Fattibile?

Obama è in grado di farcela?

Il cervello propende per il “No”. Troppo scuro di pelle, troppo islamico, troppo fighettino liberalchic e con una moglie troppo simile all’odiata Hillary, brava, elegante, intelligente, saccente per nulla timida o remissiva, come gli americani amano sia una first lady, che per loro deve essere soprattutto moglie e madre. Vergine non è possibile, ma se lo fosse, di certo verrebbe richiesto…

I precedenti tentativi “multietnici” non sono andati a buon fine. Dopo la ristrettissima, sorprendente (e chiacchierata) vittoria del cattolico John Kennedy (1960), è andata male con la donna italoamericana (Geraldine Ferraro, 1984), con il greco (Michael Dukakis, 1988), con l’ebreo (Joseph Liebermann, 2000) e di nuovo con il cattolico (John Kerry, 2004). Inoltre, è dal 1960 che i democratici non riescono a vincere con un “politico puro”, uno tra “quelli di Washington”, dato che sia Jimmy Carter (Winner 1976) che Bill Clinton (Winner 1992) erano stati precedentemente governatori, aspetto che nella politica americana conta molto (anche Richard Nixon, Ronald Reagan e George W Bush jr. furono governatori).

Insomma, il passato non aiuta. Ma il futuro? Il futuro è tutto da scrivere, considerato che per la prima volta dal 1928 nessuno dei quattro contendenti (i due per la presidenza e i due vice) ha mai avuto un passato alla Casa Bianca. Sono tutti vergini, almeno in questo.

Insomma, il cervello mi dice che Obama e spacciato, ma il naso mi fa credere che forse non tutto è perduto, per lui e per noi (visto che certo il Mondo non ha bisogno di una propaggine della presidenza Bush). Una cosa sola è certa: se alla Casa Bianca andrà un musulmano nero, ancora una volta quella Nazione e quella Democrazia – che tanto spesso ho duramente criticato – avranno avuto qualcosa da insegnarci. E già me lo vedo, President Obama in visita ufficiale a Roma, con il ministro Maroni che borbotta al capo del Cerimoniale “ma quel negro la in fondo, quello con le orecchie a sventola, siamo sicuri sia in regola con il permesso di soggiorno?”

Marckuck

PS. Sono stato contento per il festoso e commosso tributo a Ted Kennedy…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brontolamenti, borbottamenti e invettive, Popoli e politiche. Contrassegna il permalink.

16 risposte a Fattibile?

  1. Linus Van Pelt ha detto:

    Scusa, ma perché definisci Obama islamico? Questo è, a quanto mi risulta, un argomento pretestuoso e falso che i falchi repubblicani stanno usando contro di lui sfruttando il “suono” del suo nome.

    Comunque la corsa alla Casa Bianca sarà difficilissima, ma la speranza rimarrà in me viva fino alla fine. Yes, we can!

  2. Augusta De Piero ha detto:

    Sarà molto importante, per capire le ragioni della vicenda di Obama quale sarà, che i mezzi di informazione facciano il loro poco praticato dovere.
    Io ricordo un giornalista free lance che lo ha fatto ed é stato ammazzato.
    Alla famiglia sono negati anche i resto che possono assicurare la presenza di una tomba.

    Ricordo di Enzo Baldoni
    Enzo Baldoni moriva quattro anni fa (26 agosto) in Iraq mentre cercava di guardare quel che accadeva per farcelo sapere e aiutarci a capire.
    Le sue cronache, da ovunque le avesse mandate, erano il frutto di intelligenza, generosità e occhi puliti.
    Quasi presagendo quel che gli sarebbe successo aveva scritto:
    Morire in Mesopotamia
    “Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato”. Enzo G. Baldoni

    Ho trovato la citazione nel sito di Pino Scaccia, il giornalista del TG1 che ancora ne tiene vivo il ricordo.
    Chi voglia andare al suo sito troverà molte notizie su Enzo Baldoni (http://scaccia.splinder.com/post/18127971/Quattro+anni+fa)

  3. Marte ha detto:

    Io forse mi intendo poco di politica americana, ma non credo che per il resto del mondo cambierà molto la vittoria o meno di Barack Obama.
    Le grosse differenze tra democratici e repubblicani a mio avviso si registrano nella politica interna, non in quella estera.

