Il padre entusiasta

Ieri pomeriggio ho incrociato Nalisa che passeggiava spingendo il pargolo dentro una sorta di enorme uovo con le ruote… Uscire dalla mia vita ed entrare nella sua è stato – come al solito – il problema d’un istante e quindi l’ho accompagnata in libreria, perchè bisognava comperare qualcosa per qualcuno.

Siamo andati nella libreria più piccola di Udine e lei è scomparsa tra gli scaffali, lasciandomi di guardia all’uovo e al suo prezioso tuorlo dormiente…Indifferente al chiasso, al dindon della porta e agli spintonamenti, Edoardo se ne dormiva tranquillo mentre io mi guardavo attorno con aria tronfia, come se tutta quella compostezza sociale, quella precoce disinvoltura con i libri, quella sobrietà nei comportamenti e gli occhioni blu nascosti dalle palpebre serrate fossero un merito mio.

Si avvicina un giovanotto, dall’aria poco più che ventenne. “Che bel bambino e che buono!” mi dice….”Grazie”, rispondo senza entrare in troppi dettagli relativi alla paternità. Il giovanotto continua a sorridere e io inizio a chiedermi che diavolo voglia, poi aggiunge “quanto dorme…” e con un moto rapido della mano, estrae il portafoglio dalla tasta posteriore e mi mette sotto il naso la foto di un piccino seduto dentro una vaschetta da bagno, intento a ridere e – immagino – lanciare cose ovunque.

“Questo è il mio cucciolo” dice orgoglioso “praticamente non dorme da 20 giorni e noi con lui. Un inferno, ma va bene così”.

Non sono riuscito a capire se dietro gli occhialini Oliver il padre insonne fosse stanco. Ma il tono della voce era malgrado tutto entusiasta…così, quando ho riconsegnato l’ovetto a Nalisa per un attimo, piccolo e brevissimo, ho invidiato le notti bianche del giovane sconosciuto e del suo cucciolo iperattivo.

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19 risposte a Il padre entusiasta

  1. elvira ha detto:

    “un attimo piccolo e brevissimo”…appunto…

  2. zauberei ha detto:

    sensazioni:)
    buondì marckucko!

  3. pittricedianime ha detto:

    Tesoro, non sei morto e non sei sulla via della morte.
    Trovati una bella fiola, smetti di fare il trombone e fai un bel cucciolo anche tu. Guarda che la vita fugge via, e spingere l’uovo altrui è bello, ma pur sempre altrui.
    Dai, rendimi blog-zia 🙂
    Ti abbraccio

  4. marckuck ha detto:

    Io ho compiuto 40 e – lo dico sapendo di dare fastidio e di essere “politically scorrect” – mi ritengo troppo vecchio per avere dei figli…sono giovane per tante, tantissime cose. Ma penso che un neonato debba avere un padre giovane, pieno di voglia di giocare, con grandi progetti sul futuro e la possibilità di accompagnarlo a lungo nella vita…i miei genitori mi hanno avuto a 27 anni e mi pare l’età giusta…Se io avessi un figlio a 41, il giorno della laurea avrei 66 anni e tutti direbbero “com’è orgoglioso il tuo nonno”..
    Ovviamente, la mia è una posizione assolutamente personale, legata solo al mio individualissimo sistema di valori, fermo restando che certo ci sono in giro un sacco di straordinari padri quarantenni e cinquantenni…

  5. Pittrice ha detto:

    Peccato per con questi ragionamenti si perdono tanti treni.
    Che poi non passano più….ed è davvero un peccato che al mondo ci siano tanti padri coglioni e che bella gente come te si “castri”.
    ma ti abbraccio lo stesso..

  6. Tinuccia ha detto:

    Non sono convinta che la paternitá abbia un’etá. Forse hai ragione, forse no.
    Quello che noto peró é che ci sono padri più giovani, che non sanno la richezza che rappresenta un figlio, una famiglia e li trascurano, o peggio li abbandonano. Nonostante siano nel pieno della vita, non sono capaci di essere vita.

  7. mariad ha detto:

    io sono diventata mamma tre volte, a 21, 27 e 36 anni, tre bellissimi maschietti. Mio marito quando è nato l’ultimo della serie ne aveva 41 e mi ricordo benissimo la sua gioia totale quando abbiamo portato a casa il batuffolino. Oggi alessandro, l’ultimo figlio, ne ha 19 di anni, ma mario non prova nessun imbarazzo ad andare nel suo liceo a parlare coi professori. Anzi ti dirò che ha partecipato intensamente all’educazione del “piccolo”, molto più che con gli altri. Alessandro ci aiuta entrambi a rimanere giovani con la sua freschezza. Sì perchè i figli e poi i nipoti ti fanno rimanere nel tempo che vivi, rendono elastica la mente.
    mo non pensare che ti voglio convincere, solo per dire dei bambini e dell’età.

