Galileo tirato per la gorgiera

Non è la prima volta che un mio post assurge alle glorie della home-page di Repubblica. Noi blogger siamo tutti narcisi e quando ciò accade siamo innegabilmente contenti e facciamo un po’ di ruota e io non sfuggo alla regola, tranne in un caso: quando ci sono di mezzo i preti.

Si, perchè il tema “Chiesa vs. Resto del Mondo” scalda sempre gli animi e si presta a difficoltà di mediazione e di confronto non da poco…me ne sono accorto ormai un bel po’ di tempo fa, quando ho avuto la malaugurata idea di scrivere un post di bonario sfottò verso alcune cose a parer mio bizzarre dette da B16 (che messa così sembra la sigla di un bombariere) sul tema delle unioni civili e i diritti dei gay.

Apriti cielo! seguì un dibattito senza fine durato un paio di giorni, che mi impegnò non poco nel tentativo di rispondere se non a tutti individualmente, almeno ai principali temi sollevati. Fu una perdita di tempo perchè una cosa sono riuscito ad imparare: la gran parte dei visitatori non viene per leggere cosa penso io o cosa pensano gli altri, ma per gettare il proprio commento – bello o brutto che sia – indipendentemente da quanto trovano scritto. Così mi è capitato, anche in questo caso, di trovare commenti che – con il taglia-incolla – sono stati piazzati pari pari anche negli altri tre blog di prima pagina. Aspetto questo che denota un indiscutibile senso pratico, ma anche una limitata flessibilità.

Sia come sia, per rispetto ai pochi che ripasseranno di qua, qualche considerazione aggiuntiva mi sento di farla. Sono stato abbastanza soddisfatto del post intitolato “Occidente”, che ho scritto appena poche ore prima di quello sbattuto in prima pagina, molto più meditato e molto più completo che nessuno ha letto, ovviamente, dato che ha solo 5 commenti, tutti di lettori più o meno abituali, una miseria se rapportati alle svariate decine di quelli lasciati sul post successivo.

Naturalmente i passanti possono leggere e commentare ciò che vogliono…e si può pure dire – come ho letto – che sono saccente. Magari però farlo citando qualche altro post sarebbe meglio, meno superficiale. Consiglio la categoria “Saccenterie e Trombonerie”, dove di post insostenibilmente saputelli se ne trovano a carrettate…

Fine della polemica, inizio della riflessione. Mi ha colpito il commento di Cla, che ricorda come il “no” del governo ad un incontro con il Dalai Lama non ha certo riempito pagine e pagine di commenti…ha ragione, ragione da vendere. I commenti allora furono piuttosto scarsi anche dal “fronte laico” (termine odioso, che rimanda alla guerra di posizione 1914-1918) e mi sono chiesto perchè.

La risposta che mi do è che “il Papa è il Papa”. Cioè non possiamo – neppure noi laici (noi atei, per quanto mi riguarda) – far finta che tutte le religioni siano per noi la stessa cosa. Perchè viviamo circondati dalla fede Cattolica che, voglia o no, è il nostro termine di paragone. E alla quale – pur nel dissenso spesso profondissimo – dobbiamo rispetto, perchè il Papa non è un passante, ma il capo di una comunità che nel nostro Paese si rivolge ascoltata a milioni di persone.

E’ questo che a volte mi imbarazza nella polemica tra la Chiesa e la “mia” parte politica o ideale. Il voler negare che il Cattolicesimo e il suo Pontefice, con tutte le loro chiusure, i loro pentimenti tardivi, i loro peccati (talvolta innominabili) e la loro oggettiva chiusura verso tutto quanto rappresenta il “nuovo”, siano un interlocutore necessario e ineliminabile mi preoccupa non poco, perchè mi fa intravvedere il germe di una “verità superiore” (magari di stampo scientista) brandita contro un altra “verità superiore” (teologica). E quando si scontrano gli assolutismi, il confronto e il buon senso ne escono invariabilmente schiacciati.

Trovo poi di una sconfortante ignoranza dire che “il Papa è un capo di Stato straniero”…Questo è vero solo in parte, dato che egli è prima di ogni altra cosa il Vescovo di Roma e – per quanto bizzarro invitarlo a tenere la lectio magistralis (onestamente non mi immagino il rettore Honsell delegare all’arcivesco Brollo il compito di aprire l’anno accademico udinese) – ha pienamente titolo ad essere presente alle cerimonie principali della città, comprese quelle dell’Università fondata da Papa Bonifacio VIII.

