Visti da vicino

L’aspetto più squallido della mia professione e questo continuo dover incontrare politici. La mia agenda è fitta di colloqui con assessori provinciali, sindaci, deputati, capibastone, molti donrodrighi e qualche Conte Zio, al fine di ottenere poche briciole di denaro pubblico per riuscire a organizzare qualche cosa di interessante. Di regola senza riuscirci, dato che tendo ad ottenere denaro per le stupidaggini e fatico a mettere in cantiere cose intelligenti, ma mai disperare.

Che tipi sono i politici? beh…realmente c’è di tutto, ma tendenzialmente il livello è bassetto…Normalmente preferisco avere a che fare con le donne. Sono più concrete, meno brave nelle tecniche clientelari, meno spietate, anche se a volte invadenti nell’esecuzione delle cose concordate. Spesso sono autoironiche e raramente fanno la ruota, attività tipica dei tacchini maschi: sabato a pranzo, a margine di un convegno al quale ero stato invitato, chiedo ad una consigliera regionale in carica, seduta su una poltrona che traballa paurosamente, come avrebbe affrontato la campagna elettorale in vista (sperando dicesse: dottor Marckuck, eccole 20.000 euro, faccia tutto lei)…la sua risposta è stata una risata e una frase in dialetto udinese-veneziano: “cossa vol che ghe diga, dotor, mi son una casalinga disperada, quindì farò la candidada disperada e se va mal, torno a mescolar la polenta a mio marìo“.

I maschi invece sono terribilmente tronfi e i peggio di tutti forse sono i sindaci dei piccoli comuni. Credono di essere il sale della Terra, “io qua io la io su io giù”, oppure – come mi fu detto una volta – “caro dottore, lei non sa cosa significa governare un paese” (e io ho pensato: quale? gli Stati Uniti?)…Aggiungo che il sindaco in questione era primo cittadino di un comune di 2400 abitanti ed è noto per essere presente in municipio solo il sabato mattina…ma a ben vedere, in fondo sono peccati veniali se rapportati a quanto dicono i consiglieri regionali, vera categoria-parassita della società italiana…

Di regola i consiglieri regionali hanno un ego smisurato, ma rientrano in questa categoria alcune delle persone culturalmente più ignoranti ed eticamente più ributtanti che abbia incontrato in tutta la mia vita. Sono autoreferenziali, vivono nella loro torre d’avorio di assurdi privilegi, non lavorano per nulla (si può tranquillamente fare il consigliere regionale part-time, per quello che serve il consiglio…), non sanno nulla e parlano di tutto. Ricordo un piccolo battibecco che ho avuto la scorsa primavera negli studi di Telefriuli con un pezzo grosso della CdL (un pregiudicato con tanto di galera alle spalle e sentenze passate in giudicato, probabile futuro Sindaco di Udine)…ero invitato come “esperto” (esperto di niente, ma in quel contesto – lo giuro – sembravo Aristotele) e quando arrivarono i primi numeri relativi al comune di Cervignano (comune “rosso” per eccellenza nella provincia di Udine) eccolo che inizia a gorgheggiare sul “risultato epocale” e sul “centrosinistra che perde anche nelle sue zone storiche”. Io – l’esperto – faccio presente che è prematuro tutto questo entusiasmo, che forse cantar vittoria basandosi sui dati di 1 sezione su 14 poteva essere fuorviante, al che il Napoleone della Bassa Friulana mi guarda e sibila “professore, non sia così fazioso”. Non è da Marckuck farsi mortificare in diretta tivvù e quindi anche io sibilo un “consigliere *** lei non pensa che il mio ruolo sia solo quello di fare le standing ovation ad ogni risultato incerto che viene sbandierato, vero?”. Per completezza storica, aggiungo che nel comune di Cervignano il centrodestra vinse solo quella prima sezione, le altre 13 andarono tutte ai “comunisti”, come sempre dal 1946 ad oggi…

Se – spesso – quelli della Cdl sono tracotanti, quelli del centrosinistra sono settari. Io sono – lo si sa – un liberal di sinistra e non lo nascondo mai perchè ritengo più onesto esplicitare le proprie idee piuttosto che nasconderle dietro una fasulla “imparzialità”. Nonostante questa mia nomea di sinistro – paradosso dei paradossi – i miei clienti son tutti di destra. Perchè? La risposta che mi sono dato è che quelli di Forza Italia e Lega Nord sono gente dalla mentalità imprenditoriale e quindi per loro ogni gatto va bene, purchè riesca ad acchiappare i topi…quindi niente richiesta di tesseramento formale, niente esame del sangue…ma solo un praticissimo “fai quello per il quale sei pagato” e poi nessuno ti chiede altro.

A sinistra, invece, sono terribilmente settari. Incarichi e soldi vanno solo ed esclusivamente agli amici, agli amici degli amici e a chi può portare voti, fosse pure solo il suo e quello della sua mamma. Il che spiega perchè – nelle competizioni locali – siano infinitamente più bravi della destra. Per capirci, preferiscono affidare un lavoro ad un idiota ma fedele, piuttosto che a uno competente ma autonomo. E soprattutto, detestano la libera associazione di intelligenze e persone perchè fa loro paura, dato che sfugge al controllo…quindi meglio affidarsi a carrozzoni sicuri e rodati (cooperative rosse, enti di formazione parastatali, patronati sindacali, uffici-studi di “area”…) ed evitare accuratamente di dare lavoro a chi – magari associazioni composte da giovani laureati – cerca di sbarcare il lunario onestamente.

