Una giacobina a Buckingham Palace

Negli anni ’80 esisteva una orrenda telenovela: “anche i ricchi piangono”…oggi invece si potrebbe aggiungere “anche le regine si incazzano”…La BBC – infatti – trasmetterà un documentario sulla “famiglia reale come non l’avete mai vista”, per soddisfare la plebe sempre vogliosa di sbirciare dal buco della serratura, indifferente se dall’altra parte c’è il Papa o il proprio vicino di casa. Così anche la famiglia reale ha dovuto accettare di prendere parte a questa via di mezzo tra “Il Grande Fratello”, “la Reggia dei Famosi” e “Paperissima”…tutti, compresa Sua Maestà, di solito così schiva, dignitosa e riluttante alle pagliacciate. Insomma si è incazzata.

La responsabile della regia sfuriata è stata la fotografa Annie Leibovitz, che aveva l’incarico di comporre il nuovo ritratto ufficiale di Elisabetta…”Maestà, non potrebbe togliersi la corona? ci sono già le altre cose…” (le altre cose sono le insegne dell’Ordine della Giarrettiera, non la bigiotteria data in regalo con Novella2000-Estate…). La regina strabuzza gli occhi, fa una smorfia, si alza e se ne va borbottando, seguita da un valletto che – impassibile – le regge il pesante manto blu da Gran Maestro dell’Ordine. Scenetta impagabile, degna del principe Giovanni Senzaterra che annoda Sir Biss offeso da una sua impertinenza…commentata scioccamente dalla Leibovitz con scortesi riferimenti all’età della Sovrana.

ad97cb0c62bcfdde42251528786dd091_0La Leibovitz deve aver fatto un punto d’onore dello sminuire la figura della Regina, basti solo vedere un altro ritratto ufficiale fattole poco tempo fa…Sua Maestà appare persa nella brughiera scozzese, un po’ Tata Matilda, un po’ strega di Macbeth alla ricerca delle altre due colleghe, finite chissà dove (When shall we three meet again In thunder, lightning, or in rain?). Ma stavolta è andata un po’ troppo oltre e non penso che – in analoghe situazioni – il grande Hans Hoblein se la sarebbe cavata così a buon mercato, se solo si fosse azzardato a rivolgere analoghi consigli a Enrico VIII mentre ritraeva l’impulsivo, manesco e burrascoso sovrano…

Perchè la signora Leibovitz non sa o non ricorda che le corone sono un fatto terribilmente serio…saranno pure solo “un ingombrante cappello che lascia passare la pioggia” come disse Federico il Grande…ma ricordiamo che quando volle certificare la fine dell’Impero d’Occidente, Odoacre inviò alla corte sorella di Costantinopoli la corona di Romolo Augustolo…Luigi XVI commentò – profetico – “come pesa” quando se la sentì mettere sul capo e per poco non le cadde a terra sul sagrato della cattedrale di Reims…Carlo X scappò da Parigi dimenticando tutto, ma non la corona reale, che lo seguì ovunque e riposò sulla sua tomba di Gorizia fino al 1917, quando sparì chissà come e chissà per mano di chi, nei giorni convulsi che seguirono il disastro di Caporetto (1917).

Potrei ricordare che quando venne incoronata Vittoria, il maldestro arcivescovo di Ely infilò l’anello con il sigillo reale nel dito sbagliato e – invece di correggersi – premette con tutte le sue forze riuscendo a farlo passare con violenza…e la povera Vittoria inghiotti, scappò una lacrima ma non si mosse per paura di far cadere la corona di San Giorgio…la stessa che procura terribili mal di testa a Elisabetta, costretta a mettersela due volte all’anno in occasione dello State Opening del Parlamento. Sono 2kg e 800g di oro e pietre preziose, che la stoica sovrana calca in testa due ore prima della cerimonia per abituarsi al tormento e non giungere alla House of Lords con espressioni di dolore in volto… E mi ricordo di un aneddoto raccontatomi da un giovane rampollo di famiglia marchionale, alcuni anni fa…da bambino venne portato dalla nonna in pellegrinaggio a Cascais, a trovare re Umberto in esilio. Mille raccomandazioni…fai la riverenza, di “Maestà”…non metterti le dita nel naso e siediti composto. Re Umberto fu – come sempre – cortese e comunicativo…e a un certo punto, notò nell’angolo un bambino imbronciato.

  • “Che c’è piccolo? non sei contento di essere quì?”
  • “Tu non sei il re!” – brontolò il bimbo nello sconcerto generale – “i re hanno la corona in testa!”.

Umberto rise di gusto e – sempre secondo il racconto fattomi da questo giovane marchese – quando se ne andarono, donò a ciascuno una propria foto con dedica e giunto al piccolo impertinente, oltre alla firma, disegnò sulla propria testa una vistosa corona… Insomma, gentile Signora Leibovitz…non si dice mai a un sovrano “si tolga la corona”…non sta bene e non è certo una buona idea…e poi finiamola di voler uniformare tutti…a me la Regina piace così, sul trono e con la corona di San Giorgio sulla testa. Altrimenti, che regina sarebbe?
Marckuck

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3 risposte a Una giacobina a Buckingham Palace

  1. Maya ha detto:

    Clap! Clap! Clap!
    Bravo!
    Clap! Clap! Clap!
    [standing ovation]
    Bisss!
    Finalmente qualcuno che scrive per divertirsi e non per strappare commenti ed empatia..
    Evvia! Bravo! Bel Post! Bel Blog!
    Due manciate di cultura sparsa nel web…
    Bravo, mi sei piaciuto 🙂

  2. lois lane ha detto:

    pure a me piace così!
    🙂

  3. marckuck ha detto:

    In effetti, mi sono divertito a scriverlo…

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