La Superpotenza

Anche quest’anno – pur febbricitante – un po’ per abitudine, un po’ per amor patrio, ho guardato la “Paratona” militare del 2 giugno.

Lo scenario è sempre quello, immutabile. Arriva il presidente sulla Flaminia anni ’60, contornato dai corazzieri, saluta le “alte cariche dello Stato” (tutti uomini, tutti vecchi) e caracollando si accascia sulla poltrona di velluto rosso e osserva lo “sfilamento”. Sotto i suoi occhi passano reparti rappresentativi di tutte le forze armate e alla fine il presidente saluta le “alte cariche dello Stato” (più vecchie di altre due ore), risale sulla Flaminia e ritorna a casa, al Quirinale. Fine della Festa della Repubblica.

Quest’anno poche novità. Berlusconi stranamente composto e presentabile, dopo le pagliacciate dell’anno scorso (quando si distingueva per il suo essere tutto uno smorfia), il ministro della Difesa La Russa totalmente sconnesso, che ride, passeggia e gesticola, il presidente del Senato Schifani talmente inutile che non viene mai inquadrato. Gianfranco Fini assente, in trasferta in Afghanistan dove la situazione è meno calda che in prossimità del “caro alleato” Silvio. E i due telecronisti, impagabili. Soprattutto la donna, che si esalta ogni volta che compare Berlusconi, interrompendo chiunque stia parlando per comunicare urbi et orbi con fare giulivo “ecco inquadrato il Presidente Berlusconi”…

Che la principale festa nazionale si celebri con una parata non è insolito, anzi… Con l’eccezione del 4 luglio americano (un mix tra militarismo prussiano e circo equestre), molti Paesi ostentano i muscoli. Così la Francia il 14 di luglio (parata militare & pattuglia acrobatica) o il Regno Unito che celebra il compleanno della Regina con il Trooping the Colour (parata militare & pattuglia acrobatica). Il fatto è che sono realmente grandi potenze economiche e militari. Ma l’Italia, poverina…

Tutto questo ostentare una forza militare che non abbiamo mai avuto, una tradizione fatta più di sconfitte che di vittorie, con molti esempi di straordinario eroismo individuale ma con una classe di ufficiali tradizionalmente fifona, traditrice e screditata (giudizio severo? basta leggere un po’ di storia delle campagne d’Africa, nonchè della I e della II Guerra Mondiale), più brava a sparare al popolo che a difendere i Sacri Confini. E la storia della Repubblica non è purtroppo diversa, se pensiamo a che razza di generali abbiamo avuto, dal golpista De Lorenzo (anni ’60) fino a quell’impresentabile Speciale, comandante fellone della Guardia di Finanza… tutta una successione di scandali, di massoneria deviata, di protezioni politiche, di retorica bolsa.

E poi, per dirla tutta, io non ho nulla contro quelli che Max Weber chiamava “professionisti della violenza”. Ma la festa delle Forze Armate è il 4 novembre, ricordo della vittoria nella I Guerra Mondiale. Il 2 giugno è la festa della Costituzione e della Repubblica. E la Costituzione parla di altro, non solo di Forze Armate (citate – alla lontana – solo nell’art. 52). Parla di Democrazia. Di Solidarietà. Di Uguaglianza. Di Pace. E di ripudio della Guerra (art. 11), dettato palesemente violato dalla nostra partecipazione reiterata a missioni militari aventi un chiaro carattere offensivo.

Ma di questo non si può parlare oggi, narcotizzati come siamo da un dibattito politico e comunicativo a senso unico e così, me ne ritorno a letto febbricitante e malinconico, con ancora impressa l’immagine – quella si veramente spaventosa – delle severissime crocerossine, che sfilano rigide e impettite. Non hanno nulla di materno ma, autentico terrore per noi malati, sembrano inflessibilmente votate a dispensare suppostoni, clisteri e tazze di olio di ricino perchè è così che si raddrizza la schiena a noi, malatini mollaccioni!

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5 risposte a La Superpotenza

  1. nodders ha detto:

    Sull’Italia niente da dire.
    Ma la Francia grande potenza militare??

    Mi vengono in mente battuttutacce da English humor molto cattive.

    Prima guerra a vedere la Francia partecipe: la guerra gallica, risultato: persa. La Francia e’ conquistata addirittura da un italiano.

    A seguito: guerra dei cent’anni. Risultato: in grand parte persa. Salvati in zona cesarini da una schizofrenica adolescente che crea inavvertitamente la prima regola della guerra francese: “gli eserciti di Francia vincono solo quando non sono guidati da un francese.” Santa.

    Rinascimento: guerre d’Italia. Risultato: prese.
    La Francia diviene la prima e sola nazione ad aver perso due guerre contro gli italiani.

    Rivoluzione francese: pareggio. Grazie al fatto che gli opponenti eran tutt’al più francesi.

    “Andare in guerra senza la Francia è come andare caccia di cervi senza una fisarmonica. Non hai fatto altro che lasciarti alle spalle un sacco di bagaglio rumoroso.”

    Prego digitarsi in Google “French military victories”.

  2. yorick ha detto:

    guarisci presto.

  3. Bianca 2007 ha detto:

    DAL CLERICO-FASCISMO MUSSOLINIANO
    AL CLERICO-IMPERIALISMO BERLUSCONIANO!
    Vai sempre forte,eh?…Ciao,un saluto caro con la preghiera NON baciapile d’estenderlo al prof “Fabiuccio”.Mirka

  4. Vita ha detto:

    Un quadro tristissimo: tu che dal tuo letto di dolore e malattia guardi la “paratona”, nostalgico di tempi andati, schifato dai presenti, atterrito dalle crocerossine…non sono mai state simpatiche neanche a me…

  5. marckuck ha detto:

    @ nodders, la tua ricostruzione è affascinante… noto però che – astutamente – tralasci la vittoria nella Guerra dei 30 anni, il periodo di supremazia militare di Luigi XIV e il fatto che – in fondo – sul fronte occidentale la guerra fu vinta da loro, più che da inglesi o da quei 4 gatti di americani 😉
    @ yorick, coff coff, augh augh
    @ grazie Bianca. Estenderò
    @ Vita, vero? sono terribili

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