Apartheid

Apartheid in afrikaans (la lingua parlata dai bianchi di origine anglosassone residenti nelle regioni dell’Africa del Sud) significa “separazione”.

bambinoarrestatoepoidephp5.jpgSeparare – giuridicamente – le persone in base alla loro origine etnica, differenziando (è sempre il secondo step della separazione) i diritti e i doveri sulla base di una discriminante di tipo culturale, razziale, religioso, linguistico o etnico. Le Leggi Razziali (normative volte a regolamentare e disciplinare i comportamenti e i rapporti tra diverse entnie e/o all’interno di esse), storicamente, non sono mai state concepite per estendere la sfera dei diritti, ma per ridurla in capo alle minoranze che si vuole in qualche modo tenere sotto pressione, in uno stato di inferiorità, in condizioni di ostracismo sociale.

Come? ad esempio mettendo limiti ai matrimoni “misti”. Oppure, come stabilito dalla Camera dei Deputati questa mattina, prevedendo per il futuro la costituzione di classi scolastiche di soli bambini stranieri (che si suppone dovranno apporre sul registro le loro impronte digitali, come da combinato disposto con altra norma accantonata, temo solo momentaneamente). L’idea – ovviamente – è uscita da quel cassonetto non differenziato di colore verde noto come “Lega Nord” ma è stato votato anche dai “garantisti” di Forza Italia e dai post-fascisti, che probabilmente – vista la storica esperienza in materia di Leggi Razziali – avranno suggerito accorte soluzioni giuridiche per rendere il testo più incisivo, fluido e solenne. E probabilmente avranno ritenuto di spingere per una approvazione oggi stesso, dato che se fosse slittata a domani, avrebbe coinciso con l’anniversario del rastrellamento del ghetto ebraico di Roma (16 ottobre 1943) e la cosa poteva sembrare di cattivo gusto.

Va precisato che si tratta di una mozione, non di un testo di legge. E quindi la norma non è ancora operativa e chissà mai se lo sarà, ma comunque illumina ancora una volta (come se ce ne fosse il bisogno) il livello di abiezione politica nella quale stiamo sprofondando. E anche se la mozione nel suo titolo (il riferimento alle “classi di inserimento”) e nella sua pelosa e ipocrita volontà di “integrazione” potrebbe apparire neutrale e non così preoccupante come le statuine del presepe vogliono far credere (tra le quali io ovviamente mi colloco, nei panni di un grosso caprone scontroso) in realtà la questione è molto diversa:

Si cerca di introdurre in via formale una distinzione d’accesso a un diritto costituzionalmente garantito (l’Istruzione elementare) su base etnica volta a colpire i bambini immigrati e a creare una separazione (Apartheid) tra loro i bravi bambini bianchi di pura razza italo-padana. E quando si inizia con la separazione (Apartheid) si sa dove si comincia, ma non dove si va a finire…

Marckuck

PS. Tra l’altro, una delle ragioni portate avanti dai leghisti per giustificare questa bella novità sarebbe il fatto che i bambini immigrati “non parlano correttamente l’italiano”. Da che pulpito!

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33 risposte a Apartheid

  1. annalisa ha detto:

    Sono molti i genitori che chiedono il trasferimento da classe a classe quando la presenza di studenti stranieri e’ alta, la giustificazione adotta e’ che parlando un italiano non buono o pessimo rallentano l’apprendimento degli italiani. Ne parlavo da poco con una persona dicendo che mi pare che i genitori hanno perso di vista come la convivenza con culture diverse sia un arricchimento anche quando ritarda di un paio di mesi l’apprendimento del congiuntivo. La mia interlocutrice ha ribattuto “ben se hanno una cultura”….. come vedi molto spesso la gente scambia la cultura con la scolarizzazione… e il rendimento scolastico con l’accrescimento personale

  2. navide ha detto:

    E quando si inizia con la separazione (Apartheid) si sa dove si comincia, ma non dove si va a finire…
    Temo che si sappia anche dove si va a finire, e non e’ certo un bel posto.

  3. medonzo ha detto:

    Buonasera Marckuck;
    nei balcani c’è stata la politica della “Grande Serbia”. Si vede che qui vogliamo fare la politica del “Grande Alto Adige”.
    Del resto, l’ordinamento scolastico di solito rispecchia il modello di società sotteso.

