Civis Romanus Sum

Chi segue questo blog, sa che ho un amico dal grande cuore e dal carattere sulfureo che – nel suo piccolo – è una sorta di Onu: etnicamente ruandese, cittadino italiano, residente in Svizzera, con contatti nell’aristocratica Boston e frequentazioni francesi.

Mi raccontava di un episodio sgradevole accadutogli a Como ad opera della polizia locale ed io – ovviamente – solidarizzavo in pieno con lui. "Vengo poco in Italia, come vedete gli stranieri ora?" Ho risposto con onestà: "male".

Non io, naturalmente, che non amo le generalizzazioni. Ma di regola, temo proprio che sia così: "gli albanesi rubano e stuprano, i marocchini spacciano, rumeni e macedoni ti accoppano e le nigeriane battono". E gli italiani? tutti santi, poeti e navigatori, ovviamente.

Ho cercato di dare una spiegazione sociologica: "sai, in fondo noi non siamo mai stati una nazione multietnica, non abbiamo la tradizione pluralista di Francia e Gran Bretagna, per secoli a capo di imperi coloniali che spaziavano nei continenti, nelle etnie e nelle religioni più varie". Bella (e ingenua) cazzata.

Leggo oggi, infatti, che 6 studenti di una scuola superiore di Bergamo in gita di istruzione a Londra sono stati fermati all’aereoporto, schedati e rimandati indietro perchè provenienti da "nazioni sgradite" al governo di Sua Maestà (Perù, Albania, Burkina Faso, Ukraina). Non esistono – dunque – persone che compiono crimini e per questi vengono perseguiti, ma basta la nascita nella nazione sbagliata per non essere ammessi al mondo felice e perfetto dell’Occidente civile e avanzato.

E non è un problema solo nostro o britannico. Secondo il Report 2006 di Amnesty International, infatti, anche paesi considerati "civilissimi" sono troppo poco attenti al rispetto dei diritti dei cittadini stranieri provenienti dal terzo Mondo: ai finlandesi non piacciono i pakistani e agli svedesi diverse etnie non troppo bionde, ma in particolare i rumeni (troppo rozzi e chiassosi…).

Dietro tutta questa tutela della "purezza etnica" dei paesi Mascheraintravvedo il rischio di un Occidente "fortezza blindata", gaudente, chiuso e impenetrabile, indifferente alle sorti del resto del Mondo. Un po’ come il Principe de "La Maschera della Morte Rossa" di Edgard Allan Poe, che sperava di sfuggire alla peste chiudendosi nel suo castello assieme alla nobiltà più giovane, bella e sana del suo Regno. Senza riuscirci.

E’ un rischio ancora lieve (non c’è paragone, ad esempio, nelle violazioni perpetrate in Italia o in Finlandia rispetto a quelle che i profughi subiscono a casa loro…) ma se il tema del rispetto dei diritti (civili, umani e politici) non viene visto e vissuto come "generale" e "transnazionale", allora non parliamo più di "diritti" ma di "privilegi" etnici, religiosi o sessuali.

Più o meno come nell’Impero Romano prima dell’Editto di Caracalla (212 d.C.) quando contavi qualcosa solo se potevi affermare – come San Paolo – Civis Romanus Sum. Era il solo modo per farsi ascoltare dall’Imperatore.

Marckuck

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9 risposte a Civis Romanus Sum

  1. Pittrice ha detto:

    Quando poi nella civilizzata Europa c’è gente come il Sig. Corona che ha dichiarato di aver fatto fortuna rovinando la vita agli altri (testuali parole), allora bisogna proprio andare orgogliosi e tronfi in giro…

  2. Pfd'ac ha detto:

    è un po’ come nei film quando il personaggio di turno si affretta a dichiarare di essere cittadino americano…

  3. Pollon ha detto:

    a me fa pensare a un film carino dell’altranno: I figli degli uomini. alla fine tutto l’isolamento portava alla sterilità totale del pianeta. indovinate di che colore era l’unica madre vivente?

  4. ALESSANDRO ha detto:

    facile dare la colpa agli altri … i poliziotti cattivi, gli inglesi razzisti.
    Le leggi esistono? sono chiare?
    Per entrare nel Regno Unito occorre un visto per i cittadini appartenti ad alcuni paesi.
    questo è scritto chiaramente anche sul sito dell’ambasciata inglese in italia, è presente una lista http://www.britishembassy.gov.uk/servlet/Front?pagename=OpenMarket/Xcelerate/ShowPage&c=Page&cid=1052838904875
    quindi si potrebbe parlare di disorganizzazione, l’errore è stato di chi ha organizzato la gita senza informarsi prima.
    ricordatevi che non esistono solo i diritti, ma anche i doveri.

  5. marckuck ha detto:

    Alessandro, non hai torto dal punto di vista formale…ma a me piacerebbe che non ci fossero confini, posti di blocco o fili spinati a dividere i popoli.

    Romantica come idea, lo so…you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one 😉

  6. philippe ha detto:

    Salut Marcuck
    La tua collega ha tre raggioni per essere nervosa:è professoressa ,è italiana ,è una donna …
    Scegli l’ordine !Ma scherzavo ,ovviamente !
    Bien amicalement
    Philippe

  7. roy ha detto:

    Marco,

    coe ti ho detto non è un problema prettamente italiano è un problema della gente, se ci penso non è che un bianco in africa sia visto con meno diffidenza…….. Si lo so è umiliante, ma alla fine è forse colpa del “diverso” che inseritosi nella civiltà europea, magari si sente un po borioso ed arrivato, e grida allo scandalo:D. Se ci pensi con calma il tutto rientra in una certa qual normalità umana:D

  8. Ane ha detto:

    ciao Marckuck,

    non ci credono proprio che gli italiani pensino cosi’ per i macedoni!

    siamo un popolo molto gentile che cerca di evitare i guai!

    saluti di Macedonia
    ane

  9. marckuck ha detto:

    Ciao Ane. Io ne sono sicuro e poi – visto che amo la storia della Grecia e di Bisanzio – la Macedonia mi è molto cara.

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