L’altra Eluana

Ovviamente a Udine in questi giorni non si parla d’altro. La città osserva l’improvvisa notorietà e passando in auto dalle parti di via Pracchiuso si notano a tutte le ore del giorno e della notte gruppi di preghiera, gente con le candele, striscioni, pattuglie dei carabinieri, camper delle tv con tanto di megapadella satellitare sul tetto.

Non voglio aggiungere la mia voce a quanti parlano e straparlano del caso Eluana, anche se – mi rendo conto – qualsiasi commento io possa fare non sarebbe certo in grado neppure lontanamente di eguagliare per volgarità, goffaggine e inopportunità, quelli del presidente del Consiglio. Ma ciò nonostante, per non finire assieme a lui nella lista dei chiacchieroni un tanto al Kg, me ne taccio.

Però nella clinica “la Quiete” non ci sta solo Eluana. “la Quiete” è l’orrido e costoso luogo di detenzione per anziani concepito per tenerli in vita il più a lungo possibile, in un contesto formalmente ineccepibile, ma che non prevede certo la possibilità di mantenere in salute fisica e mentale le persone che vi sono recluse.

Tra queste c’è anche la mia nonna, della quale ho parlato un paio d’anni fa. Tante volte di fronte alle malattie e alle infermità, se ne era uscita con un “a lè mior murì” (“meglio morire”). Ma non ha mai formalizzato espressamente questa opinione e anche se lo avesse fatto, questo non avrebbe alcun valore giuridico, perchè viviamo nel Medioevo del Diritto.

E così, dopo 10 anni di morbo di Alzheimer, quando vado a trovarla prendo la mano di una persona che forse, da qualche parte, è ancora la mia nonna adorata, ma che stento a riconoscere e rivedere in quel sacchettino rattrappito, con gli occhi acquosi e inespressivi, l’assenza di eloquio e di qualsiasi movimento volontario. Una persona che – ne sono convinto, me lo sento dentro – non avrebbe mai accettato una situazione di questo genere, ma non può farci nulla per impedirla o interromperla.

E allora, non posso parlare per Eluana. Non posso parlare neppure per la nonna. Ma per me si: io non voglio finire in questo modo, voglio poter decidere della mia vita e della mia morte. Voglio poter difendere la mia dignità di essere umano completo e pensante, che non può trasformarsi in una pianta che mani pietose e amorevoli spostano in direzione del Sole e innaffiano perchè non muoia di sete.

E non voglio che a decidere della mia vita e della mia morte siano i Berlusconi e i Sacconi di turno. Come disse il compianto Giovanni Paolo II, quando sarà il mio momento, per piacere “lasciatemi andare”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Popoli e politiche, Società e costume e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a L’altra Eluana

  1. Mat ha detto:

    … (non so che dire, se non che mi dispiace per la tua nonna)…

  2. Clara ha detto:

    Sì Marckuck.
    Che “ci lascino andare”.
    In silenzio.. con dignità, rispetto e nel più breve lasso di tempo possibile.

  3. medonzo ha detto:

    Buonasera Marckuck;
    Sono con te. Su tutta la linea. Senza se e senza ma.
    Ciò che vogliamo o non vogliamo conta relativamente. E’ ciò che facciamo che poi da un senso alle cose.

  4. wynnstan ha detto:

    caro marc, c’è bisogno di buon senso. mi fa piacere sentirti parlare di te stesso, perché è l’unica cosa che possiamo fare.
    gli altri della propria vita facciano ciò che vogliono, noi pure. e nessuno si permetta di decidere per conto nostro. è ciascuno di noi a definire qual è il limite, fin dove riteniamo di essere ancora dignitosi e dove la dignità viene meno.

    wynnstan

    ps: proviamo a vedere se riesci a scoprire chi si nasconde dietro questo pseudonimo (non è per nulla difficile)

  5. rosasospirosa ha detto:

    Siamo tutti dei potenziali “Eluana”.
    Domanda: a quanti di noi piacerebbe essere dati in pasto in questo modo ai media e ai mediocri?
    In fondo soli si nasce e soli si muore, e ieri sera Eluana lo ha dimostrato: ha scelto il silenzio, la discrezione e la solitudine, per andarsene, in punta di piedi.
    C’è ancora qualche trombone che strombazza? Allora esca di scena, per favore e soprattutto da un luogo pubblico qual è il Parlamento: non rappresenta neppure la dignità della specie umana!!!

  6. zauberei ha detto:

    Si ecco. Sono super d’accordo.
    Io non lo so come sarebbe se. Per me stessa medesima non ho in simpatia l’eutanasia. Ma me stessa sono io e basta. E Odio questa cosa di uno Stato che eguaglia a tutti una scelta che vale solo per certuni. Ognuno ha diritto su se stesso come vuole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...