  4. Paola ha detto:

    Mi sembra perlomeno bizzarro che si voglia integrare separando.
    Mi verrebbe anche da dire che non sono pochi i bimbi italiani che, parlando a casa solo il dialetto, di fatto imparano la lingua italiana sui banchi di scuola, organizziamo classi separate anche per loro?
    Certamente il problema esiste ma, al posto delle “Classi di inserimento, che di fatto ghettizzano i bambini e, al loro primo ingresso nella società civile di questo paese, li fanno già sentire dei diversi, si possono pensare soluzioni per sostenerli nel percorso scolastico senza tenerli separati dai loro coetanei di madrelingua italiana.
    L’integrazione, per non essere pelosa né ipocrita, deve coinvolgere tutte le parti in causa, bimbi italiani e bimbi immigrati assieme.

  5. pipuffa ha detto:

    ho sentito anche di genitori che si lamentavano della presenza nella classe dei loro figlioli di bambini con handicap che rallentavano l’avanzamento della classe intera… che bel panorama, nevvero?
    perchè allora non farli anche vestire con i famosi grembiuli, appena reintrodotti, di colore diverso, così li identifichiamo bene anche fuori dalle scuole? magari con un simbolo diverso sul petto, a seconda che siano di una religione o di un’altra?
    Ha ragione navide, si sa benissimo dove si va a finire…

  6. Maria ha detto:

    Io sono 20enne Ecuadoriana,che ha fatto le scuole medie e le superiori qui in Italia quando ancora non esistevano leggi razziali! Come si può dire che un bambino piccolo straniero non sa parlare bene l’italiano? Anche se la maggior parte degli immigrati parla la sua lingua di origini a casa,quasi tutti i bambini parlano benissimo l’italiano! Infatti se sentiste parlare i bambini dei miei compatrioti pensereste che sono Italiani puri! Queste separazioni porteranno solo discriminazioni.
    Sembra quasi di essere tornati nel periodo fascista! Che delusione!

  7. bruna ha detto:

    Ho avuto , in classe ( scuola primaria), bambini stranieri che non parlavano una parola di italiano,grazie ai compagni e all’aiuto di noi insegnanti si sono perfettamente integrati ed hanno imparato la lingua. Non posso dire che sia stato tutto facile ma il sorriso di quei visi, quando riescono a capire e a farsi capire è inimmaginabile e ti ripaga ampliamente della “fatica” e del tempo che hai loro dedicato. Per non parlare della felicità degli alunni che hanno contribuito a far sentire questi bambini parte di un gruppo dove tutti sono uguali e diversi allo stesso tempo. L’integrazione non è un problema del bambino ma dell’adulto che gli sta accanto.

  8. Tomas ha detto:

    io ormai mi vergogno di essere italiano…
    e se non fosse per il lavoro e la paura di non trovare qualcosa di buono all’ estero, me ne andrei subito.
    Spagna o Irlanda le mie destinazioni.
    C’è chi vuole andarsene per paura e chi per vergogna del popolo che ha consentito a certi governanti di legiferare e fare i propri porci comodi.
    Eravamo il Bel Paese…eravamo.

  9. aquila_non_vedente ha detto:

    Temo che un provvedimento del genere incontrerebbe il favore della maggioranza della popolazione.
    Temo…
    E proviamo un po’ a chiederci il perché.

  10. Claudio ha detto:

    Voglio solo lasciare un segno di speranza.
    Ieri sera ne ho parlato con il mia NUOVA moglie, nel senso che mi sono appena sposato…:) che fa l’insegnante, sull’argomento in questione.
    Mi ha raccontato un fatto al quanto bizzarro ma ve lo voglio raccontare.
    Mettendo in fila al mattino i bambini per raggiungere la classe ha severamente richiamato due bambini che hanno avuto la malsana idea di giocare a “gatto nero tua chiusa” solo che al posto del gatto nero c’era il nome di una graziosa bambina di colore appena arrivata dal Ghana.
    Alla fine i due marmocchi si sono ampiamente scusati con lei e durante la ricreazione hanno giocato insieme.
    La cosa che mi preoccupa sono i genitori…che in genere sono molto più razzisti dei figli.

    P.S. Evviva la mia moglie maestra

  11. marina ha detto:

    altro che se illumina! ma fa anche molto incavolare
    speriamo che non diventi legge
    marina

  12. Ste-o ha detto:

    il PS almeno mi ha fatto sganasciare! Grazie, sennò restavo troppo depresso!

