La voce dell’Eretico

Ritorno – per l’ultima volta e poi mai più – sulla faccenda della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico. Questo non perchè abbia qualche nuova considerazione da fare o aggiungere, ma perchè tra i commenti ricevuti al post “l’Ideale” vi era anche quello di uno dei 67 professori contrari a tale visita.

Mi spiaceva fosse pigiato tra tutti gli altri commenti ed ho quindi chieso al professore in questione di trasformare il suo contributo in un post autonomo, che di seguito passo a riportare.

Sono uno dei 67 vituperati eretici, mediaticamente bruciati al rogo per aver osato scrivere al Magnifico Rettore dell’Universita’ dove a tempo pienissimo insegno e faccio ricerca da decenni (per carita’, non un cervellone di grande calibro, ma una dignitosa vita da mediano, apprezzata da colleghi e studenti) che ritenevo inopportuno fare inaugurare l’anno accademico da una autorità
religiosa.

Scrivo per sottoporre al FORUM una serie articolata di domande, in un disperato tentativo di spiegare perche’ non abiurai agli inquisitori, anche quando mi resi conto che la partita era perduta, e di ristabilire una qualche parvenza di verità nel frastuono starnazzante degli officianti che eseguono la condanna.

Punto Primo dell’atto di accusa:
Risponde a verità che noi, la Piccola Minoranza dei 67 dannati, siamo gli unici a ritenere, tra i docenti della Sapienza, che la scelta del Magnifico Rettore era inopportuna?
La mia difesa, anche sotto tortura, e’ “No, molti condividevano e condividono, non tutti vollero o poterono firmare. Potrebbero illustri sondaggisti, anche di fiducia vaticana, ristabilire la verita’?”

Punto Secondo dell’atto di accusa:
Ritenevamo noi che al Papa dovesse essere impedito accedere, parlare alla Sapienza, comunque e per sempre?
La mia difesa e’ “No, ritenevamo inopportuna la circostanza. In qualsiasi altro momento, come ogni personaggio della cultura, il Papa e chiunque altro e’ il benvenuto nella nostra Universita’ ”

Punto Terzo dell’atto di accusa:
Avete attribuito all’innocente Pontefice opinioni non sue, traendole da una dotta citazione di altrui pensiero: che addirittura volesse confermare la sentenza su Galileo!
La mia difesa e’ “Personalmente mi sono dato la briga di leggere integralmente la recentissima enciclica Spe Salvi, dove il Pontefice illustra chiaramente il suo punto di vista su ragione (scienza) e libertà (politica): entrambe hanno storicamente fallito (?), possono riproporsi all’umana speranza solo se ‘fondate’ sulla fede (cattolica) e con essa ‘integrate’. Opinioni rispettabili, ma non condivise da tutti. Non credo che il Pontefice voglia dialogare o cambiare idea. Oltretutto, non e’ l’Enciclica la forma piu’ solenne e ritenuta meno fallibile con cui enunciare l’alto insegnamento del successore di Pietro?”

Le mie domande:

1) e’ giusta la condanna mediatica ? Se si’, sopportero’ eroicamente il rogo

2) e’ legittima la preoccupazione di chi, come l’On. Casini, teme per i propri figli affidati a tali indegni maestri? Chiamo a testimoniare chi ha frequentato la Facolta’ di Scienze alla Sapienza:
noi facciamo il nostro mestiere con grande impegno, serieta’, competenza, e mai tradiamo la conoscenza che deriva dalla nostra sperimentazione a causa di preconcetti ideologici

3) ha ragione chi vuole “denunciarci”, come l’On. Gasparri ? Chiedo solo di informarlo che non ci sono i Tribunali Speciali, di cui forse ha nostalgia, e che la Costituzione non prevede reati di pura opinione che non violino leggi della Repubblica

4) e’ sensata la proposta dell’Onorevole Calderoli, che vuole cambiare il nome dell’Universita’ La Sapienza in “L’Ignoranza”? Ritengo che lo fa per una incoffessata aspirazione a una cattedra, che gli spetterebbe in questo caso per chiara fama

5) infine, piu’ seriamente, ci amareggia e ci mortifica l’atteggiamento di politici, intellettuali, giornalisti, anche di grande livello e serieta’: perche’ si sono precipitati a uniformarsi a un coro di sdegnata condanna nei nostri confronti (altra cosa e’ stigmatizzare facinorosi gruppi di autentici
intolleranti, che pure sono apparsi sulla scena) senza esaminare attentamente i fatti?

