Maria Vittoria Brambilla, piuttosto che no

michela.jpgMarckuck è tipo da antipatie sorde e impenetrabili, quasi come la Muraglia Cinese. E in questo è istintivo, fedele alla immortale lezione di Oscar Wilde, per il quale “chi non giudica dalle apparenze è un superficiale”.

E Marckuck non riesce proprio a digerire Maria Vittoria Brambilla, novella Vergine Vestale del Fuoco Eterno della Fede Berlusconiana. Da quando Mao ha dato vita alla sua Rivoluzione Culturale (cfr. post precedente) la Signora non si è allontanata dagli schermi televisivi neanche per un minuto, neanche per fare pipì o bere un bicchiere d’acqua.

Sta appollaiata nella poltroncina assegnatale, ora leggermente scosciata (ed è una che può permetterselo, siamo onesti…), altre volte con aria pensosa e dito indice appoggiato alla guancia, altre volte ancora, protesa minacciosamente verso la telecamera, perchè le hanno detto che bisogna cercare di “bucare lo schermo”.

Tante sono le cose che mi scocciano nella signora Brambilla. La bocca storta e perennemente annoiata e infastidita, di chi non ama farsi dare torto…il predicozzo su come i politici si occupino dei fatti loro e non della “gente” (malgrado sia al servizio di un tale che quando ha fatto il presidente del Consiglio, si è occupato per 5 anni di fila dei fatti propri, senza un giorno di tregua, neppure la domenica)…snocciolando cifre e statistiche del tutto decontestualizzate, solo per sostenere, con triplo carpiato, che fuori da Silvio non vi è salvezza.

Ma la cosa che tollero di meno, in assoluto e che mi induce a grattarmi le braccia ogni volta che lo dice è questo suo continuo, spasmodico, spietato abuso della locuzione “piuttosto che“, utilizzata non in chiave avversativa (“piuttosto che votare la Brambilla mi butto nel Tagliamento”), bensì in chiave elencativa, in sostituzione della “e” (“questo governo ha impoverito le imprese piuttosto che il lavoro dipendente piuttosto che i liberi professionisti”).

Trattasi di una espressione finto-snob di origine aziendal-meneghina, nata nei tardi anni ’80 nelle segreterie dei “cumenda”, titolari di floride piccole-medie imprese e poi trasmessasi per contagio alla dirigenza della Lega e – soprattutto – di Forza Italia, che l’ha rilanciata su scala nazionale. E ora, soprattutto qui a nord, è difficilissimo trovare un dirigente locale berlusconiano che non utilizzi il “piuttosto che” come intercalare, corrispondente commercial-politico del “cioè” degli adolescenti con i brufoli in fronte e i jeans sotto il culo.

Che c’entra il “piuttosto che” con la Politica? C’entra, c’entra…memore della lezione di Nanni Moretti che schiaffeggiava la giornalista giunta a intervistarlo (che pensandoci bene, assomigliava un po’ alla nostra MVB…) perchè “chi parla male, pensa male”. E – aggiungo io – “chi pensa male, vive male. Lui piuttosto che gli altri”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brontolamenti, borbottamenti e invettive, caricature, Popoli e politiche. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Maria Vittoria Brambilla, piuttosto che no

  1. zauberei ha detto:

    Anvedi Marckucko che sincono:)

    Pure a me la Brambilla mi provoca l’orticaria. Piuttosto che la varicella. Ma Dio alfista, sono una sotenitora delle femmine femminose politiche, e non delle femmine mascule, viva la differenza di genere, viva le minigonne.
    Di genere però eh non de professione.

    La giarrettiera quanno parli de politica forse – per amor proprio te la dovresti evità. Ortre che per amor di elettorato (tuo)

    Me fermo perchè te sei un signore senzibboli.

  2. Cri ha detto:

    Complimenti, la foto dice tutto sulla “signora”, al centro esatto tra Vanna Marchi e una velina. Ma, mi chiedo io, esiste davvero un pubblico/elettorato che dà retta a queste pagliacciate?

    Cerco di spiegarmi: io ho la sensazione che non ci sia un solo individuo in Italia, almeno nel pieno delle sue facoltà mentali, che CREDA a quello che dice Berlusconi o chi per lui. O che gliene importi del proporzionale, del partito, del popolo, e neanche delle cosce della Brambilla.

    In realtà, me li immagino tutti in malafede, in attesa del nuovo governo Berlusconi e di nuove leggi per assicurasi altri privilegi dalle scappatoie per le tasse, ai contratti per i precari … insomma tutto un “legalizziamo l’illegalità”.

    Bah.

  3. any ha detto:

    Vergine…?

