I lavori sono tutti uguali?

Alla lunga, il vespaio pornoproffesco ha raggiunto anche il salotto. Con una argomentazione che mi piacerebbe saper fare in punta di fioretto.. ovviamente non ne sarò capace, ma ci provo…

Parto, come spesso mi accade, da una riflessione ispiratami dalla lettura della Costituzione, in particolare l’art. 98, comma III che testualmente recita: “Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero

Questo comma non dice che i magistrati o i diplomatici sono privi dei diritti civili e politici, ci mancherebbe. Ma dice che sono necessarie alcune limitazioni perchè, considerato il lavoro che svolgono, debbono apparire neutrali, per una garanzia della loro credibilità professionale. Cioè, vuoi essere Generale di Corpo d’Armata dei Bersaglieri? avere auto di servizio e pranzi in vasellame d’argento al circolo ufficiali? allora però sappi che non puoi anche fare il consigliere comunale di San Giovanni in Monte e non serve frignare dicendo “io ho il diritto di farlo! posso vincere la guerra e anche essere assessore all’urbanistica!”

Nella scuola la cosa non è diversa, anche se non codificata. Insegnare ai ragazzi in età adolescenziale o preadolescenziale non è come insegnare all’università o in un master. Chi è stato in cattedra almeno una volta nella sua vita e ci si è seduto con il desiderio di far bene il proprio lavoro e non solo di sbarcare il lunario, avrà certo notato come i ragazzi fatichino a distinguere lo Stato dalla scuola, la scuola dai singoli prof. e il prof. dalla disciplina che insegna. “Se il prof. è uno stronzo, non studio la sua materia”, questa è spesso la regola. Laddove per stronzo leggasi – al nord – “frocio, meridionale, sfigato, tifoso della squadra sbagliata, trasandato, comunista, ritardatario, fannullone…”. Puoi essere tutte queste cose, magari tutte queste cose assieme (con un po’ di jella, ci si riesce) ma prima devi essere in grado di infrangere il muro della diffidenza, la convinzione dei ragazzi che la cattedra rappresenta la linea della trincea tra postazioni nemiche ed affermare il tuo prestigio personale.

Il prestigio personale di un insegnante è fragilissimo e va solo a vantaggio suo. La disistima per un insegnante viene immediatamente trasmessa sulla materia e sull’istituzione scolastica nel suo complesso. Lo scorso anno, per 5 mesi ho sostituito un docente inetto e screditato e mi ci è voluto circa un mese per far capire che se “lui” era un fesso, questo non poteva riverberarsi su di me, anche se insegno la stessa disciplina. E quando è entrata in vigore la circolare interna sul sequestro dei cellulari utilizzati in aula, una collega ha avuto la sventura di far squillare per sbaglio il suo durante la lezione e non ha più recuperato la stima della classe. Perchè – nella visione semplicistica del gruppo di adolescenti “difficili” in aula – “noi non possiamo fare un cazzo, loro [i prof.] fanno quello che vogliono”.

Esiste una visione tecnocratica e menefreghista della scuola che dice “non devi trasmettere valori e principi, ma nozioni. Spiega il logaritmo e sbattiti le palle del resto. Poi torna a casa, vestiti in pelle e vai pure a fare il pornoprof, i ragazzi si daranno da soli un loro codice di comportamento”. In base a questa visione il prof. quindi dovrebbe sedersi in cattedra, spiegare per 40 minuti, interrogare per 20 (dando 8 a chi sa, 2 a chi non sa) e uscire dall’aula. Troppo comodo e troppo facile.

Troppo comodo e troppo facile perchè si dimentica – nuovamente – che la scuola non è l’Università. Si dimentica che per il 100% dei casi, la scuola è il primo momento di confronto con le istituzioni e con la vita collettiva che un bambino o una bambina hanno nella loro vita e sull’impatto ricevuto in quel primo momento, si formano le prime (e più solide) considerazioni sulla vita in associazione ad altri. Per questo un professore (o un maestro) debbono essere e apparire come irreprensibili.

Purtroppo, ho la sensazione che viviamo in una fase storica di grande confusione, dove (per opportunismo, superficialità o ignoranza) si tende a confondere anarchia con libertà, che sono cose assolutamente diverse. Come diceva già Cicerone, 2000 anni fa, quando affermava che “noi rispettiamo la legge per essere liberi”. Facendo capire come regole e norme di comportamento (giuridiche e non) siano pensate soprattutto come garanzia e tutela dei più deboli, perchè nella giungla sono i forti e i malvagi che prosperano.

