Marckuck for President

C’è un filmetto insipido di qualche anno fa (Welcome to Mooseport) con un grande Gene Hackman nei panni dell’ex presidente degli Stati Uniti che – vinto dalla noia e trascinato dalla passione per la competizione – accetta di candidarsi a sindaco del minuscolo borgo dove ha scelto di vivere, spendendo cifre assurde per battere l’altro candidato, l’idraulico del paese. A un certo punto del film, uno dei brillanti spin doctor dell’ex presidente sventola un sondaggio affermando che “siamo sotto di un paio di punti…ma possiamo farcela, mancano ancora 48h al voto”. l’ex-presidente – che credeva in una passeggiata unanime e senza sforzo – chiede angosciato “qual’è il campione rilevato?” E lo spin, abbassando gli occhi, risponde “tutto il corpo elettorale”.

Voi umani non avete idea di quel che accade nel nostro Patriarcato. Da noi non si vota solo per il Parlamento (che già di suo è sempre un circo equestre), ma anche per la Regione, per la Provincia (dopo le dimissioni del presidente di FI causa Tavoschigate…uno scandalaccio degno di Ceppaloni) e per il comune di Udine. 4 elezioni, con 4 sistemi elettorali diversi…insomma, una sorta di Harmageddon politico. Per di più, sta passando l’idea che chi resta fuori da questo turno è fregato per un paio di generazioni. E quindi, in giro c’è un sacco di gente che corre disperatamente per agguantare l’ultimo metrò prima che scatti il coprifuoco dell’anonimato e del silenzio su di se e su i suoi cari. E così mi tornano in mente le volte in cui io-me medesimo sono stato candidato a qualcosa…E furono sempre e solo disastri.

Iniziai presto: alle superiori tentai disperatamente di correre come rappresentante d’Istituto. Mio avversario era un giovanotto tanto bello quanto vacuo, che con gli amici – con un filo di malignità – avevo soprannominato “testicolo di tartaruga” (anche se – lo giuro – non so mica perchè!). Le elezioni andarono malissimo, la gestione dell’assemblea d’Istituto pre-elettorale fu pessima e mi valse l’atroce epiteto di “Kermit“, perchè ero magrolino (altri tempi) e parlavo con la terribile voce gracchiante degli adolescenti, gesticolando per darmi coraggio, infagottato in una terribile felpa verde ramarro. Alla fine, persi per 4 voti (247 Testicolo, 243 Kermit), facendo il pieno nel mio “collegio” (le classi dei periti), tranne in un paio di prime, dove le squinzie poco politicizzate votarono per l’aitante tartarugo invece di privilegiare il Cavour della sezione C/p. La politica dell’immagine – ahimè – prevalse su quella dei contenuti, come sempre.

Lo shock fu tale che per diversi anni il morbo della politica non mi coinvolse direttamente…fino a quando mi trovai coinvolto per le elezioni comunali del mio paese. Di quella campagna – che sapevo perdente e quindi non mi ero fatto soverchie illusioni – fondamentale fu la prima uscita elettorale, nella frazione di Coia, accompagnando il candidato sindaco a incontrare le famiglie. Ricordo solo la salita verso la frazione, poi nulla più. Perchè Coia è zona di vino e – come scrivevo qualche giorno fa – in Friuli si beve bene ma si mangia male…così in ogni casa dove ci facevano entrare, eravamo costretti a bere il “tajut” (cioè il mezzo bicchiere di vino rosso, poi rabboccato un paio di volte) servito alla friulana, vale a dire a stomaco vuoto e senza nulla da mangiare, manco una crosta di formaggio o due briciole di pane. Il candidato sindaco era abituato a tutto ciò, ma io da quella mattinata sono uscito con le gambe malferme, un assurdo e implausibile buon umore e un certo cerchio alla testa… E nel pomeriggio dovevo pure andare a spasso con la Paolotta che vedendomi in quelle condizioni mi disse “ma sei ciucco?” e io – ritrovando lo statista che è in me biascicai – “no, sono un politico”. In macchina alternavo risate inutili a improvvisi attacchi di sonno e il senso dello Stato che era in me dava sempre più segni di vitalità, fino a quando Paolotta non decise che era il momento di un bel caffè forte forte. Doppio.

