I garofani, nel giorno della libertà… (2)

Anche quest’anno sono andato alla manifestazione per il 25 aprile, in piazza a Udine. Pochissima gente, malinconica e spaesata…tolte la banda, i picchetti militari, i sindaci dei comuni e i gerarchi dell’ulivismo acefalo e senza cuore, forse un centinaio di cittadini, non di più.

E allora, immusonito, ricordo il 25 aprile dell’anno scorso, appena vinte le elezioni politiche e in attesa del trionfo al referendum costituzionale. C’era molta gente, entusiasmo e fiducia. E io – contento e orgoglioso – avevo scritto un post che letto oggi mi sembra uscito da un’altra era geologica.

Lo ripubblico, perchè era scritto bene, con tanto cuore e tanto ottimismo."

"Siete tutti culattoni!"

La frase garbata e sottilmente ironica è stata lanciata da un tizio livoroso al passaggio dei reduci dei campi di sterminio nazisti e degli ex partigiani, che aprivano il corteo celebrativo per il 25 aprile, giorno della Liberazione (dai nazisti, non dagli imbecilli, purtroppo. Quelli sono troppi).

E’ stato l’unico neo di una mattinata perfetta. Una Udine soleggiata e luminosa come non si vedeva da tempo, parecchia gente, con le bandiere, famiglie con bambini, anziani contenti, ex partigiani, giovani ribelli, politici in gran spolvero, coppiette mano nella mano, gay ridenti, operai orgogliosi, professori pensosi, sindacalisti con mazzette di quotidiani…Insomma, la cosidetta "società civile" al suo meglio.

Alla manifestazione ci sono andato – dopo molti anni – assieme a mamma e papà. Da bambino (e da adolescente) ci andavamo tutti gli anni, anche per accompagnare il nonno partigiano, che per l’occasione rimetteva sulle spalle il fazzolettone rosso della "Garibaldi" e in testa la bustina beige con la stella della Rivoluzione prossima ventura. Poi nonno è morto, noi ci siamo trasferiti fuori Udine e insomma, qualsiasi scusa era buona per bigiare l’anniversario della nostra Libertà.

Oggi invece abbiamo deciso di rompere ogni indugio. Forse per curiosità, forse per passione civile, forse per festeggiare lo scampato pericolo dello scorso 9 aprile, forse per tutte queste ragioni assieme, ci siamo recati in piazza, come una volta. E abbiamo fatto bene, abbiamo rivisto molti visi amici, risentito le vecchie musiche, ascoltato le solite orazioni, così gonfie di retorica, ma così vere perchè pronunciate – finchè dura – da coloro che il nazismo lo hanno combattuto sul serio, la pelle l’hanno rischiata sul serio e i morti (3463 in Friuli) li hanno pianti sul serio.

E poi mi sono pure commosso. E’ accaduto quando – intruppato nel corteo – ho attraversato via Poscolle. Anche oggi, come quand’ero bambino e come accaduto ogni anno, sono piovuti su di noi garofani rossi, freschi e belli. Li gettava da un davanzale, tra gli applausi della gente, un’anziana partigiana. Lo ha sempre fatto, in memoria del suo compagno morto e degli altri morti con lui. Apre la finestra e da un grande cesto in vimini estrae i garofani e li lancia lentamente, con gesto elegante e teatrale.

Ne ho raccolto uno anche io. Viva la Repubblica, viva l’Italia."

Oggi niente garofani.

Marckuck

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15 risposte a I garofani, nel giorno della libertà… (2)

  1. FULVIA ha detto:

    E’ SEMPRE
    triste una piazza “non piena” di gente,come di bandiere “senza vento” e di balconi che non “lasciano cadere garofani!”.La testa si abbassa quasi a chiedere “scusa” per un’impropria vergogna.Che peccato!
    Per me,invece,è stato diverso.Insieme al sindaco,alla giunta comunale e alla gente,ho fatto il giro dei “cippi” sostando e,ricordando!Poi siamo arrivati alla piazza e (centro storico) dove,oltrecchè alla banda e agli aglievi della scuola musicale del posto,c’era tantissima gente (e molti coi bambini per mano) che,con bandiere rosse e tricolori le sventolavano nell’attesa del discorso del sindaco (33 anni,bello e,pieno di passione!).Il suo,infatti,non è stato un parlare di “circostanza” ma fuori dalle righe dove l’impegno a portare nel proprio bagaglio di viaggio,la “fiaccola del fuoco sacro” (riferimento a un’altra memoria,solo un poco più antica-Grecia),è stato l'”unico” caposaldo per continuare il cammino.Mi sono commossa quando ha menzionato mia madre (staffetta e,vicina a Pertini).Agli applausi scroscianti e spontanei,dopo il GRAZIE che mi veniva da cuore,ho voluto leggere una riflessione sua,presa dai suoi diari.
    “La guerra voluta con incoscienza del rischio che si affrontava e delle conseguenze catastrofiche che ne dovevano derivare,impose i più gravi sacrifici ai combattenti,non risparmiò la popolazione civile e finì per aprire il suolo nazionale agli eserciti stranieri.Nella crisi di tutti i valori tradizionali,l’uomo fu opposto all’uomo,l’idea all’idea,in un conflitto tragico da cui la RESISTENZA e la lotta di liberazione dovevano riconquistare i fondamentali valori umani anche a costo della vita stessa e,CONSAPEVOLMENTE andandovi incontro che,la morte,era più certa che il tornare vivi!”.Fulvia

  2. ma.ni. ha detto:

    Eh sí, un anno di questo governo di pseudo sinistra ha contribuito a svuotare le piazze drasticamente, peccato perché si svilisce il ricordo di chi ha lottato per superare la guerra e la fame e peccato perché nessuno ne terrá conto.