Al dunque, e questa non e’ una domanda ma un punto di vista, il tutto fu causato da una improvvida iniziativa del Rettore, ansioso di acquistare indulgenze, con interessata sponda nelle gerarchie ecclesiastiche per un ulteriore palcoscenico da cui propagandare idee di subordinazione della cultura alla confessione religiosa. Altro che “tema: la pena di morte”. Altro che “dialogo negato”.
Altro che “lezione rifiutata per timore di non essere all’altezza di un grande teologo”.

Prego di citare il mio contributo come “uno dei 67 – lettera firmata”, non ho nessuna voglia ne’ ambizione di grande esposizione mediatica, anche se non temo un pacato confronto con chiunque abbia opinioni diverse.

Beninteso, il mio nome puo’ essere rivelato 1) all’on. Gasparri per portare a segno la sua denuncia 2) al ministro Mussi se vuole, a quattr’occhi, rendersi conto della superficialita’ con cui ha espresso il suo parere 3) al Papa, o a suoi fiduciari, che vogliano davvero rispondere a una domanda che deve
imbarazzare i cattolici di stretta osservanza: cosa fare se la conoscenza scientifica, ora come ai tempi di Galileo, dovesse contrastare con le scritture? O semplicemente non essere “fondata” e “integrata” con la fede? Abiurare?

Gianni (uno dei 67)

A me non resta che ringraziare il prof. per aver scelto di ribadire le proprie posizioni in questo piccolo spazio e mi auguro che – se dovesse seguire dibattito – questo sarà civile e non troppo convulso. Io non aggiungerò altro: 6 post degli ultimi 10 dedicati a Benedetto XVI mi sembrano più che sufficienti…

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8 risposte a La voce dell’Eretico

  1. Laura ha detto:

    1. posso parlare solo per me, da me non riceverà condanna alcuna né comprendo coloro che riterranno giusto condannarla o biasimarla per questioni di merito senza conoscere le sue ragioni
    2. no, al contrario, in quel caso mi sentirei rasserenata
    3. no
    4. senza dubbio: sarebbe preside di facoltà in men che non si dica
    5. perché hanno paura?
    con viva comprensione,
    Laura-la-chimica, sale-della-terra, fiaccola-sotto-il-moggio, briciola-tra-le-lenzuola e in genere ricercarice-dedita-alle-pratiche-del-male (e stanchissima di sprecare tante delle sue limitate risorse cerebrali nell’inutile tentativo di capire che cosa ci sia che non va nella sua coscienza e a chi giovi il mantenimento coatto del tasso d’infelici tra gli umani visto che ci sono casini peggiori da risolvere)

  2. zauberei ha detto:

    Caro professor Gianni, è inutile che le dica che sono al tutto d’accordo con lei. No forse è utile. Però non sia triste. Io ho apprezzato l’esito di tutta questa faccenda, non sotto un profilo politico perchè è stato devastante quello che anche lei constata, ma perchè a noi poverilli laici e qualunque ha dimostrato che da qualche parte un pensiero laico e consapevole si sta cristallizzando. E pertanto quello che è successo ci ha dato un pocherellino di fiducia in qualcosa.

