E Bottai conferma: non aveva mai amato Ciano, anzi…ma l’improvviso intensissimo impegno "dell’adorabile ragazzone" per evitare la guerra lo colpirono molto, tanto che quando Galeazzo fece l’ultimo tentativo, Bottai volle accompagnarlo a Palazzo Venezia e attese paziente in anticamera l’esito del colloquio.

Che andò male. E Bottai nel suo diario racconta la tensione e la delusione di Ciano, che si espressero in angosciato mutismo: "nel buio dell’abitacolo lo sento ansimare a fianco a me. Sembra l’ansimare di un uomo ferito, il primo ferito della guerra che sarà".

Ci sarebbero da qualche parte i diari (quelli si ghiotti) di Vittorio Emanuele III, ma è probabile che furono distrutti dal nipote, l’attuale presunto capo di Casa Savoia, che violando la volontà di Umberto II ha fatto un repulisti di quelle Auguste Carte. Ma non avendo gli scritti del Re, abbiamo quelli del suo aiutante da campo, che descrive tutto il via vai di gerarchi, prelati, generali e industriali che pregavano il sovrano di "fermare questa follia".

Non ci fu nulla da fare. Mussolini "tirò diritto". Checchè ne dica Marcello Dell’Utri.

Marckuck

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8 risposte a I Diari Farlocchi

  1. E sì, contrario o meno, il Duce mandò un’impreparata Italia in guerra. E il prezzo di quel disastroso conflitto lo continuiamo a pagare tuttora.

  2. FULVIA ha detto:

    AFFASCINANTE
    affascinante! Gli storici avranno ancora molto da raccontarci che tanti i misteri sono! Forse Ron Rosennbaum dopo il suo (Mistero di Hitler),chissà…o l’Antonio Spinosa dopo i suoi fortunatissimo” “Mussolini” e il “fascino di un dittatore”,o…scomodiamo Shirar,oppure perchè non provi tu Marckuck che tanto bravo sei?! Purtroppo,però,la guerra scoppiò e,quanto orrore,e quante vittime innocenti fece! Che almeno la MEMORIA ne faccia tesoro! FULVIA

  3. zauberei ha detto:

    Marckuck ma io quell’agendina de Giulio Cesare ma te la invidiooo, ma era uno di quelli che mentre chiacchiera ar telefono fa i disegnini?

  4. Fabrizio ha detto:

    applausi scroscianti dal milanese!!!
    fabri

  5. Fabioletterario ha detto:

    Macché applausi! Lui ha falsificato quei diari! Io c’ero!

  6. Fabrizio ha detto:

    nooo…. che delusione!!
    sembrava una persona così perbene…
    🙂
    fab

  7. Dony ha detto:

    E tira dritto anche l’insetto Vespa che ci ha montato su una bella trasmissione nella quale dibattere, pardon spettegolare, sulle verità della storia.

  8. marckuck ha detto:

    Accidenti, il varietà di Vespa non l’ho visto stavolta!

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