  13. liffia ha detto:

    Oh gente, ieri su Repubblica c’era scritto che il consenso per Suo Altissimo e il governo è più alto di qualche mese fa’….quindi anche io ho paura che quasi quasi questa…COSA(??) sarà accolta in un modo o in un altro dalla gente.Basterebbe che non passasse al Senato…
    E’ vero eravamo il Bel Paese adesso siamo come la spazzatura di Napoli nascosta non si sa dove ma che fa danni uguamente…Siamo diventati un paese senza spina dorsale. Non mi ricordo chi ha detto che l’italiano ha il fascismo nel sangue…CHE SCHIFO, CHE VERGOGNA!!!

  14. GIUSEPPE ha detto:

    Da “Bel Paese” ,Tomas,a gorgonzola o peggio a “casu marzu”il tipico
    formaggio sardo coi vermi.
    ciao G/p

  15. GIUSEPPE ha detto:

    Bè oddio,nu lo sò, ma stà de fatto che all’italiano (l’ho sempre pensato)
    jabbasta na divisa da scopino eppoi sò cazzi tua.
    G/p
    Però poveraccio sempre co lui se la pijamo.C’iavrà pure quarcosa de
    bono. Si l’autocritica,e nu n’è poco.

  16. roberta giacalone ha detto:

    ma dove eravamo mentre il nostro mondo si imbruttiva in questo modo ?
    ricominciamo dall’orrore che provammo all’apertura dei lager …..rieduchiamoci ,solo così potremo educare i nostri giovani a costruire un mondo un pò più simile a quello che immaginavamo

  17. duccio ha detto:

    Intanto ieri una piccola vittoria per la giustizia sociale e la democrazia: Bruxelles ha detto no al reato di immigrazione clandestina che sarà punito con una multa ma non con il carcere e Maroni che dava per scontata la norma ha fatto una gaffe europea! Anche il decreto Gelmini era solo un decreto, ma se Napolitano lo firma il danno è fatto.

    Sta passando, norma dopo norma, lo smantellamento delle conquiste sociali e sindacali, e dei diritti. Solo 20 anni fa tutto ciò avrebbe causato la rivoluzione. Giacciono in parlamento tante proposte e ddl per cui nei prossimi mesi ne vedremo delle belle. I VOMITI RAZZISTI dei sindaci del Nord, da me collezionati in una apposita voce, hanno aperto la strada ai tanti razzismi.

    Si, anche io mi vergogno, ma non di essere italiano (quale italianità? abbiamo forse bisogno di una patria? siamo un popolo europeo, non scordiamocelo), mi vergogno di quelli che l’Italia vogliono dividerla in mille modi. Non solo leghisti, ma anche gente come Bonaiuti che ogni giorno getta veleno contro l’opposizione, che sembra muta in ritirata.

    Ora riformeranno la caccia, poi le pensioni (finestre e contributivo uguale per tutti), poi chiameranno condoni altre precarizzazioni del mercato del lavoro, come hanno fatto con la norma salva precari per salvare i dirigenti Poste Italiane e cacciare i precari in causa.

    Che armi abbiamo? firmiamo contro il lodo Alfano, spegnamo la TV e scendiamo in piazza! Cazzo (quando ce vo’ ce vo’!).
    😉 duccio

  18. GIUSEPPE ha detto:

    Certo Duccio ; ma di più ancora : cittadini del mondo!

    G/p

  19. GIUSEPPE ha detto:

    CHE FINE HA FATTO “A COSTO DI ESSERE BIGOTTO?”
    Marco non mi interrompere i lavori in corso d’opera.
    Ti invidio il carattere buonuomo.Pacifista,prudente,la temperanza
    è la virtù che ti contraddistingue.Tra il serio e il faceto:ti stimo ed
    ammiro.Io sono invece più bellicoso.E….
    Vabbè tiremm innanz.

    G/p

  20. Paolo ha detto:

    Non sono per niente convinto dai commenti generali sull’ argomento che leggo sul blog. E perche’ io stesso da molti anni vivo all’estero, non sento il bisogno di prendere posizione per quello o questo schieramento politico.
    Innanzitutto, che fine ha fatto la valutazione pragmatica dei fatti? Il problema esiste? Da quanto capisco mi pare di si. L’inserimento di ragazzi stranieri, che vengono da un sistema scolastico diverso, e non parlano l’italiano perfettamente, crea dei problemi concreti in classe. Se la conseguenza e’ che svantaggiano gli altri alunni, e non aiutano nemmeno gli stessi ragazzi stranieri, mi pare che un un quache cosa vada fatta. Allora che casa c’entra il razzismo? Mi pare poco.

    Nei paesi del Nord Europa di provvedimenti di questo tipo ce ne sono, e nessuno si scandalizza.

