Due ruote

I lettori più fedeli ricorderanno questa foto… il bambino perplesso e un po’ scocciato che cercava modo di svagarsi con la bici ancora dotata di rotelline…

Sono passati circa 40 anni da quello scatto, a palazzo Chigi non siede più Emilio Colombo, ma Silvio Berlusconi, sono cambiati quattro Papi, sette presidenti della Repubblica, 8 presidenti degli Stati Uniti, è caduto il Comunismo, la Juve è andata in serie B ed è risalita e solo Fidel Castro e SM la Regina d’Inghilterra sono ancora al loro posto. 40 anni durante i quali è cambiato praticamente tutto e quel bambino in foto è oggi molto diverso: alto uguale, ma con molti meno capelli e qualche kg in più…

Però, tra le cose che non sono cambiate c’è il mio gusto per la pedalata cittadina e alcune settimane fa, finalmente, vincendo la pigrizia mi sono comprato una bici da città. Bella, nera, leggera. E da allora non passa giorno senza che non la usi per fare qualche giro nel centro cittadino, anche senza ragione, per il gusto di salirci e pedalare un po’…

E questo mi ha consentito di riscoprire – dopo molto tempo – angoli e prospettive della mia città che non noto andando in auto e non apprezzo a pieno andando a piedi. Una città piana, tranquilla e curata, forse priva di fantasia, forse prevedibile e provinciale, forse noiosetta, ma gradevole da attraversare con pedalata tranquilla e senza fretta.

E penso a quanto sia spesso sbagliata la politica ciclistica che fanno nelle città, compresa la mia (l’assessore alla viabilità è un amico, non se la prenderà…): aree ciclabili fatte con le risorse comunitarie, rastrelliere ovunque, bici del comune a disposizione… tutti gli assessori ad affannarsi per convincerci quanto sia giusto, razionale ed etico usare le due ruote. E solitamente lo fanno nello stile tipico della sinistra, anafettivo e moralista: con ragionamenti, tabelle, grafici, statistiche sullo smog, fotografie di polmoni prima e dopo, immagini di ingorghi stradali.

Lo fanno mettendoti ansia. Lo fanno con il ditino indice oscillante pronti alla predica trombona, in una via di mezzo tra lo Stato Etico e la signorina Rottmeier, lo fanno per rieducarti, come negli Stati Socialisti. E finiscono per rendere la bicicletta antipatica e petulante.

Perché non sanno quasi mai dire la cosa più semplice e vera: usate la bici in città perché è divertente!

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8 risposte a Due ruote

  1. zauberei ha detto:

    Ciao Marckucko!
    Anche io sono una devota della pedalata cittadina!
    Solo che m’hanno fottuto tre bici tre, e ora sono devota del tramvai.

  2. marckuck ha detto:

    ahahahahh Zauber… speriamo non ti fottano anche il tranvai!

  3. alexsandra ha detto:

    Qualcuno, non ricordo chi, ha detto che andando in bicicletta ci si volta indietro raramente ed è una metafora della vita. Può essere vero perchè è un gesto che non viene naturale e anche quando ci si volta lo si fa fugacemente perchè dobbiamo tornare a guardare davanti a noi concentrandoci sulla strada e su quello che ci circonda, non su quello che lasciamo alle spalle.

  4. Bianca 2007 ha detto:

    SE ME LA RICORDO “QUESTA” FOTO!
    Ricordo anche chi scrive bene e qui mi fermo lasciando un DOPPIO saluto e,perchè no,anche il doppio di baci a te e all’esimio dot Fabiuccio che immagino a mangiare la torta di mammetta gustandola senza far bricciole.Bianca 2007 anzi la FULVIA ovvero,a seconda prospettive e stati, Mirka

  5. Mat ha detto:

    Un post molto bello, Marco caro: l’avevo letto ieri notte ma non ero riuscito a commentarlo. Ciao, buon weekend.

  6. Clara ha detto:

    La mia città non è proprio quella ideale per pedalare senza affaticarsi ma trovo che sia ugualmente divertente farlo ed è vero Marckuck! Scivolare in silenzio tra vicoli e piazze senza troppa “lamiera” intorno, ti regala l’opportunità di scoprire e vivere in modo diverso ogni minimo dettaglio

  7. erynwen ha detto:

    Provo un po’ di invidia per chi vive in una città in cui la bicicletta è un mezzo di trasporto. Dove abito viene visto solo come un passatempo da usare solo nel tempo libero in strade extraurbane o chiuse al traffico. I più coraggiosi, che decidono di usarla in centro città, rischiano la vita tra auto guidate da automobilisti indisciplinati ed insofferenti. Le piste ciclabili? Sono state costruite con i fondi europei ma i cittadini le usano per parcheggiare moto e auto. E dire che nella mia città in cui il sole splende quasi tutto l’anno!

    p.s. Ho cambiato indirizzo del blog…

  8. marckuck ha detto:

    grazie a tutti per i commenti così gentili. E ben tornata Eryn…

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