    Ha votato per confermare Condoliza Rice…si presenta come candidato contro la guerra ma non ha criticato apertamente la guerra in Iraq…sono un paio di cose che mi lasciano perplessa…

    Sulla religione onestamente non so 🙂

  4. Roberta ha detto:

    Io che vivo in America, e votero’ per Obama, vorrei dire un paio di cose: tutte noi (tranne una) nell’ufficio dove lavoro voterem per lui, ma siamo tutte preoccupate. Il rischio che non vinca c’e’ ed e’ molto piu’ che una semplice paura. Il razzismo e’ ancora ben presente, anche se sono tutti cosi’ odiosamente politically correct: dicono di non votarlo perche’ non e’ pronto…dico io che non lo votano perche’ e’ nero. Le cose che gli sono state contestate sono l’antipatriottismo perche’ non si mette la spilletta con la bandiera americana, il fatto di essere uno snob, solo perche’ sa parlare (e parla bene), e il fatto che secondo non so quale profezia, Obama rappresenta l’anticristo (sono cose che sono arrivate via email alle mie colleghe). Il fatto che non si schieri apertamente contro la guerra, mentre all’inizio della campagna l’ha fatto chiaramente e’ perche’ deve, volente o nolente, saper giocare il gioco della politica.
    Magari le cose non cambieranno poi cosi’ tanto, ma per una che ha vissuto tutti gli otto anni dell’era Bush, chiunque tranne un repubblicano sapra’ fare meglio di Bush.

  5. lois lane ha detto:

    no. non ce la fa, fa troppo kennedy.non può finire bene…per dinastia.

  6. GIUSEPPE ha detto:

    Ciao Marckuck.
    Vorrei dire poche cose sulla politica USA, per l’effetto idiosincràtico nell’accezione della intollerabilità e dell’avversione che ne subisco.Ci proverò.Ma credo sarà difficile.
    Poco di buono il mondo ricaverà dal prossimo affittuario la White House,chiunque egli fosse.
    Gli americani sempre vorranno che questi gli garantisca almeno un paio di inseguimenti polizieschi appresso
    ai cattivi nel mondo con auto a sirene spiegate e sparatoria con uccisioni in diretta TV o con aerei e sibilanti missili.
    Loro umanamente non ci insegnano nulla.In altri campi c’è lo scambio vicendevole naturale di informazioni e mezzi
    tra i popoli.Certamente gli vanno riconosciuti molti meriti tecnologici.
    La vittoria di Obama sarebbe auspicabile visto il gran numero di “colored”ormai presente in USA..Di questi, coloro
    che marciscono nelle carceri e nell’anticamera della stanza della morte lo sono in misura incongrua e sperequata rispetto ai , quanto loro rei, bianchi.Ma sono più poveri ed emarginati,e non hanno i mezzi per pagarsi i costosi avvocati americani.Quando si parla di insegnamenti e democrazia sono doverose simili ricognizioni.Quel pensatore famoso al cui nome la mia scadente memoria non dà accesso,disse che per valutare la civiltà di una nazione bisognava visitarne
    le carceri e i cimiteri.Ora non confondiamo: le carceri americane saranno pure linde ed igieniche,ma non è di ciò che
    parliamo.
    Spero comunque vinca lui,Obama .Per dare una spolveratina di cacao al vessillo della democrazia USA.;anche perché
    ho il terrore che s‘insedi John McCain “IL VETERANO”:quello che ha augurato a FIDEL CASTRO che
    incontri presto Marx.Io invece spero che lui viva,anche perché veda perduta la sua corsa,spero, ma che quando muoia
    incontri Toro Seduto o Geronimo cosi saranno cazzi suoi ,anche se il suo scalpo rappresenta un ben misero
    trofeo.
    Piccola nota:il rito dello scalpo fu inventato dai coloni bianchi invasori,poi i pellerossa lo adottarono
    forse per rendere pan per focaccia.
    Di Ted Kennedy dirò solo che la notte che finì con l’auto nel lago o fiume che fossero, della tenuta di famiglia e
    si salvò a nuoto,la giovane donna che gli sedeva accanto invece perì.Lui se andò a letto senza avvertire le
    autorità.Robbetta da figlio di papà.Che vuoi? (un leoncino)
    Di Hillary dirò che oltre ad essere per niente “timida e remissiva“come la moglie di Obama, è una donna democratica
    in tutti i sensi poiché ha perdonato gli esami “orali” del marito sostenuti con la Lewinsky.
    Sulle questioni Georgia/Ossezia ma anche Serbia/Kosovo,non ne parlo.Vorrei, ma lo spazio non me lo consenti-
    rebbe.
    Delle finalità e modalità d’intervento bellico in Afganistan e Iraq che lo facciamo a fare?
    Sempre viva comunque per loro la riconoscenza di aver contribuito a liberare l’Europa dal nazifascismo.
    A proposito di ciò ,per amor del vero, è doveroso penso volgere il pensiero anche ai martiri delle
    altre nazioni alleate ed a tener presente ,non dimenticando spesso ad arte, le cifre statistiche sulle perdite
    umane subite da ciascuna di esse.Tremendamente diverse anche se ,per me,un morto ne vale mille.