  3. mariad ha detto:

    1) Assolutamente no. In qualsiasi proccesso si ascolta anche l’arringa della Difesa, altrimenti si può legittimamente parlare di processo sommario.
    2) No. Io sarei felice di mandare i miei figli in una Università dove le voci laiche si uniscono a quelle strettamente confessionali. L’insegnamento “univoco” invece mi fa inorridire. Diciamo che avrebbe fatto meglio a parlare solo dei “suoi” figli e della loro educazione. Dicendo i “nostri” include anche i miei e questo non mi sembra legittimo.
    3) No. L’onorevole Gasparri, con tutto il rispetto, con quella affermazione denuncia la sua profonda ignoranza del Diritto. Non so su cosa baserebbe la sua denuncia.
    4) No, non è sensata. L’onorevole Calderoli è famoso per le sue uscite grottesche. Non merita nessuna attenzione per le sue dichiarazioni deliranti.
    5) A questa domanda non so rispondere. Questo fatto ha amareggiato molto anche me, e credo moltissimi altri appartenenti alla società civile, cattolici o laici che siano. E tutte le parole impiegate per spiegare questo atteggiamento non mi hanno aiutato a capire.
    Ha tutta la mia comprensione sul dissenso col Rettore, e l’aver posto la questione mi è sembrato del tutto legittimo, anzi direi doveroso.
    Buon lavoro Professore Gianni. La ringrazio, insieme a Marckuck che l’ha ospitata, per questa opportunità di dialogo.

  4. Marte ha detto:

    Quanto mi piace il modo in cui il professore definisce l’iniziativa del rettore:improvvida.

    Non credo che sua Santità abbia bisogno di ulteriori palcoscenici, ma trovo assai probabile il punto di vista di chi vede in quest’iniziativa il tentativo di accaparrarsi indulgenze subordinando la cultura alla confessione religiosa.

  5. nodders ha detto:

    Grazie professore per aver voluto scrivere la sua opinione a marckuck, onorandone in un certo qual modo il forum balzato all’onore delle cronache su Repubblica e poi preso d’assalto da molti.
    Anch’io proverò a dare le mie risposte alle sue (seppur un po’ retoriche) domande. Avviso che non mi troverà sempre dalla sua parte (benché spesso si) e non l’assolverò (oddio non voglio neanche condannare) con accorato supporto come quanti le hanno già risposto. Voglio solo esprimere un mio punto di vista un po’ diverso dal coro, visto che anche la sua apologia (opportuna, pacata, ben ragionata, benvenuta) mi ha lasciato alcuni dubbi. Non me ne vogliano lei, markcuck o gli altri lettori.
    Riassumo il mio punto di vista sulla faccenda. In soldoni, invitare il papa non era opportuno, ma una volta fatto l’invito ritirarglielo o chiedergli di starsene a casa era anch’esso un controsenso, inopportuno e contrario alla libertà di espressione (lei non dice di aver fatto cio’, ma altri, anche fra i 67, cosi’ si sono espressi). Ciò detto, son d’accordo che lei abbia tutto il diritto di esprimere la sua opinione contraria al rettore, non partecipare alla lettura in protesta, esprimere il suo punto di vista sul ruolo (o il non ruolo) della fede all’interno del ragionamento scientifico, ma magari sarebbe anche stato giusto dissociarsi dalla gazzarra che si e’ poi creata, difficile da condividere certi manifestazioni e comportamenti di alcuni (minoranza, si, ma molto visibile) studenti e quant’altro.
    Quindi le rispondo:
    1) con un’altra domanda: mi dica professore, lei e gli altri 67, non vi aspettavate proprio il casino mediatico che ne e’ seguito? Non e’ che un po’ vi e’ servito pure a voi per portare alla luce certe questioni e problemi (a qui lei accenna in 5)? E quindi, si, in una qualche misura e’ responsabile della condanna mediatica (giusta o non giusta, non spetta ai media giudicare ma informare…) e deve coerentemente sopportare, non da “self-appointed” eroe ma da cosciente partecipe alla cagnara.
    2) in Italia l’on Casini ha libertà di scelta, e quindi può mandare i figli ad una università cattolica se ciò ritiene più idoneo e costruttivo. Che rifletta su come ciò sia alla base di una società civile e tollerante, ma lasci a tutti l’opportunità di scegliere.
    3) & 4) per Gasparri e Calderoli non la degno di risposta. Va da se che le domande erano retoriche, e non mi pare che una persona educata e civile come lei prenderebbe sul serio in considerazione le opinioni di tali esponenti della classe politica, cafone l’uno, ignorante l’altro.
    5) l’atteggiamento di politici, intellettuali e giornalisti italiani, mi mortifica spesso e volentieri. Comunque non ho visto, da parte dei 67 (e della maggioranza silenziosa da lei citata nella sua difesa dal primo atto d’accusa), un condanna chiara e un fermo distanziarsi da i lei citati “facinorosi gruppi di autentici intolleranti” e da certi comportamenti che si sono poi visti. Mica ci sono solo giusti e peccatori, mica solo martiri e seviziatori, colpa ce n’è stata da tutte e due le parti. E se fossi stata studente alla Sapienza in quei giorni mi sarei sentita poco a mio agio, da una parte o dall’altra. A dire il vero questo mi e’ capitato spesso nel sistema educativo italiano, trovarmi poco a mio agio fra il bianco e il nero, e più spesso, il rosso e il nero in cui tutto era chiaramente diviso, assegnando sempre e solo da una parte i meriti o le colpe, i pregi o i difetti. Mai il minimo dubbio di non essere nella ragione, mai un’autocritica, mai un rammarico.

