Una Forza Tranquilla

Ritorno sul tema del “Consulente non Votante”, attirato nella rete da Zauberei, che parla di visioni del mondo diverse. Ha ragione, ragione da vendere…eppure…

Negli Stati Uniti è così, almeno su qualche punto essenziale. Siamo abituati a credere – infatti – che Democratici o Repubblicani siano la stessa cosa, abbiano programmi uguali e in fondo siano partiti di plastica, fatti solo per ingannare gli elettori con luci, coriandoli e suoni. Sarà, poi però accade che il congresso Democratico approvi una legge contro la tortura e il presidente Repubblicano ponga il veto. Quisquillie? non credo.

E nella famigerata Prima Repubblica italiana che accadeva? accadeva che il partito socialista percepisse fior di tangenti che arricchivano i suoi dirigenti, anche i più insignificanti. Ma prima dell’orgia tangentizia degli anni ’80 parte di quei soldi (solo parte eh! mica son fesso) era finita a formare le classi dirigenti dei partiti socialisti spagnolo e cileno e Craxi – tra tante colpe – si fece sempre (giustamente) un merito dell’aver curato e finanziato la formazione di Felipe Gonzales quando ancora in Spagna c’era il regime franchista. E Gonzales divenne il primo ministro spagnolo che – lungo tutti gli anni ’80 – fece uscire la sua penisola dall’era della Controriforma per portarla nel XX secolo. Oggi le tangenti ci sono ancora – a destra, come a sinistra – ma sarei molto sorpreso se si scoprisse che qualcuno spende un euro per promuovere qualcosa che non sia di suo esclusivo ed immediato tornaconto.

laforcetranquille_1981.jpgMa veniamo alla questione spinosa. Si può essere coerenti e anche onesti in campagna elettorale? penso di si, con fatica ma penso di si. Il mio esempio classico è l’elezione presidenziale di Francois Mitterrand, nel 1981. Arrivò al ballottaggio contro Valery Giscard conte d’Estaing presidente uscente, questo grazie a tanti fattori, compreso – piccolo ma importante – un bellissimo messaggio che era riuscito a trasmettere in quella campagna. Quello della decisione accompagnata dalla pacatezza. Senta troppe chiacchiere, circolava un manifesto con il faccione sereno di Mitterrand e sullo sfondo uno di quei paesaggi agresti che rendono la Francia quel luogo meraviglioso per nascere, vivere e morire che è da sempre. Lo slogan era “La forza tranquilla”. E la tranquillità della forza venne alla luce durante un dibattito televisivo quando si chiese a Mitterrand se fosse contrario o favorevole al mantenimento della ghigliottina. Disse di essere contrario. Allora il giornalista fece presente che il 60% dei francesi era favorevole. Mitterrand ribadì dicendo che la cosa più di tanto non lo toccava e che se avesse vinto avrebbe abolito la pena di morte. Vinse e pochi mesi dopo la ghigliottina era chiusa in un Museo.

E’ questo che manca sempre o quasi sempre nella politica italiana di oggi: il coraggio delle scelte nette, decise, non negoziabili. E questo è un male trasversale che colpisce tutti. Basti pensare alla Lega Nord che dopo venti anni di retorica “antiterrona” promuove un alleanza con Raffaele Lombardo che è il simbolo vivente del politico meridionale più ruffiano. Per non parlare del Partito della Libertà che fa chiacchiere sul liberalismo e il popolarismo e poi stringe alleanze con i neonazisti. O il Partito Democratico che cerca di tenere assieme tutto e il suo contrario, come la pessima trovata della candidatura Calearo (caricatura del padrone dalle belle braghe bianche) dimostra. E a questo punto – fossi stato il consulente di Veltroni – gli avrei suggerito “perchè non candidiamo direttamente Piersilvio Berlusconi? è giovane, nordico, imprenditore, belloccio e magari ci porta qualche voto dallo schieramento avversario”.

