Due genitori in pena

gainsborough_415×406.jpgSul mio comodino trombone tromboneggiano due libri, sotto certi versi del tutto analoghi. Sono lettere scritte da genitosi ansiosi, alle prese con il normale desiderio di vedere adeguatamente sistemata, stimata e valorizzata la propria prole. La quale prole, lungi dal brillare per acume, sensibilità, impegno, rettitudine e comprensione del mondo, si distingue invece per ottusità, gozzoviglie, comportamenti goffi e spreco di denaro.

E i due genitori scrivono, scrivono, scrivono lettere a fiumi. Pedanti, pignole, dotte, formative, recriminanti, incoraggianti. Ma mai stanche, i due non si stancano mai.

Così, Philip padre cerca di inserire nel bel Mondo Philip figlio. Lo presenta alle famiglie migliori, lo fa viaggiare in tutta Europa a proprie spese, non gli nega nulla e nulla gli fa mancare, tranne i propri onnipresenti consigli:

  • “Ti prego di farmi sapere quali libri italiani hai letto e se quella lingua ti è diventata famigliare. Ti raccomando soprattutto Ariosto e Tasso […] In ogni caso, appena arrivato a Parigi cerca un bravo insegnante italiano ed esercitati con lui nella lettura tre volte alla settimana”
  • “Studia con cura i modi, la dizione, i gesti delle persone di rango più elevato e modella i tuoi su quelli […] Il più rozzo dei contadini parla, si muove, si veste, mangia e beve tanto quanto un uomo di altissimo rango, ma lo fa in tutt’altra maniera: se nell’agire e nell’esprimerti ti comporterai all’opposto del volgo avrai buone probabilità di essere nel giusto”.
  • “L’altro giorno mi è stata presentata una fattura di 90 sterline e mi è stato detto che l’avevi emessa tu a mio carico. Sulle prime ho esitato a pagarla perchè non avevo ricevuto da te alcun avviso come si fa di solito in questi casi; inoltre in calce non vedevo traccia della tua firma. Il latore mi ha invitato a guardare meglio, assicurandomi che l’avrei trovata in fondo al foglio; l’ho fatto con l’aiuto della lente d’ingrandimento e mi sono dovuto render conto che quello da me ritenuto uno sgorbio tracciato da chissà chi, era in realtà il tuo nome, scritto con la grafia più brutta e indecifrabile che abbia mai visto. […] ti consiglio perciò di prenderti un bravo maestro di calligrafia e di esercitarti per un mese: dovrebbe bastare.”

Philip padre fallì nel suo compito, anche perchè non aiutato dal destino. Le lettere – destinate al figlio trentenne – non servirono al loro scopo, dato che il suo unico erede morì appena 34enne. Il padre lo seguì pochi anni dopo, nel 1773, e con la sua morte si estingueva l’illustre stirpe dei Conti di Chesterfield.

Anche la corrispondenza tra madre e figlia era tendenzialmente burrascosa e corrucciata. Una mamma moralista e intelligente si sforza di guidare il comportamento di una figlia giovane e sventata. Anche in questo caso, senza riuscirci.

  • “Sono assai contrariata di essere venuta a sapere che non avete mantenuto la vostra parola e che partecipate alle battute di caccia […] spero non lo facciate nei giorni critici; a quest’ora siete diventata donna pertanto la cosa non è più così indifferente […] la Regina del Portogallo pur essendo giovane di età da tempo non può avere più figli e tutti dicono che questa ne sia la sola causa.”
  • “Invano aspetto ogni mese l’elenco delle vostre letture e occupazioni […] alla vostra età si commettono molte leggerezze e infantilismi, ma alla lunga questo comportamento tedierà chi vi sta a fianco, oltre a voi stessa”.
  • “La vostra felicità, ahimè, non potrà che cessare; cadrete per vostra colpa in grandi sventure. E questo non sarà se non l’effetto del vostro atteggiamento dissipato e poco incline a ogni seria applicazione.”

L’ultima raccomandazione – del 1775 – fu fin troppo precisa: Maria Antonietta cadde sotto la ghigliottina nel novembre del 1793. Ma mamma Maria Teresa era – per sua fortuna – già morta da tempo.

I due libri a cui mi sono riferito in questo trombonissimo post sono: “Lord Chesterfield, Lettere al Figlio” (Adelphi) e “Il Mestiere di Regina“, scambio epistolare tra Maria Teresa e Maria Antonietta (Archinto).

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6 risposte a Due genitori in pena

  1. erynwen ha detto:

    Preziose queste pillole di storie 🙂

  2. Any ha detto:

    se mandassi ogni mese a mia madre l’elenco delle mie letture e occupazioni – anche nei giorni critici – la povera donna invecchierebbe di vent’anni…

  3. Pfd'ac ha detto:

    Bello. Potresti lanciare un filone sulla generazione X ai tempi dei Romani (solo per fare un esempio) Bruto e Cesare nel conflitto antagonista padre figlio, Nerone e Poppea esempi nefasti di bamboccionismo…

  4. ruth ha detto:

    bellissimo!!!

  5. ANNALISA ha detto:

    segue elenco letture e occupazioni di edoardo
    letture:
    prime parole illustrate
    spotty alla fattoria
    richard scharry – in giro per il mondo
    attivita’
    rovesciamento di bicchieri di acqua del bidet sul tappetto in cocco del bagno
    far ballare le mucchine sul carrion suonando per ore 11 coutry road
    fare la tetta
    spostamento dei mobiletti della sua casa in miniatura
    e poi una cosa a meta’ tra i due
    assistere a dvd di baby einstein
    cosa dovrei pensare?

  6. marckuck ha detto:

    Cosa dovresti pensare? Il fatto che non ami il tappeto di cocco nel bagno, faccia ballare le mucche senza freni e sposti i mobili fan presagire un futuro di arredatore gay. Ma la predilizione per la fattoria e baby einstein potrebbero far profetizzare un futuro da biologo ruspante.

    Il livello di solipsistico tormento adolescenziale risolverà la cosa!

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