Nei cassonetti

federer.jpgIl giovanotto elegante e pensieroso della foto è Roger Federer. E’ triste e preoccupato, perchè pur essendo il tennista più bravo del Mondo (dopo Marckuck, si intende…), quest’anno le cose girano proprio male, tutto gli va storto e tra pochi giorni perderà il trono di n. 1 in favore del bracciuto Nadal.

Scopo di questo post non è quello di versare lacrime su Rogerino Polsodoro, che è giovane, amato, bello e strepitosamente ricco e quindi si farà pure una ragione se quest’anno Wimbledon lo ha vinto qualcun’altro…come si diceva una volta “è passata a Napoleone che aveva gli speroni d’oro, passa anche a te!” (falso storico…non so come fossero gli speroni di N, ma so per certo che non gli è passata mai…ma questa è altra faccenda). Quello che mi preme evidenziare, invece, è come ci voglia un nulla per essere gettati nei cassonetti, da un ritmo di vita e da un sistema di analisi e giudizio sulle persone che definire spietato è riduttivo…

Fino a tutto il 2007, Federer appariva imbattibile, in modo quasi imbarazzante…poi un inizio di anno un po’ sfigato, una mononucleosi che lo ha debilitato oltre il lecito e una sconfitta dura da inghiottire nella splendida finale di Wimbledon di appena un mese fa…”Cos’ha Federer? come mai non vince più?” domanda prima corsa sottovoce e poi strillata dopo le due sconfitte ai primi turni di Toronto e Cincinnati.

Capita, è lo sport. Solo che fino a meno di un mese fa, tutti parlando di Roger dicevano “il migliore, il più grande di sempre, un giocatore perfetto, nessuno può batterlo, ormai combatte solo con la Storia…” insomma, un monumento al valore. E oggi invece “è finito, gioca male, non ha mai saputo colpire di rovescio, è un debole, non ha carisma, non ha energia…”

Non penso che Federer sia finito…dopotutto ha solo 26 anni (ahimè, più o meno l’età del declino di Bjorn Borg, John McEnroe e Mats Wilander, pessimi riferimenti…) e ancora qualche grosso risultato da raggiungere. Ma mi colpisce la rapidità con la quale si viene considerati dei rottami al giorno d’oggi. Si impiega anni a costruirsi una fama positiva, stima, considerazione e poi basta un niente per essere ricacciati indietro. Per essere gettati nel cassonetto.

Oggi tocca a Federer, che ha forza e talento a sufficienza per rialzarsi. Ma quante volte è toccato a persone non più in grado di dare il massimo – operai 50enni, neomamme, persone con problemi di salute – e per questo gettate nel cassonetto, senza una speranza di redenzione?

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8 risposte a Nei cassonetti

  1. Pfd'ac ha detto:

    è un mondo crudele!

  2. laura ha detto:

    tocchi un tasto dolente dei miei pensieri.
    Il pensiero di un padre di famiglia cinquantenne che perde il lavoro mi fa stare da cani

  3. roy ha detto:

    cosi è la vita…. X Federer invece non pensi che inizia a non poterne più di avere la responsabilità del Nr. 1, che abbia bisogno di fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, torna, sicuro torna. X quattro anni ha dovuto dimostrare, ora sarà stufo dei riflettori e delle responsabilità.

  4. marckuck ha detto:

    @ pfd’ac, altrochè, crudele sul serio
    @ laura, è una realtà terribile e purtroppo molto frequente
    @ roy, io penso infatti che sia un problema di stimoli. di voglia d’altro.

  5. medonzo ha detto:

    Buongiorno Marckuck;
    ho trovato l’accostamento Federer – operai 50enni, neomamme, persone con problemi di salute….? Suggestivo…!
    Dovessi azzardare un’ipotesi mi viene in mente l’eterogenesi dei fini.

  6. laura ha detto:

    hai ragione, Medonzo, adesso che ci penso.
    E’ un accostamento quantomeno surreale!
    Rima ne la profondità della riflessione sul cassonetto…poi certo, per Federer non mi commuovo molto!

  7. marckuck ha detto:

    beh, Medonzo…diciamo che Federer – riccobravobellofortunato fin che si vuole – è comunque emblematico di come a tutti i livelli, appena non stai correndo al massimo, trovi subito qualcuno pronto a bastonarti. Le bastonate a Federer, essendo un divo dello sport, finiscono sotto i riflettori, mentre quelle alle persone comuni, le conoscono solo i bastonati e la loro cerchia ristretta. Ma resta un fatto: nessuna pietà per chi resta indietro…operaio o supercampione che sia…

  8. medonzo ha detto:

    L’azzardo dell’ipotesi e la suggestività dell’accostamento nascono proprio da questo.
    Per il supercampione le bastonate le capisco, ed in qualche modo le condivido, (cavolo, per quello che ti pago avrò pure il diritto di pretendere il massimo).
    Quanto agli altri (noi), dove mai altro si trovavano prima?

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