4 anni dopo ci ho riprovato e questa volta – trionfalmente – quale capolista del Pds, partito del quale ero segretario comunale. Non feci praticamente campagna elettorale, convinto com’ero del successo inevitabile del nostro partito e della nostra coalizione. Infatti la coalizione vinse e il partito pure, rientrando in consiglio comunale dopo 4 anni di purgatorio. Io invece arrivai secondo, primo dei non eletti, ancora staccato dei soliti 4 maledettissimi voti… Di quella campagna, molto più sobria della precedente, ricordo solo le litigate infinite con quel gangster del nostro candidato sindaco e una passeggiata per Sedilis, dove mi azzuffai con un tizio perchè diceva che “noi politici siamo tutti ladri” e io – che ladro non sono – me la presi parecchio, così come ricordo bene un’anziana signora che squadrando me, squadrando il santino e risquadrando me disse “jò no ti voti, tu as le muse foreste” (“io non ti voto…hai una faccia da straniero”).

Ultimo tentativo 4 anni dopo, questa volta candidato nuovamente alle comunali e pure alle provinciali (promosso!). Un disastro e mezzo. Sapevo di non farcela in provincia (avevo il 22° collegio su 30…), mentre le chance vere erano per il consiglio comunale. Che nuovamente trascurai in favore della competizione più “difficile”. I Ds ebbero in consiglio due eletti e io arrivai terzo, abbonato da 8 anni alla poltroncina scomoda del “primo dei non eletti”. Fu una campagna antipatica e costosa, per la provincia feci pure dei manifesti con il mio faccione ridente e tronfio e quando andai a distribuire il materiale a Collerumiz – accompagnato da Fabioletterario, che faceva il passante ignaro – ricordo le risate del mio accompagnatore, quando sul mio smagliante sorriso Durbans qualche buontempone aveva disegnato un paio di carie agli incisivi e attaccato sulla punta del naso un chewing-gum abbondantemente masticato e sbavacchiato.

Era il 2001. Da allora sono riuscito sempre a rifiutare le proposte fattemi da questo o quello. E – soprattutto – dagli errori delle 4 campagne che ho ricordato (in particolare l’ultima, quella provinciale) credo di aver imparato tutto quanto serve per costruire una gara economica ed efficiente. E vivo insegnandolo, ricordando sempre una cosa ai miei allievi o ai miei clienti: studiate nel dettaglio le mie campagne elettorali, rivivetele giorno per giorno, annotatevi le strategie, i temi, il linguaggio. E poi fate l’esatto contrario.

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13 risposte a Marckuck for President

  1. zauberei ha detto:

    Aaaaaaaaaaaaaaaah beh
    Ora O tu fai un post che ce racconta per benino per benetto il concetto de Marckuck in campagna elettorale, (ergo Marckuck che deve peffavore “riprendere il contatto con la base” Marckuck che fa degli adeisivi colla faccia di Marckuck vagamente ottimista ma equamente scassacazzi:))) oooooppure ce dovrà penza quarche d’un antro eh….:))))

  2. fabioletterario ha detto:

    Non facevo il ‘passante ignaro’, io facevo il buon lavoratore. Infatti, tu mi dicevi dove attaccare i manifesti, ma chi li appiccicava ero io!

  3. Francesco ha detto:

    Se non altro, a seguito dei tentativi di farti eleggere hai potuto toccare con mano una realtà che, a molti di noi, appare piuttosto vaga. Quindi ne deduco che il mondo della politica (seppure a livello locale) non ti sia sconosciuto e le opinioni sui meccanismi che la regolano sono sicuramente da prendere in considerazione. Per cui fai benissimo ad esporre le tue esperienze ai tuoi allievi o a chiunque altro ti ascolti. Si può, poi, dire che i tuoi tentativi sono falliti per caso e quindi l’invito a fare esattamente il contrario di quello che hai fatto tu può anche essere ignorato. Forse hai fatto bene ma l’imponderabile caso ha impedito la riuscita positiva delle azioni intraprese!
    Cordialmente, Francesco

  4. Any ha detto:

    se ti può consolare, Kermit è stato il mio primo amore -_____-‘

  5. laura ha detto:

    mi associo a Zauberei.

