Standing on the Shoulder of Giants

“Sedendo sulle spalle dei giganti” o qualcosa del genere, è il titolo di uno degli album più sfigati degli Oasis, del quale salvo solo la copertina, il titolo e qualche nota qua e là…

Mi è tornato in mente ieri sera, mentre seguivo con modesta trepidazione la finale di “X-Factor”, il reality musicale di Rai2 che dovrebbe proporre “la nuova pop-star italiana”. Forse sono troppo vecchio per queste cose, ne convengo, ma insomma dal 14 aprile confesso che il martedì non ho più voglia di guardare “Ballarò“, dopo l’overdose elettorale preferisco altro, qualsiasi cosa purchessia e in fondo le canzoncine non sono certo la cosa peggiore che possa capitare in una sera, telecomando alla mano (e pur sempre meglio dell’ennesima fiction su un prete, che il Signore lo abbia in Gloria).

Nessuna recensione dello show, ci mancherebbe. Mi limito a dire che tifavo per il gruppo che poi ha vinto (gli Aram Quartet), ma che in fondo anche gli altri tre giunti in finale non erano poi così male, forse un po’ troppo cuccioli (Tony), troppo insipidi (Emanuele) o alla lunga un po’ urtanti (Giusy), ma insomma il tutto fila liscio se…

Se non ci fosse il conduttore, DJ Francesco, figliolo di uno dei Pooh (quello con la voce più belante) e quindi – in questo paese altamente meritocratico – diventato cantante senza saper cantare, conduttore televisivo senza saper parlare. Cresciuto sotto l’ala protettrice e un po’ esagitata di Simona Ventura, ha ereditato tutti i difetti della sua Matrigna, senza averne neppure un pregio.

E così, vive nel terrore che qualcuno dica qualcosa di sbagliato su qualcuno o qualcosa (“Oddio questo ha criticato Battisti! non si può, bisogna subito che dica che Battisti è stato il più bravo dopo Giuseppe Verdi e faccia subito partire un bell’applauso…No, forse meglio che non nomini Giuseppe Verdi, non vorrei ci stesse guardando e si offendesse…magari lo invito in trasmissione. Assieme a Battisti“) e soprattutto è un collezionista compulsivo e disattento di superlativi.

Li piazza ovunque…ha una vita (e uno show) costellati di fenomeni, gente straordinaria, bravissimi, tostissimi, simpaticissimi, grintosissimi, “che arrivano” (qualunque cosa voglia dire) e – ovviamente -con un futuro radioso, strepitoso di vendite, consensi, celebrità e amore. Senza paura del ridicolo e senza senso del limite…

Ad esempio, prima della fase finale, quando erano rimasti in due soli, ha commemorato gli eliminati di quella sera definendoli “due autentici Titani”. Ora, se il piccolo, timido e carino Tony e il bravo mezzorocker di parrocchia Emanuele sono due “Titani”, quale altro vocabolo si può utilizzare per riferirsi a Elvis, ai Beatles, a Bob Dylan oppure – per non andar lontani – a Mina o De Andrè?

Perchè se un qualche entusiasta organizzatore di corsi mi dovesse definire “un Titano della Politologia” mi sentirei un cretino e non avrei più coraggio di sbirciare il dorso dei libri di Machiavelli o Weber? Forse per aver successo bisogna essere non solo egocentrici, ma anche vanesi e un po’ imbecilli?

Marckuck

P.S. tanti auguri agli A.Q., ovviamente…purchè nessuno si azzardi a definire il loro paroliere come “il nuovo Cole Porter”.

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Questa voce è stata pubblicata in cronache dall'Andazzo, Musica, Telebidoni e altre nefandezze catodiche. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Standing on the Shoulder of Giants

  1. magx ha detto:

    Temo che ne scriverò anch’io del programma…..
    Perchè la musica mi piace, e la considero cultura quando è davvero pensata non solo con un occhio al mercato.

    Riassumo quanto scriverò:
    DJ Francesco: poteva anche non esserci! ma non lui, bensì il ruolo che ha cercato di interpretare. Comunque è davvero “l’uomo senza qualità”

    Ventura: oscena, rappresenta al 110% la bassezza italica, capisce un tubo di musica, e usa un linguaggio simil-pop che da’ davvero sui nervi. Ieri sera in negligè battonesco quando alzava le braccia e si vedevano pure le cicatrici che le hanno donato i tettoni, sono svenuto 3 volte!

    La tipa “milanesa”: diamine ma rianimarla prima sembrava brutto? Non poteva fare un commento, senza pensare a quanto le sarebbe costato produrre un disco, dello sfigato di turno?

