Mamma e papà

Leggo sui giornali che nelle scuole britanniche verrà proibito l’uso dell’abituale espressione “mamma e papà” perchè sarebbe opportuno abituare i bambini fin da piccoli all’idea della possibile esistenza di genitori del medesimo sesso.

A prescindere dal fastidio per il termine “proibito” (verboten, interdit, forbidden) mi viene in mente su questa faccenda una vecchia frase di Napoleone: “tra il sublime e il ridicolo non c’è che un passo” e se l’applichiamo alla politicallycorrectmania mi sento di dire che in questo caso di passi se ne sono fatti due per trovarsi non solo sprofondati nel ridicolo ma pure nel razzismo strisciante…

Il ridicolo (non divertente, ma angosciante) nel Regno Unito lo superano spesso quando si tratta di tutelare l’ego permaloso delle “minoranze organizzate”, quali esse siano. Alcuni mesi fa avevo letto di una hostess di volo sospesa dal servizio perchè sulla generosa scollatura stava languidamente adagiato, quasi fosse un Monte Calvario molto più dolce e accogliente, un crocefisso, che poteva “urtare la sensibilità” (questa la frase chiave) degli atei o di quelli che pregano Dio in modo diverso. Tanto per aggravare le cose, la direzione aveva giustificato l’atto repressivo nei confronti della “vergine e martire” (martire forse, vergine non è dato saperlo) agganciandosi al precedente: “due mesi fa avevamo sospeso uno steward perchè aveva il turbante!” Come dire…repetita iuvant.

Lo scorso Natale era comparsa la notizia che nei magazzini Harrods non si poteva acquistare il bambinello del presepe perchè “il Natale è di tutti” e non è giusto che una sola religione lo monopolizzi. Mi pare incommentabile, non so se la cosa sia più squallida, imbecille, ridicola o fascistoide.

Questa faccenda di “mamma e papà”, dunque porta un terzo tassello e – come sanno i lettori di gialli – due coincidenze sono due coincidenze, tre coincidenze sono una prova. La prova che il Regno Unito è a rischio nevrosi da politically correct (almeno sulla base di quanto leggo, dato che la mia conoscenza diretta è quella del turista saltuario – frase inserita per non turbare la sensibilità della minoranza dei lettori britannici o residenti nelle Isole). Ma oltre alla nevrosi intravvedo, strisciante ma presente, il rischio del razzismo e dell’omologazione culturale.

Perchè se fino a ieri si poteva dire solo “mamma e papà”, ora si potrà dire solo “genitori”. Cioè si cerca ancora di annullare l’identità culturale per favorire non la comprensione e la conoscenza della diversità, ma l’omologazione, il livellamento…Ed è proprio questo che non mi piace in questa sbornia di politically correct forzoso e peloso.

Io difendo la hostess che porta il crocefisso perchè è un suo diritto e se al viaggiatore islamico o buddista la cosa da fastidio, sono solo fatti suoi…Io difendo il diritto di comprare il bambinello e fare il presepe come si preferisce perchè il Natale è soprattutto un festa cristiana e se altri vogliono festeggiarla, ben vengano, ma non si impiccino troppo delle modalità, così come io non metto il naso nei banchetti notturni del Ramadan o nelle espiazioni dello Yom Kippur e – anzi – se qualche amico islamico o ebraico volesse coinvolgermi e spiegarmi per filo e per segno che cosa sta accadendo, che cosa la festa significa e farmene sentire parte ne sarei onorato e – lo giuro – non cercherei di farci entrare in modo surrettizio un crocefisso o una Madonna con Bambino. Perchè in quel contesto non centrano nulla…

Insomma, io propendo per la conoscenza, la frequentazione e l’incrocio di culture e contrasto un frullato indistinto in cui tutto è uguale al resto e spariscono tradizione, cultura, modi di vivere, modi di mangiare, modi di ridere o di approcciarsi agli altri.