Pensare che tutto sia lecito significa non credere nell’esistenza di una “società”, ridotta a mera somma di egocentrismi individuali, ciascuno libero di svilupparsi come e meglio crede e se a qualcuno la cosa non piace è un problema suo. E’ la logica che si nasconde anche dietro piccole violenze individuali, come il cellulare che squilla al ristorante, il tizio che fuma dove non è consentito, quello che fa casino di notte ecc. ecc. ecc. in base al principio di “chi sei tu per rompermi i coglioni? fatti i cazzi tuoi”.

E’ per questa ragione che penso che la “pornoprof.” sia stata giustamente sospesa dal servizio. Io non sono contrario alla pornografia (penso che la vergogna del parlamento italiano sia la presenza di Cesare Previti, non certo quella di Cicciolina), alla prostituzione e alle fiere dell’eros, ma penso – e me ne frego se passo per ipocrita bacchettone – che chi dovrebbe insegnare l’importanza di principi come “impegno individuale”, “merito”, “responsabilità” farebbe bene a capire che senza l’esempio, il suo lavoro è inutile.

E’ per questa ragione che trovo patetico chi difende a spada tratta il di lei diritto (si parla sempre di diritti, mai di doveri) di fare la pornostar “nel privato” (dimenticando che lo fa “nel pubblico”, visto che si esibisce acclamata nei locali della regione) mentre si scaglia con la mazza verso chi esprime una opinione di dissenso, come accaduto a Fabioletterario, bastonato da tanti, solerti e inesausti difensori “del diritto individuale” (a fare i pornodivi ma non ad esprimere opinioni, mi pare…e aggiungo che credo pure che il 95% di chi ha commentato il post di Fabio non l’ha neppure letto, visto che non è un post “bigotto”, ma ironico).

Trovo poi assurdo tutto questo colpevolizzare l’opinione dissenziente di Fabioletterario da parte di chi, non vivendo in Friuli, non sa che il caso non l’ha inventato lui, ma le vicende della “pornoprof” sono sulla stampa locale da settimane, come un tormentone. E lei ci sguazza felice, come quando afferma nel proprio sito: “purtroppo i giornali non hanno ancora pubblicato delle foto ben chiare e compromettenti. Ho fatto esplicita richiesta di essere smascherata ma i giornalisti continuano a girarci intorno […] stiamo a vedere se sapranno fare di meglio e stupirmi come io stupisco loro”. Perchè il sogno – legittimo – di questa signora è diventare ricca e famosa attraverso il porno. Ma quello che non mi piace è che utilizzi la sua funzione di insegnante in chiave pubblicitaria…Chi non mi crede, venga a Udine e troverà lungo la Pontebbana le locandine che comunicano alla cittadinanza tutta che “la Pornoprof si esibirà nella discoteca di Artegna”.

Ho poi letto l’opinione di un blogger che stimo (anche se ogni tanto gli sfugge la frizione), il quale dice sostanzialmente che “la pornoprof è libera di fare quello che fa, ma sbaglia a propagandare il sesso non protetto”. E perchè mai? se uno è libero o lo è sempre o non lo è…esiste una corrente di pensiero (che NON mi annovera tra i suoi sostenitori, anzi) che ritiene l’Aids una bufala inventata dalle case farmaceutiche e dagli istituti di ricerca. E’ una bestialità – a parer mio – ma se si ritiene che si debba essere liberi di esprimersi, fa bene lei a sostenere tale tesi bizzarra, accettandone le conseguenze se malauguratamente verranno.

Oppure anche la libertà ha dei limiti, ma che non possono essere tracciati da filosofi, sacerdoti, giuristi o professori, bensì dagli scienziati? Passeremo dalla dittatura dei preti a quella delle provette?

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16 risposte a I lavori sono tutti uguali?

