Pezzi di memoria

Per noi, fedeli ed entusiasti spettatori, le due settimane di Wimbledon rappresentano l’evento clou della stagione tennistica.

Non tanto (non solo) per il bel tennis che di solito si vede ma anche, soprattutto, perchè Wimbledon è qualcosa di straordinariamente diverso da tutto il resto, un oasi di civiltà e di stile in un mondo sportivo sempre più brutale e massificato.

Ci sono le fragole con panna (orrende!), i Duchi di Kent, il manto erboso, i gazebo bianchi e verdi stile anni ’30, i tennisti vestiti di bianco (su tutti svetta per chiccheria Roger Federer), il gioco serve & volley, ormai così raro…

Pezzo a pezzo sta scomparendo tutto. Non si fa più l’inchino verso il palco reale (una cosa terribilmente comunarda!), l’erba è tosata in modo da sembrare quasi terra battuta e di questo passo – pota oggi, pota domani – rimarranno solo le immangiabili e gommose fragolacce.

rain_delayed_wimbledon_final_matchSi, perchè da quest’anno sparirà un’altra delle caratteristiche di Wimbledon: le tormentose sospensioni del gioco causa pioggia. Quante ore passate davanti alla televisione a fissare il telone di plastica verde steso sul campo dai raccattapalle, sperando che il gioco potesse riprendere in fretta. E quante volte, sul più bello, scrosci improvvisi che costringono i ragazzetti a bordocampo a frenetiche ricopriture, rapidi e precisi come meccanici del box Ferrari.

Da quest’anno tutto ciò – almeno nel campo centrale – non si vedrà più: il tetto è stato infatti ricoperto da una struttura orrenda che consentirà di trasformare l’outdoor in indoor al primo gocciar di pioggia, consentendo il rispetto dei prepotenti ritmi della televisione e del circo tennistico, che non può più tollerare lo stile belle epoque di Wimbledon.

Ne capisco le ragioni e in buona parte le condivido. Ma capire e condividere non significa essere felici, perchè è un pezzo di Mondo che scompare e troppo spesso mi rendo ormai conto che quando compare qualche novità, questa porta efficentismo ma spesso sottrae memoria.

E non sempre lo scambio è vantaggioso.

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5 risposte a Pezzi di memoria

  1. Pfd'ac ha detto:

    Ah, che meraviglia, in platea sotto tutta quell’acqua, col rimmel che si scioglie e dà quel meraviglioso effetto panda (e perché mai si doveva mettere il waterproof?) mentre la borsa di stoffa comprata a Camden Town si inzuppa sempre più insieme a tutto il suo contenuto. Certo non si potrà dire che il tramezzino era secco!

  2. Mog ha detto:

    Che peccato. In fondo sono proprio i difetti a rendere uniche le cose, e le persone. Così tutto diventa uguale. Di Wimbledon, più che le fragole (evitate), mi ricordo le lacrime da senape di un orrido hot dog (da evitare) e le ore passate in piedi, da stremare l’adolescente che ero.

  3. marckuck ha detto:

    Mog, che anno era? chi hai visto?

  4. Mog ha detto:

    Era il 1984, vidi Chris Evert contro non mi ricordo chi (partita eterna, fu quella a tagliarmi le gambette), Ivan Lendl contro non mi ricordo chi altro e un pezzetto di Navratilova contro un’altra ancora (a quel punto non ce la facevo proprio più). Erano i primi turni e non mi ricordo i comprimari, scusa!

  5. marckuck ha detto:

    Hai visto la Evert!!!!!! era il mio idolo, assieme a Martina (che ho visto a Milano). Ma che invidia!

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