  6. nodders ha detto:

    Ti dico come mi diceva mia bisnonna, non c’è un male che non sia un bene!
    Non dispiacerti troppo, chissà come saresti saltato fuori se ti avessero eletto rapresentante d’istituto a 16 anni e t’avesse preso il morbo del potere, magari non il simpatico trombone di oggi.
    Parlo per esperienza personale, mio zio che in gioventù era una simpatica canaglia, con sovvenuto successo politico è diventato davvero insopportabile. A vent’anni, negli anni settanta, all’università a Padova, si fece abbindolare da lotte di classe filo-brigatiste e botte ai fascisti, e non ne uscì niente di buono (laurea in giurisprudenza abbandonata, mio nonno arrabbiato a vita). A fine anni ottanta, bazzicolava nei bassifondi del Partito Socialista regionale, cercando inutilmente di farsi strada (mai eletto), ricordo un memorabile gala’ di primo maggio alla terrazza mare di Lignano, io e mio cuginetto che morivamo dal sonno fra i canapè, lo zio che cercava disperatamente di far colpo su una donna elegante, in vestito rosso, pezzo grosso del partito. Poi il PSI finì in malora e lo zio cadde in depressione. Fino a re-inventarsi Margherita e un po’ più borghese negli anni novanta. Seguirono due mandate elettorali come assessore comunale e infine, successo supremo, segretario di assessore regionale. Fino all’altro ieri sperava che il governo Prodi tenesse, con speranze di andare a Roma in seguito a Illy nella prossima legislatura. Adesso spera di parcheggiarsi a Bruxelles in qualche ufficio europarlamentare. Nel frattempo mi è diventato antipatico. Non ascolta le ragioni di nessuno e pensa di sapere tutto solo lui.

  7. marckuck ha detto:

    @ Francesco, infatti la mia professione di consulente elettorale (una delle mie professioni) nasce proprio da uno studio attento e credo ben fatto del perchè le provinciali andarono male.
    @ Any, non so se voglio approfondire il tema…
    @ Fabio, visto come è andata a finire forse dovevi attaccarli meglio
    @ Zauberei e Laura, vedrò di impegnarmi.
    @ Nodders, come sono bravo a non chiederti il nome, pur conoscendo un po’ di gente che corrisponde all’identikit dello zietto!

  8. Any ha detto:

    …e figurati che BdB gli assomigliava fisicamente!!!

  9. marckuck ha detto:

    Se BdB assomigliava a Kermit e io pure, allora – per la proprietà transitiva – sia BdB che io siamo due strafighi!

  10. Mat ha detto:

    Quel che apprezzo di te, Marco caro, è l’autoironia & la sincerità. Sperando d’aver capito bene il tema di questo tuo simpatico post, ovviamente!
    Io e la politica? Sono nato nel 1978, sono quindi cresciuto nel bel mezzo di quelli che Indro Montanelli ha definito gli anni di fango. Non so… per ora non m’interessa, troppa (ma veramente troppa) gente mediocre.

  11. mariad ha detto:

    come candidato non sei stato un granchè, vero
    ma forse saresti stato un buon politico, un bravo assessore provinciale.
    Questo dubbio resta sospeso. Potresti pure ritentare tutto sommato per toglierti lo sfizio di sapere. La vittoria dovrebbe essere sicura, visto che ormai sai bene quello che NON devi fare

  12. Any ha detto:

    mah ecco, non correre…

  13. marckuck ha detto:

    @ Mat, grazie. In effetti ci provo (siamo quasi alla cifra tonda, eh?)
    @ Mariad. Mi piacerebbe, ma accetto solo collegi sicuri…di favori ne ho già fatti troppi.
    @ Any…ti sembro uno che corre?

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