Da un Lennon all’altro…

Sono alcuni mesi che rimando la recensione di due cd comprati durante la vacanza in Francia, entrambi in vario modo collegati con John Lennon.

Il primo è Instant Karma: The Amnesty International Campaign to Save Darfur, cd doppio di cover lennoniane a scopo umanitario, finalizzato al sostegno delle iniziative di Amnesty nel disgraziato Darfur. Ora, ho sempre diffidato dei “Tributi” perchè ci vuole nulla per trasformare l’omaggio in una ingiuria…Yesterday è perfetta se la canta Elvis Presley, meno se la canto io…E in questo lavoro a mille mani si fa parecchi giri di ottovolante, con qualche up e molto down.

Inferno. Lo si sa, la via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni e quelle all’origine del progetto, sono buonissime. Ma non sono pochi gli “artisti” che gorgheggiando lietamente, si avviano verso il fuoco eterno.

  • Uno dei brani peggiori è sicuramente quello in apertura, Instant Karma, affidato agli U2 (a proposito, servivano 3 diverse Instant Karma, due delle quali pessime?): di per se non sarebbe sgradevole, se ascoltata da una cover band durante la Sagra della Patata di Ovoledo, ma da un gruppo che si è ha lungo spacciato come la migliore rock-pop band vivente, era lecito attendersi qualcosa di più che il compitino svogliato da 6–.
  • All’inferno anche la 4° traccia, Give Peace a Chance, proposta dagli Aerosmith con i rifugiati dalla Sierra Leone: i rifugiati non se la sono cavata per nulla male, facendo innocui versetti in apertura e in chiusura…ma gli anziani rocker, beh…che dire se non citare un aneddoto di quella perfida linguaccia di Gioacchino Rossini…era morto il compositore Mendelson (quello della marcia nuziale) e l’afflitto nipotino – compositore in erba – composta un marcia funebre come tributo per l’illustre scomparso, decise di chiedere un parere al buon Rossini. “caro ragazzo, era meglio se morivate voi e la marcia funebre la scriveva vostro zio”…per gli Aerosmith il discorso è identico.
  • Anche la Instant Karma dei Tokyo Hotel è condannata alle fiamme eterne…L’hanno trattata da pari loro, vale a dire come una band di adolescenti che pensa che fare musica significhi far casino durante le feste di adolescenti con i brufoli e la convinzione che Marylin Manson sia un grande artista. Tornate a casa a fare i compiti.
  • (Just Like) Starting Over dei Flaming Lips. Se si ha le “labbra infiammate” è bene starsene a casa a riposare, senza dare noia alla gente con tutti quei versi.
  • Love. La cantano i Cure, con il loro stile solare, brioso e pieno di vita. Ascoltarla e cercare di farsi un cocktayl di bourbon e barbiturici è tutt’uno.
  • Penso che nessuna persona di buon senso farebbe disegnare la prossima collezione di Valentino da una casalinga-media di Manchester…così come nessuna persona di buon senso nominerebbe Capo Chef dell’Eliseo un friggitore di McDonald e nessuna persona di buon senso proporrebbe la senatrice Binetti presidente onorario dell’Arcigay o l’on Luxuria come conduttrice di “A sua immagine“, la domenica mattina su Rai1. E allora chi ha affidato proprio ad Avril Lavigne l’incarico di cantare “Imagine“?

Purgatorio. Alcune delle versioni sono ne belle ne brutte, onesti compitini svolti in premura, ma in fondo senza nessuna particolare imperfezione o bruttura…si salvano, la nostra vita non peggiora ascoltandole, ma certo non migliora per averle ascoltate.

  • Cold Turkey di Lenny Kravitz. Vuole essere erotica, finisce per sembrare solo afona.
  • God. Jack’s Mannequin e Mick Fleetwood prendono l’arrangiamento originale, ci cantano sopra con le cadenze originali e quindi viene da chiedersi: perchè non cambiare cd e ascoltare direttamente John Lennon?
  • Gimme Some Truth è affrontata da due figli di papà: il giovane Dylan e il giovane Harrison…l’ho ascoltata un po’ prevenuto ma in fondo non è male…si può fare di meglio, ma pure di peggio.
  • Jealous Guy è una canzone splendida. Youssou N’dour la tratta in modo decoroso, ma un po’ furbetto…
  • Oh My Love è uno dei gioielli nascosti di John Lennon. Peccato che Jackson Browne non sia stato capace di scoprirlo.
  • Gli Eskimo Joe affrontano Mind Games. E’ una bella canzone, talmente bella che neppure loro sono stati capaci di rovinarla.
  • Regina Spektor ho l’impressione che si ispiri un po’ a Bjork, ma con un piglio meno da aliena alienata…Pertanto ci sono gorgheggi, gemiti, lamenti che fanno ricordare qualcosa a metà tra le doglie e il mal di denti. Certo hanno poco a che spartire con Real Love.
  • #9 Dream non è per niente male se a cantarla sono gli A-ha e forse avrebbe meritato quasi il Paradiso, se la versione dei Rem non fosse così evidentemente migliore. Peccato, ma comunque dignitosissima…un Purgatorio che guarda verso la luce, non verso le fiamme.
  • Non conosco Jack Johnson. Ma ho rispetto per la sua Imagine. Si è confrontato con “La Gioconda” della musica contemporanea e non ne è uscito con le ossa rotte…un po’ come se io riuscissi a farmi battere 61-61 da Roger Federer.

