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Questo povero, esausto Salotto dovrebbe potersi occupare delle cose belle della vita… di Cinema, di Cibi, di Canzoni e di Chiacchiere e invece non passa giorno senza che le cronache impongano delle riflessioni o delle prese di posizioni su questioni che – per usare un eufemismo – appaiono essere “di pubblico interesse”. Ad esempio la scuola di Adro, emersa a simbolo del pericolo che corriamo con l’andazzo esistente.

Dunque Adro è una sorta di Alabama d’Italia, una zona dove le componenti politiche più retrive della Lega Nord vincono le elezioni politiche con messaggi razzisti e populisti privi di controllo e autocontrollo e grazie a questi ottengono plebiscitari consensi vicini al 70% dei voti. A guidare la giunta comunale di questo paesino del bresciano c’è un personaggio fanatico e volgare – tal Oscar Lancini – che in quanto “primo cittadino”, lungi dall’essere un punto di unione e di riferimento per l’intera cittadinanza, va avanti a colpi di machete sperando ovviamente che – strilla oggi, strilla domani, insulta dopodomani – la buona sorte lo porterà in Parlamento.

Dunque ad Adro, con le risorse pubbliche (cioè non con i risparmi della Lega…) si è fatta una scuola elementare molto bella e molto funzionale, però riempita in ogni angolo dello stemma del partito di Bossi. Ovunque. Cartelli, muri, posaceneri, finestre, banchi… un bambino non può girare lo sguardo da nessuna parte senza vedere il Sole delle Alpi, un delirio totalitario più da Germania Nazista o Corea del Nord che da repubblica democratico liberale.

Si è creato un movimento d’opinione – che ha coinvolto anche genitori di centrodestra – in base al principio “lasciamo in pace i bambini”, che non possono essere certo trascinati in quella che è diventato un’evidente caso di “pedofilia politica” e quindi – con fatica – ci sono stati anche dei timidi richiami del ministro Gelmini e financo una lettera del presidente della Repubblica.

Finalmente, il dirigente scolastico ha deciso di porre fine alla violenza nei confronti dei bambini e ordinare la rimozione delle decine e decine di simboli partitici anticostituzionali, così perfidamente collocati e il signor sindaco, lungi dal rassegnarsi a rispettare la Costituzione sulla quale ha giurato (spergiuro!) minaccia di rimettere tutti i Soli al loro posto, immediatamente.

Come uscirne? se questo fosse un Paese serio, si applicherebbe l’art. 120 della Costituzione, che al secondo comma disciplina il così detto “potere sostitutivo dello Stato”, stabilendo testualmente che:

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Cioè, se un potere territoriale diverso dallo Stato, ad esempio un comune, magari Adro, pone in essere politiche volte a violare diritti civili e sociali (e l’accesso a una scuola libera, aperta e apolitica rientra tra questi), allora è compito del Governo intervenire esercitando il così detto “potere sostitutivo”, adottando cioè gli atti necessari al ripristino della situazione, possibilmente con la collaborazione dell’Ente territoriale “violatore” (il principio di “leale collaborazione”), altrimenti – mancando questa, di proprio imperio.

Quindi, se a Roma esistesse un governo repubblicano dignitoso e degno di questo nome, il ministro competente manderebbe al signor Sindaco un sms di questo tipo:

Ciao, sono Mary Star. Hai 48 ore per rimettere a posto la skuola del tuo komune e cerca di farlo in fretta e di tua volontà, altrimenti Roby Maroni degli Interni ha detto ke verrai commissariato! Tvb. Mary Star

Visto? non è difficile…

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6 risposte a 120

  1. Alexsandra ha detto:

    In questo nostro povero esausto paese ci mancava solo la “pedofilia politica”, condivido in toto specie che sarebbe molto meglio potersi concentrare sulle cose belle della vita, cinema cibi canzoni chiacchere ecc…ecc…

  2. Andychimico ha detto:

    A me stupisce un altro dettaglio di questo tuo post, una cosa di cui si parla e straparla, ma evidentemente non abbastanza. La descrizione che tu dai del primo cittadino e dei suoi sistemi: ne parli come se costui fosse sceso dal cielo a mo’ di ufo, e tirannicamente avesse assunto il potere soggiogando il volgo tutto ed imponendo i di lui sistemi. Penso che non occorra ricordare come i primo cittadino diventa tale, ad Adro come a Canicatti’. La conclusione? Semplice: se Adro ha questo primo cittadino, segno evidente che la maggioranza dei votanti si riconosce in lui. Siamo sicuri che meritino di meglio? L’incidente della scuola e’ solo un episodio di una politica costellata di iniziative celoduriste… quindi ripeto: se la gente lo ha scelto, di cosa si lamenta adesso? A me dispiace solo per i bambini, per i quali, purtroppo, se genetica e statistica hanno un minimo peso, il destino e’ segnato.

