…and no religion too

Non vuole dire assolutamente nulla, sia chiaro e ci mancherebbe. Ma nella homepage del Corriere della Sera online di oggi ci sono affiancate due notizie:

  • Brescia: abusi su un ragazzino di 14 anni, arrestato un sacerdote
  • Chiama l’orsacchiotto Maometto, maestra inglese rischia 40 frustate

Ecco, ripeto, non vuol dire assolutamente nulla…ma mi è venuto in mente John Lennon, quando in un verso di “Imagine” sperava in un mondo nel quale non solo non vi fosse nulla per cui uccidere o morire, ma anche nessuna religione.

E se avesse ragione lui?

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25 risposte a …and no religion too

  1. nodders ha detto:

    Non proprio.
    Non è in sé la religione che è da criticare, ma l’uso e l’abuso che ne viene fatto e coloro i quali ne sono colpevoli. Il sentimento religioso (ovvero il bisogno di credere nello spirituale, metafisico, irrazionale) è fra i più antichi istinti dell’uomo, prima della storia, della filosofia, della scienza abbiamo rivolto i nostri interrogativi a dei e deità varie. Nonostante tutto (progressi di scienza, etica e pensiero razionale) non credo che ne possiamo fare a meno. Dio non è morto (lo dico da semi-non-credente e da scienzato).

    Se poi si usi la religione per fare il proprio comodo e soggiogare l’uomo, punirlo e sfruttarlo nell’ignoranza e nella paura… beh non diamone la colpa alla religione, ma a chi si nasconde dietro di essa.

    perciò no, caro Lennon di idee cotanto liberali, non spero in un mondo senza religione. E per un mondo in cui non ci sia nulla per cui uccidere e morire, beh ci ho messo il cuore in pace, finché in sto mondo ci sono gli esseri umani, troveremo sempre qualcosa per cui vada la pena di morire e quindi uccidere, a molti dà un senso alla vita, un po’ come la religione.

    A me “Living for today” non consola più di tanto…

  2. zauberei ha detto:

    Ma si potrebbe anche dire, che è la conseguenza di quello che sperava lui, perchè la religione va sparendo, si concretizza in cose quando con le cose non ha niente a che vedere, e le tocca pure prendersi le colpe di chi la prende a calci.

  3. any ha detto:

    sì, aveva ragione lui, tanto come se avesse detto “spero in un mondo dove non diano pistole in mano ai bambini”.

    (spero di non everti offeso in alcun modo 😦 )

  4. annalisa ha detto:

    imagine….

  5. navide ha detto:

    Sottoscrivo il commento di nodders. E faccio una abissale distinzione fra fede e religione. Quasi quasi mi offendo se qualcuno mi considera religiosa.
    Per quanto riguarda “Imagine”, c’era un tempo in cui ero d’accordissimo e poi mi sono resa conto che “I hope someday you’ll join us” presuppone la convinzione (se non l’arroganza) di aver assoluta ragione nella tua posizione. Potrei dire la stessa cosa della mia fede cristiana: “I hope someday you’ll join us and the world will be as one”. O no?

  6. marckuck ha detto:

    Beh, il mio post si limitava a rendere conto di una rapida associazione mentale e non mirava ad essere un inno all’ateismo.
    Invidio – lo dico sul serio – lo spirito religioso, la capacità cioè di credere in un sistema di valori in grado di comprendere non solo l’oggi ma anche il legame tra noi, quello che fu e quello che sarà.
    pertanto non mi sento in opposizione a nessuno dei commenti che avete lasciato, devo solo riflettere un po’ su quello di navide. I hope non è You have to e tantomeno You Must…

  7. navide ha detto:

    Assolutamente d’accordo con te sulla differenza fra “I hope” e “You must”; pero’ se io, da cristiana, mi “azzardo” a SPERARE che tutti diventino cristiani come me e “mi azzardo” a dirlo), devi ammettere che io verrei tacciata di fanatismo religioso dalla maggior parte della gente e verrei attaccata piuttosto brutalmente. John Lennon ci fa su una canzonetta carina, che ha lo stesso tipo di messaggio e tutti lo ammirano (soprattutto perche’ dice “no religion”, come se la sua, poi, in fondo non sia comunque una forma di religione).
    Pensi che mi sbagli?

