Lampioni e riflettori

Non ci sono parole per descrivere il senso di orrore davanti al delitto di Roma. Uno sdegno vero, non retorico o di maniera. Mi ha colpito anche la reazione di Veltroni a quella odiosa vicenda, con una vera e propria intimazione al governo della Romania e al governo italiano, subito recepita dal Consiglio dei Ministri, che ha dato attuazione immediata ad alcune delle norme del discusso Pacchetto Sicurezza approvato alcuni giorni or sono.

Non ci sono dubbi che il problema di un controllo serio dei flussi migratori appare reale e pressante, come non ci sono dubbi sulla oggettiva carica di brutale e animalesca violenza riscontrabile in moltissimi fatti di cronaca che vedono protagonisti individui provenienti da Romania, Albania o – meno di frequente – dal Montenegro, quasi a confermare il luogo comune di una antropologica ferocia propria di quelle terre e quella gente.

Fin qui la parte di commento in linea con quanto letto fino ad oggi sulla stampa e nelle dichiarazioni di politici e opinionisti. Ma aggiungo – sperando che la cosa non risulti essere un commento superficiale e sciocco – il Comune di Roma, nel quale Veltroni ricopre la carica di Sindaco da ormai 7 anni, tra strombazzamenti e glorie mediatiche ha fatto tutto il possibile? a Roma nessuno ha la coscienza sporca?

Me lo chiedo, dato che – se ho ben capito – il luogo nel quale la povera signora Reggiani ha subito la sua aggressione viene descritto come abbandonato, pericoloso e impraticabile. Ma la signora Reggiani non era una irresponsabile in cerca di emozioni forti, al contrario. Stava rientrando a casa in orario decente dopo essere scesa in una stazione. A tale proposito ho letto che:

  1. la stazione vicino alla quale l’agguato ha avuto luogo dovrebbe servire la popolazione di un quartiere comune, fatto di persone tranquille, come la signora Reggiani;

  2. tra la stazione e gli altri mezzi pubblici vi sono circa 700 metri da percorrere al buio, su strada sterrata e in mezzo all’incuria e alla sporcizia;

  3. la zona si trova nella periferia di Roma e non nei quartieri degradati di Baghdad.

Quindi mi chiedo: Veltroni ha fatto tutto per occuparsi delle periferie? Siamo sicuri che l’amministrazione comunale che tanto sbraita e – come si suol dire – “la butta in politica” abbia la coscienza a posto?

E se forse Veltroni avesse fatto meno passeggiate sul tappeto rosso, meno foto con le star del cinema, meno chiacchiere sulla “bella politica” (la sua) opposta alla politica brutta (quella altrui) e avesse curato un po’ meglio le periferie, magari accendendo qualche lampione, pavimentando qualche sentiero e facendo stazionare qualche vigile? Magari la signora Reggiani sarebbe morta comunque, ma magari anche no.

Marckuck

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6 risposte a Lampioni e riflettori

  1. Marte ha detto:

    La favola dell’uomo nero torna sempre utile per veicolare la rabbia altrove sviando le proprie responsabilità.
    Negli anni ottanta erano i marocchini, sostituiti negli anni novanti dagli albanesi e adesso invece l’emergenza si addossa ad un popolo complesso e già perseguitato.
    Se si consumasse meno luce nelle piazze del centro e si illuminassero di più le periferie (metaforicamente parlando ma anche no) forse si riempirebbe con buon senso il vuoto che separa l’eccesso di buonismo dall’accesa xenofobia.

  2. Pfd'ac ha detto:

    Personalmente sono indignata da quanti – da destra e da sinistra – si sono messi a cavalcare la scia emotiva scatenata dal delitto Reggiani. Decreti legge fatti con la pancia anziché con la testa mi fanno venire i brividi. Con tutto questo non voglio dire che non sia giusto che chi è colpevole paghi, intendiamoci.

  3. nodders ha detto:

    A me pare tanto che sia molto facile dar tutte le colpe agli immigrati. Categoria che certo non difendo a spada tratta come certa sinistra radicale, ed e’ vero che certa gentaglia lascia la propria nazione proprio perché li’ sono nei guai e trovano nell’anarchia italiana terreno fertile. E non venite a dirmi “sono un popolo perseguitato” e “bisogna comprendere” e “una volta eravamo emigranti anche noi e abbiamo portato la mafia in America”. E con questo? Le regole della società civile devono valer per tutti, bianchi o neri, italiani o immigrati, rom o no, perseguitati o meno. Se no siam animali.

    Comunque mi pare che ci sia una certa tendenza a dar colpe all’immigrato/immigrazione per cose che non han niente a che vedere con l’immigrazione nello specifico. Qui in Inghilterra si incolpa l’immigrazione per gli alti costi delle case (quando secondo me le cause sono tutt’altre e molto più a che vedere con la società inglese “bianca” che con dei civilissimi polacchi che vengono a lavorare i campi e che in ogni caso non si possono premettere una “3-bedroom detached”).

    In Italia, si da’ la colpa all’immigrato (e alla Romania!) per la mancanza (da parte del governo e del comune di Roma, chiaramente) di una politica di immigrazione, una politica di “law and order”, uno sviluppo delle periferie (fate pure la mostra del cinema, se davvero ci tenete ai cittadini…), una mancanza di pianificazione per situazioni di malessere che comunque esisteranno sempre (immigrazione o meno) e mica spariscono perché tutti guardano dall’altra parte. Tutto ‘sto casino adesso fa passare ogni rumeno e ogni zingaro (me ne frego del politically incorrect) per criminale e la classe media italiana per xenofoba. Xenofobia che fra l’altro va ad aumentare la paura di suddetta classe che secondo me di fa imbambolare un po’ troppo dai media. A me ha fatto pena la madre di questo disgraziato, sta vecchia zinghera, condannata a vivere una vita d’indigenza dalla sua stessa cultura, con figli “nati come conigli” che che non sa neppure dove siano e cosa facciano. Mica e’ una vita da farsi nel terzo millennio.

  4. Lucy van Pelt ha detto:

    Tutta la storia mi ha riempita di angoscia, di tristezza e di rabbia. E da quando tutti hanno iniziato a chiedere e promettere espulsioni a destra e a manca (e qualcosa mi fa sospettare che chi paghera’ saranno piu’ i poveri disgraziati che i delinquenti) continua a frullarmi in mente una canzone di quel genio di Fabrizio De Andre’:
    “Prima pagina venti notizie
    ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
    si costerna, s’indigna, s’impegna
    poi getta la spugna con gran dignita’”.
    … temo che tra un mese dei famosi controlli dei flussi migratori non parlera’ piu’ nessuno. Fino al prossimo delitto.

  5. Marte ha detto:

    De Andrè cantava anche:
    ora alzatevi spose bambine
    che è venuto il tempo di andare
    con le vene celesti dei polsi
    anche oggi si va a caritare

    e se questo vuol dire rubare
    questo filo di pane tra miseria e sfortuna
    allo specchio di questa kampina
    ai miei occhi limpidi come un addio

    lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
    il punto di vista di Dio

    Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina.

    Sappiamo troppo poco delle altrui vite per dire quanto siano giuste o sbagliate:
    http://sucardrom.blogspot.com/

  6. marckuck ha detto:

    Nel post di oggi ho cercato di mettere in ordine le mie opinioni su queste cose

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