La luce nascosta

Quando ho incontrato Nalisa, ieri pomeriggio, ero nello stato d’animo della mugugna…avevo passato un paio d’ore con una collega che fa anche l’avvocato e si brontolava di dover sempre stare nel mezzo a politici, professori e ricchi gentiluomini. Gente sempre agitata, sempre scocciata, sempre piena di problemi finti, sempre a lamentarsi e sempre a parlare di tasse.

E pensavo e ripensavo che mi piacerebbe fare altro. Tempo fa avevo ipotizzato “una vita in camera con vista” e resterebbe pur sempre la mia prima scelta in un mondo ideale. Ma – accompagnando Nalisa a far commissioni – ho scoperto che si può fare un lavoro creativo, appassionante e colto anche stando dentro una stanzina di 20 m2.

Insomma, incontro Nalisa mentre sono in questa fase di grande brontolamento e scontento e lei – dopo avermi parlato nell’ordine di mio fratello, di tasse e di come lei abbia tanti amici bravi che vengono pagati per scrivere e io che scrivo tanto bene invece… (tre degli argomenti che non vanno toccati in mia presenza) – si è infilata il cappottone, ha preso la borsa di Eta Beta e mi ha trascinato via, come Lucignolo fa con Pinocchio.

smeraldo.jpgTra le cose da fare, c’era la lucidatura di un suo anello e quindi siamo andati in un laboratorietto vicino largo dei Pecile, proprio attaccato al Kebab turco. La signora del negozio è un’artigiana orafa specializzata nel disegno e realizzazione di anelli, collane e bracciali. E’ una donna piacevole e molto disponibile a soddisfare tutte le mie improvvise curiosità per quel mondo nuovo.

Così mi fa vedere com’è l’argento prima di essere lavorato (bianchiccio, come il gesso, con qualche bagliore qua e la)…mi mostra cristalli di acquamarina…mi spiega come viene fatto l’oro bianco (“si, quella fede che porta al dito è proprio di oro bianco, andrebbe solo lucidata un po’…”), smentendo la mia convinzione che l’oro bianco fosse il platino (“nooooo è tutt’altra cosa!”). Quindi apre i cassettini e mi fa prendere in mano e osservare da vicino una pluralità di pietre a me ignote, dei colori più disparati.

Poi mi piazza sotto il naso un cartoccetto pieno di polvere di smeraldo. E’ una sabbiolina verde intenso e subito mi viene paura di starnutire e spargerla ovunque. Quindi mi porge uno smeraldo lavorato. Piccolino, ottagonale, verdissimo, come i finti gioielli di plastica nelle coroncine da reginetta della festa che mettono le bambine più bisbetiche per festeggiare il martedì grasso.

Trovo splendido un topazio ma mi viene spiegato che è difettoso. Guardo e riguardo, ma tutti sti difetti che ne abbattono il valore mica li trovo. Invece si … all’interno non è totalmente trasparente, ma ci sono dei segni, come dei filaccini, delle “nuvole” (le chiama così Nalisa, molto più esperta di me)…E poi è pure tagliato male. E mi spiega come vanno tagliati i preziosi perchè venga esaltata la luminosità.

Infine, ecco uno dei pezzi più preziosi, un diamante al naturale. Chiedo con infantile entusiasmo che mi venga mostrato e qui la delusione. Nella mia ingenuità ho sempre immaginato i diamanti pensando ai 7 nani…Si entra in una grotta camminando tutti in fila, piccone in spalla, cantando a squarciagola. La grotta è buia ma qua e la vi sono dei punti di luce, grandi come mele, che si estraggono senza sforzo e si gettano dentro una carriola…A fine giornata, si torna a casa, sempre cantando a squarciagola, ma stavolta spingendo la carriola colma fino a traboccare di pietre preziose già ben tagliate.

Invece no. Il diamante grezzo sembra un grosso granello di zucchero di canna. Ma – mi garantisce la signora – quando viene adeguatamente ripulito e lucidato, diventa trasparente e luminosissimo. Lo guardo da vicino e infatti mi pare di scorgere una luce, nascosta dall’ombra.

