Chabrol e il potere

E’ morto il grande regista francese Claude Chabrol, attento e un po’ crudele osservatore delle meschinerie umane, con una attenzione particolare per i vizi, gli intrighi e le piccinerie che animano nei fondi dello stagno fangoso la vita di provincia.

Mi piace ricordarlo con un film del 2006, che mi era piaciuto particolarmente: la Commedia del Potere, con una brava Isabelle Huppert nei panni di un magistrato integerrimo e forse un po’ carrieristico, alle prese con una Tangentopoli parigina che le regalerà notorietà e simpatia nell’opinione pubblica, ma ne manderà a rotoli la famiglia e finirà in una specie di “nulla di fatto”, piuttosto sconsolante…

La Commedia è un film a metà tra il dramma e la commedia, assolutamente brillante, cinico e irrisolto, che forse andrebbe visto (e rivisto) anche da noi, per i meccanismi che svela e per quelli a cui allude. Per la disincantata e mai moralistica lettura delle cose e per come trasforma una vicenda in fondo periferica, in una lezione sul funzionamento e sui meccanismi intrinsechi del Potere. Politico. Economico. E Mediatico.

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