La Fuffa e altri pensieri

Considerazioni a margine della cerimonia di incoronazione di Silvio IV.

1. Tutta questa fuffa buonista che destra e sinistra spargono a piene mani potrebbe sembrare positiva…finalmente un Paese dove la guerra civile fredda è accantonata in favore di un libero e sereno dibattito. E allora perchè mai mi sento così insicuro e così minacciato? perchè penso che il trappolone sia dietro l’angolo? forse perchè al Tg1 ho appena sentito Fassino dire che “chi ha più filo tesserà più tela” e subito ho pensato che uno che dice simili banalità merita 20 anni di opposizione;

2. A Di Pietro che chiedeva di poter parlare senza eccessive interruzioni, Gianfranco Fini ha risposto con uno di quei suoi ghignetti da colonnello sudamericano, sibilando un “dipende da quel che si dice”. Gli anni passano, i contesti politici mutano, ma il primo (post)fascista chiamato a presiedere la Camera dei Deputati dai tempi di Dino Grandi ha risposto in toni non dissimili da quelli usati dal presidente Rocco che – a Giacomo Matteotti che protestava per le continue molestie verbali del gruppone della neoeletta maggioranza fascista – ha replicato dicendo “onorevole Matteotti, si attenga all’argomento”.

3. A Napoli continuano i pogrom contro i rom. Stavo ascoltando con papà le interviste sguaiate ai napoletani che con l’abituale tono vittimistico giustificavano i raid invocando il loro “diritto alla sicurezza”. Faccio mio il saggio commento di papà che scuotendo la testa ha borbottato “tacete cojoni, perchè non fate i falò anche contro i camorristi invece di aggredire e insultare i poliziotti quando vanno ad arrestarli!”.

Un cupo pensiero mi coglie, ma è un’attimo. Poi la fuffa sommerge nuovamente tutto…

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5 risposte a La Fuffa e altri pensieri

  1. fabdibe ha detto:

    ahia,
    siamo d’accodo un altra volta…
    che palle!! 😉
    come spesso capita: sottoscrivo…

  2. aless ha detto:

    La risposta di Rocco, caro Marck, era sempre meglio… oggettivamente più politically correct nel suo richiamo all’attinenza. Fini ha proprio derogato all’imparzialità, che dovrebbe caratterizzare un presidente della camera, esprimendo – con parole e ghigno che tu hai benissimo definito – un neanche tanto velato e indiretto giudizio sulle parole di Di pietro. E’ una vergogna. Sui napoletani sono d’accordissimo. Anche se mi chiedo cosa faremmo noi se non potessimo tenere le finestre aperte per il rischio molto molto alto (la quasi certezza, diciamolo pure) che gente sconosciuta (a prescindere dall’etnia) si introduca in casa nostra e ci prelevi il poppante dalla culla o nel migliore dei casi l’anello della nonna dal comò.
    Poi il discorso sulla camorra è un altro paio di maniche. Per quello sottoscrivo in pieno il commentò di papà con tanto di standing ovation e richiesta formale di venire a parlare coi miei alunni, che dopo aver visto Il camorrista migliaia di volte, hanno eletto il codice comportamentale e linguistico della camorra a loro vera e propria Bibbia.
    E non devo aggiungere altro 😦

  3. medonzo ha detto:

    Buongiorno Marckuck;

    .
    (Giorgio Almirante, 1987)
    Non è fuffa, rispetto alla quale più o meno tutti proviamo la pulsione naturale a rimuoverla, è una considerazione sul tessuto collettivo della società italiana che a me pare pare lucido e drammaticamente attuale.

  4. medonzo ha detto:

    Buongiorno Marckuck;

    “(…) e un’altra cosa voglio dirvi in questa specie di testamento politico, attenzione alla storicizzazione del Fascismo!
    Poiché io sento molti camerati, anziani o giovani, che dicono: “l Fascismo è nella storia d’Italia; ormai il periodo delle ideologie e delle antiapologie è dietro le nostre spalle, conviene pertanto parlare un linguaggio più moderno, perché i giovani non capirebbero se continuassimo a parlare il linguaggio che abbiamo continuato a usare per tanti anni”. Attenzione! Perché questo non sarebbe storicizzazione: sarebbe la liquidazione del Fascismo!
    Il Fascismo non è dietro le nostre spalle: il Fascismo è davanti a noi!”.
    (Giorgio Almirante, 1987)
    Non è fuffa, rispetto alla quale più o meno tutti proviamo la pulsione naturale a rimuoverla, è una considerazione sul tessuto collettivo della società italiana che a me pare pare lucido e drammaticamente attuale.

    P.S. prima era uscita solo l’ultima parte (?)

  5. martina ha detto:

    caro marckuck, ti/si (non so come rivolgermi) ricordi/a quando sono stata attaccata per la mia scelta di non votare perchè nonostante ero contro berlusconi non vedevo in veltroni un’alternativa? io vista la condotta del pd sono troppo contenta di non averli votati, non so se chi mi attaccato è orgoglioso di aver votato una pseudo opposizione! forse mi spiace non aver dato il mio voto a di pietro che pur con i suoi limiti è una persona onesta. saluti

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