E non può che essere così: in fondo, quante volte prima di trovare la luce delle cose bisogna grattare, sgrezzare, lucidar e avere infinita pazienza?

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14 risposte a La luce nascosta

  1. annalisa ha detto:

    eh sì tu sei proprio così …..musi musi, discorsi non affrontabili ma poi gratta gratta esce un bagliore di luce che ti rende felice di avere la paglietta per grattare….
    orpo come sono metaforica

  2. marckuck ha detto:

    Che gentile! Metaforona mia…

  3. medonzo ha detto:

    Ma perchè dobbiamo sempre cercare la “nostra” luce?
    Sarà possibile un giorno arrivare a riconoscere la bellezza per quello che è senza aver grattato, sgrezzato, lucidato, e con infinita pazienza ridotto ciò che abbiamo davanti, il “diverso da noi” , a nostra immagine e somiglianza?
    La mia non vuole in alcun modo essere una critica, piuttosto una richiesta di aiuto.
    Io non so come si fa.

  4. zauberei ha detto:

    Marckuckissimo confondere l’oro bianco col platino è proprio un’onta eh:)

  5. banquo ha detto:

    e sì, non c’è che dire, sei un affabulatore nato. come tutti i gemelli del resto! :o)

  6. mariad ha detto:

    la pazienza innanzitutto. Nulla viene fuori senza pazienza, e senza l’accuratezza nei gesti.
    che poi ne venga sempre fuori un diamante nn so, a volte si però

  7. annalisa ha detto:

    mendonzo per cercare la luce fuori di metafora intendevo dire gradire le parti positive nonostante i malumori e/o le maschere che indossiamo
    Se ti ricordi le parti positive (luce in metafora) sopporti meglio le parti negative(il grattabile in metafora) che comunque ti fa’ amare la persona nella sua interezza seppure dopo un accurato bilancio (luce- grattabile in metafora o parti positive – parti negative fuori metafora)
    in tutto cio’ in metafora o no non esiste un rifiuto del diverso da noi
    invece trovo giusto rifiutare di amare il diverso dal nostro concetto di amabile (anche se questo ragionamento avviene nel cuore e non nel cervello )
    fine della autospiegazione di una contabile
    c’e’ qualcuno che e’ riuscito a capirmI?

  8. Claudia ha detto:

    Ciao… scusami l’intrusione, sono passata a leggerti per caso… penso che le cose più preziose siano quelle che non si notano a prima vista, più bella è la sfida quando si deve cercare… scoprire… e maggiore è il valore di ciò che si ottiene…
    Ciao Claudia

  9. marckuck ha detto:

    @ medonzo…mi sono solo divertito a fare un post un po’ meno politico del solito, così per provare.
    @ banquo, sono un gran commediante, mai negato 😉
    @ zauber, ci vuole pazienza anche a sopportare le mie mancanze, come dice la saggia mariad
    @ nalisa, io non ti ho capito, ma non ti capisco mai…è il segreto del nostro perenne accordo
    @ claudia, nessuna intrusione, anzi, benvenuta

  10. banquo ha detto:

    dal dizionario De Mauro: affabulatore: chi affabula | estens., abile narratore

  11. io continuo a imbesuirmi dinanzi alla foto della gatta

  12. medonzo ha detto:

    annalisa, è proprio quello che ho cercato (maldestramente) di dire.
    Questo è ciò che, più o meno, cerca di fare ogni “persona di buona volontà”.
    Ed è quì che mi nasce la domanda; come si fa a fare un passo avanti?

  13. Pittrice ha detto:

    Riesci ancora a stupirmi.
    Non per il post, s’intenda, ma per l’ignoranza in merito al platino e oro.
    Massantocielo, ma ti dobbiamo insegnare tutto!!???
    Studia Marco, studia……che quando troverai la donna della tua vita dovrai scegliere al meglio…
    🙂
    Basin

  14. marckuck ha detto:

    Insegnate, insegnate…sono affamatissimo di cultura!

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