E credo che i bambini debbano essere educati a capire e convivere con la differenza, come elemento di arricchimento. Invece, far sparire “mamma e papà” e sostituirli con un più neutro “genitori” non porta i colori della diversità, ma il grigiore della livellazione forzosa e burocratica. Il bambino deve imparare che se lui ha “mamma e papà” ma la compagna di banco solo “papà e papà” o “mamma e mamma” questo va bene lo stesso…sarà comunque una bambina tanto amata e felice esattamente come gli altri.

Se invece tutti avranno dei “genitori” innominabili, pena la punizione, eccoci a un passo dall’autoritarismo più o meno strisciante. E – soprattutto – dall’indicibile e plumbea noia che ogni conformismo porta con se.

E – visto che un bambino con due papà o due mamme – ha presumibilmente dei genitori omosessuali, non è che questo termine potrebbe sconvolgerlo? magari si può inventarne uno più adatto a non urtare la sua sensibilità…forse come il portatore di handicap è “diversamente abile” e il cieco è “non vedente”, magari si potrebbe trovare dei vocaboli più opportuni per indicare l’omosessuale…

Chessò, propongo “diversamente scopante“. Così, tanto per essere “politically correct“.

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11 risposte a Mamma e papà

  1. ivan ha detto:

    Concordo pienamente con la critica degli eccessi del politically correct, ma il problema e’ anche: “Leggo sui giornali”. I giornalisti italiani quando prendono le notizie dall’estero tendono a tradurle male ed estremizzare il contenuto per suscitare scalpore. Ho cercato la notizia su giornali inglesi da cui si capisce che non è proibito ai bambini di dire mamma e papà, ma è un consiglio (e non un obbligo) per gli insegnanti sul modo di comunicare con i genitori:

    “It goes on to suggest the word “parents” may be more appropriate than “mum and dad”, particularly in letters and emails to the child’s home.”

    Da notare l’uso dei verbi “suggest” e “may”, leggermente più morbido di “forbidden”.

    da: http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=511209&in_page_id=1770&in_page_id=1770&expand=true

    Giusto per fare la punta…

  2. marckuck ha detto:

    Messa così Ivan in effetti la cosa è un po’ diversa…ma diciamo che mi sono divertito a scrivere un post sul politically correct, che è categoria che come avrai colto non amo mica tanto!

  3. Laura ha detto:

    Mah bof uhm… a me le cose da riserva indiana non mi piacciono tanto, nè mi piacciono i giornalisti che pigliano e urlano di unghie incarnite in modo tale che somiglino a mutilazioni… sono segnali non carini, però devo dire: il monumentale “firma del padre” che troneggiava, alle elementari, in calce ai ciclostile per l’autorizzazione dei genitori ad andare a fare le gite, con tutto il suo codazzo di rognose spiegazioni e di conseguenti sì caro (compassione) può firmare tua zia…
    Insomma.
    Noto che la minoranza più penosamente disorganizzata è quella degli insegnanti sereni e dei genitori sensibili… che ci abbiamo tutti avuto a che fare con quelli che ah no, a Ginetto non chiedere come sta papà che si sono separati… ed erano sempre gli stessi che alla colonia dei salesiani in Valsesia, diciotto bambini tra i 4 e i 10 di cui sette dalla casa famiglia del vescovile e due standard ma con babbo uccel di bosco e uno babbo uccel di bosco e mamma completamente rincoglionita che si dimenticava di andarlo a prendere a scuola ti arrivavano tra capo e collo a trovare i LORO amorini, i LORO piccolini portando LORO le paste e i vestiti di ricambio-
    Ecco. Lo so che non c’entra ma capisco se ogni tanto qualcuno diventa isterico. Anche perchè è difficile pensare sia a chi “sarà comunque una bambina tanto amata e felice esattamente come gli altri” sia a tutti gli altri…il che non dipende da genere e numero dei genitori, temo.
    Detto ciò, assenza di fede a parte ma considerando misure e morbidezze, se mi metto un crocefisso così io è vilipendio…

  4. mariad ha detto:

