Qualche radio fa…

Da alcune settimane trascuro un po’ i cd e quando guido, soprattutto la sera, tendo ad ascoltare la radio, che offre un’offerta straordinariamente ampia di stazioni, ogni passo ne spunta una diversa. Diversa?

Tolta Radio Maria e Radio Radicale sono tutte identiche. La stessa musica, la stessa assenza di programmi e – soprattutto – lo stesso  identico ilare e ridanciano imbecille che conduce. Di regola sono due. Di regola maschi. Non parlano ma strillano. Ogni frase una battuta. Che non mi fa ridere, perchè sono di gusti difficili.

Tendenzialmente l’umorismo è greve e sessista (mai una battuta a sfondo politico, per carità…mai umorismo di costume, ci  mancherebbe! meglio la tetta, che tira sempre…) e preceduto/seguito dalla musica in voga…Che può andare anche bene, ma che bello se ogni tanto ne parlassero. Ad esempio, ci vuole un grande sforzo per dire “questo è l’ultimo lavoro di Elisa, mi piace per questo e quest’altro motivo…”. Invece no. La parola d’ordine è “rimbecillire”. Con la musica, con l’italiano sgangherato, con battute che non fanno ridere, con telefonate del pubblico che fanno piangere.

E chi lo dice che le persone del pubblico non gradirebbero poter discutere di musica (o di film) con il conduttore? perchè ritengono che le telefonate da casa (in realtà – di solito – dall’automobile, con sprezzo del Codice della Strada) sarebbero di meno, in caso di discussione tranquilla sulla musica che ci è cara, sui film che ci sono piaciuti e magari (Dio mi perdoni!) su libri che abbiamo letto? Ad esempio, nel mio piccolo, quando ho messo dei post che parlavano di musica, beh…non ho certo avuto poche repliche, anzi. E pure di qualità. Come ad esempio quando ho parlato di Sarah Vaughan oppure di George Harrison.

Possibile, che per sentire parlare di musica devo per forza sostare su “Radio3 Suite”, dove – sottovoce per paura di svegliarti – discutono 1 ora e mezza su una variazione impercettibile nell’aria della Lucia di Lammermoor?

Insomma, per farla breve, la radio sarebbe un mezzo splendido, una grande compagnia, un passatempo ancora più ricco della televisione. Ma come tutto ai nostri giorni è pensata solo per la “massa”, per la “gente” e questo goffo “gentismo” porta con se la convinzione (tutta da dimostrare) che alle persone interessino solo cazzate. Sarà anche così, non discuto, però mi spiace…

RadiodaysE penso ad una radio “diversa”, come quella descritta in due film. La prima è quella di Talk Radio, film intenso e duro di Oliver Stone (1988), che racconta di un conduttore radiofonico di una piccola emittente, che nelle sue trasmissioni notturne da voce a tutti: barboni, afflitti, sbandati, spostati, mitomani e persone perbene, finendo accoppato da un fanatico neonazista. La seconda quella – dolce ed elegante – raccontata da Woody Allen in Radio Days (1987).

Questo film è un gioiello. Un atto d’amore verso un mondo che non esiste più. E’ la radio americana degli anni ’30 e ’40, con i suoi perbenismi e i suoi ottimismi, con i suoi piccoli personaggi, con i suoi miti e le sue meteore. Una radio ottimista e compagna della vita di ogni giorno. Anche del giorno in cui i giapponesi bombardarono Pearl Harbour e tutto, d’un colpo, cambiò.

Marckuck

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16 risposte a Qualche radio fa…

  1. lanasmooth ha detto:

    prova con rai radiotre
    LS
    p.s. ma non era la patata che tirava? o il pelo di ****, più di un carro di buoi?

  2. Peccato che tu non possa ascoltare almeno una volta la trasmissione che facciamo io, Eddi, Gianni e Nicole a Radiofragola il sabato mattina.
    E dico “peccato” non perchè sia un’ora eccezionale (il titolo è IN MANCANZA DI MEGLIO) ma perchè mi piacerebbe sentire la tua opinione e le tue critiche.
    Mettiamo musica, parliamo (Gianni) di cinema, di libri, cerchiamo di fare satira politica e di costume, presentiamo piccole notizie che sfuggono alla “grande” informazione.
    Io trovo insopportabili, quei conduttori tutti uguali, fatti con lo stampino, voci identiche, battute precise, ritmi omologati, risatine fasulle: indigesti come aglio fritto nel lardo di montone obeso.