    Sempre le solite palle,ma ai complimenti vanno aggiunte anche le riprensioni.

    Ma che l’hai letto davvero?Ma come te và?!!
    Ciao
    G/p

  7. Augusta De Piero ha detto:

    28 agosto 1963

    E’ il brano conclusivo del discorso di Martin Luther King.
    (si può leggere integralmente andando a: http://www.peacelink.it/storia/a/5433.html)
    Che quelle parole, indubbiamente calibrate con gli strumenti di una retorica alta, non fossero vacue emissioni di voce ma frutto di un vissuto consapevole che il solo pronunciarle metteva in gioco fino in fondo, lo avrebbe dimostrato la morte di King il 4 aprile 1968.
    Ora –e non so se la conclusione della Convention democratica negli USA avvenga oggi per caso o per scelta- il colore della pelle diventa simbolo di un processo di uguaglianza e se il candidato nero alla Casa Bianca diventerà presidente degli USA non sarà colui che realizza il sogno ma colui che lo trasforma in politica.
    Politica significa decisioni quotidiane in un confronto, sempre duro e spesso frustrante, con la realtà. A chi collaborerà con lui nel suo primo mandato –se sarà presidente- spetterà scavare nei fatti, realizzare un rapporto trasparente e onesto con la ricerca di consenso e il ‘sogno’ dovrà essere la base del loro pensare e del loro fare, se la coincidenza di date a quarantacinque anni di distanza non vorrà sostanziare l’espediente di una beffa.
    Mi torna in mente quel che avevo scritto il 28 luglio e il 3 agosto nel blog diarealtro.splinder.com sulla volgarità del dito medio elevato a retorica ministeriale. Era anche quello il segno di un sogno: il sogno dell’affermazione del forte sul debole, dell’ignoranza sulla conoscenza, della beffa sull’informazione che crea libertà.
    Io continuo a pensare che non sia il caso di rispondere alla retorica (per me disgustosa) di un pur ministeriale dito, con tante non ministeriali dita: occorre trovare altri simboli.
    Ma mi chiedo se in Italia siamo capaci di un sogno collettivo che possa farsi progetto chiaro di speranza condivisibile. Forse allora sapremo trovarne un’immagine significante.

  8. marckuck ha detto:

    Ordunque…repliche rapide…
    @ Lucy…non sono io che sostengo che Obama sia un “musulmano”, ma sono voci (rumors), pettegolezzi maligni non so quanto fondati, messi in circolo dagli antiobama, i Clinton prima, McCain ora.
    @ Augusta, grazie per il ricordo di Baldoni. Non ho idea di come fosse come giornalista, non lo seguivo e sarebbe troppo facile per me ora elogiarlo da morto. Ma la sua vicenda umana e civile mi aveva colpito molto e ti ringrazio per averlo ricordato.
    @ Marte, credo che sostenere che “Obama e McCain siano la stessa cosa” sia un po’ una frase fatta. Non parlo per il futuro, ma visto come sono stati gli ultimi 8 anni non penso che quelli che dicevano “Bush o Gore sono la stessa cosa” avessero poi tanta ragione.
    @ Roberta. Hai sintetizzato molto bene e molto meglio di me le mie paure e le mie speranze.
    @ Lois Lane. Spero tu ti sbagli
    @ Giuseppe, se leggi qualche vecchio post troverai più di qualche frase antiusa…ma le superpotenze non sono mai simpatiche e neppure mai pluralistiche e tolleranti. Sulla gratitudine per il 1945 non sono del tuo avviso…non fu generosità, fu necessità da parte loro.

  9. Fabioletterario ha detto:

    No, non è fattibile. Ne abbiamo parlato a sfinimento e lo sai anche tu…

  10. GIUSEPPE ha detto:

    Bene Marcù.Mi fa piacere che tu l’abbia detto.E’ proprio così!Comodità
    loro.
    Vedi i?Il timore di divenire impopolare mi ha messo aimé i peli sulla lingua.E me ne dòlgo.Scopro così che posso a volte anche essere un pò
    codardo.(bestemmia)
    TI RINGRAZIO .Ora almeno siamo in due esposti ad eventuali rimbrotti.

    Gius/peppe

  11. marckuck ha detto:

    @ giuseppe…non è chic citarsi, ma ne avevo scritto quì: http://marckuck.blog.kataweb.it/cinema_cibi_canzoni_e_chi/2006/03/02/thank-you-america/

  12. Mat ha detto:

    Tifo per Obama ma anch’io penso che non vincerà. Mi sa tanto che farà la fine di Kerry, un fighetto benvisto da tutti ma che alla fine non è riuscito a scalzare nemmeno uno come Bush Jr.
    Comunque, come dici tu, non tutto è perduto… staremo a vedere. Ciao!

  13. GIUSEPPE ha detto:

    MARCKCUCK ciao.
    Citarsi è bello, se occorre ,purché non si venga poi chiamati in Procura.
    Questa è una sciocca battuta, la tua invece una bella lettera Marco.Ma non avrei avuto dubbi sul senso dei suoi contenuti pur non avendola
    letta prima.
    Per colorarne un pò il concetto ricordiamo gli interessi USA a quel tempo
    nel pacifico in contrasto con quelli giapponesi.
    L’attacco a Pearl Harbor che ha rappresentato contestualmente la dichiarazione di guerra non presentata prima ma che di fatto sanciva
    il convolgimento americano nel conflitto bellico.
    Le botte prese nelle Filippine.
    Le “V” che da V1 passarono a V2 e che sarebbero presto passate a V3
    e così via ,con probabile salto transoceanico( VON BRAUN era lì!)con la
    bombetta ancora non pronta ma allo stato fetale,con due matti che dice-vano oggi abbiamo l’Europa,domani avremo il mondo.
    Che dire di più.Grazie di avermi dato modo di dire anche questo.

    Gius/peppe

  14. medonzo ha detto:

    Buonasera Marckuck;
    Non lo so se è fattibile. Certo che con un vice che si chiama Biden, accanto ad un candidato di nome Obama il rischio è forte. Però i cugini d’oltreoceano hanno già mostrato di gradire tiket singolari tipo Bush e Quayle.

  15. Marte ha detto:

    Marckuck….io credo di aver detto una cosa un tantino diversa. Però fai un pò te.

    ps: guarda caso ha chiamato Biden come suo vice, forse un tantino più esperto di lui in questioni estere….però va beh…

  16. GIUSEPPE ha detto:


    Eccallà è arivata a pistolera.
    Sarah Palin ha buone probabilità di divenire presidente ad interim visti i 72 anni sul groppone di MecCain che già ha dichiarato di aver bisogno di una figura energica accanto a sé.Partimo bene!..

    II°
    Prodi nun c’è cascato.Nun so quanti l’avessero capito subbito er giochetto de le tre ccarte del R I D I C O L O N E che altro non è !

    III°
    Me sò scordato.Bbhè quanno mi viè….

    ciao Marco e todos

    G/p

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...