  8. Marte ha detto:

    Io penso che ti sbagli.
    I hope someday you’ll join us..ma non si propone di credere in qualcos’altro se non nella pace.
    Niente per cui uccidere o morire, niente avidità, solo il presente da vivere in pace.
    Niente Inferno e Paradiso, niente religione.
    Religione quindi, non fede.
    La religione intesa come sovrastruttura che raccoglie credenze, comportamenti e riti riconosciuti da un gruppo di persone.
    Lo stesso termine religione, per quanto etimologicamente ambiguo, svela la natura di questa sovrastruttura.
    Per Cicerone la religione (relegere, rileggere) non faceva altro che ripresentare sotto forma soprannaturale fatti puramente naturali (fu così che nacque la filosofia, perchè uno non riusciva a credere che pioveva solo se la divinità metteva il broncio).
    Lattanzio invece prende spunto dal latino religàre ossia vincolare, per cui vede nella religione il collente da il divino e l’umano.

    Ecco perchè ti prenderei per “fanatica” se dovessi sperare che tutti diventino cristiani 🙂

    Personalmente invidio chi ha fede, e ancora di più chi si abbandona incondizionatamente alla sua religione.
    Diffido oltremodo dei credenti e ma non praticanti.
    Ma soprattutto auspico un futuro in cui uomini e donne siano talmente onesti con se stessi da accettare di non poter comprendere tutto e subito e lascino stare l’idea di un dio che difficilmente è diverso da loro.

    Se intanto si riuscisse a vivere in pace sarebbe già una grandissima cosa.

  9. Cecilia ha detto:

    Cioran diceva che la religione è una colla.
    Questo è il guaio.
    Meglio romperci che farci aggiustare in malomodo.

    Bel post, Marckuck.
    Breve, ma che fa riflettere a lungo.
    (mi scuso se qualche suo commento sparisce in spam, non so perché succede, forse c’è lo zampino di Satana)

  10. ifreelancer ha detto:

    No, non aveva ragione, suppongo sia impossibile che la grande massa smetta di credere. Se non ci fossero le religioni attuali ci sarebbe sempre qualcuno disposto a inventane di nuove.
    La gente ha bisogno di credere, chi è religioso crede in quello, chi è ateo crede in sè stesso, chi è laico crede nella legge e nello stato, chi è uomo a prescindere crede nella vita o nella morte e muove le sue azioni di conseguenza.
    John cercava solo delle belle parole da inserire in una canzone ma secondo me la realtà è tutt’una altra cosa.
    Finchè ci saranno persone non istruite, ce ne saranno altre pronte a dominarle e quindi a fomentare nelle prime delle credenze. Finchè ci sarà ignoranza, sarà necessaria la forza per la risoluzione delle loro controversie. L’elenco è lungo ma al di là degli ideali e dei buoni propositi è nostro obbligo anche formulare delle valutazioni obiettive della realtà che ci circonda.

  11. navide ha detto:

    Marte, vedi che mi dai ragione? 🙂 Non appena accenno anche solo alla possibilita’ che io speri che tutti diventino cristiani vengo tacciata di fanatismo. Poco male. Il fatto e’ che non e’ nella natura umana di diventare tutti come John Lennon, ne’ cristiani, quindi alla fine dei conti non cambia niente. Meglio concentrarsi nel rendere migliore il nostro vissuto con i mezzi che gia’ abbiamo e non con speranze utopiche.
    (Per di piu’ non presupporre che sono “una credente non praticante”, che cerco di praticare sempre quello che credo.. esattamente come fai tu. Ma, siccome sono sicura che quelllo che intendevi era di natura diversa, posso dirti che mi rifiuto di praticare una religione, come e’ intesa generalmente: sono cristiana e credo in Dio e in Gesu’, ma non in strutture religiose di base umana e che Gesu’ stesso non ha istituito)