    Non credo che il termine genitori contribuisca ad omologare, ad appiattire le differenze o a cercare parole nuove per dire le stesse cose. Penso sia un modo per proteggere i bambini figli di omosessuali che inevitabilmente si iscriveranno nelle scuole inglesi dopo l’approvazione della nuova legge sulle adozioni. Il termine deve essere usato dagli insegnanti per incoraggiare a guardare alla famiglia come a un luogo di persone che stanno insieme, indipendentemente dalla sessualità dei componenti, famiglia che non può essere usata per discriminare normali e diversi. Insomma ci vedo un invito alla tolleranza molto concreto
    Diverse mi sembrano le altre cose di cui parli. Nella faccenda dei magazzini Harrods ci vedrei lo zampino di Mohammed Al Fayed e quindi un comportamento un po’ di parte. Per la hostess faccio lo stesso ragionamento che si fa per i turbanti o per lo chador: ognuno ha il diritto di vestirsi nella maniera che ritiene più consona alla propria cultura e quindi sono d’accordissimo con te. Ma mi sembra che la proposta di legge inglese non vada contro questa nostra convinzione. In sostanza mi pare una buona strada per consolidare l’accettazione da parte di tutti di qlsiasi stile di vita e, insieme alle altre misure contro l’omofobia nelle scuole, anche un modo concreto di stoppare i potenziali trasgressori.

  5. Laura ha detto:

    (“diversamente scopante” è assolutamente fa-vo-lo-so…)

  6. zauberei ha detto:

    Concordissimo.
    Per la parte che riguarda la questione genitori, me fa ride e punto. Mi fa anche un po’ impressione. Perchè “Mamma” e “Papà” sono parole tremendamente spontanee e mi spiazza come si somiglino nelle lingue più impensate. Ora finchè si prende un piccino a calci in culo perchè dice frocio mi va benone, ma perchè chiama la sua mamma “mamma” mi pare oltre che imbecille, selvaggio.
    Per quanto riguarda il resto. Quando ci fu la polemica sul chador per cui le bimbe francesi ma arabe se lo dovevano lascià a casa, io benchè femminista, sostenni che si faceva loro un torto. Il mio corpo è la mia individualità, e ci fo quello che voglio, e la mia relazione con la mia cultura e con quelli che sono i pregi e i difetti della mia cultura sono beati cavolacci miei. Il mio corpo non è un’istituzione. Diverso è se me mettono il crocifisso in classe.
    C’è da dire che che la tensione tra inglesi e indiani è molto forte, e ho assistito a un paio di episodi iimpressionanti. Posso immaginare che al di la delle questioni più o meno politicamente corrette, quanto da Harrods quato sugli aerei inglesi, ci siano dei problemi di conflittualità politica forte. laddove un turbante turba l’omogeneità di immagine di una compagnia aerea, e laddove un turbantato te diventa così turbato, da romperti il cazzo a mille se non riservi gli stessi trattamenti a tutti i dipendenti.
    Sono con la hostess, ma se sono anche coll’omo cor turbante, è giusto che rinuncino entrambi ai loro simboli, o più saggiamente cambino lavoro.

  7. navide ha detto:

    Parole Sante! (oops! si puo’ dire “sante’???)

  8. Pfd'ac ha detto:

    Sarò molto poco corretta: i Beatles sono noiosi e cantilenosi! … per riequilibrare le offese a QT.

  9. magx ha detto:

    Sarà che ormai vivo in aereo…. e che sono dichiaratamente ateo.
    Ma se vedo una croce dondolare nel solco di una bella scollatura, non penso certamente alla croce….
    Chissà perchè il politically correct mi sembra sempre puzzi un pò di chiesa/moschea/sinagoga/tempio e via così…

  10. marckuck ha detto:

    Pfd’a, me la sono cercata temo…Magx, lo credo anche io, sempre fanatismi sono.

  11. pittricedianime ha detto:

    Ci sarà una fine a tutte queste porcherie che escono dalle bocche di certa gente?
    O no?

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