Dispetti e sospetti all’ora del Tè

Mapp e Lucia” è un libro di sottilissimo umorismo iperbritannico regalatomi da Paola un paio d’anni fa…L’ho iniziato e mollato un bel po’ di volte, faticando a entrare nel suo linguaggio rarefatto, nel suo stile così insolito, nel suo dire e non dire. Insomma, non mi piaceva.

Poi, come spesso mi accade, l’ho ripreso in un momento di noia e in capo a due giorni era letto. E in capo a una settimana, riletto. E poichè si tratta del terzo volume di una saga di 6 (tre non ancora tradotti in Italia), sabato la mia libreria di nicchia dovrebbe farmi avere gli altri due titoli disponibili.

Facendola molto breve, autore della saga è Edward Benson, prolifico scrittore vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900, che si è occupato un po’ di tutto e negli ultimi vent’anni della sua vita ha raccontato le vicende della signora Emmeline Lucas, confindenzialmente chiamata “Lucia” da amici e rivali.

tilling.jpgLucia vive negli anni ’20 e ’30 in un pittoresco villaggio del sud dell’Inghilterra, che più inglese non si potrebbe…tante case elisabettiane…tanto verde, paesaggi in tinta pastello e una “classe dirigente” medio-borghese (ricchi, ma non ricchissimi, dotati di prestigio sociale, ma non aristocratici) che vive di rendita, raramente si allontana dal suo romantico e iperbritannico borgo e che considera “eccentrico” tutto quello che si sposta dal continuo, perbenistico tran-tran quotidiano.

Il piccolo villaggio ruota attorno alle attività mondane e benefiche intraprese dalle signore più in vista, tra le quali giganteggia incontrastata la protagonista – Lucia, appunto – autentica regina di snobismo, di spocchia, di astuzia e di perfidia. La posta in gioco di tutto questo attivismo fatto di partite di bridge, tè del pomeriggio, piccole cene seguite da atroci concertini a quattro mani e pallosissimi tableaux vivants è – nientedimenoche – la supremazia sociale sul borgo.

Dietro questa vicenda apparentemente risibile, si nasconde una inconsueta capacità di leggere nell’animo umano e nelle sue miserie, una vivace fantasia (sarebbe difficile spiegare come sia stato possibile che la malignia e pingue miss Mapp fosse entrata di soppiatto in una cucina per rubare la ricetta delle “Aragoste à la Riseholme” e in capo a mezz’ora si sia trovata dispersa nella Manica) e una cattiveria senza limiti.

Mapp e Lucia è un libro che ho letto con sommo divertimento anche per una diversa ragione, apparentemente impensabile e distante. I protagonisti si fanno visita a vicenda, si omaggiano con molte moine, si chiamano “caro” e “cara” ostendando affetto e simpatia, ma alle spalle dicono delle cose terribili, mettono in atto meschine strategie per danneggiare il vicino troppo in vista, architettano ogni sorta di trucchi per smascherare la pochezza dell’altro…

Sembra severo, lo so…ma in due anni di esperienza, questo è il genere di comportamento che ho notato spesso nelle relazioni tra blogger (e nel quale talvolta sono caduto anche io)…Dispetti, malignità, alleanza, guerre fredde e calde, trucchi per la visibilità, inviti e ostracismi.

Sembriamo tanto moderni e invece, a ben vedere, non siamo diversi dalle vedove e dalle zitelle di Riseholme, che si guardano di storto bevendo un delizioso tè accompagnato da tramezzini al cetriolo, in una poetica e forse mai esistita Inghilterra degli anni ’20…

Marckuck

P.S. per chi fosse interessato, il libro è “Mapp e Lucia“, di E.F. Benson, Fazi Editore, 2004.

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8 risposte a Dispetti e sospetti all’ora del Tè

  1. any ha detto:

    uhh mi voglio teletrasportare in quella fotooooooo!!!
    ho un ricordo inestimabile di una sala da tè in un villaggio del Kent… talmente kitch da essere una categoria dello spirito, così smaccatamente e stereotipicamente british che avrebbe estorto persino al peggiro camionaro un sommesso (per non disturbare) “qui è delizioso…”
    e soprattutto custodisco nel mio cuore i discorsi origliati dalle tre vecchiette decorosamente agghindate quali gentildonne di campagna, che dibattevano composte e ridenti sopra le loro tazze di orange pekoe.

    silenzio
    brusio
    silenzio
    brusio
    silenzio
    “…and she didn’t realize that he was a VIRGIN!!!”
    silenzio
    brusio
    accorati applausi interiori

    soo… I only know one thing for sure: I would serve the best smoked salmon sandwiches EVER…
    (care for another lil’ bit of clotted cream to go with your scones, deeaaar? please take some – and don’t you be so grouchy 🙂 )

  2. marckuck ha detto:

    Exactly! sembrano uscite di peso dal mio libro…

  3. nodders ha detto:

    Dear boy, a me invece dei bloggers la tua ispirata vignetta sulla societa’ inglese “bene” mi ha ricordato molto il mio college a Oxford. A riprova del fatto che anche in Inghilterra i vizi sono duri a morire.

  4. boodoo1900 ha detto:

    a me fa pensare piuttosto all’ambiente che ho avuto al lavoro fino a poco mdeno di un anno fa…ma il libro sembra interessante: mi piace lo humor britannico!

  5. marina ha detto:

    Segnalazione abusiva
    Invito alla discussione sull’anima blogger

    ciaomarina

  6. Erynwen ha detto:

    Ti posso invitare per un earl grey alle 17 nella casa della foto? Giusto per parlare/sparlare di blogger e dintorni.

  7. ma.ni. ha detto:

    Nella realtá vera mi sa che é piú riscontrabile che in quella blogghica…

  8. laura ha detto:

    non so , a me nel mondo blog senbri quello un pò secchione e snob in maniera retrò, ma gentile e leale

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