  1. Stefano ha detto:

    Ben detto… approvo e sottolineo tutto il tuo intervento sull’argomento.
    Un piccolo paradosso/esempio per dare più enfasi: qualcuno darebbe il consenso ad operare ad un chirurgo con il morbo di parkinson? D’altronde se lui vuole, perchè impedirglielo?
    Ed ancora… vedi se il prof era un pedofilo (magari in privato) se la gente la pensava allo stesso modo…

  2. zauberei ha detto:

    E mo?
    te scrissi na mela:)

  3. any ha detto:

    Quanto volevo dirti, te l’ho detto; mi duole davvero tanto per il mio cinismo, ottusità, cecità morale, chiamalo come vuoi. Ma questo tipo di distinguo non mi vede d’accordo, anche perchè è impossibile trarre una linea di demarcazione OGGETTIVA. Se faccio la zoccola di secondo lavoro va male? E se lo faccio gratis? E se lo faccio ma non lo dico a nessuno? E se sono gay? E se sono bi? Se sono gay ma non lo dico va bene, se lo dico non va bene? e se sono stato giudicato per reati fiscali, ma ora tiro diritto? se prima mi drogavo, ma ora no? se ho in casa venti gatti e ogni tanto puzzo? se sono nata fuori dal matrimonio? se faccio uso di psicofarmaci perchè sono bipolare? se sono bipolare ma sto benissimo finchè prendo psicofarmaci? se mio padre era un criminale comune? non ci si può basare sul “buon senso”, qualsiasi cosa significhi.
    Ancora mi duole, ma visto che proprio mi ci tiri per i capelli, sì: non chiamasi dittatura delle provette bensì dittatura delle leggi matematiche fisiche e biologiche, giacché per lo meno uno scienziato serio (ce n’è anche di quelli) farà affermazioni e considerazioni che si basano su interpretazioni e correlazioni di fatti puri e semplici, verificabili e riproducibili: se la mela si stacca dal ramo va per terra. Se vai a un sex party senza guanto vi è una discreta probabilità che tu ti possa pigliare dal raffreddore a ebola e trasmetterli a tua volta. bon…

  4. nodders ha detto:

    Leggo il tuo post giornalmente, perciò oggi mi sono ritrovata a leggere il post di fabioletterario, il putiferio di commenti che ha scatenato e l’articolo di Repubblica sulla porno-prof.

    Premetto di non voler entrare nel merito della questione etica. Ma voglio comunque ventilare alcune idea che mi sono passate per la testa mentre leggevo gli oltre 200 commenti lasciati sul blog del povero Fabio (persino Repubblica gli fa pubblicità – che media schifidi che abbiamo…).

    Innanzitutto il tuo commento “che casino! basta parlar di sesso e tutti diventano grafomani…se passavate dal mio blog, si parla di impero bizantino e garantisco che non si scandalizza nessuno” era il migliore. Complimenti per lo humour sottile, quasi inglese. E per provare a sviare l’attenzione di tanti maschi italiani con il pallino del sesso verso sponde più culturali quali l’impero bizantino, come vorrei che tu avessi avuto successo…

    Quanti maschiacci assatanati di sesso ci sono in Italia! Mamma mia quanto ha fallito il femminismo in Italia (c’è mai stato?) se ci sono così tanti maschi pronti a saltare su un’esibizionista sporcacciona per un sveltina. Ma e la gioia dell’intimità? E il rispetto per le donne? E una vita sessuale sì aperta e disinibita ma non deviante e poco salubre? Questi solo vogliono tette siliconate e troppa esposizione ai fluidi biologici.

    Fatemelo dire, che schifo!

    Poi, che voyeur che siamo! Anch’io confesso di aver spiato (ed essermi un po’ schifata) le foto della sig.na/ina Ciriani (ormai il nome è di pubblico dominio) sul suo forum/blog. E noto che nella lista di notizie più cliccate su Corriere le storie di sesso ci sono sempre. Che depressione.

    La mia prof di lettere al liceo era vergine, e faceva pubblicità al fatto. Anche questo nel suo contesto, non è del tutto formative. Noi alunni si sghignazzava senza ritegno… mi immagino quelli della prof. Ciriani. Non date tanto peso a quello che possono pensare i ragazzi, sono molto più “sgamati” di quel che si pensa!

    Ciriani, mi pare sia cognome friulano di non grande diffusione. Mi spiace non poco per la Sig.ina Anna Cipriani, omonima, di professione ricercatrice universitaria alla Columbia sulla cui pagina web arriveranno molti giovanotti eroticamente caricati in cerca di emozioni forti.

  5. marckuck ha detto:

    Any, io penso che il sesso debba essere protetto e temo che sull’Aids si sia abbassata un po’ troppo la guardia. Il mio era un paradosso…se si difende la libertà ad ogni costo, è chiaro che bisogna accettare anche la libertà di sostenere che la luna è quadrata e così luminosa perchè ha un contratto speciale con l’Enel…non si può dire – come ho letto – “sculetta pure quanto vuoi ma rettifica questo e quello”…
    E non farmi il viso triste, sai bene che rispetto la scienza e la libertà di ricerca…ma insomma, si può fare delle battutine sugli omini con il grembiulone bianco o no?
    Ti conforti un punto…sono arcaico e trombone, ma non vorrei vivere in un’epoca senza antibiotici e analgesici.

