Due pagine

trentin.jpgLe pagine 14 e 15 del “Corriere della Sera” di ieri parlavano entrambe di politica italiana, ma non avrebbero potuto essere più lontane tra loro. Non trattavano solo due argomenti diversi, ma descrivevano due pianeti tra loro privi di una qualsiasi forma di comunicazione o contatto. Lo facevano con due grandi foto.

La foto di pagina 15 illustrava i servizi che commentavano la morte di Bruno Trentin, ex segretario generale della CGIL, mostrandocelo con il suo sguardo intelligente e pensoso, con gli occhi azzurri e la pipa inseparabile. Ho sempre avuto un debole per Trentin (così come per Lama prima di lui), mi ha sempre colpito il suo essere costantemente attento a coniugare l’interesse della classe lavoratrice (si può ancora usare questa espressione? o è poco trendy?) con quello del Paese nel suo complesso. Anche a costo di pagare prezzi pesanti di persona, come nel 1992-93 quando ha accettato le durissime scelte politiche ed economiche dei governi Amato e Ciampi, prendendo bulloni in faccia dagli operai pur di salvare il salvabile, questo mentre la nostra gretta “classe media” si gettava mani e piedi tra le braccia della Lega e dei neofascisti (non ancora “post”, sempre che post lo siano) del MSI.

Oggi è cambiato tutto. Non c’è più quella politica e non c’è più quel sindacato. Al loro posto un continuo, estenuante (e noiosissimo) scontro elettorale e verbale tra oligarchi, fatti in fondo della stessa pasta e – sullo sfondo – il gioco egoistico e gretto di mille lobbies tra loro in lotta per mantenere privilegi castali o rendite di posizioni, tra le quali brillano (si fa per dire) i tre sindacati confederali, sempre meno attenti ai diritti e sempre più “agenzie di servizi” private, ma sovvenzionate lautamente dal denaro pubblico.

Trentin se ne è andato lasciando un Paese che non era certo quello che aveva sognato e per il quale aveva lavorato. Ora non è più il tempo dei Trentin, ora è “the finest hour” delle “Paris Hilton della Politica” (fantastica definizione di Lina Sotis), tra le quali splende – rossa come Bree Van de Kamp – la signora Brambilla Maria Vittoria, campeggiante in piena pagina 14.

E’ l’astro nascente della galassia berlusconiana (fin quando il Padrone non si stanca e accantona anche lei, come si fa con le veline alle quali è spuntata la cellulite)…bella, arrogante, carrierista e spietata. Ma poverina, talmente verbosa!

Ho seguito un po’ della sua “Televisione della Libertà”…all’inizio temevo che fosse il colpo del KO per il mediocrissimo governo dell’Unione. Poi mi sono tranquillizzato. E’ una specie di “Cronaca in Diretta” senza Cucuzza e lunga 24 ore, pallosissima e ripetitiva. Inframmezzata da messaggi provenienti non si sa da dove (tipo quelli di al-Zawahiri, per intenderci), durante i quali la Rossa inveisce contro il sanguinario e violento regime di Prodi-Bokassa e racconta di un’era di pace, prosperità e gioia per tutti (il regno di Silvio I), che un tempo fu e certo domani ritornerà, se solo riusciremo a farci forza e a resistere alla continua spogliazione dei nostri beni da parte delle Squadre d’Assalto del Regime (la Guardia di Finanza, ovviamente).

La Brambilla parla parla parla parla, con l’occhio spiritato della fanatica chiusa nel bunker. Non ragiona di politica, non parla neppure di politica. Indottrina di politica…tiene sermoni lunghi e senza una sosta per tirare il fiato, del tutto indifferente alle regole basi della comunicazione (tra le quali una dice che, o sei Umberto Eco, oppure dopo 2 minuti la gente cambia canale)…

E mentre la gente presumibilmente cambia canale, io cambio pagina e cambio foto. Dimentico l’immagine pettuta e aggressiva della Brambilla e torno a leggere i commenti sulla scomparsa di Trentin.

Come sempre, preferisco il passato al futuro.

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5 risposte a Due pagine

  1. Michela ha detto:

    Complimenti per il blog, davvero molto interessante e piacevole da leggere. Fantastici i post sui luoghi comuni sulla Francia tutti da smentire!

    Un saluto da Torino,
    Michela

  2. fabdibe ha detto:

    marc… sempre pessimista!!
    dopotutto la berluscona è un motivo in più per sorridere delle nostre disgrazie.
    (che tristezza)

  3. Philippe ha detto:

    ciao marc
    ho letto queste due pagine ,e non ho trovato un commento di un giornale francese nel elenco dei giornali stranieri che hanno parlato della
    Brambilla!E vero che è totalmente sconosciuta nella Francia e che Berlusconi ,nella Francia ,raccoglie i luoghi comuni i più cattivi sul Italia .E la Brambilla viene confermare questa opinione !

  4. marckuck ha detto:

    Michela, grazie per la visita…volevo inserire un commento relativo alle tue vacanze in Olanda e Belgio, ma ahimè non ho un indirizzo livespace (o quel che è);

    Philippe il fatto che la Brambilla sia del tutto sconosciuta in Francia mi fa amare ancora di più quel fortunato paese…

  5. Michela ha detto:

    Eh sì.. sto cercando di fare una sorta di diario delle mie vacanze, solo che 15 gg sono lunghi! 😉 Dovrei cambiare blog, il live space di MSN è un po’ troppo macchinoso.

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