Trovo questo di sconfortante ignoranza perchè anche le tradizioni, i retaggi culturali e le consuetudini hanno un valore civile e politico (e infatti, la più antica democrazia europea, non ha neppure una costituzione scritta, dato che è considerato sufficiente l’atavico rispetto delle regole non scritte) e servono a cementare la società più di quanto non facciano le costruzioni razionali. Ritenere di vivere in un eterno presente, senza rispetto e senza attenzione ai valori “degli altri” è – lo ripeto – il germe del totalitarismo, che trovo odioso nella Chiesa e ancor di più nel mondo laico, perchè è il mio mondo.

Nel post “Occidente” scrivevo:

Il contributo dell’Occidente nella storia della civiltà umana è anche (vorrei dire soprattutto) la democrazia, il libero arbitrio, la libera espressione del pensiero, l’autonomia della società civile, la secolarizzazione istituzionale, la distinzione tra politica e religione. Tutte cose che la Chiesa ha sempre contrastato duramente e che non ha mai accettato nella loro interezza, riuscendo a conviverci, ma non amando praticamente nulla di quanto accaduto nel mondo occidentale dal XVIII° secolo in poi.

E quindi il mio parere è questo. Benedetto XVI vada alla Sapienza e parli, parli pure. Parli di quel che vuole. Parli in ossequio a quei principi di libero dibattito, di curiosità intellettuale, di valorizzazione delle differenze, di scontro tra tesi contrapposte che tanto aiuta ed ha aiutato il mondo della Scienza.

Non è andata così. E per me ciò è assolutamente negativo.

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14 risposte a Galileo tirato per la gorgiera

  1. agata ha detto:

    Mark forse non è sconfortante ignaranza e basta, forse è anche un pò di disgusto, svilimento e sfinimento per le continue e fastidiose ingerenze. Condivido che è assolutamente negativo che non vada anche perché la ribalta mediatica lo sta premiando su questo punto.

  2. Catilina ha detto:

    Certo è condivisibile quanto sopra detto: sarebbe stato meglio – per principio, non solo per opportunità – lasciarlo parlare, il papa;la ribalta mediatica lo sta premiando, o almeno premia le gerarchie ecclesiastiche e quel folto stuolo di atei bigotti così frequenti nel mondo politico.
    Nel lungo periodo non so se questa sarà proprio una vittoria della Chiesa; secondo me il contrario.
    E’ significativo il fatto che la stampa estera dedichi pochissimo spazio al fatto, riportando che il papa non accettava le proteste (di una minoranza) di studenti e professori della prestigiosa università romana.
    Qui è diverso, talvolta una goccia fa traboccare il vaso! e mi sembra che certe gerarchie vaticane abbiano fatto il possibile per riempirlo, almeno in Italia.

    Una ultima, divertente per me,osservazione: il pontefice nella sua nota oramai superdiffusa colloca “La Sapienza” tra le più prestigiose università del mondo; e non è il solo. Giuliano Ferrara, noto bambino viziato che non riuscì a laurearsi in questa università, dice peggio del contrario; a me che in questa università mi sono laureato, questa sua dichiarazione ha fatto un gran piacere ed ha contribuito ad aumentare uletriormente il prestigio de “La Sapienza”.

  3. mariad ha detto:

    Il Papa aveva pieno diritto di andare, certo, ma ciò non toglie che sia legittimo da parte di qlcno il non essere d’accordo al suo invito presso un’università statale. Inoltre il Pontefice ha deliberatamente declinato l’invito, non c’è stata alcuna costrizione. Non mi sembra che sia l’intolleranza ad averla avuta vinta, quanto piuttosto ragioni di opportunità da parte della Santa Sede…

    ps mi accorgo, dopo la tua segnalazione, che sei tra i Blog dei lettori di Repubblica. Complimenti! E mi spiego anche la improvvisa caterva dei post, che sarebbe auspicabile sempre, e non solo di fronte ad eventi eccezionali
    😉

  4. zauberei ha detto:

    Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa anche io so in prima pagina oggiii! Solo che parlo de regaletti ecco:)

    Non sono d’accordo con te. Posso pontificare n’antro po?
    Gli è che il mio problema è proprio quello che dici tu, cioè che il papa non è il capo de no staterello o il capo di una religione picciricchia, il capo della religione seguita maggiormente in Italia. In questo ruolo si è permesso di dire a dei parlamentari come votare.
    quindi i parlamentari dovevano votare non rappresentando chi li ha eletti, ma il capo della religione di maggioranza.

    Da qualche parte, bisognava cominciare a mettere un argine nelle pubbliche istituzioni. Tale aegine è stato espresso con una lettera di dissenso, mica con una revoca da parte del senato accademico: quindi è stato il Papa a scegliere di non venire. Perchè non gli andava di trovarsi di fronte un modo diverso di fare politica da quello che – il che credimi mi intristisce molto, ha la possibilità di trovare nella classe politica italiana.