  12. Marte ha detto:

    Non mi dilungo ulterioremente sulla natura di fede, religione e credenze individuali, si snaturerebbe in modo eccessivo il bel post di Marck.
    All’oppio dei popoli preferisco una semplice sigaretta.

  13. navide ha detto:

    Marckuck,
    se ho abusato della tua ospitalita’ rispondendo a Marte, te ne chiedo scusa. Non era certo mia intenzione snaturare in maniera eccessiva o anche minima il tuo post.
    Scusami se l’ho fatto.

    navide

  14. Marte ha detto:

    (pst..Navide..a me piace dilungarmi da morire in queste cose, ma appunto…dilungarmi dilungarmi fino a perdere il senso della misura 🙂

  15. navide ha detto:

    Marte,
    a volte pure a me, ma magari lo facciamo in separata sede, che dici?
    ciao 🙂

  16. marckuck ha detto:

    Nonononononono…nessuno si aspetti da me un commento “conclusivo”, anzi, sono molto curioso di sapere come andrà a finire…ringrazio tutti sul serio per aver dato vita e passione a un post buttato lì per onorar la firma.

  17. nodders ha detto:

    sarà stato un post buttato lì per onor di firma, ma quando si parla di religione non è mai semplice come si crede. Non credi che fosse un po’ provocatorio il post originale, Marckuck?
    E tanto per gettare acqua sul fuoco… se la religione è l’oppio del popolo, il comunismo cos’è stato? Lo specchietto delle allodole per le masse?

  18. Mat ha detto:

    Qui lo dico & qui lo nego: ha ragione lui.

  19. any ha detto:

    dal Canavese parte una ola per Marte 🙂

  20. Fab Dibe ha detto:

    sono le opere di giustizia che permettono agli uomini di essere vicini a Dio, anche quando non credono che esista. non è credere nell’esistenza di una dimensione altra dalla nostra e in un Essere Padre che fa la differenza, ma la nostra capacità di amare, e quando non si riesce almeno di rispettare, e di comportarci conseguentemente con gli altri.
    quindi lennon sbaglia il bersaglio… uno può credere anche in un totem o non credere assolutamente a nulla. infatti è la capacità di trasformare tale credo o non-credo in cemento per la società e non in una occasione in più di divisione che fa la differenza.
    anche perché, prima di lennon, ci sono stati diversi personaggi che con la religione hanno fatto molto più di quanto abbia fatto lo stesso lennon (che non ha fatto poco, si intenda): san francesco su tutti.
    ciao zio marc
    🙂

  21. Marte ha detto:

    Any, una bella ola al Canavese piuttosto.
    Bicchiere alla mano ovviamente!

    Per quanto riguarda Lennon io insisto che non fu solo questione di rima se scelse la parola religione e non quella fede.
    Si può credere in molte cose, ma non per questo essere religiosi o abbracciare una religione.
    Gli ideali ci muovono, senza ombra di dubbio, ma la religione non può essere assimilata alla fede sebbene abbiano confini comuni.
    Perchè la religione include norme, dogmi, regole, comportamenti e riti condivisi.
    Da qui il suo carattere di “sovrastruttura”.

