Le piccole caste

La politica deve rinnovarsi, rimuovere le rendite di posizione e portare alla ribalta facce nuove. Fosse facile!

Diversi anni fa, avevo presentato la domanda per svolgere il ruolo di presidente di seggio e non è stata mai accolta. Fino a venerdì quando – a sorpresa – giunge un messo comunale intimandomi di accettare la nomina e proporre a breve un segretario di seggio.

Stamane telefono nel mio microcomune dove – per l’ultima volta – sarò chiamato a votare. Chiedo chi dovrò indicare come segretario e se ci sono delle liste alle quali attingere e mi si risponde che in quel seggio sono 15 anni che presidente, segretario e scrutatore appartengono alla medesima famiglia.

Ne faccio un punto di principio, rendo presente come sia opportuno rinfrescare l’aria e dare una opportunità agli altri e mi trovo di fronte ad una opposizione cortese ma ferma: “ci vuole esperienza, ci vuole competenza, è opportuno si conosca il territorio…” insomma, si fa di tutto per farmi ritornare a pescare nel medesimo stagno.

Rapido calcolo: presidente + segretario + scrutatore significano circa 500 €. Non molti, ma moltiplicato per 15 (e considerato che si vota quasi ogni anno!) diciamo che questa famiglia può aver intascato di sole procedure elettorali 5-6000 euro.

Non molti, ma quanto basta per cambiare divano, pc o magari pigliarsi una utilitaria di seconda mano.

Ma non è solo il fatto economico. E’ il fatto democratico che mi da fastidio: a tutti deve essere data l’opportunità di poter prendere parte al processo elettorale, che inizia proprio dal seggio di voto. E’ la “prima elementare” della democrazia e non si capisce perchè debba essere data per una intera generazione in appalto a una stessa famiglia.

Per capirci, se il capofamiglia non si fosse a sua volta candidato alle Comunali (ponendosi in condizione di incompatibilità), ora sarebbe lui a presiedere il “suo” seggio, come sempre. Con i due figli ad affiancarlo. Purtroppo si è candidato, la Corte d’Appello di Trieste ha indicato Marckuck che è notoriamente testardo, asociale, antipatico. E a tratti tirannico.

Il quale Marckuck – da presidente tiranno – la sua prima decisione l’ha presa: la famiglia di Scrutinio de Votis starà ferma un giro. Quest’anno niente cena pagata dal Ministero dell’Interno, sorry

Really Sorry.

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7 risposte a Le piccole caste

  1. Any ha detto:

    oh, I see 🙂

  2. philippemarcal ha detto:

    Grande Marckuck, solleverò il calice alla testardaggine, all’asocialità e all’antipatia. E, solo a tratti, alla tirannia.

  3. zauberei ha detto:

    Bravo Marckuck hai fatto benone!
    Ma poi scusa, nun dovrebbe essere proibito che pino e gino e dino fratelli gestiscano sti tre ruoli attigui? Cioè la FAMIGLIA??? e chi mi protegge a me elettore da eventuali brogli?
    Li rappresentati di lista puaretti?
    Pensa che alla fao non se ponno manco sposà tra dipendenti!

  4. navide ha detto:

    Bravo Marckuck!!

  5. Mog ha detto:

    Mi associo. Pensa che al mio seggio saranno 15 anni che dal presidente in giù sono sempre gli stessi, non sono parenti (e lo so, perché il presidente sfortunatamente lo conosco) ma mi pare losco lo stesso.

  6. rosasospirosa ha detto:

    Well done, Marckuck! One more toast to you!

  7. martina ha detto:

    fatto bene!!!

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