Bellezza

Qualche settimana fa ho aperto un sito internet “professionale”, con tanto di curriculum vitae, attività passate, presenti e future, recapiti e una foto di Marckuck, tra il bianco e nero e la seppia, ripresa in giardino. Sguardo attonito e impaccio evidenti, ma insomma, mi serve per completezza grafica, mica per rimorchiare!

Ho controllato se il sito fosse stato inserito nei motori di ricerca di Google (e c’è) e se ci fossero in giro anche foto mie, quella del sito o altre riprese in contesti pubblici (convegni, dibattiti ecc. ecc.). Per farla breve, digito nome e cognome e il primo risultato che compare è l’uomo a fianco…marco.jpg

Non sono io, ovviamente e l’unica cosa che abbiamo in comune è il nome: anche lui si chiama Marco, ma qui lo batto perchè io mi chiamo così da molto più tempo di lui. Come è comparso nella mia ricerca? semplice, è un aspirante velino nel libro paga di un impresario che ha il mio stesso cognome, un pezzo grosso che sta a Roma e ha pure – all’epoca – lanciato nel mondo del cinema Raul Bova.

Però, chiederselo è inevitabile. E se quel ragazzo fossi stato io? sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita? Quanto essere belli (così evidentemente belli) ci può plasmare e confondere?

Tra tutte le qualità umane, la bellezza è la più fragile e la meno discutibile. Se sono intelligente, spiritoso, sensibile, arguto ecc. ecc. devo in qualche modo dimostrarlo, la cosa è soggetta al vaglio delle persone, che devono darmi tempo e modo di manifestare queste mie presunte doti. Ma se sono bello, realmente bello (non “carino”, “interessante” o “un tipo”) allora questo sarà immediatamente evidente, senza mediazioni e senza ostacoli culturali o emotivi.

A 20 anni non ero come il Marco della foto…erano altri tempi dopotutto. Se riguardo una foto di allora, vedo una gran massa di capelli pettinati con la riga in mezzo ed enormi occhiali a goccia che andavano tanto di moda, ma che a ben vedere mi facevano assomigliare ad una grossa mosca. Ma era il 1987, andava bene così…

Fossi stato bello, realmente bello, senza gli occhiali a goccia, un po’ più alto e con gli addominali a tartaruga (per schiacciar le noci), che cosa avrei fatto? mi sarei laureato, avrei cercato di camminare lungo l’impervia strada della libera professione “culturale” che esercito? o avrei fatto come fa l’altro Marco, quello della foto…cercando di ottenere la felicità, la ricchezza e la notorietà attraverso lo sfruttamento delle doti naturali donate da Madre Natura?

Forse si. Sono convinto che la bellezza, quella vera, plasmi le percezioni altrui nei nostri confronti e nostre nei confronti degli altri e di noi stessi…facendoci vivere per alcuni anni amati, ricercati, coccolati e invidiati…ma – per citare Catherine Deneuve – tenendoci anche con il terrore di alzarci una mattina e scoprire che il nostro capitale non c’è più.

Che la bellezza, quella nostra bellezza che tanto ci ha dato, è svanita. Irrimediabilmente.

Auguri, Marco. Chiunque tu sia.

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15 risposte a Bellezza

  1. BIANCA 2007 ha detto:

    SI! AUGURI MARCO CHIUNQUE TU SIA!
    Lo sguardo mi sembra anche di persona intelligente. La Bellezza è senza dubbio una componente importante nella scalata del successo soprattutto nel mondo dello spettacolo.Però,debbono sempre concorrere insieme, altri fattori.Come”ESSERCI”dentro al tempo quando a te si presenta e ti chama. Carattere che NON crea troppi problemi in “quel tempo” e…un pò di fortuna che non guasta mai,svelto nel prendere al balzo “quel tempo” .Gestendolo con iintelligenza,sacrifici,rinuncie,rischio, concordato col coraggio Un bel pò di cose,insomma!Bianca 2007

  2. Cecilia ha detto:

    Mah, Marco. Secondo me quando si è belli belli ci si distrae. Voglio dire che ho visto belli belli partire bene nel loro cammino e farsi distrarre da complimenti, blandire da ammirazione spicciola, quella che costa poco a chi la manifesta e molto a chi ne è l’oggetto. Quindi anche con tutta la volontà del mondo se si è belli belli proseguire nei propri ideali senza perdersi strada facendo altro per non deludere lo sguardo degli “ammiratori”… è difficile.
    Eppure esistono. Ma raramente i belli belli fanno i professori, i docenti, i ricercatori. Fanno qualcosa per cui la loro bellezza risulti utile o complementare. Fascino e carisma servono molto di più, a mio avviso.
    Mah, Marco.

    (facciamo un calendario? Io sono settembre e tu?)

  3. elvira ha detto:

    Un caro amico che vive con coraggio la sua terza età mi ripete spesso che l’unica chance per sopravvivere ad una vita dove i progetti sono a termine, le amicizie si diradano e la solitudine incombe sono i libri e la cultura. La sola e concreta possibilità per avere accesso ad altri mondi, per instaurare altri diaologhi e vivere altre emozioni. Aggiunge serafico però che, come per tutte le cose della vita, occorre incominciare da piccoli…Auguri a Marco…

  4. marckuck ha detto:

    Io sono Aprile, cara Cecilia, come diceva Elliot “il più crudele dei mesi”
    Bianca(Fulvia) spero tu abbia ragione quando dici che la bellezza è solo uno dei componenti
    Elvira, tutte le buone abitudini si prendono da piccoli…con l’andare degli anni arivano solo i difetti.