  8. su su trombone. se vuoi posso essere la tua figlioletta adottiva… sarebbe anagraficamente problematico per tutto un insieme di ragioni MA essendo maggiorenne NESSUNO potrebbe mai avere da ridire… penso che tu sia stato se non il papà almeno lo ziotto di molti di quegli scalmanatelli di cui parlavi l’anno scorso. Come dice il poeta, un padre è solo un uomo e gli uomini son tanti, scegline uno, seguilo e impara 🙂
    e poi NON ti ci vedo a passarti notti bianche a srotolare pampers… e nemmeno tu ti ci vedi in fondo, veeeeeeeeeero..?

  9. marckuck ha detto:

    mariad…il primo era a 21 per te e 26 per lui…il terzo è diverso, ci sono anche i due precedenti a dare una grossa mano…io ho praticamente cresciuto mio fratello, che ha 7 anni meno di me, perchè i miei lavoravano e quindi io a 11 anni ero già responsabilizzato sull’asilo e poi sui compiti alle elementari ecc. ecc. … Ma, tengo a ripetere, io parlo solo ed esclusivamente per me, mi fermo rispettoso sulla soglia delle scelte altrui

    Chimicastra, il mio pargolo di sicuro imparerebbe in una settimana a farsi il bagnetto da solo…e i pampers, sono convinto che la sua mamma adorata sarebbe così brava a srotolarli, con un solo, secco movimento del polso, che mai vorrei entrare in competizione con lei!

  10. come minimo il tuo pargolo adorato lo beccheresti a otto anni a studiare l’assiro… e gli faresti un tale mazzo seppellendolo di monografie sui sistemi elettorali del periodo vittoriano che per reazione un anno dopo starebbe già sintetizzando le sue prime innocenti nitroammine… tzè 😛 ;-D

  11. Clara ha detto:

    Hai ragione Marckuck, tirar su un bimbo esige energia a lungo, lunghissimo termine.
    Però! 🙂 però vale la pena di avvicinarsi in qualche modo al modo fantastico dei “cuccioli”.
    Si può insegnare e imparare tanto a/da loro…. Prova un po’ a pensarci.
    Non è difficile trovare il modo 🙂

  12. marckuck ha detto:

    Clara, il “modo” credo sia sempre quello, da 20.000 anni se non più…
    Chimicastra, il pargolo potrà fare tutto meno che studiar Chimica! la Chimica sarà per lui come la mela nel giardino dell’Eden…

  13. fabdibe ha detto:

    che marckuck tenero…
    allora anche i politologi hanno un cuore.
    fab

  14. Clara ha detto:

    No Marckuck… non è solo quello il modo di avvicinarsi al mondo dei cuccioli.
    Non è a quello che mi riferivo.
    Si può entrare nel loro mondo facendo volontariato, trascorrendo con loro qualche ora alla settimana o anche scegliendo di trascorrere un mezzo pomeriggio con un’amica come Nalisa, stare con lei e anche con il suo piccolo..
    Il mondo degli adulti è a volte pesante, troppo spesso noioso. Vivere con i piccoli aiuta ad alleggerirsi, a volare, a sorridere. Si apprende da loro e qualche volta si insegna.. Sempre comunque, il tempo trascorso con loro è quello che ci arricchisce.

  15. agata ha detto:

    io sono nata che mia mamma aveva 41 anni e il papà 43. Il giorno della mia laurea lui non c’era più da tempo, portato via giovane da una malattia e lei mi aspettava a casa; sono andata con gli amici e sorelle e quel giorno me lo ricordo ancora, avevo un cerchietto di velluto sui capelli, inguardabile. Non credo di averlo ancora buttato, ce l’ho ancora in qualche cassetto. Neanche alla laurea dei miei amici c’erano i loro genitori… perché dovrebbero andarci? 🙂

  16. marckuck ha detto:

    @ fab…forse mi fai più cinico di quanto non sia.
    @ clara. Il mondo degli adulti è quasi sempre noioso…e se nei paraggi ci sono io il quasi scompare
    @ agata, alla mia c’era la mamma e pure la nonna. Occasioni per gli amici ce ne sono a bizzeffe, ma i genitori sono i genitori, almeno per me.

  17. agata ha detto:

    beh sì certo, i genitori sono importanti. Volevo dire che l’età conta fino ad un certo punto e se t’imbarazza il giorno della laurea semplicemente non ci vai.

  18. lois lane ha detto:

    dormo poco cmq.
    il cucciolo non è necessario.
    orco ..lo so 🙂
    ma è la prima cosa cui ho pensato.

  19. Icare ha detto:

    Tenero Marckuck! 🙂 Ti lascio per qualche giorno e ti ritrovo in vena di tenerezze! Lo so che può non interessare nessuno ma voglio anch’io dirti come la penso: ognuno certamente fa le sue scelte, se diventare padre oppure no, ma per cortesia, lascia perdere l’età, credimi non c’entra! C’entra la tua voglia di lasciarti coinvolgere nel gioco, oppure no, c’entra il fatto di aver incontrato una persona speciale per te, oppure no. Pensa che i vecchi più saggi, alla soglia della fine della vita piantano un albero pensando di vederlo fiorire. Tu non sei vecchio, ma saggio sì, ed allora, a mio avviso dovresti rivedere qualcosa nei tuoi programmi. ;-D

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