Oro Blu

Chi ha studiato un po’ di storia, solo un pochino (il che significa – grosso modo – aver fatto almeno la I media) ricorderà come l’alba dell’Umanità sia stata intrisa d’acqua, come una spugna…

Dove è sorta la prima civiltà? Ma nella “mezzaluna fertile”, tra i fiumi Tigri ed Eufrate… I Sumeri venivano da lì e pure i Babilonesi… E poi cosa ha reso ricco e potente l’Egitto? ma lo scorrere del Nilo che con il suo limo ha reso prospere tutte quelle terre che diversamente sarebbero state aride e sabbiose. Per non parlare dei Fenici, che impararono a solcare i mari diventando commercianti imbattibili mentre i Romani fecero inizialmente molta fatica a muoversi sul mare ma in compenso dovettero anche a 2 fiumi – il Reno e il Danubio – la loro sicurezza di secoli, 2 barriere naturali contro le invasioni che solo il freddo straordinario della notte di capodanno del 406 riuscirono a mettere fuori gioco… Fu allora infatti che orde di Alani e Vandali varcarono con cavalli, carri, donne e bambini il grande Reno ghiacciato e penetrarono in massa nelle Gallie.

Potrei continuare, magari con Mosè che apre le acque al proprio passaggio o Cristo che ci passeggia sopra, ma vengo al sodo: da che mondo è mondo, l’acqua rappresenta vita, prosperità, forza, futuro, ricchezza, civiltà, crescita. Ed è sempre stata di tutti.

Da qualche giorno, in Italia, l’acqua è stata “privatizzata”. Ovviamente non è proprio così, ma si è rotto un principio di fondo che vede nella libertà di accesso alle fonti idriche (e quindi, nel contesto attuale, la loro connotazione di bene pubblico) un diritto umano fondamentale.

Certo, la gestione di acquedotti e reti idriche fa acqua da tutte le parti, questo non si discute. Tutto potrebbe essere più efficiente, più moderno… si potrebbero avere tubi che non perdono (e sprecano) una risorsa così preziosa e regole di condotta maggiormente rispettose anche da parte degli utenti domestici. Però resta un fatto grave: ormai su troppe cose che attengono diritti fondamentali della persona (Salute, Previdenza, Sicurezza pubblica, Acqua) la soluzione alle inefficienze del pubblico non è mai “miglioriamo il servizio, aumentiamo i controlli, siamo più severi e rigorosi) ma sempre, inevitabilmente “diamo ai privati” i quali pensano solo ai fatti loro (sono privati, no?).

E – per buttarla in etica – troppo terribile che si possa fare fatturato con la fonte della vita, che in tante parti del pianeta manca del tutto o viene distrutta per mantenere il nostro assurdo standard di vita quotidiano. Lo so, suona retorica buonista, ma non si può sempre essere cattivi e anticonformisti. Non su questo, almeno.

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2 risposte a Oro Blu

  1. roy ha detto:

    ero certo di trovare una miriade di commenti tutti scandalizzati. L’acqua è un bene comune e primario. C’è gente che non può usare l’acqua per fare il bagno, A stento riesce a bere. Ma si vede che in Italia certe cose vanno bene così. Alla fine è tt ok

  2. Marte ha detto:

    Il prossimo 22 marzo (giornata mondiale dell’acqua) l’Italia che avrà da dire?

    Per me l’acqua prima ancora che un bisogno è un diritto.
    E i diritti non dovrebbero rientrare dentro il conto economico di un fatturato d’impresa.

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