Nostalgia di Cossiga, attendendo le 14.00…

Joey Cheek ha tutte le ragioni del mondo per essere contento…ha appena vincheek.jpgto una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino 2006 e tutto sembra essere radioso. Oggi invece, Joey sarà probabilmente di cattivo umore…magari scontroso e intrattabile con tutti oppure in un angolo, silenzioso a rimuginare. Chissà, non lo conosco e quindi non ho idea di che tipo sia…ma intuisco che oggi non sarà una bella giornata di festa per questo onesto signore e che forse, oggi, non avrà una gran voglia di sventolare stars & stripes.

Joey Cheek ha smesso di volteggiare sui pattini e ha scoperto passatempi meno scintillanti. E’ diventato un attivista nella difesa delle popolazioni del martoriato (si dice sempre così) Darfur, quella regione dell’Africa abbandonata da tutti alle mattanze più folli, perchè purtroppo da quelle parti abbondano le donne e i bambini ma scarseggiano i pozzi di petrolio e quindi le “potenze democratiche” non ritengono prioritario occuparsene.

Oggi Joey avrebbe dovuto essere a Pechino, per la cerimonia inaugurale. Invece niente, la guarderà in televisione se non sarà troppo di cattivo umore. Questo perchè tutto il suo impegno pro Darfur ha convinto le autorità cinesi a revocargli il visto d’ingresso già concesso… Joey parla sempre di diritti umani, questo è sufficiente per renderlo “persona non gradita” per i gerontocrati del totalitarismo cinese.

Non voglio fare paragoni azzardati, ma l’arroganza insopportabile che i tiranni cinesi hanno dimostrato in questi mesi è un fatto che va oltre ogni immaginabile. Non è la prima volta che le Olimpiadi vengono assegnate a un paese autoritario, ma forse è la prima volta che si manifesta una così evidente ostentazione della natura repressiva e antidemocratica di un regime.

Persino a Berlino nel 1936 si comportarono meglio: la stretta repressiva venne allentata, sparirono dai locali pubblici i divieti di accesso per gli ebrei e ci fu una moderata apertura delle carceri, piene zeppe di prigionieri politici. Tutta facciata, ovviamente, mero maquillage… ma almeno fecero la finta e per un paio di settimane l’aria berlinese fu meno pesante. A Pechino 2008 invece no. Pare quasi si compiacciano di mostrare al Mondo quanto siano bravi con il pugno di ferro…è dall’inizio dell’anno che si susseguono arresti, repressioni, censure, insolenze e  negli ultimi giorni, le cattive notizie invece di diminuire sono aumentate.

L’errore di fondo è stato assegnare i giochi a Pechino. Bisognava dire di no, subito, specificandone il motivo…facendo presente come lo sport è (anzi, dovrebbe essere) un modello di uguaglianza, di merito, di impegno individuale e di gruppo, di rispetto delle regole e di fairplay verso l’avversario. Tutto questo in un mondo idealtipico, ovviamente…però bisogna sempre tener presente come le cose dovrebbero andare, non solo lamentarsi per come vanno.

19681.JPGI politici, dopo essersene lavati le mani per anni, ora improvvisamente strillano sulle violazioni dei diritti umani. Questa sagra dell’ipocrisia è guidata da Bush e i suoi vassalli seguono a ruota. L’Italia è tra questi, ovviamente…lo era durante l’anarchia ulivista, quando Prodi accampò scuse per non ricevere il Dalai Lama e lo è oggi. A tale proposito, il capolavoro di ipocrisia rozza e sguaiata è stato quello di Gasparri, quando ha invitato gli atleti ad essere coraggiosi e non sfilare, gettando addosso alla scelta individuale dei singoli responsabilità che sono solo politiche. E questo, dopo che è nota la decisione del CIO di punire qualsiasi atto politico da parte degli atleti, che devono divertire e non pensare…mica vogliamo ancora vedere in mondovisione il pugno chiuso degli attivisti per i diritti dei neri Smith e Carlos, che nel 1968 pagarono con la radiazione e la revoca delle medaglie vinte quel gesto di passione civile.