Poi mi capita nel lavoro di trovare anche qualche esempio di onestà intellettuale. Ad esempio nel 2006 mi sono occupato della candidatura alla Camera di Renzo Tondo, eletto deputato di Forza Italia. Mi chiese di entrare nel suo staff “anche se so che non sei un mio elettore” e da questa posizione privilegiata sono stato testimone di due fatti, che chiariscono come – al di la di tutto – la politica la fanno le persone:

  1. Telefona al quartier generale una tizia rappresentante d’Istituto di un liceo udinese “dobbiamo fare un dibattito sui pacs, abbiamo un candidato di sinistra per il SI ma ci serve uno di destra per il NO. Potete mandarci Tondo?” mi sono riservato la risposta, ho contattato il candidato e gli ho suggerito “io eviterei però, non prendi un voto e devi sostenere una posizione politica che non mi pare sia la tua”. Lui pensa e poi dice “Telefona e di che io vado. Ma vado per il SI, per il NO vedano dentro la Margherita, che di anime pie se ne trovano tante”. Ho ritelefonato e la piccina – già nel delirio dell’apriorismo ideologico dice – “non si può fare. Il NO deve essere di uno di destra”. A me è venuta tristezza che a 17 anni si possa essere già così chiusi. E la tristezza mi viene anche se penso che una volta eletto, Tondo fu tra i firmatari della proposta di regolamentazione delle coppie di fatto depositata dai “liberal” di Forza Italia, mentre “la Sinistra” ha fatto tanto tranquillamente cadere la questione.
  2. Arriva una lettera di un anziano socialista di Trieste, che rimprovera a Tondo – ex dirigente del PSI – di essere “finito insieme ai fascisti”. Io preparo una rispostina cortese e un po’ insipida. Tondo legge e dice “chiamiamolo, dai”. Hanno parlato al telefono 20 minuti e si sono dati appuntamento per un caffè in occasione di una iniziativa triestina del candidato. L’anziano è rimasto con la sinistra (almeno credo) e Tondo non ha rotto “con i fascisti”. Ma tra ignorare una critica e affrontare di petto la questione, preferisco la seconda strada.

Oggi Renzo Tondo è candidato alla presidenza della Regione. Il giorno del voto gli farò una telefonata di “in bocca al lupo”, ma non lo voterò. Sono un vecchio trombone irrigidito nelle mie convinzioni ideologiche tardonovecentesche e quindi voterò per il destrorso e chiacchierone Riccardo Illy, solo perchè indicato dal grigio Politburo di quello che una volta fu il mio partito.

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11 risposte a Una Forza Tranquilla

  1. Marte ha detto:

    Tanto “noi” i fascisti li candidiamo lo stesso….

  2. BIANCA 2007 ha detto:

    PURTROPPO NON MI RIESCE DI LEGGERE TUTTO IL TUO POST.
    Ma…me loriserverò poi,con l’attenzione di sempre per ciò e come scrivi.
    Mi soffermo solo sul titolo e sulla foto che ne è l’espressione e,aggiungo che,E’ SOLO NELLA CONVINZIONE IN CIO’ CHE SI CREDE UTILE E DOVEROSO PER CUI LOTTARE,CHE VIENE ANCHE IL CORAGGIO DI PORTARE AVANTI IDEE E CAMMINO.ANCHE I PIU’ UTOPISTICI E CIO’ CHE NE CONSEGUE E’ SOLO LA “FORCE TRANQUILLE”.Appunto quella che nella foto è dimostrata senza ombra di cedimento o incertezza.E Mitterand,anche lasciando il campo…lo lasciò con questa TRANQUILLA FORZA impressa negli occhi di tutti e che negli inconsci dovrebbe stimolare sempre a lavorarci un pò!
    A TE,”grande” e fine studioso di diverse civiltà…il MIO AUGURIO di feste Pasquali e non solo!….Bianca 2007
    Scusa se…ma non mi riesce neppur di rileggere e sottoposta a prof…beh1 chiedo solo venia

  3. medonzo ha detto:

    Buonasera Marckuck ;
    fare onestamente il lavoro per il quale si è pagati lo condivido (nessuno ad un colloquio di assunzione richiede preventivamente un dichiarazione di fede politica da parte dell’intervistatore) ma le motivazioni di questo post mi sembrano un pò forzate.
    Nel ballottaggio del 1981 Mitterrand, dopo aver perso il primo turno, riusci a prevalere su Giscard d’Estaing grazie solo alla pugnalata alle spalle che quest’ultimo ricevette al secondo turno dal suo ex alleato Chirac, che favorì sottobanco la vittoria del leader di sinistra nella convinzione di poterlo facilmente sconfiggere alle presidenziali successive (ed invece dovette aspettare 14 anni); altro che faccione sereno e paesaggi agresti.
    Quanto a proporre a Veltroni la candidatura del figlio di Berlusconi non gli avresti suggerito niente di nuovo avendo egli già provato con la di lui moglie Veronica Lario, (o Miriam Bartolini che dir si voglia).
    In merito a Renzo Tondo io le cose le vedo diversamente.
    Tu sei un collaboratore a contratto, e questo va bene, ma un candidato laddove eletto serve a sostenere una maggioranza parlamentare, non può spacciarsi per un prestatore d’opera.
    Ora non voglio stare a fare l’elenco dei procedimenti a carico di quello che lui riconosce come suo Leader o di chi sono i suoi colleghi di partito, ma non mi sembra che appoggiare politicamente quanto fatto dal CD in cinque anni di governo e due di opposizione sia indice di quell’onestà intellettuale che dicevi.
    E’ facile far bella figura depositando una proposta di legge che si sà non passera mai. Davvero sei convinto che sarebbe entrato in conflitto con la sua coalizione pur di sostenerla?
    Per dirla tutta nei due esempi che hai fatto ho trovato un modo di far politica che mi ha ricordato un’altro personaggio largamente apprezzato nella sua terra e che ama molto farsi ben volere da tutti. Solo che lui al caffè preferisce i cannoli.
    Si può essere amici anche di chi non la pensa come noi ma se non lo si vota non è per irrigidimento trombonistico…
    Scusatemi tu e tutti gli amici del blog se sono stato troppo prolisso.

  4. mani ha detto:

    Passavo per lasciarti gli auguri di buona pasqua. Io non potrei mai far parte dello staff di una persona alla quale poi non daro` il mio voto, non mi riesce di vendere quello che non comprerei mai, per quanto possa essere buono.

  5. Marte ha detto:

    Io sinceramente non conosco i clienti del signore che gestisce questo salotto, ma onestamente non posso pensarlo seduto a bere un caffè con Borghezio o Dell’Utri.

    Personalmente non amo i compromessi di nessun tipo e non sono predisposta al dialogo con appartenenti a certi partiti. Quando è capitato ho faticato a mantenere il contegno della buona educazione. Per principio ideologico chi sta a destra di una certa linea non merita il mio interesse nè il mio rispetto.

    Eppure, lo ammetto, se c’è un vecchio malfermo che fatica a stare in piedi non esito a cedergli il mio posto. Mai una volta gli ho chiesto se fosse stato un partigiano o un repubblichino.
    Allo stesso modo molti di noi non si sentono certo in colpa per ciò che acquistano quotidianamente e a cuor leggero finanziando e rendendosi complici di disastri ambientali, sfruttamento, finanziamenti bellici.

    Ecco, credo a volte che la nostra “ignoranza” metta una bella pezza sulla nostra pretesa di cooerenza cristallina.

    Mi piace credere che chi gestisce questo blog sappia scegliere i propri clienti con una certa discrezionalità che spesso molti di noi non hanno in tante piccole azioni quotidiane.

  6. lascoltodelvenerdi ha detto:

    Marckuck,
    non credi che FORSE, a 17 anni non si è chiusi, ma si è ancora un po’ idealisti e si pensa di poter dividere il mondo in bianco o nero, destra o sinistra?