    L’integrazione funziona proprio quando vengono scritte regole precise sui diritte e doveri dei cittadini stranieri , e il numero di ingressi e’ limitato perche’ chi arriva in Italia si possa assorbire e inserire nella societa.
    L intolleranza, al contrario, nasce proprio dalla mancanza di tali regole.

  21. costina ha detto:

    mi piacerebbe, però, che i dirigenti padani “piuttosto che” avessero rispetto dell’italiano come lingua – cioè, l’umiltà di capire che non ci si può inventare ognuno la propria lingua.

  22. costina ha detto:

    beh, non solo i dirigenti, scusate, ma, però, da un bancario che prende N mila euro al mese ci si aspetterebbe capisse la differenza fra ‘problema’ e ‘problematica’… visto che non capisce cos’ha combinato, lui, al tuo, conto, dove non riesci più a prelevare… ecc.

  23. marckuck ha detto:

    @ costina, il riferimento all’italiano “piuttosto che” è deliziosamente perfido 😉
    @ Paolo, il tuo commento non è certo privo di ragioni, anzi…ma forse, proprio perchè da molti anni vivi all’estero, forse ti sfugge nella sua pienezza il clima di greve e volgare razzismo che costantemente emana da una certa parte politica, un po’ come avveniva negli anni 50 e 60 nel sud degli Stati Uniti nei confronti degli afroamericani, quando i razzisti del KKK dicevano che i neri erano più ignoranti e più delinquenti dei bianchi. Statisticamente era vero, ma le ragioni non venivano spiegate, ma solo stigmatizzate;
    @Gius, il commento a “a costo di sembrar bigotto è stato cancellato perchè era uno spam”
    @ Duccio, complimenti per il tuo ultimo post. Non avevo visto l’archivio sui sindaci razzisti, ora ci passo a buttare l’occhio;
    @ roberta, eravamo qui, forse attoniti;
    @ liffia, anche Hitler ha vinto elezioni politiche regolari…il consenso raramente sta con la giustizia, dopotutto anche Barabba ha battuto Cristo al ballottaggio!
    @ marina, non penso diventerà legge…ma insomma…
    @ Claudio, quell’evviva mia moglie mi pare un po’ la conseguenza degli entusiasmi che inevitabilmente accompagnano i primi 100 giorni di matrimonio!
    @aquila e tomas…vorrei tanto sapere quando si fermerà questo incubo, ma ormai sono terribilmente pessimista;
    @ bruna e maria, concordo in pieno
    @ pipuffa bella l’immagine dei grembiulini, bella e atroce
    @ medonzo, no comment. ahimè
    @ navide, speriamo di no!
    @ Nalisa e Paolotta, buonagiornata!

  24. GIUSEPPE ha detto:

    Paolo,quanto affermi capisco che consegua
    in un certo senso da comprensibili timori.Questo guardando l’aspetto pragmatico;con l’inevitabile implicazione però di quello umano;e quì la faccenda assumerebbe toni importanti, esigenti di serie valutazioni di scelta.Conoscendo lo spirito che anima gli attori politici segregazionisti opterei eventualmente per la solo paventata piccola zavorra che costituirebbe un rallentamento nel percorso d’apprendimento scolastico.Ma così non è.Leggevo da qualche parte(forse proprio la valutazione di un nostro blogghista)che dice tutt’altro; ossia che addirittura ,di contro, se ne avrebbe un arricchimento culturale a vantaggio di tutta la classe. Quì posso io stesso rassicurarti .I miei due figli hanno conseguito entrambi la maturità presso la Deutsche Schule(organo scolastico tedesco operante in più sedi in Italia e nel mondo). Sebbene possa dirsi che già conoscevano all’inizio quel tedesco di bambino che gli ha insegnato la madre ,e potevano essere quindi senz’altro avvantaggiati ,ottimi risultati hanno comunque parimenti conseguito i loro compagni di classe di famiglia prettamente italiana o di altra nazionalità,digiuni quindi agli inizi di alcuna nozione linguistica specifica.
    I piccoli uomini hanno molto di magico positivo,anche se a volte paraculetti.E’ da grandi che foschi enzimi fermentano la loro materia grigia spesso in male.
    Conclusione che se dovrebbe dedurre è che come si dice in giro,non
    abbassiamo la guardia poiché si comincia empre così……

    G/p

  25. GIUSEPPE ha detto:

    Marco.Leggo ora le tue risposte.E per quel che mi riguarda:CHE TI AVEVO DETTO ???
    OKKKEY.ciao

    G/p

  26. GIUSEPPE ha detto:

    Riflessione sul povero italiano.

