Il gradino invisibile

Come tante volte ho fatto presente, il Salotto è uno spazio aperto e chiunque voglia può scriverci sopra qualcosa…Ne hanno già approfittato Stefania, Any e più volte Roy. Oggi è la volta di Paola, che spesso ritorna quale protagonista indiscussa dei miei post più ipercalorici. Sostiene di essere zitella e ci racconta perchè… 

Sono una zitella.  

No, non single, parola che evoca immagini patinate di signore sempre abbronzate, vestite in Versace o Cavalli e che hanno scelto di non sposarsi, ma una zitella, una che è sola, per così dire, per scelta altrui.

Se l’essere una zitella è, oramai, un dato di fatto, più o meno irritante, più o meno accettato, non posso fare a meno di chiedermi: “quando è successo?” Quando, dall’essere solo una giovane donna non ancora sposata mi sono trasformata in una donna che non si è mai sposata?

Se il passaggio donna nubile-donna sposata è sancito da una cerimonia, dalla firma di un registro e dallo scambio delle fedi davanti ad almeno 2 testimoni, il passaggio donna nubile-zitella è solo una questione un po’ vergognosa da gestire in privato? Forse certi fatti della vita semplicemente accadono, e noi non ce ne accorgiamo fino a che un banale episodio li materializza davanti ai nostri occhi, lasciandoci tramortiti, come quando, all’ultimo matrimonio a cui ho partecipato, tutte le signorine da marito sono state invitate a radunarsi per il lancio del bouquet e nessuno è venuto a cercarmi in giardino oppure quando la zia danarosa che ha regalato l’abito da sposa a tutte le nipoti, mi ha staccato, con aria rassegnata, un assegno dicendo: “ecco, con questo puoi comprarti la lavatrice”.

Insomma, avete presente quei gradini invisibili che ti accorgi che ci sono solo nel momento in cui ci inciampi? Perché, sui nostri scalini emotivi, non ci possono essere quelle belle strisce adesive gialle e nere che segnalano il pericolo? Certo, direte voi, ma poi il gradino lo devi superare comunque, e allora? Allora potremmo almeno fermarci e oltrepassarlo con una falcata elegante e sicura, entrando nella nostra vita di ragazze/donne che non si sono mai sposate con altera, inappuntabile dignità.

Paola

Questo è quanto. Io non so se la mia Paola sia una “zitella”, ma capisco il perchè del suo costante uso/abuso di “scarpe comode”: servono a evitare gli scalini invisibili…

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28 risposte a Il gradino invisibile

  1. tiziana ha detto:

    secondo me finchè c’è vita, c’è speranza! E che dire: molto più utile la lavatrice di un vestitone color panna 🙂
    saluti

  2. Roberta ha detto:

    Non credo ci sia un momento in cui si diventa zitelle, ho paura che ci sia un momento in cui ci si “sente” zitelle e il pericolo è che se noi ci sentiamo tali anche gli altri cominceranno a vederci così… C’è una forma di rassegnazione nel termine “zitella” e la parola “single” come la descrive lei mi suscita un filo di antipatia…
    Ma una donna non può essere solo donna e basta?

  3. Tinuccia ha detto:

    Tiziana ha ragione, finché c’é vita c’é speranza; conosco almeno tre donne sulla cinquantina che hanno incontrato una persona speciale con cui dividere la vita. Un pó tardi? Forse si, o forse no, ma loro sono felici. Lo erano prima e lo sono ancora adesso. Ed é questo quello che conta.
    E poi, siente a mme, é proprio vero quando si dice meglio soli che mal accompagnati 🙂

  4. zauberei ha detto:

    Beh non ti conosciamo, e non sappiamo se per dire gli scalini te capitano oppure te li costruisci da sola soletta, peregrinando a chilometri dai lanci di buquet per dire, o mozzicando giovani gentili, o anche meno giovani ma carucci. Io in passato sono stata una grandissima creatora di scalini! Perciò ti dico, pensace ecco:)

  5. fabioletterario ha detto:

    Eh già… Da domani, Marckuck, ti vedremo in tv al posto di Marta Flavi…

  6. Bianca 2007 ha detto:

    FORSE,
    si può decidere di cambiare qualcosa di sè NON avendo paura di farlo.Cominciare da lì. come primo gradino di un “nuovo” con allegria e consapevolezza.Ridendo di sè,può farlo benissimo anche sugli altri! e…così sia.Ciao,tutte le sfide fanno parte del cammino.Ma quella con se stessi,resta smpre la più intrigante e semplice.AUGURI PER OGNI TUA SCELTA! Bianca 2007

  7. Roberta ha detto:

    … e comunque ne ho conosciute di zitelle e, anche se può sembrare una contraddizione, alcune erano sposate!!!