Mentre nella destra tendono a divertirsi (anche troppo…si sentono di continuo storie di scommesse, di coca, di bordelli clandestini con dentro politici ecc. ecc.), a sinistra si coltiva il Culto per il Potere. “Volevo sapere se pensi di dare il tuo voto a ***” mi chiese tempo fa il segretario della sezione DS del mio paese, cercando di mietere consensi per un Altissimo Fagiano d’Oro, attualmente chiamato a ricoprire un Altissimo Incarico in seno al Consiglio Regionale…La mia risposta è stata onesta e chiara: “*** è la personalità più intelligente e preparata che abbiamo in Regione, ne sono sicuro e sarei pronto a votarlo passando sopra il suo essere così insostenibilmente cattocomunista, se… – pausa sapiente, alla Craxi – se almeno sapessi che lui dedica un pomeriggio, anzi un’ora alla settimana a fare qualcosa per il gusto di farlo, senza chiedersi sempre e solo “mi conviene? mi porta voti?”…ecco, dimostrami che lui dedica un’ora alla settimana alle bocce, al tombolo, alla cucina, allo sport, al ballo latinoamericano, a vedere fiction alla tivvù e io lo voto!”. Non mi fu possibile votarlo.

Non sono certo tutti così, però…uno dei parlamentari che stimo di più (un diessino eletto a Gorizia) si presenta a un dibattito televisivo con un dito steccato. “Sandro, che ti è successo?” e lui ridacchiando fiero mi risponde: “ho fatto la lotta con mio figlio, ha vinto lui”. Beh, ecco, sapere che riesce a trovare il tempo per ruzzolare sul tappeto con i bambini con tanto coinvolgimento da farsi pure male mi ha fatto soffrire, perchè il suo collegio elettorale non è il mio e quindi posso parlarne bene, ma non dargli il mio voto. Accidenti.

Dicevo che a sinistra sono settari, molto più che a destra. Ad esempio, una dozzina d’anni fa stavo scrivendo la tesi di laurea (mio Dio! già 12 anni?) e mi servivano i resoconti verbali delle sedute di una commissione parlamentare oggetto del mio lavoro. Quindi, da bravo militante PDS, alla prima occasione utile (l’abituale direttivo provinciale del lunedì) ho fatto la richiesta al mio deputato di collegio: “ti sarebbe possibile farmi avere i verbali in qualche modo?”. “Ma certo, ci mancherebbe”…così ogni lunedì c’era ad attendermi in Federazione Provinciale di Udine un bustone con sopra il logo “Camera dei Deputati”…il tutto funzionò per un paio di mesi, fino a quando in una direzione provinciale ho votato in  modo non gradito all’Onorevole su una questione di infima importanza. Dal lunedì successivo il bustone non c’era più e questo da la cifra di come il politicastro di paese ami esercitare il proprio micropotere. Nel mio caso senza conseguenze, dato che la tesi sono riuscito comunque a scriverla ugualmente (110 e lode, tiè!).

E qui arriviamo quindi ai Deputati e ai Senatori. Sono 1000 ma – tolti un centinaio (segretari di partito, boss, capigruppo e presidenti di commissione) i rimanenti non contano una mazza. Sono in aula solo per fraccare bottoni, spesso ad orari assurdi, con un livello di stress da collasso nervoso e con la sola prospettiva di prendere la parola un paio di volte per legislatura, di regola su questioni insignificanti, sperando di comportarsi bene e riuscire in qualche modo a portare a casa un emendamento alla finanziaria per riparare la pala d’altare della chiesettina di *** o qualche spicciolo di contributo in favore dell’associazione di studi ***. Poi basta. Però quando tornano “in provincia” amano fare quelli che sanno tutto delle segrete cose romane. “Non è quello che scrivono i giornali, la realtà è un altra…Prodi fa così, Berlusconi fa colà, Fini cena con questo, Casini scopa con quella…”.

Ricordo una conversazione con un deputato della Lega: “A Roma lo sanno tutti che Berlusconi sta per morire. Ha riunito anche i capi della coalizione per gestire questa fase, perchè ha paura che si sfasci tutto quando non ci sarà più…è questione di mesi.” Era il 1999. Berlusconi è vivo e vegeto e quel deputato è morto (politicamente), ritornato a fare l’impiegato del Comune, anche se chi lo cerca chiede ancora “dell’onorevole”.

Rimarrebbe da raccontare qualcosa sui miei pochi contatti con i politici che contano. Ricordo un pomeriggio surreale passato a casa di Gianfranco Miglio, come disse Michele Serra, “tra tutti i leghisti il peggiore, perchè l’unico che è andato oltre le scuole medie e cio nonostante è leghista”. Fui ospite a casa sua perchè avevo chiesto di intervistarlo per la tesi. Un esperienza assurda, che non ho tempo di trattare qui perchè mi son dilungato troppo…ma un ricordo anche appassionante.