    E’ vero non possiede alcune doti galliche,anglosassoni,germaniche (doti?teutoniche magari,no?Sai quelli che dicono..in Germaniaaaaa….)
    ma è una fortuna che non ne abbia i loro difetti.

    G/p

  27. GIUSEPPE ha detto:

    cancella “ne”o “loro”

  28. SILVIA ha detto:

    Vorrei portare la mia esperienza. 5 anni fa, prima elementare, primo giorno di scuola di mio figlio. Facciamo conoscenza con un bambino cossovaro (scappato dalla guerra con la sua famiglia) bellissimo, biondo con due occhioni blu, non parla una parola di italiano.
    A Natale parlava perfettamente e scriveva così così, come gli altri.
    Oggi frequenta la prima media e parla e scrive come un bambino italiano. E indovinate in quinta elementare chi era il più bravo della classe? Un bambino rumeno. Ho letto i suoi temi, vi assicuro che avrei desiderato che mio figlio scrivesse così bene.

  29. angy ha detto:

    quindici anni fa li sentivo scherzare ” non sono razzista .. e lui che è nero”….non posso crederci adesso lo dicono sul serio…!

  30. Marisa ha detto:

    Sono di Vicenza (Padana, quindi, secondo alcuni; io mi definisco italiana o veneta)ed ho insegnato per 32 anni alla scuola americana della Caserma Ederle. Qui bambini di molteplici nazionalità ed etnie, senza alcuna conoscenza della lingua inglese (ed erano molti ogni anno, compresi bimbi italiani), inseriti nelle classi elementari con i bambini americani, imparavano nel giro di pochi mesi ad esprimersi correttamente ed erano in grado di completare con successo l’anno scolastico. Immagino che la situazione sia ancora la stessa, io sono in pensione da 8 anni. C’era un insegnante di sostegno che, nei primi tempi, li seguiva , in piccoli gruppi, per un’ora al giorno, nell’apprendimento della lingua inglese, mentre il resto della classe, di madrelingua inglese, faceva dei programmi di arricchimento per poi ritrovarsi tutti insieme per il resto della giornata (la scuola è a tempo pieno, per un totale di 7-8 ore al giorno)
    Perchè i parlamentari della Lega, prima di proporre soluzioni così discriminatorie, non si informano presso altre culture che affrontano e risolvono da anni ,in maniera esemplare, il problema dell’inserimento scolastico? Meno arroganza, più informazione sul tema, un po’ di ricerca locale (basta andare a Vicenza o Sigonella) eviterebbero provvedimenti discutibili , per non dire nocivi.

  31. Gabriele ha detto:

    Mi conforta che ci siano tante persone, per lo più giovani, consapevoli del grigiore dei nostri tempi e del fatto che l’Italia si stia approssimando ad un regime parafascista, per certi versi già in atto, dietro la regia di “SUA BASSEZZA D’ARCORE”, con schiere di sudditi al seguito. La geniale trovata verde-bile-padana, di istituire “classi-ponte” per i bambini stranieri digiuni di lingua italiana (e magari anche delle necessarie calorie, quelle spesso eccedenti nei paffutelli bambini nostrani), dietro l’ipocrita motivazione della “discriminazione positiva”, non riesce a dissimulare abbastanza l’humus razzista in cui affonda le sue radici. A chi ha lo sguardo capace di penetrare la patina luccicante dell’apparenza, spetta il compito morale e civile di impedire che la malapianta del razzismo e dell’apartheid alligni e produca i suoi frutti velenosi.Nonostante tutto, penso che non dobbiamo scoraggiarci. In tanti non abbiamo rinunciato al senso del dovere civico e della dignità di persone libere.

  32. GIUSEPPE ha detto:

    La verde-bile-padana è definizione da sballo.
    Peraltro la segregazione non produrrebbe assolutamente mai
    il vantaggio formativo dell’aggregazione che per forza di cose
    spinge a dialogare e confrontarsi con i compagnucci ospiti
    forzatamente e quindi positivamente nella loro lingua.Al contrario
    si otterrebbe a parer mio l’effetto ghetto.

    G/p

  33. GIUSEPPE ha detto:

    Quì sopra,rileggendomi,direi che è meglio dire giocoforza piuttosto che
    forzatamente.
    Vabbè sto aspettando che mi passi questa specie di pseudo-influenza
    che gira e allora per non annoiarmi…
    G/p

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