  8. annalisa ha detto:

    aggiungo al post il fatto che paola e’ una bella donna bionda con due grandi begli occhi simpatica colta di compagnia e che sa voler bene (fin a marckuck per dire…)
    cucina splendidamente
    ha un bel lavoro in cui ha fatto carriera che le piace e non la impegna mentalmente al punto da non esserci spazio per altro
    ama leggere andare al cinema
    insomma e’ gradevole sotto ogni aspetto (olfattivo compreso….)
    ma il mondo e’ pieno di sigle cosi’
    forse sbagli paola a dire che sei single non per tua scelta
    evidentemente, e saro’ brutale come lo sono con me, se una cosa fuori dalla norma ti capita per così tanto tempo o volte, c’e’ una tua responsabilita’
    nellla piu’ probabile delle possibilita’ e’ un errore di comunicazione con l’altro sesso, oppure una pigrizia nell’allargare la cerchia delle conoscenze.
    certo io credo esista l’anima gemella anche per gli orchi,
    quindi la domanda da porci (senza ali) non e’ quando c’e’ stata l’incoronazione ma cosa posso cambiare nella mia strategia
    l’incoronazione, te lo dico io, avviene quando smetti di lottare,
    e tu non farlo gloriosa amazzone mia
    sarebbe uno spreco per molti

  9. annalisa ha detto:

    p.s. fabiusso
    la nostra eta’ traspare da alcuni commenti piu’ che dalle rughe (che so tu non hai)
    marta flavi faceva le consulenze romantiche anni fa’
    non fare come la mia mamma che ancora chiama la tim (telecom\sip) telve
    pettegolannalisa

  10. Clara ha detto:

    D’accordo Paola, sei inciampata..
    Non eri preparata. Lo scalino era “invisibile”.
    Da questo momento però potrai salire e scendere con eleganza perché sai che c’è e le varie/personali situazioni (almeno a parer mio), sono date dalla sfortuna e il suo contrario, dal caso ma anche dalle nostre scelte… più o meno consapevoli.

  11. Paola ha detto:

    Tiziana: in effetti con l’assegno mi sono comprata anche un bel 26 pollici schermo piatto e quello è sicuramente meglio di un vestitone color panna
    Roberta: secondo me sei tu che mi hai portato sfiga regalandomi, in segno di buon augurio, il cuscino delle fedi quando ti sei sposata! È proprio vero: parenti-serpenti 
    Tinuccia: sono d’accordissimo sull’ultima frase che hai scritto, del resto se non lo fossi sarei già sposata da alcuni anni….
    Zauberei: altro che creatora di scalini! Antoni Gaudí a mio confronto è un geomatra diplomato alla scuola radioelettra
    Fabioletterario: io Marco ce lo vedo proprio col caschetto biondo, seduto in punta di divano a sfruculiare nella vita privata altrui
    Bianca 2007: grazie per gli auguri
    Annalisa: grazie, sia dei complimenti che della tenera brutalità (guarda che Marco è geloso….)

  12. Paola ha detto:

    Clara: una specie di stepper dei sentimenti…mi piace

  13. medonzo ha detto:

    Buonasera Paola;
    da quello che scrivi non mi sembri zitella. Si, magari denoti un po di “singletudine” ma zitella proprio no.
    La zitella, almeno nel mio immaginario, è quella inacidita, convinta di bastare a se stessa. Non si sente sola, spaiata; è capace di pensare: “ma come stò bene io all’ospizio. Marito zero, figli zero, sesso zero. Ed ho pure le infermiere che ogni tanto mi cambiano il pannolone”.
    Non mi sei sembrata così.

    P.S.
    Un piccolo dubbio mi è venuto dopo la risposta a Tiziana. Ma lo ritengo un effetto collaterale appunto della “singletudine”. Mi piace pensare che anche tu cambieresti qualunque elettrodomestico per un bel vestitone color panna (per cui ne valesse la pena).

  14. Ari ha detto:

    Mah…effettivamente è un argomento spinoso. E non riguarda solo le fanciulle ma anche i maschietti: in piemontese, infatti, esiste sia il termine “Tòta” per indicare le signore nubili di una certa età, sia il termine “Tòtùn” per il corrispettivo celibe maschile (perdonate gli accenti mal messi, ma è sempre molto difficile scrivere il dialetto…o lingua secondaria).
    La questiona però è la stessa: si parla di persone che ad una certa età si ritrovano sole, per diversi motivi: brutto carattere, vicissitudini della vita, omosessualità, disgrazie, ecc. E sole si intende senza una famiglia propria che al momento del bisogno possa intervenire. Ecco, il fatto risiede proprio qui, almeno credo: l’essere soli in senso di non aver affetto ed aiuto da chi lo si “pretende” per un fatto di consanguineità. Infatti, come ho letto in un commento precedente, è più facile essere “autonomi” se si è ricchi e/o famosi: qualcuno lo si trova sempre. Ma in tutto questo, secondo me, esiste anche un’alternativa: le famiglie, se non si possono creare, si possono “inventare”: io considero come famiglia i miei amici, coloro a cui ho affidato il mio cuore, che condividono con me alcune situazioni e che, per questo, so saranno presenti…o almeno lo spero! 😉

  15. Claudio ha detto:

    Paola sai cosa potresti fare del cuscino bianco…usarlo come silenziatore 😉
    A presto

  16. Fred Costa Gavras ha detto:

    Le categorie hanno poco senso. Zitelle, sposate, scapoli, fidanzati, ma che c’entra tutto questo con la felicità, o anche solo con lo star bene nella propria pelle? La vita è molto più ampia.