  4. manolo ha detto:

    ..ci vuole pure qualcuno che aderisca al nuovo partico di Berlusconi piuttosto che resti solo come un pirla… noi non ci andiamo (forse Giovanardi…)

    manolo UDC

  5. ifreelancer ha detto:

    Hehe stradivertente sto post.
    Se fosse solo frutto della fantasia non sarebbe così divertente purtroppo, ma….

  6. nodders ha detto:

    Mammmmma mia! Se ritorna la signorina Cicciolina, io la voto la Brambilla.

  7. nodders ha detto:

    Scusate, c’e’ stato un problema nel mio precedente post: volevo dire “se torna la Cicciolina io la voto piuttosto che la Brambilla”

  8. FULVIA ha detto:

    MA SI!…
    E poi, con quell’espressione di bambola sempre “ingrugnata” come si può pensare di andarla a vedere anche solo per RIDERE (visto che pianger lo facciamo anche troppo) del bonapartista suo imperator mundi ,unto dal Signore? Buona giornata Marco e…se ti va,scrivi,scrivi che del piacer,sempre se ne ha bisogno! Bianca 2007

  9. ICare ha detto:

    Caro Marckuck, la Brambilla già dal nome lì è il classico esempio della brianzola tristanzuola anzichè no (tanto per essere in linea con le locuzioni che scivolano via senza lasciare traccia di pensiero). Dunque perchè meravigliarsi se una finto snob (che la grande Valeri ha più volte messo in berlina) usi “una espressione finto-snob di origine aziendal-meneghina, nata nei tardi anni ‘80 nelle segreterie dei “cumenda”, titolari di floride piccole-medie imprese e poi trasmessasi per contagio alla dirigenza della Lega e – soprattutto – di Forza Italia, che l’ha rilanciata su scala nazionale”. Lei quello è!
    Se poi a tutto ciò aggiungiamo il finto-pensiero da furbona scosciata abbiamo fatto tombola! Al gran premio dell’antipatia…The winner is…. miss Brambilla!!!

  10. mariad ha detto:

    bè marco a me sembra l’ncarnazione delle “casalinghe” berlusconiane, quelle volgari, prevaricatrici e che nn aspettano altro che di cornificare i mariti, o di vivere le “emozioni forti”.
    Anzi mancava una presenza come la sua nella ex cdl capace di attrarre una gran fetta di elettrici che sono assidue delle reti mediaset e grandi ammiratrici del cavaliere. Per molte di queste elettrici non conta molto quello che dice la Brambilla, visto che la loro attenzione è concentrata sulla sua gonna, sugli orecchini, sul tono dei capelli tinti.
    C’è una gran massa di donne mogli/mamme dai seni strabordanti ben messi in evidenza, le unghie laccate, i capelli lisciati che nn si ritrova nei politici maschi o femmine noiosi che dicono sempre le stesse cose. Amano il glamour, il fashion, la moda, la palestra e la brambilla incarna un po’ tutto questo. Di lei e delle sue accattivanti giarrettiere, delle sue cosce palestrate, se ne può tranquillamente parlare mentre ci si spara una lampada, illudendosi di parlare “impegnato”, di politica…
    Altro che la Finocchiaro!!!
    :-))

  11. annalisa ha detto:

    chiunque del movimento femminista piuttosto che no, abbia mai lottato per una maggiore partecipazione femminile alla politica attiva, secondo me ora sta facendosi un esame di coscienza o forse dovrebbe farselo (forse dovevamo dire più facile accesso alla politica per alcune donne….)
    o forse questa donna ce la racconta lunga su chi ha la faccia di presentarsi oggi come candidato davanti agli elettori, non ci vuole mica poco coraggio … io non l’avrei.
    viva la democrazia

  12. elvira ha detto:

    caro marckuck, se nel linguaggio comune infastidisce l’uso del “piuttosto che” per indicare un’equivalenza e non una differenza, per cancellare e azzerare priorità e preferenze, per livellare questo e quello perchè così questo e quello pari diventano, nel linguaggio politico francamente quest’uso distorto inquieta, e non poco.

  13. marckuck ha detto:

    Mi ritrovo un po’ in tutti i commenti…direi che avete colto appieno lo spirito del post che – se da un lato vuol essere blandamente satirico – dall’altro mira a sottolineare un punto centrale, come ha notato Elvira. Il rischio dei fraintendimenti.

    Mi spiego: se io dico “potrei andare a mangiare la pizza o una grigliata” significa che non ho ancora deciso cosa fare, ma se dico “potrei andare a mangiare una pizza piuttosto che una grigliata” (come direbbe la Brambilla) vuol dire che ho già deciso per la pizza. E in politica i fraintendimenti sono pericolosi. La guerra tra Italia ed Etiopia culminata nel disastro di Adua scoppiò per un errore di traduzione 😉

  14. ma.ni ha detto:

    E poi non smette mai di parlare, credo tutto il tempo passato sulla poltroncina assegnatale l’abbia speso farneticando.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...