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Domani a Roma si terrà l’annuale gay-pride. Ovviamente, scontro politico su una manifestazione vista come "attacco alla famiglia" e pertanto considerata inopportuna.

Probabilmente il gay-pride non rappresenterà – come al solito – un picco verso l’alto nel buongusto e nella sobrietà dei comportamenti, ma non è certo questo il punto. Per quanto mi riguarda, infatti, rimango fermo (come al solito, con monotona prevedibilità) a quanto già previsto dalla nostra Costituzione:

  • art. 17

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

La Costituzione – se ho letto bene – non fa riferimento a limitazioni nella libertà di riunione pacifica sulla base dell’orientamento sessuale o del buongusto nel vestire.

Marckuck

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4 risposte a 17

  1. ludiel ha detto:

    In questi tempi, caro Marckuck, tutto quello che e’ stato scritto in italiano viene tradotto in altre lingue con sw proprietario.
    Si dice nell’interesse di tutti.
    A me non pare e non mi aggrada.
    bruno

  2. tiziana ha detto:

    scusa ma che c’entra? E’ necessario mettersi con tette (finte) di fuori culi e slinguazzarsi per strada per portere alto l’onore della prorpia dignitosa libertà sessuale?
    Boh! E’ come se domani io che sono disoccupata decidessi di manifestare con tutti gli altri disoccupati nudi , per rappresentare la nostra condizione economica (in mutande- anzi senza) Dai mi devo sempre ricordare che non vico avulso dal mondo ma dentro una contesto in cui ai bambini bisogna insegnare il rispetto per tutti e tutto e un gruppo di esibizionisti di cattivo gusto non rappresentano il rispetto per la libertà sessuale e la libertà di manifestare scusa eh!

  3. Greg ha detto:

    a Tiziana: E vabbè e allora non li fai manifestare perchè si vestono in modo stravagante? E allora aboliamo anche le sfilate di carnevale.
    E – a mio avviso – a questo punto aboliamo anche le sfilate di moda: la moda che conta, dico io, quella fatta dai grandi stilisti. Non sono altrettanto – se non più – stravaganti quelli che sfilano nelle passerelle?

  4. tiziana ha detto:

    L’eufemismo del vestire stravagante non è precisamente calzante con le stupidaggini che vedo in tv quando c’e’ il gay pride che credo meriterebbe di essere rappresentato da tutte le persone che giornalmete senza mettersi nudi o sfoderare le lingue in pubblico amano seriamente e teneramenti i propri compagni/e e non fanno della propria sessualità un qualcosa da ostentare volgarmente ma di un diritto da difendere.
    Per le sfilate di moda le trovo ridicole ma quello è solo moda non rappresenta la vita e i diritti di nessuno.

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