  6. Marte ha detto:

    Come te la cavi con i palleggi?
    C’è un invito per te a casa mia.

  7. any ha detto:

    sì, scusa, soprattutto mi sono dimenticata di una cosa: grazie (senza ironia) grazie grazie davvero di non aver intrapreso la strada dell’emotività e del “vorrei vedere quando sarete madri-padri ad avere un prof così in classe se vi farà piacere…” o simili… grazie di essere superiore a queste cose. lo apprezzo veramente tanto 🙂

  8. boodoo1900 ha detto:

    Leggo quotidianamente il tuo blog, nonche’ quello di Fabio. molto raramente commento, pero’. Scrivo sul tuo blog perche’ quando ho letto la prima volta il post “incriminato”, c’erano gia’ oltre 180 commenti (vivo negli USA e arrivo sempre 6 ore in ritardo).
    ti scrivo perche’ anch’io sono stata una prof. di scuola media, gli studenti mi adoravano, la preside pure, la mia valutazione di fine anno era stata un successone (in linguaggio studentesco A+), ho firmato il contratto per insegnare l’anno successivo (questa volta anche nella scuola superiore), tutti gli studenti “difficili” di seconda media si erano iscritti al mio corso per l’anno successivo. Ultimo giorno di scuola: doccia fredda, gelata, mi licenziano senza un perche’ o un percome. Vengo a sapere nel frattempo che una mia collega durante ora di pranzo, in mia assenza, dice a dei colleghi che io ero gay. A parte il fatto che sono sposata (con un uomo). Ovviamente la notizia si sparge, delle studentesse mi cominciano a fare telefonate nel cuore della notte mandando baci e dicendomi “ti amo, ti amo”
    e ovviamente, senza un perche’ la preside che prima mi adorava cambia, tutti i miei successi finiti nel dimenticatoio. ho perso un lavoro in cui ero brava davvero.
    ora leggo che la prof. (mi rifiuto di chiamarla come i giornali la chiamano) e’ stata sospesa. e senz’altro e’ la di lei responsabilita’ l’essere uscita dall’anonimato, chiamalo esibizionismo, o voglia di fama, ma il post di fabio certo ha dato un po’ la spinta alla cosa, e credo che in fondo in fondo sapesse (fabio) che un testo di tal genere avrebbe causato una certa curiosita’. Come si dice? Il sesso vende, il sesso incuriosisce (a mia difesa dico che ho messo entrambi i vostri siti tra i miei preferiti da un pezzo, e leggevo i post di fabio dai periodi in cui c’erano si e no dieci commenti in tutto), si parla di sesso e tutti ci si avventano come avvoltoi.
    penso che l’unico sbaglio di fabio, se di sbaglio si possa parlare e’ di come non abbia risposto (o forse l’ha fatto in privato a tutti). e lo sbaglio della prof, a mio avviso e’ quello di aver capitalizzato subito sul putiferio proponendo spettacoli in club, quando la prima cosa che ha scritto e’ che lo gfa per piacere non per soldi.
    Scusami per l’estrema lunghezza. ciao. roberta

  9. mani ha detto:

    Ritengo che solo la pubblicitá della sua attivitá secondaria sia una causa comprensibile e condivisibile per la sospensione, ma temo che se anche fosse stata una voce di corridoio a etichettarla come “pornoprof” sarebbe successa la stessa cosa e questo non mi pare accettabile. Se poi ha sempre affiancato all’insegnamento le locandine in cittá per i suoi spettacoli, allora mi sorprende che se ne sia parlato solo ora.