  17. agata ha detto:

    Paola, hai scritto un bel post. Forse è meglio che non ti chiamino per il lancio del bouquet, magari ha lo stesso effetto del cuscino/silenziatore 🙂

  18. Roberta ha detto:

    a me comunque il cuscino aveva portato fortuna… ma puoi sempre usarlo per appoggiare i piedi quando la sera guardi il tuo 26 pollici!!!

  19. Paola ha detto:

    Cari lettori/commentatori,
    mi suggerite il modo migliore di utilizzare il cuscino porta fedi nunziali a forma di cuore, in raso bianco con pizzo, che mia sorella mi ha regalato e che da ben 11 anni se ne sta in fondo ad un cassetto a prendere la polvere?
    Qualunque idea, purchè legale e decente, è bene accetta
    Paola

  20. Any ha detto:

    potresti farci una borsettina stilosa per andare a ballare… o intrufolarti alle lezioni del prof Marckuck per scagliarglielo addosso sul più bello gridando “fedifrago! assumiti le tue responsabilità!!!” … però prefersico l’opzione borsetta + danze… 🙂

  21. Roberta ha detto:

    Cuccia per il gatto, puntaspilli (tipo magia nera), tampone per francobolli, spugna per la doccia…

  22. michela ha detto:

    cara Paoletta non abbatterti così…penso che tu sia una bella persona piena di qualità e di sensibilità…nella vita mai dire “mai”….e quel cuscino lo puoi sempre usare quando vieni a trovarmi per farci addormentare il mio “Tequila” o la dolce Peonia!!!!!!!! un grosso bacione dalla tua collega “acido vedranico” Michela

  23. agata ha detto:

    data la stagione lo potresti usare come cuscino da spiaggia (da nascondere tra asciugamano e sabbia)

  24. Martina ha detto:

    Io ho sempre pensato che sarei stata zitella, senza scampo. Invece … ho smesso gli abiti a “sacco” a favore di quelli più aderenti, ho imparato a truccarmi e soprattutto ho scritto su un foglio le mie qualità e me le sono ficcate bene in testa! Ed ecco che gli uomini hanno iniziato a notarmi, ma la verità è che io non volevo farmi notare prima. Questa è solo una storia, la mia storia di brutto anatraccolo che diventa cigno, ognuno ha la sua, ma chissà che leggendo le varie esperienze ognuno non tragga uno spunto per migliorarsi, ne abbiamo sempre tanto bisogno

  25. Paola ha detto:

    Grazie Martina, non so che attrice diceva che curarsi e cercare di “essere sempre in ordine” (proprio come dicevano le nostre mamme e le nostre nonne) non risolve i problemi ma fa immediatamente sentire meglio.
    Any: la soluzione della piazzata al fedifrago è geniale

  26. Claudio ha detto:

    Se una donna è sicura di se’ cadiamo come pere mature…
    Si..si Martina ha pienamente ragione, rimane il fatto che prima bisogna piacersi per piacere..
    Mandi..

  27. ruth ha detto:

    Ciao Paola, rispondo in ritardo come al solito….
    Mi ha colpito molto il tuo post. Ovviamente non conosco la tua storia, e so che le “solitudini” si costruiscono piano piano, senza sentirlo Pero’ ti vorrei dire che le donne sole sono sempre esistite. Il aftto è che tante di loro prima erano sposate…. sposate per modo di dire, con un marito distante, scontroso, spesso infedele, pero’ sposate. Ora, nella nostra società, queste cose sono meno tollerate, allora si divorzia o ci si lascia. E allora si diventa single, o zitelle, perchè si è deciso di vivere a modo proprio, di non sopportare, di non star zitte….ma questo on vuol dire che sei incompatibile con la vita di coppia, vuol dire che semplicemente hai esigenze specifiche, e metterle a fuoco puo’ facilitarti la vita.
    Ti auguro buona fortuna, magari esci un po’ di piu’ chiedi ai tuoi amici di presentarti altri amici, e qualcosa succede…

  28. lascoltodelvenerdi ha detto:

    Non conosco Paola di persona, ma credo di poter dire che sbaglia a “comportarsi” così.

    Nelle parole che ha scritto c’è il seme della “zitellagine”, cioè quel po’ di amarezza che spinge le persone, uomini o donne, e vedere “un po’ tutto nero”.

    Un esempio è quel chiedersi il perché servono i testimoni per essere moglie mentre non servono per essere single: i testimoni servono per assicurarsi che anche il marito sia d’accordo! 🙂

    Non mi cruccerei del fatto che nessuno si ricorda di me al momento del lancio del mazzolino di fiori: anzi ho sempre pensato che fosse da zitelle correre per prenderlo al volo, ed inoltre son convinto che porti un po’ di scarogna…

    Non mi preoccupo del gradino che mi fa inciampare, mi preoccupo e molto ma molto di più, di quelle persone che mi aiutano e salire le scale: certe volte ti abbandonano a metà o si divertono a farti cadere.

    Unico consiglio: tienti stretta la zia facoltosa! 😉

    Ciao ciao.

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