Fallimento

La società di consulenza per la quale collaboro ha acquistato, banconote alla mano, uno studio di ricerca informatica sito al primo piano del nostro palazzo: 580 mq compresi di arredi, la cancelleria e tre dipendenti sopravvissuti al fallimento che ha consentito un acquisto a prezzo stracciato. Ieri sono sceso a vedere se c’era qualcosa che poteva essermi utile…cd-rom, penne, cassettiere, dos per archivio…e mi sono trovato faccia a faccia con quello che significa “fallimento”.

Il luogo è stato chiuso e sigillato dopo l’apertura delle procedure fallimentari e solo da poche ore riaperto alla vita…odore di chiuso ovunque, polvere, ragnatele. Ma soprattutto la cosa che più mi ha colpito sono state le scrivanie: tolti gli effetti strettamente personali, tutto è ancora al suo posto, come se il dipendente fosse scappato per una emergenza improvvisa o si fosse assentato solo per un paio di minuti, ma ora torna e riprende il suo lavoro.

Appunti in post-it sugli schermi dei pc. Pacchettini di fazzoletti di carta mezzi utilizzati dentro i cassetti. Briciole sulle scrivanie. Matite mangiucchiate. Portapenne rovesciati. Pratiche da terminare… Un ufficio di spettri, più che un fallimento una fuga e mi sono chiesto come la cosa si sia svolta nel dettaglio, come mai tante cose siano rimaste così a mezz’aria.

E ho immaginato la scena: i ricercatori e gli impiegati arrivati al lavoro puntualmente alle 9.00 e qualcuno (il commissario liquidatore?) magari a detto loro: “da oggi le attività lavorative sono sospese definitivamente, avete 30 minuti per ritirare i vostri effetti personali e gli uffici saranno poi sigillati”.

Dibattito, proteste, forse pianti e nulla da fare…magari i 30 minuti diventano dopo aspra negoziazione 45, ma per le 9 e 45 tutti stanno ritornando a casa a testa bassa, con qualche foto e qualche mug in un sacchetto, parlottando tra loro sul futuro, mentre tutto viene sigillato alle loro spalle e inizia il regno incontrastato della polvere, delle briciole, delle pratiche abbandonate e dei ragni.

Ci vuole così poco a trovarsi disoccupati? E’ così facile diventare poveri?

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6 risposte a Fallimento

  1. GIUSEPPE ha detto:

    Non immagini quanto,Io ho visto gente finire in malora.
    Lo so so io che ce arivorebbe…scherzo,ma non troppo.
    G/p

  2. Roberta ha detto:

    Purtroppo si’…

  3. Tinuccia ha detto:

    Si, ci vuole davvero molto poco…

  4. Icare ha detto:

    E temo che tutti avremo modo di sperimentarlo, chi più, chi meno.
    Intanto i soliti furbetti accresceranno il loro standard. L’ultima volta (nel ’29) allo tsunami economico fecero seguito dittature e guerra, e oggi? Io non ho speranze sulle capacità politiche di Berlusconi e perciò la vedo brutta!

  5. marina ha detto:

    mi hai messa addosso un’angoscia!
    ma hai ragione: non ci vuole niente in questa società a finire col culo per terra
    marina

  6. GIUSEPPE ha detto:

    Ho inoltrato un discorsetto in questo post poichè a mio avviso merita
    di più di cinque commenti, ma è scomparso del tutto.Liquefatto!
    Sono incazzato e non lo riscrivo.
    Marco ringrazia Dio che il blog sia tuo,altrimenti vi avrei recitato il rosario “de la madonna”.
    Ciao
    G/p

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