  22. marckuck ha detto:

    Allora, il tema mi pare delicatissimo…nel mio post ironizzavo – forse sbagliando – sulle strutture umane costruite come corollario al bisogno di religione. Mi è molto piaciuto su questo tema l’intervento pubblicato dal Corriere della Sera di qualche giorno fa del Card. Martini (http://www.corriere.it/spettacoli/07_novembre_16/ateismo_martini.shtml).
    Aggiungo che lo stesso Martini un anno fa circa si è distinto per uno splendido dialogo con il prof. Ignazio Marino sui temi della bioetica, esprimendo posizioni che – se fossero giunte da Benedetto XVI e non da un illustre cardinale in pensione – avrebbero fatto parlare di “svolta epocale”.
    In definitiva, suggerisco a tutti la lettura della riflessione di Sua Eminenza, che mi pare di straordinario spessore intelletuale e culturale. Infatti, Martini non divenne Papa.

  23. antonio_taccone@alice.it ha detto:

    Fede (non “religione”) significa restare sensibili al grande interrogativo “CHI SIAMO, DONDE VENIAMO, DOVE ANDIAMO” (invece di rassegnarci ad una vita senza senso, vissuta alla giornata) conservando, in pari tempo, l’umiltà per comprendere che a quell’interrogativo non sapremo mai rispondere con le nostre forze (con la “ragione”) e restando perciò disponibili ad accogliere una verità “rivelata”. Quando qualcuno, che si diceva inviato dall’alto, ha predicato “Beati i mansueti perché la terra promessa è per loro. Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia. BEATI I PURI DI CUORE PERCHE’ VEDRANNO DIO. VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA. VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO”, è consolante poter credere che questo “qualcuno” non era semplicemente uno di noi. (Rileggetevi SENZA PRECONCETTO tutto il “discorso della montagna” nel Vangelo di Matteo, capitoli V-VII). Né Lui, né i suoi autentici seguaci possono essere responsabili delle Crociate, dei predi pedofili, delle mille battaglie oscurantiste combattute dalla Chiesa e delle sue persistenti ingerenze politiche. Lo dico non per Marco, che aveva ben presente la distinzione tra i contenuti della fede e le loro storture individuali e “storiche”, ma per quanti tendono a fare confusione tra il messaggio cristiano e le sue manipolazioni e adulterazioni: lo sappiamo tutti che in nome dei più grandi ideali sono state commesse, in ogni tempo, le più atroci nefandezze.

  24. antonio_taccone@alice.it ha detto:

    Aggiungo che la Chiesa come “istituzione” non è la depositaria del messaggio di Cristo: Dio parla DIRETTAMENTE al cuore di ciascuno di noi, e la differenza tra credente e non credente sta poi nella sensibilità a questo messaggio, nell’essere cioè “recettivi” o “non recettivi” (quelli che appunto Cristo definiva “duri di cuore”). La Chiesa è stata anzi la più grande falsificatrice del messaggio cristiano, tanto è vero che fino a quarant’anni fa esso veniva letto in latino alla gente ignorante spiegandolo poi in italiano a modo proprio e secondo il proprio tornaconto: per dirne una, si sono inventati il Purgatorio (nel Vangelo si parla soltanto di un premio o di una pena ETERNI) per poter speculare sulle “indulgenze” (lo sconto sulla pena…) e sui lasciti dei ricchi creduloni; si sono fatti “ministri” del “perdono dei peccati”, come se davanti alla Maestà divina potessimo patteggiare come coi giudici e coi re di questo mondo, come se in presenza di Dio (che legge nel nostro cuore) potessimo aver bisogno di “avvocati” da pagare lautamente per truccare le prove. “Religione” è andare in chiesa a farsi arringare e imbrogliare, “fede” è vivere nell’intimo del proprio cuore l’insegnamento vero di Cristo.

  25. antonio_taccone@alice.it ha detto:

    (…e concludo): peccato che Martini sia un solitario e, da molti, anche un incompreso: al suo posto, sono assai più numerosi e più ascoltati i vari Ruini e Bertone che fanno politica. Peccato anche che alla fede viva e trascinante di Giovanni Paolo II sia succeduta la buonafede di un Pontefice sbiadito, che stava bene a tavolino a coltivare i suoi studi.

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