  10. fabdibe ha detto:

    non conoscevo bene la storia, ora che ho letto il tuo posto ho le idee più chiare.
    uno nel privato può fare ciò che vuole, ma – e in questo son d’accordo con te – alcune cose non vanno d’accordo con altre… ossia, concordo con te ma per motivi diversi dai tuoi: il ruolo del professore non si concilia con quello di pornostar perché la società non lo accetta… nascono troppe incomprensioni… la nostra società non è pronta a questo tipo di relazioni e capisco benissimo chi si pone il problema e chi lo risolve con la sospensione dal posto di lavoro.
    dopo di ché se questa ha anche approfittato largamente dell’equivoco… allora questo dimostra il fatto che è una persona dalla moralità almeno dubbia. e soprattutto se fa propaganda per il sesso non protetto… beh, allora bisogna inviarla in vaticano: lì si troverà benissimo!!
    fab

  11. marckuck ha detto:

    Boodoo, ben venuta…mi spiace per la tua storia ma, visto che segui sia me che Fabio da tempo, sai che non siamo speculini che per avere un contatto in più passano come caterpillar…

    Sia tu che mani, però, giustamente non eravate a conoscenza di questa vicenda di cronaca arcinota che in Friuli è sotto i riflettori da un bel po’ e quindi Fabio si è limitato a fare un commento – legittimo, spero – su un fatto discusso ad ogni livello, senza nulla aggiungere e nulla sottrarre.

    E non ha certo violato la privacy di chi privacy non ha e non vuole…la signora, nella homepage del suo sito (accessibile ai minori) presenta un video dove si definisce “pornoprof” (speculando quindi sulla sua professione), mostra il viso e alla fine del video il suo nome e il suo cognome.

    Dove sta quindi tutta questa violazione di privacy?

    http://madameweb.forumcommunity.net/

  12. FULVIA ha detto:

    CHI E’
    preposto all’INSEGNAMENTO come al GOVERNO DEGLI UOMINI,dovrebbe essere un punto di riferimento a cui guardare,nonchè una guida.Utopia? Forse.Provarci,non sarebbe male,solo BENE per tutti! …Bianca 2007

  13. ruth ha detto:

    ahimè sono pochi i prof che fanno il proprio lavoro con devozione come dici tu… ad cosa dipende?

  14. elvira ha detto:

    Stento ancora a decifrare i reali motivi che hanno mosso la polemica attorno al post di Fabio, mentre mi è sembrato del tutto evidente fin da subito il reale rischio che questa polemica ha prodotto nello sviare l’attenzione dall’unico aspetto essenziale della vicenda che è – e deve rimanere – la legittimità nell’ esigere un confine chiaro e certo tra scelte di vita libere e non omologate e assunzione di ruoli di riferimento, quali sono quelli degli insegnanti educatori.
    Ritengo che dichiararsi contrari ad ogni tipo di integralismo e pronti a difendere il diritto di ognuno di affermare la propria identità significhi anche riconoscere con coerenza che da tale principio discenda inevitabilmente il dovere di compiere scelte di carattere etico.
    E’ per questo che considero pericoloso chi inscena la propria esistenza senza assumersene la responsabilità e senza rispettare alcun impegno, contrabbandando tale diritto come fondamento della propria libertà personale ed appellandosi poi al rispetto totale delle convenzioni in ambito professionale. Ed è anche per questo che considero ipocrita chi ancora insiste a voler negare a questa insegnante ogni limite ed ogni giusta misura, dal momento che un insegnante è un buon insegnante solo perchè è in grado di dispensare il sapere che si è costruito e non anche perchè trasmette riferimenti stabili indinspensabili durante la fase più incerta e più confusa che è per i ragazzi l’età dell’adolescenza.
    Utilissimo allora Marckuck lo spunto per la riflessione che fornisci qui.
    Grazie per l’ospitalità!

  15. boodoo1900 ha detto:

    Beh, in effetti, se le cose stanno cosi’ (e come hai sottolineato tu non sapevo nulla degli antefatti), non credo ci sia molto da aggiungere. sono rimasta stupita dal fatto che fosse lei stessa a firmarsi pornoprof. e lo so che non cercate le cliccate in piu’.
    Ciao, a risentirci! roberta

  16. teresa ha detto:

    leggo solo ora e ti dico che sono completamente d’accordo con te per un semplice motivo: ci sono certe professioni che portano in se un obbligo etico, la vita intera di queste persone dovrebbe essere un “modello”, non è indifferente ciò che fanno nel privato…
    penso ai magistrati che spero non siano amici “nel privato” di ladri e mafiosi, ai preti (che chiaramente non è una professione) che non dovrebbero essere pedofili, agli insegnanti…
    il paragone con i gay fatto da andychimico non calza affatto, andy innanzitutto non è un insegnante, inoltre le preferenze sessuali sono un fatto privato, fare la “pornoprof” strumentalizzando per di più il proprio ruolo di insegnante diventa un fatto pubblico.

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