Poi incontrai lui, il Politico più Politico di tutti: Giulio Andreotti. Sempre per la tesi, chiesi di intervistarlo ma, sapendo come sia impossibile avere a che fare anche con il più inutile dei nostri assessori provinciali, disperavo di poterlo fare. Alzo la cornetta e chiamo il Senato. Mi girano il suo studio. Mi viene passata la sua segretaria. Spiego il problema. Dice “vedrò quello che posso fare”. Mi richiama due giorni dopo, alle 7.10 (si sa che il Divo Giulio è piuttosto mattiniero) e mi dice “mi mandi le domande, avrà le risposte di pugno dal Presidente”.

Scrivo, spedisco e attendo. Nuova telefonata della segretaria, qualche giorno dopo: “si presenti dopodomani alle 9. avrà le risposte alle sue domande”…in un clima di congiura, come nella Roma dei Papi quando i bersaglieri erano alle porte, vado all’appuntamento. Mi sono consegnate le risposte (manoscritte a pennarello, su fogli notes, scrittura piccola e ordinata, senza cancellature) e mi si comunica che potrò leggerle a voce alta davanti al Presidente, ma non fare altre domande.

Così lo incontro, mi porge la mano, leggo le domande mentre lui, immobile come una statua di sale nel suo vestito carta da zucchero mi fissa in silenzio. Ero al cospetto del Potere, quello vero. E avevo un po’ di paura.

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11 risposte a Visti da vicino

  1. zauberei ha detto:

    Salacissimo Marckucko!
    Alcune considerazioni a caso:

    1. La signora della polenta E’ UN MITO
    2. damme du dritte per diventare consigliera comunale.
    3. Ho conosciuto diversi politici, perchè il papà del mio primo fidanzato, era un politico dei DS. deputato due volte. Posso dire che, è vero amano il potere, è vero sono clientelaroni, è vero se credono sto cazzo (La signora mamma di Unsolo Neurone, mi disse che al babbo ci cambiò posto a tavola, quello che aveva prima era troppo vicino allo specchio della credenza: passava il tempo a sorridersi:))) però tanti lavorano con passione. a me impressionò questa cosa. era pavone, ma ci stava col cuore. Nun zo se me spiego.

  2. fabioletterario ha detto:

    Pensa a quei poverini che devono invece incontrare te!

  3. marckuck ha detto:

    Zauber: 1. si è un mito anche per me…2. risposta che ti giungerà in privato (gratis, lo giuro) e 3. ne sono convinto…c’è anche tanta brava gente in giro, ma è il meccanismo che è mostruoso.
    Fabio: è la loro sola attenuante in effetti…dovessero incontrare te, poi…

  4. teresa ha detto:

    il finale ha fatto tremare di paura anche me..
    me lo devi raccontare anche a voce.

  5. Erre ha detto:

    Beh, Marckuk, il finale ha impressionato anche me. Memorabile.

    R

  6. Vita ha detto:

    A dire il vero non riesco a immaginarti tremebondo davanti al Potere…
    No, proprio non riesco.
    Mi aspetto, però, di trovarti da quella parte, prima o poi…me le dai due lire per qualche progettino qua e là?;-)

  7. Fab ha detto:

    Primo: grazie per aver lasciato un commento sul mio blog.
    Secondo: ma che bel pòst che hai scritto! Interessantissimo.
    Terzo: io sono di Firenze. Avrai sicuramente letto del manifesto col “neonato omosessuale”. Cosa ne pensi? Mi piacerebbe avere un tuo parere e ti invito a postare la risposta anche sul mio blog.
    Cari saluti,
    Faviv.

  8. marckuck ha detto:

    Sisisisisi anche se non mi credete, la voce era un po’ incrinata mentre leggevo le risposte, davanti al Divo Giulio in persona, ritto in piedi, con la testa vagamente inclinata da un lato, più alto di quanto pensassi, con lo sguardo freddo e le labbra a salvadanaio serrate serrate…

    Faviv, ho risposto con dovizia di particolari nel tuo pied a terre katawebico.

  9. mani ha detto:

    E se uno é contemporaneamente senatore, consigliere regionale e sindaco di un piccolo comune (fonte report) cosa ci si puó aspettare?

  10. Pfd'ac ha detto:

    Non ho capito bene a cosa serviva l’incontro una volta che avevi le risposte e perché dovevi poi rileggerle davanti a lui. Non funziona che ti chiedono una copia dell’intervista dopo che l’hai scritta per autorizzarla?

  11. marckuck ha detto:

    Mani. Non ci si può aspettare che il peggio…
    Pfd’ac lo scopo di tutto questo era la lettura integrale delle risposte scritte a mano (che ovviamente ho conservato) per essere sicuri che fossero chiare in ogni dettaglio. Ma poichè ogni risposta era stata ponderata da parte di G.A. sempre attento a cosa dire e cosa non dire, potevo solo limitarmi a chiedere chiarimenti sul punto ma non integrare o aggiungere domande. E non registrare nulla.

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