    Per conto mio, non andando ha anche dimostrato quale vecchia volpe politica è, er buon pastore tedesco, e questa martirizzazione era l’effetto voluto – e mi duole come ci caschino tutti.
    Ma io di mio anche da studentessa, ci sarei andata cogli striscioni sotto l’ateneo. E’ un diritto, come tutti quelli dell’espressione democratica.

    saluto tra saputelliPPPPP

  5. marckuck ha detto:

    @ agata, sono d’accordo…di ingerenze se ne sono viste decisamente troppe di recente. Ma a me il dialogo piace sempre.
    @ zauberei, non mi convinci tanto. Il punto non è la chiesa che fa il gruppo lobbistico (come tanti altri: Confindustria, Sindacati, Burocrati, Arcigay, Anci…) ma i politici che scelgono di ubbidire a un padrone diverso dai loro elettori. Cioè, l’errore macroscopico – a parer mio – non sta in quello che dice B16, ma nei politici che traducono in atti normativi le sue prediche.
    @ mariad. Forse il papa ha fatto un po’ la vittima, in effetti…
    @ catilina, su questo non ci piove: la cazzata è stata invitarlo a fre la lectio magistralis

  6. zauberei ha detto:

    uh sisi marckucko sono d’accordo.
    Ma siccome i politici non schiodano, me tocca attaccamme ai fisici. Me ne fotto se è cattivello e iniquo e contro il libero scambio, mi sembra necessario, allo scopo di proteggere qualcosa di laico in questo paese.
    La scienza se ci fai caso, non più la sinistra è l’agenzia di una certa linea di pensiero. Allora posso riconoscere a questa agenzia la possibilità di esprimere un parere etico e politico.
    (per il resto dalla sulla prima pagina ce sto, ma pe finta! sob:))

  7. agata ha detto:

    sì si sono d’accordo anche io con il dialogo ma anche no
    almeno in questo caso

  8. nodders ha detto:

    non ri-entro nelle polemica sul papa, quello che avevo da dire l’ho detto e a differenza di altri non credo che repetita iuvant a vincere un argomento.

    comunque, quello che mi ha colpito del tuo post di oggi sono le tue riflessioni sul medio blog, i bloggers e l’effetto prima-pagina di Repubblica (con gli oltre 50 commenti derivanti).

    mi rattrista del copia-e-incolla e della tendenza a scrivere e non a leggere (comune penso nelle persone abituate a gridare e a non ascoltare). Io personalmente scrivo commenti solo dopo aver letto quello degli altri (e mi astengo se qualcun altro ha già espresso ampiamente il mio punto di vista).

    Sono d’accordo, Occidente era un post migliore sull’argomento. Avrei dovuto commentare su quello, che ho comunque letto (ma era cosi’ “ben formato” da non necessitare alcuna aggiunta), ho scritto su L’ideale perché stimolata dai molti commenti.
    Quindi vedi, anche la pur effimera fama data da Repubblica offre alcuni benefici, non solo la logorroica invadenza di chi si sente solo di predicare dal proprio pulpito. Fine della polemica 😉

  9. laura ha detto:

    ancora una volta, concordo con te.

  10. laura ha detto:

    ‘Benedetto XVI vada alla Sapienza, e parli, parli pure, eccetera…’.
    Ecco, cosi’ sarebbe dovuta andare.

  11. marckuck ha detto:

    @ agata – nodders e laura…al di la dei ringraziamenti di rito, confermo che nel comportamento della Santa Sede c’è stata una qual certa furbizia mediatica. Il Papa costretto al silenzio! Pericoli per l’incolumità…ma la Sapienza non è Beirut, non ancora almeno.

  12. Erynwen ha detto:

    Mi riaggancio un attimo alla parte polemica, giusto per sottolineare il comportamento di tanti lettori/commentatori che scrivono senza aver prima letto e soprattutto senza aver fatto un minimo di riflessione. E` l’atteggiamento di chi cerca dei pretesti per far rumore (non per esprimere opinioni, solo per far uscire parole dalla bocca). Mi sembra lo stesso atteggiamento di chi scatena una guerriglia allo stadio o di chi protesta con violenza contro l’arrivo dei rifiuti in una regione che si e` offerta di aiutare un’altra. Mi sembrano solo pretesti per dare libero sfogo a non so quale bisogno oppresso, senza il peso della responsabilita` che sostiene un’opinione espressa. Fine della polemica.
    Da canto mio preferisco a volte rimanere una lettrice silenziosa dei tuoi mai banali post.

  13. ruth ha detto:

    marcuck, no ti arrabbiare se non ci sono commenti, tante volte uno non commenta perchè non sa bene cosa dire… tipo me… ma cio’ non vuol dire che non vogliamo leggerti e sapere cosa pensi…

  14. marckuck ha detto:

    @ eryn e ruth…direi “strumenti nuovi, vizi vecchi”.

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