  3. marckuck ha detto:

    beh, Luciano, ci siamo capiti allora…non sono il solo che la vede così la cosa…

  4. Mat ha detto:

    Condivido. Anche se l’ascolto della radio pare notevolmente aumentato da dieci anni a questa parte, segno che i vari format vanno bene così al pubblico. Io sono uno di quelli che snobba un pochino la radio… metto sempre i miei amati CD!
    Ciao, a presto!

  5. lois lane ha detto:

    sono una grande utente radiofonica. che dirti? hai ragione. in molti punti.
    prova a guardarti intorno, cerca le realtà locali, magari sono quelle più genuine. io faccio così almeno. e ho imparato ad amarle.

  6. Clara ha detto:

    Una radio “diversa”.. Mi è venuta in mente quella presente in “Cento passi” e una bellissima frase legata a questa in cui si sostiene che non è il tono dell’arroganza (e sicuramente il gratuito contenuto della stupidità) che arriva al cuore e alla mente di chi ascolta…

  7. aless ha detto:

    io ascolto moltissimo la radio… Non disdegno Radio 2 e 3 anche se una volta devo dire che trovavo i programmi di Radio2 molto più stimolanti.. Chissà perchè alla fine tutto si appiattisce sulla risata per la risata, senza mai cercare di andare un po’ più a fondo su nulla…
    Però devo dire che quanto a umorismo, il Ruggito del Coniglio o W Radio 2 riescono ancora a strapparmi qualche risata o sghignazzamento anche negli orari critici (le 8 del mattino o le 2 del pomeriggio) quando mi trovo ad attraversare il traffico da una parte all’altra della città o della provincia e ho proprio tanto bisogno di una compagnia allegra e spiritosa… Quanto alle canzoni, è vero… La selezione stessa e i commenti lasciano spesso molto a desiderare.
    Marc, mai pensato di fare un programma radiofonico, magari insieme a qualche altro blogger di tua conoscenza? 😉 io ci penserei, avresti certo un buon seguito, e non solo tra i blog-amici!
    Buona settimana.

  8. Pittrice ha detto:

    Dipende dal deejay, non dalla radio. Alcuni dj di radio 105 o radio deejay sono molto competenti. Vick ad esempio, il cui orario è cambiato, ne sa veramente a pacchi di musica e di cantanti. Per ogni canzone c’è un commento sulla strumentalità e tutto il resto appresso.
    Bisogna saper scegliere..

  9. Mettiamo su una radio (Radioblog).

  10. marckuck ha detto:

    Certo…bisogna saper scegliere. A me piaceva un dj di radiomontecarlo, roba notturna, chissà se esiste ancora.

    Luciano, non sarebbe male “radioblog”. Neppure impossibile. Un portale e i commenti downloadabili, modello “YouTube”

  11. E se ci pensassimo sul serio?

  12. Marte ha detto:

    In attesa del radioblog ringrazio intanto l’esistenza di Radio Popolare.

  13. Metodista ha detto:

    Non sei l’unico che cerca una radio di “qualità”. Io ho fatto un’esperienza proprio con RadioFragola. Poi l’ho lasciata perché non mi piaceva la piega che stava prendendo. Mi spiace per Luciano che continua a lavorare con una radio gestita da persone che non hanno a cuore lo sviluppo di un discorso di “qualità”.
    Ho risolto il problema fondando una radio in internet assieme ad altri transfughi di radio Fragola.
    Ora chiunque al mondo può ascoltarci, basta avere un ADSL e andare su http://www.lajazera.net
    Siamo appena agli inizi ma abbiamo tanta voglia di portare avanti un discorso di qualità e di amore per la musica, non creare un contenitore per la pubblicità. Chissà se ce la faremo?
    Marck e Luciano, perché non provate ad ascoltarci e a criticarci? Io ho molta stima di voi e sarei felice se potessimo crescere assieme agli ascoltatori.

  14. Vale ha detto:

    Ciao Marckuck, Bob Dylan conduce un programma radiofonico su XM (http://www.xmradio.com/bobdylan/) chiamato Theme Time Radio Hour. Ogni trasmissione è basata su un tema specifico, e la musica trasmessa è puro blues/jazz/gospel dagli anni 30 agli anni 70 più o meno. I programmi sono molto piacevoli da ascoltare e sono tutta un’altra cosa rispetto ai normali programmi radiofonici. Ti consiglio di ascolarlo se ti capita! 🙂

  15. camelia ha detto:

    marckuck, il dj “notturno” di radio montecarlo era per caso nick the nightfly?

  16. marckuck ha detto:

    Credo di si, Camelia

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