    Morgan, discutibile quando ha l’occhio da “cannone” appena goduto nei camerini, ma almeno ne capisce di musica! e ci vive di musica!

  2. Sandro ha detto:

    sono mesi che leggo questo blog ed il mio unico commento riguarda un programmetto di raidue… Mi vergogno un po’!
    Secondo me il gruppo che davvero meritava, e pare stia iniziando ad avere il meritato successo, sono i Cluster, eliminati un paio di puntate fa…
    Gli A.Q. proprio non mi prendono, e hanno il brutto difetto di stonare nei cori, che per un gruppo vocale non e’ cosa da poco (come non ha mancato di far notare il grande Elio).
    Nel complesso ho trovato insopportabile il ruolo centrale dato alla personalita’ della giuria, una cosa cosi’ palesemente finta, tra primi piani sfavillanti di occhioni lucidi e finti battibecchi, da dare il voltastomaco…
    Sperare in un programma di musica che sia incentrato sulla musica e’ eccessivo, forse?

  3. marckuck ha detto:

    @ maqx, totalmente concorde
    @ sandro. Benvenuto…anche a me piacevano i Cluster, ma è andata come è andata.

  4. marina ha detto:

    Che sollievo! pensavo di essere la sola a guardare XFactor!
    Anche a me piacevano i Titanici Cluster 😉
    Condivido alla lettera i tuoi giudizi sui finalisti.
    Invece a me gli scontri Ventura-Morgan piacevano. Dite che erano finti? Sono ingenua. Ma forse quello che mi piaceva era il fatto che, invece di accapigliarsi inutilmente sulla monnezza, ci si accapigliasse sulla musica
    ciao, marina

  5. annalisa ha detto:

    forse sara’ bella la prossima puntata nessun giudizio e una carellata di tutti i cantanti eliminati.
    che dici marco vieni a vederla con me e antonella?

  6. Paola ha detto:

    Sono totalmente in disaccordo sul commento riguardante Francesco Facchinetti.
    L’ho trovato garbato, non urlante, consapevole della sua inesperienza e voglioso di migliorare e imparare, e con uno stile totalmente diverso da quello della sua matrigna (quella sì tutta tette e urla).
    Per quanto riguarda i termini usati, questi sono da intendersi strettamente riferiti al contesto: il tenerissimo Tony o il senza-infamia-ne-lode Emanuele sono certamente dei titani se paragonati al pittoresco gruppetto di esclusi che si è esibito verso la fine del programma (caduta di stile degli autori che hanno così riproposto uno dei temi più cari e più detestabili della televisione di oggi, ossia fare spettacolo ridicolizzando le persone).
    Auguro a Francesco Facchinetti un bel futuro in televisione e ai cantanti di X factor di avere il privilegio di trasformare la loro passione in un vero lavoro.
    Paola

  7. Erynwen ha detto:

    Sono qui … forse un po’ fuori dal mondo (XFactor??? ah si … quel programma con il quale hanno occupato per mesi il pomeriggio di raidue con dei provini di canto che erano una via di mezzo tra “la sai l’ultima?” e “saranno famosi”). Comunque passo da qui e ti lascio un commento-saluto giusto per dirti che sono ancora viva 🙂

  8. laura ha detto:

    Quando fai le recensioni dei programmi televisvi tia doro…
    A un certo punto l’ho mollato, però ame xfactor è piaciuto fin dall’inizio:e credo che i motivi della riuscita siano stati la presenza della Maionchi e , soprattutto, di Morgan:che può piacere o non piacere, ma è interessante, sempre.
    Facchinetti non mi è dispiaciuto:toppo ostentatamente buonista, però non mi pare male…tutto sommato perlomeno è educato.
    p.s.da mega fan dei fratelli Gallagher(che adoro perchè cosi’ pazzescamente , tipicamente inglesi, negli aspetti deteriori)ho apprezzato la citazione.
    E ce lo vogliamo dire che il primo cd e ‘What’s the story morning glory ‘io nella storia ce li metterei?visto che si parla di musica

  9. annalisa ha detto:

    veramente si chiama morning glory?
    tipicamente il gusto inglese dell’innuendo
    ho sempre trovato carino il nome inglese del gioioso risveglio mattutino di alcune parti anatomiche maschili 🙂

  10. marckuck ha detto:

    Annalisa, sul serio si fa riferimento a quello? non avevo idea che il titolo alludesse al presentat-arm…riascolterò l’album nel massimo silenzio per carpire ulteriori dettagli.

  11. laura ha detto:

    già…i Gallagher non si smentiscono mai!

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