Paradiso. Inaspettatamente, ci sono anche alcune versioni belle o molto belle in questo cd…autori che hanno capito la vera essenza del brano, l’hanno rispettata, coccolata e arricchita con il loro talento o con la loro capacità professionale. Per i paradisiaci  è concesso anche l’onore del link sonoro…

  • I Duran Duran non passeranno alla storia eterna della musica. Però hanno smentito quanti pensavano che potessero essere solo una meteora, un’icona dei frivoli anni ’80 o poco più…invece con dedizione, con cura artigianale e con umiltà (l’umiltà di chi ha una carriera alle spalle di 30 anni, così diversa dall’arroganza dei neonati alla Tokyo Hotel) sono riusciti a creare una Instant Karma perfettamente “duraniana”, comunque fedele all’anima Lennoniana. Non era facile.
  • Working Class Hero è una canzone difficile in questi tempi materialistici e postideologici. Ma i Green Day le hanno infuso nuova vita e nuovo valore, con una interpretazione assolutamente in linea con l’oggi e – tra l’altro – più che mai adatta a ricordare quanti “eroi della classe operaia” muoiano quotidianamente nelle nostre fabbriche.
  • Beautiful Boy è una delle mie canzoni lennoniane preferite…Ben Harper la rende perfetta, quasi all’altezza dell’originale. E anche se non so chi sia il bimbetto del video, so che merita pienamente una canzone come questa…
  • Accennavo in Purgatorio alla #9 Dream dei REM. Splendida, una grande canzone…Michael e il resto della band al loro meglio per una canzone che sembra scritta per loro.
  • Christina Aguileria ci regala quello che per me è il punto assolutamente più alto e lumino del cd. La sua versione di Mother è da pelledoca…pare che stia parlando proprio a noi e proprio della sua mamma, raccontando di un dolore vero e ancora sanguinante. Non ci sono parole per descrivere l’assoluta perfezione di questa versione, resta solo da chiedersi – a questo punto – come avrebbe affrontato “God“.

john_e_sean.jpgIl secondo cd acquistato in Francia è Friendly Fire, di Sean Lennon…che dire, tutti dicono che è tanto bravo e io ho mollato giù i miei 16€ e 90 alla F’nac di Digione in fiducia, per affetto e per tenerezza, visto che il pargolo è un entusiasta, che scrive le canzoni, le canta, le suona, le produce e ci fa pure i disegni che le accompagnano…insomma tanto impegno andrebbe trattato meglio di come l’ho trattato io, che ho fatto la cosa peggiore possibile: cercare John dentro Sean.

Aveva ragione il caro Piero quando diceva “i padri Padreterni fanno figli crocifissi”.

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3 risposte a Da un Lennon all’altro…

  1. hefedra ha detto:

    Ottimi consigli….da hefedra

  2. zauberei ha detto:

    Tu numme toccà i Cure eh

    La colonna sonora dei momenti più tetri della mia adolescenza:)))

  3. Mat ha detto:

    L’aneddoto rossiniano che citi – e che non conoscevo – è grandioso! Mi prendo la libertà di citarlo in qualche mio post futuro, se non ti dispiace.
    Per il resto, devo confessarti che ho provato il più grande disinteresse per questo progetto benefico dedicato alle reinterpretazioni lennoniane. Non riesco più ad ascoltare le compilation composte da artisti vari & variegati. Sono sicuro che vi avrei trovato alcune ottime cover, ma il terrore di sentirne diverse musicalmente stravolte mi ha impedito di ascoltare questo disco. Amo troppo le originali per lasciarmi coinvolgere da gente come Aerosmith, U2, R.E.M., Green Day, Avril Lavigne o peggio ancora i Tokyo Hotel… qualche anno fa, però, uscì un’interessante cover di Imagine d’un gruppo chiamato – se non erro – A Perfet Circle… era molto interessante.
    Prova ad ascoltare, se ti fa piacere, Oh My Love rifatta da Martin Gore dei Depeche Mode: si trova sul suo album solista del 2003, “Counterfeit2”. Ciao!

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