    Infine, lei parla del rettore, e qui veniamo al vero punto. La protesta non era tanto contro il papa, ma contro il rettore, il suo servilismo al potere ecclesiastico e il tentativo di acquistare indulgenze. Magari neppure il rettore crede che la scienza debba essere serva della fede, ma gli fa comodo un certo sostegno (politico e non) da parte di qualche cardinale o della curia romana. E qui, su questo grossolano esempio di abbietto servilismo si sacrifica l’agnello dell’università italiana. Sono completamente d’accordo, lo sappiamo tutti che i problemi dell’università italiana (e per estensione di molti altri aspetti della vita pubblica del paese) iniziano qui. Ma io avrei contestato il rettore e non il papa. Mi dirà che lei (e gli altri) hanno fatto proprio ciò, viste le conseguenze (il suo messaggio originale e’ andato completamente perso, e il rettore ha vinto due volte) mi viene da domandarmi se il metodo e l’esecuzione siano stati quelli giusti.
    PS. Colpevolmente ho letto solo il messaggio del papa e non la lettera scritta dai 67. Anche questo illustra come la cosa sia poi solo servita a “marterizzare” il papa e a fargliela far franca al rettore.

  6. Tomas ha detto:

    capisco solo ora (che tonto che sono) il senso di tutto questo bailamme…
    io sono ateo…
    non son mai andato all’ università…
    l’ arrivo del Papa alla Sapienza è stato considerato come una discesa in campo di battaglia.
    Una sfida oltraggiosa insomma alla laicità dell’ università.
    Ma io mi chiedo: che senso ha ???
    Non condivido per niente le uscite del Papa sulla scienza, sulla fede (essendo ateo) e su gran parte del suo pensiero e di come si pone rispetto ai non credenti.
    Però, perchè permettergli questa vittoria ?
    I 67 hanno ottenuto una vittoria di Pirro, ben sapendo in che paese vivono e insegnano ed il momento storico in cui ci troviamo.
    La loro sapienza doveva far loro capire che accogliere il Papa e contestare ogni punto della sua uscita alla Sapienza, razionalmente, sarebbe stato molto meglio che impedirgli di entrarvi e parlare.
    Certo, c’è chi obietta che il Papa può parlare sempre dal balcone di S. Pietro.
    Ma che significa ?
    Appunto per questo, farlo parlare lì non avrebbe cambiato una virgola.
    Quali erano/sono le reali paure che ancora non riesco a vedere ?
    Cosa c’è di davvero così spaventoso nel farlo entrare, parlare e poi controribattere parola per parola ad ogni sua abiura scientifica ?

  7. Pingback: Kataweb.it - Blog - TomasBLOG : Il contraddittorio » Blog Archive » L’ abiura di Mastella e le vittorie di Pirro

  8. ruth ha detto:

    mah!! parlare proprio di rogo mi sembra comodo ed eccessivo

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