  5. navide ha detto:

    “Sono convinto che la bellezza, quella vera, plasmi le percezioni altrui nei nostri confronti e nostre nei confronti degli altri e di noi stessi…facendoci vivere per alcuni anni amati, ricercati, coccolati e invidiati…”
    Secondo me sono solo le prime percezioni che vengono plasmate dalla bellezza esteriore. Ho conosciuto persone che erano secondo me fisicamente belle, ma che poi sono diventate brutte perche’ a conoscerle erano persone brutte dentro, e quando qualcuno e’ brutto dentro non c’e’ bellezza esteriore che regga. Allo stesso modo, ho conosciuto persone belle dentro che sono diventate belle anche fuori, anche se non sarebbero mai finite su un calendario o a far le veline. E, personalmente, non ho amato, ricercato, coccolato o invidiato i belli solo per il fatto che erano belli (riservo un po’ di invidia alla bellezza di Audrey Hepburn), anche se mi rendo conto che puo’ essere vero che succeda cosi’.. ma bisogna anche vedere che persone sono quelle che amano, ricercano, coccolano o invidiano; io non credo di voler far parte di quella schiera.
    Auguri a Marco — e che sappia valorizzare se stesso e non solo il suo aspetto, che quello prima o poi cambia.

  6. navide ha detto:

    Oh! E auguri al “nostro” Marco, che il sito abbia un enorme successo!

  7. magx ha detto:

    Non sò se la bellezza ti plasmi o meno… davvero non saprei dirlo.
    Ma onestamente devo confessare che aver prima sviluppato la bellezza interiore (cultura ,intelligenza, sensibilità, tatto, etc….), può agevolare anche la seconda “percezione”.
    Ovvero se sei abbastanza onesto intellettualmente, le eventuali blandizie derivanti dal proprio aspetto estetico, allora al più gratificano quella parte dell’ego che abita il bassoventre, nulla di più.
    E si continua a fare affidamento su doti più longeve, anzi si cerca di accrescerle, e di riempire di legna la propria baita per affrontare la trasformazione della, di ognuno, primavera.

  8. Fab Dibe ha detto:

    come dice la mazzamauro (alias signorina silvani in fantozzi, come saprai) tra essere belli e brutti è meglio essere brutti dato che con la vecchiaia comunque si tende tutti ad imbruttire… dopotutto noi (brutti) non ci dispereremo quando da vecchi cominceremo a perdere il nostro (poco) fascino… immagino il povero marco della foto quando vedrà i suoi addominali afflosciarsi… ad essere sincero godo un po’ nel pensare a questo “bel figheiro” che a 60 anni, pelato e con la panza, piangerà con in mano le foto della sua giovinezza. io invece mi farò solo una bella e grassa risata. 😀

  9. mani ha detto:

    Io vivo normalmente nonostante la mia indiscutibile bellezza. 🙂

  10. annalisa ha detto:

    Credo che la bellezza sia un “valore” un pochino sopravvalutato anzi ci ha ossessionato. Molte persone che non si credono belle ne parlano spesso nei momenti down come compagno delle loro sconfitte,se non causa. I belli o quelli che si credono tali nei momenti down credono di dovere i loro successi ad essa al punto che diventa un terzo incomodo nelle relazioni (mi ama per la mia bellezza non per me…). Rianalizziamo quello che conta davvero per noi, ignoriamo bellezza un po’ nelle nostre vite (attivamente e passivamente) e salviamo le prossime generazioni da anoressia, dismorfia, o semplicemente insicurezza.
    Ogni tanto quando vedo un qualsiasi film-telefilm americano mi immagino di vederlo popolato dagli americani veri, quelli che vedi in giro, con la corretta percentule di obesi, oppure bruttarelli-non bellocci normali, e per carità da dei senza tetto non phonati…

  11. marckuck ha detto:

    Navide e Magx…certo, la bellezza interiore è fondamentale, ma – ahimè – assai soggettiva. Quella esteriore da un vantaggio di partenza, come se nei 100 metri qualcuno potesse partire da una postazione più avanzata rispetto agli altri.
    Fab, facciamo di necessità virtù…alla luce della tua ridefinizione di “meglio un giorno da pavone che cent’anni da scorfano”
    Mani, beato te
    Nalisa, non parlare di bruttezza che tu non ne sai nulla…

  12. icare ha detto:

    Lo vuoi sapere come la penso? A me uno come questo Marco qui non piace (de gustibus…), mentre mi piace assai proprio il Marco che conosco io, quello di cinema, cibi, canzoni e chiacchiere, non so se lo conosci, uno con cui puoi parlare, scambiare le idee e che non è mai banale. Ecco, il Marco che conosco io rimarrà sempre così, mentre il Marco che hai incontrato tu avrà nel suo futuro ciò che ha descritto l’amico Fabrizio. Vuoi mettere?
    Augurissimi per il tuo sito web (se poi ci comunichi pure l’indirizzo… chissà potremmo venire a leggere con piacere)

  13. laura ha detto:

    secondo me, ma parlo da un’ottica femminile, la bellezza ti rende soggetta a situazioni estreme.
    Grandi gratificazioni e lusinghe, ma anche rovinose infelicità

  14. laura ha detto:

    credo che, in un certo senso, la persona bella sia più nell’occhio del ciclone.

  15. marckuck ha detto:

    Icare…anche io preferisco quel genere di bellezza lì, più intellettuale e duratura. Ma sono convinto che l’altra, quella più “frivola” abbia maggior ascolto nella società di oggi. Particolarmente per le donne, come nota nel suo commento Laura

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