  3. marckuck ha detto:

    @ Andy. Vero, non è sceso da Marte il buon primo cittadino di Adro ma è stato eletto – come ricordo all’inizio – da circa il 70% dei votanti. Purtroppo la democrazia non vive grazie al suffragio universale, ma malgrado il suffragio universale… in fondo – a ben vedere – anche Hitler ha vinto libere elezioni e grazie a quelle è andato al potere (1933: 44% dei voti al partito nazista). E di questo la nostra mirabile Costituzione ne è talmente consapevole che all’articolo 1, dopo aver detto che l’Italia è “Repubblica democratica fondata sul lavoro”, aggiunge che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
    Vi è pertanto il principio che la volontà del popolo non possa essere “assoluta”, ma debba trovare anche questa un limite invalicabile in un pacchetto di principi non mediabili, che la Corte Costituzionale ha anche elencato alcuni anni fa… ad esempio, il popolo non potrebbe abolire l’art. 3, sull’uguaglianza tra tutti i cittadini, tanto per dirne uno…
    E quindi, la domanda non è tanto “se lo sono eletti, se lo tengano” ma anche, direi soprattutto, “chi tutela quel 30% che non lo ha votato e che rischia di essere tagliato fuori?”

  4. Any ha detto:

    è il solito principio che se siamo in 100 nel villaggio e 99 votano che io sono una porchetta, vabbè la maggioranza ma penso di essere in diritto di far valere il mio dissenso

  5. Andychimico ha detto:

    IL fatto e’ che il discorso non regge per ragioni matematiche. Mi spiego. Il 70% dei votanti esprime la propria opinione scegliendo il primo cittadino del caso. Ora, gli alunni di una scuola elementare rappresentano una sezione trasversale della societa’: ci sono i bimbi figli di chi ha votato a destra, di chi ha votato a sinistra, di quelli che non han votato, di chi e’ straniero, e cosi’ via. Dunque, il passo successivo e’ che diciamo su 100 genitori in protesta ce ne sara’ almeno una fetta (forse non il 70%, ma non troppo distante) che ha votato per il suddetto. Ovvero tra i dissenzienti ci sono, per ragioni statistiche, anche coloro che hanno votato questa persona. Quindi saro’ stronzo quanto vuoi, pero’ ritengo che queste persone ne’ abbiano diritto a protestare ne’ meritino di meglio.

    Esiste poi tutto il discorso delle protezioni delle minoranze. Qui sfondi una porta aperta, anche se non posso esimermi da una riflessione: democrazia e’ l’adeguarsi alle decisioni della maggioranza. Le minoranze ANDREBBERO tutelate, pero’ non parliamo di un paese (l’italia) dove la diversita’ e’ vista esattamente come una ricchezza da valutare, o sbaglio? Quindi, piedi per terra e occhi sulla realta’, a me dispiace per chi il primo cittadino non se lo e’ scelto, pero’ un’idea potrebbe essere, se possibile, iscrivere i piccoli in una sucola vicina, magari di un altro comune (ripeto, se possibile). Neppure io ho scelto il berlusca, ma come loro mi arrangio.

    Per rimanere sul costruttivo, quali sono le alternative da proporre? E prima di spararmi un pistolotto politico-social-filosofico, vorrei qualcosa di pratico, ovvero: dato il primo cittadino, dati il 70% degli elettori, quali sono le proposte concrete di tutela della minoranza? Dire di non mettere i segni della Padania non vale, per il semplice fatto che e’ gia’ successo… cioe’ se tu eleggi un piromane, non puoi poi chiedere di non appiccare il fuoco, giusto per tutelare chi ha paura di scottarsi.

    Sul suffragio universale siamo ancora piu’ d’accordo. Non ci credo e non lo ritengo giusto.

    PS: l’art 3 e’ un pezzo che viene ignorato, e non mi dilungo su questo perche’ non e’ negli scopi del post, credo. Se le minoranze non vengono tutelate a livello nazionale e sui grandi temi sociali, mi spieghi come sia lontanamente possibile che cio’ avvenga in un paesino governato da un leghista eletto con il 70% dei voti? Guarda che a me dispiace molto scrivere quello che scrivo, pero’ penso che sia il caso di guardare alla realta’ per quello che e’, non per quello che dovrebbe essere.

    PS2: infatti la germania e’ oggi una delle nazioni piu’ democratiche che ci siano (con tutti i problemi del caso, naturalmente) anche perche’ tramite le sanzioni del dopoguerra, che si trascinano fino ad oggi, i tedeschi hanno avuto modo di comprendere ed elaborare la gravita’ delle loro scelte. Un buffetto sulla guancia non avrebbe sortito lo stesso effetto.

  6. marckuck ha detto:

    Andy, scrivi tante cose, troppe per consentire una replica ordinata, anche perché sono d’accordo quasi su tutto come quasi sempre con te, sapendo che forse quello che ci distanzia è più lo stile letterario che la sostanza delle cose. Il riferimento all’art. 120 era finalizzato a presentare un aggancio giuridico per giungere al commissariamento del sindaco “riottoso”, ovviamente se lo si vuole fare, mentre il riferimento all’art. 3 era un mero esempio (avessi parlato del 2, sarebbe stato lo stesso). Insomma, ho fatto il professore.
    Un passaggio però non lo lascio sfuggire: “piedi per terra e occhi sulla realta’, a me dispiace per chi il primo cittadino non se lo e’ scelto, pero’ un’idea potrebbe essere, se possibile, iscrivere i piccoli in una sucola vicina, magari di un altro comune”. Questa è esattamente la posizione del Sindaco che ha detto “chi non è contento di come è amministrato questo comune si trasferisca in un altro”….
    Può darsi che i casi della vita mi portino un giorno a vivere lontano da Udine (è già successo) o dall’Italia. Ma sarà per scelta mia, non perché un politicante di merda (sorry) ha deciso di farmi diventare straniero in patria. Che se ne vada lui…

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