  7. mariad ha detto:

    niente da dire sulla campagna che stai facendo per la candidata del pdl, ci mancherebbe. Dico però che noi di sinistra siamo sempre troppo critici con la nostra parte e ci vogliamo trovare sempre tutti i difetti possibili e immaginabili. Riuscendo persino a rivalutare la soggettività di taluni che stanno dalla parte opposta come se fosse un tesserino di qualità. Chi la mette in dubbio la soggettività? E’ normale che le persone per bene stanno anche dillà. Ma il progetto politico non può prescindere dai soggetti, prima cosa, e la forza tranquilla non è solo andare avanti per la propria strada nonstante l’aria tiri in altro senso. A me il “ma anche” di veltroni piace perchè, se apparentemente può sembrare segno di indecisione o debolezza o addirittura di condiscendenza verso tutti, dimostra soprattutto la volontà e la capacità di mettersi a confronto con la realtà complessa nella quale viviamo. L’aver candidato Calearo è il segno di una disponibilità verso il “nord produttivo” a non prendere in considerazione solo l’aspetto sindacale e di rivendicazione degli operai. Ma anche quel complesso sistema produttivo che chiede risposte e non solo minacce.
    Il discorso sarebbe più lungo, e ho già preso troppo spazio. Concludo dicendo che non è nell’essere duro e puro la forza e la credibilità di un leader, perchè se così fosse, il migliore in Italia sarebbe Bossi…

  8. marckuck ha detto:

    Accetto tutte le critiche grandinate come d’agosto. E ci mancherebbe. A una sola rispondo, perchè mi tocca sul serio: Mariad, io sono sempre troppo critico con la sinistra – cioè la mia parte politica – perchè da lei mi aspetto sempre il meglio, non un mediocre galleggiamento. Buona Pasqua a tutti.

  9. icare ha detto:

    E va bene lo so che ognuno è libero di fare e votare chi vuole. Inoltre ho una grande stima del padrone di casa e della sua intelligenza. Ma in questa pausa post-prandiale da pasquetta bagnata posso permettermi qualche riflessione? Perchè è giusto pensare a sinistra ma lavorare per il/la candidato/a di destra e non è giusto che un siciliano/a, che sa che un lavoro non lo vedrà mai senza assoggettarsi a certi compromessi perchè una certa politica locale e nazionale ha voluto così, si svilisca votando il tal candidato/a che gli darà un lavoro solo così, cioè garantendogli il voto? Perchè il siciliano/a (spesso non istruito, ma con alle spalle una mentalità da “caliti juncu ca passa la china”) è considerato/a amico/a di mafiosi e chi (istruito e ben consapevole del significato politico del suo fare) lavora per il candidato/a avverso al proprio prgetto politico è solo tacciato d’essere “sofista”? Scusami Marckuck, ma non voglio essere critica, anche se così appare, ma vorrei solo introdurre un’occasione di riflessione.

  10. marckuck ha detto:

    I Care, onestamente non lo so. Io penso pure di avere una funzione a suo modo utile e “didattica”, ma non mi va di fare la ruota su questo…mi sembrerebbe poco onesto

  11. Francesco ha detto:

    Gent.mo Marco, lavorare per una persona che, politicamente, è di parte avversa può ingenerare dubbi e perplessità; però è sicuramente stimolante! Proprio ieri ho discusso di politica con amici e parenti stretti che la pensano in maniera diversa da me, eppure il confronto di idee è importante ed, appunto, stimolante ed io, pur detestando cordialmente PdL e neofascisti, trovo sempre un gran piacere nell’incontrarmi con le suddette persone. Ciò a significare che molti uomini e donne hanno una loro decisiva positività a prescindere dalla fede politica che li guida. Presuppongo, quindi, che tu presti la tua professionalità con coscienza e competenza pur rimanendo fedele ai tuoi principi e idee. Se non altro impari a conoscere da vicino il pensiero del “nemico” e a coglierne eventuali elementi positivi.
    Cordialmente, Francesco

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