Nel 1980, quando gli USA boicottarono le Olimpiadi di Mosca in protesta per l’invasione dell’Afghanistan il governo italiano presieduto da Francesco Cossiga adottò una decisione che allora venne ridicolizzata, ma che vista con i parametri attuali mi pare intelligente: concordemente con Francia e Regno Unito, gli atleti italiani gareggiarono e vinsero (pure parecchio), ma in fase di premiazione l’inno di Mameli venne sostituito da quello olimpico e al posto del tricolore, la bandiera con i cinque cerchi. Un gesto sobrio e clamorosamente evidente di dissenso e di critica, a parer mio molto più pesante dell’assenza.

Gli atleti italiani (Antonio Rossi e Stefano Baldini in testa) hanno invece rimesso a posto il governo con le sue tardive e pelose fregole democratiche di questi giorni. Hanno ricordato che la questione è politica e deve essere affrontata dai politici, senza nascondersi dietro un dito. Hanno ricordato che le Olimpiadi sono il frutto del lavoro quadriennale di migliaia di atleti, molti dei quali non sono star o divi, ma onesti artigiani di discipline trascurate e neglette, come la lotta greco-romana, il tiro a piattello o il pattinaggio tanto caro a Joey Cheek. Discipline dove si lavora il triplo e si guadagna un terzo rispetto ad un qualsiasi titolare di squadra di calcio di serie C. E non si può dire “quest’anno niente, torna in ufficio, se ne riparla nel 2012”.

Insomma…se Gasparri o la Meloni hanno questa smania democratica avrebbero dovuto invitare Bush e il ministro Frattini a non partecipare, o a farlo vestiti da monaci tibetani. Perchè in fondo quello che ritengono Rossi e Baldini – e nel mio piccolo pure io – è che le Olimpiadi non sono “della Cina”, ma sono apolidi, appartenendo solo agli sportivi che partecipano e agli sportivi che le guardano.

Tra questi, alle 14.00 di oggi, ci sarò pure io, davanti alla televisione a godermi la cerimonia di apertura, che sarà solenne e pacchiana come sempre sono le cose dei regimi autoritari. E guarderò senza sensi di colpa, ma con una piccola bandiera del Tibet appesa alla finestra del mio studio. Certo non servirà a nulla ma, come per l’omeopatia, magari non fa bene, ma di sicuro non fa male.

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5 risposte a Nostalgia di Cossiga, attendendo le 14.00…

  1. medonzo ha detto:

    Buongiorno Marckuck;
    tutto giusto, condivisibile al 100%!
    Eppure mi viene da pensare: speriamo che Hu Jintao continui a fare lo Hu Jintao e non diventi, almeno a breve, un Cossiga orientale.
    I cinesi hanno già dimostrato in campo economico quanto possono essere rapidi ad imparare i trucchi – non le regole – di un sistema. Rabbrividisco al pensiero di ciò che potrebbe combinare (anche internazionalmente) una classe dirigente “doroteiana” figlia del Celeste Impero.

  2. Any ha detto:

    🙂

  3. Roberta ha detto:

    Concordo su tutto quello che hai scritto, anche se non guardero’ le olimpiadi. Ho visto un documentario su Smith e Carlos e sul famoso gesto, e mi sono ritrovata in lacrime a pensare al coraggio che hanno avuto in quell’unico sempilice gesto.

  4. annalisa ha detto:

    la bandiera per essere omeopatica non dovrebbe essere cinese?

  5. GIUSEPPE ha detto:

    Volevo intervenire prima.Non l’ho fatto per non compromettermi.
    Adesso più freddamente dico: i cinesi li conosciamo tutti e KoSSiga
    pure.Specialmente noi del ” ’68.”
    Manco a pensarla una cosa simile.NOSTALGIA.Figurati.
    Un personaggio che ha rappresentato la figura del Presidente della
    Repubblica Italiana che si produce in così volgari boutades nei confronti
    di altre figure istituzionali.Ma che dico :sono veri e propri insulti.Cretino
    all’on. DI Pietro.Difensori di ladri polli ai magistrati;faccia di tonno al
    loro presidente di categoria che a guardarlo bene (“K”) s’è rivenduto la battuta che evidentemente facevano a lui con quella faccia ittioforme
    che si ritrova.
    Come lo si possa sopportare senza provare disgusto non lo so.
    Comunque tutta la mia solidarietà a PALAMARA!
    Che vergogna.Ti saluto.
    GIUS/peppe

    P.S:

    Diciamo pure una cosa però:Egli tiene a precisare che i brigatisti rossi non sono terroristi ma eversori e che non hanno voluto la sua morte mentre al contrario i NAR (neri) sì.

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