  3. roy ha detto:

    x la serie non è un po tendenzialmente rosso nostalgico sto post?:O sinistroide:D lo so che ti devo delle risposte non ricordarmelo:D:D:D:D:D

  4. marckuck ha detto:

    Roy sei uno di quelli che crede che la vittoria della libertà e dei diritti umani contro i nazisti sia “roba di sinistra?”

  5. roy ha detto:

    Marco,

    Nn credo nulla……….. mi mi puzza di zuppa scaldata, rose rosse, è andata ormai:D…….

  6. peccato!!
    sarà per l’anno prossimo.
    fabri

  7. dimenticavo: a quanto pare diritti umani e libertà degli uomini sta sempre più diventando roba di sinistra…
    Dio ci salvi.

    fabri

  8. marckuck ha detto:

    Si chiama memoria storica roy…gli esseri umani – a differenza dei girini – hanno il senso del passato.

  9. roy ha detto:

    La memoria storica si dovrebbe averla su tutto non solo sul rosso sangue Professore:D 😛

  10. Marte ha detto:

    Caro prof,
    mi rivolgo a te.
    Intanto per ringraziarti.
    Come sempre per il garbo impeccabile con cui rifletti e ripercorri ricordi e sensazioni.
    Ti ringranzio in secondo luogo per esserti soffermato di nuovo anche quest’anno sulla “ricorrenza” del 25 aprile.
    Più volte hanno voluto relegare questo giorno a semplice retorica nostalgica.
    Molto spesso hanno sbeffeggiato la resistenza e i partigiani.
    Per non parlare poi dei tentativi di revisionismo.
    Per me, che nel 45 non c’ero, la resistenza è un valore fondamentale.
    E’ stata la chiave di riscatto di uno stato che ha posto nella Costituzione le fondamenta per la sua democrazia.
    Questa è l’eredità della Resistenza in cui mi riconosco, un magma variegato e irruento che ha convogliato la sua energia nell’esplosione primaverile del 25 Aprile.
    Contro l’occupazione, contro il nazifascismo, contro la dittatura.
    Una guerra civile che ha raccolto fanatici e coraggiosi, semplici entusiasti e patrioti.
    Ma che ci ha regalato uno dei momenti più alti del nostro spirito popolare e patriottico.

    Alla manifestazione del 25 aprile a Milano io vado ogni anno, per rendere omaggio ai partigiani rimasti.
    Che sfilano e cantano raccogliendo applausi al loro passaggio.
    E’ un’emozione tutti gli anni perchè il passato quasi si materializza accanto al presente e tra un ritornello stonato dalla commozione o un vecchio ricordo niente sembra davvero impossibile.
    Una ventata di ossigeno e speranza.
    E sfido chiunque a sostenere che oggi non ne abbiamo più bisogno.
    W La Resistenza, W La Repubblica!

  11. senza quel rosso sangue sparso per le colline e i monti del nord italia, oggi non ci sarebbe questo paese, non saremmo liberi, non saremmo eguali, forse non saremmo neppure nati.
    fabrizio

  12. FULVIA ha detto:

    MARTE
    questa è memoria VIVA consapevole di un grande retaggio e,passata a TESTIMONI come te,perchè continuino a renderla DEGNA del prezzo che è costato e,che con uguale FIEREZZA si è pagato! Un abbraccio e,sempre un’EVVIVA! Fulvia

  13. vittorio ha detto:

    …arrivo a cose fatte, a commenti maturi… ma non posso e non voglio non dire la mia…
    La Resistenza e’ una pagina importantissima della nostra storia recente (recente… perche’ i perche’ e i percome nella storia non hanno mai fine, solo inizi che rimandano ad altri inizi…) Importantissima e strumentalizzata, sfruttata, non compresa, valorizzata a base di canzoni e di retorica di regime.
    La Resistenza non e’ solo il partigiano… non e’ solo il berretto con la stella della Brigata Garibaldi. La Resistenza e’ orgoglio, senso civico, anche …., perdonami…, senso di appartenenza, patriottismo. In tanti l’hanno combattuta… anche dall’altra parte… anche oltre l’Isonzo, qualcuno anche, incosapevolmente, forse, indossando la camicia nera. …credo di essermi spiegato malissimo…. chissa’…

    Anyway… il 25 Aprile e’ anche il giorno di S. Marco, e da noi si regala il “boccolo”… che e’ un gesto d’amore… Forse le due commemorazioni non cadono insieme solo per caso (o per i capricci della Storia).

  14. marckuck ha detto:

    Vittorio, commento chiarissimo.

    Fabri, Marte e Fulvia, ovviamente concordo

  15. Ho trovato inquietante, quel commentatore secondo cui celebrare la Resistenza e la Liberazione dai nazi-fascisti sarebbe una cosa “sinistrorsa”
    E allora penso a De Gaulle e alla destra democratica francese, così orgogliosa del proprio antifascismo.
    Che tristezza, l’Italia, dove a parlare di questi temi siamo rimasti solo noi di sinistra
    Che squallore, la destra nostrana

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